lunedì 30 giugno 2008

IL DENARO NON E' TEMPO

Ho messo il video sopra, perchè secondo me descrive in modo perfetto il bigottismo che ci circonda: gente che si reca in chiesa, e poi con il suo comportamento contribuisce a creare una società veramente penosa dove l'umanità trova sempre meno spazio. Come avrete capito, oggi sono abbastanza abbattuto, incredulo nel vedere una società nella quale proprio non mi riconosco. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: gente che approfitta di ogni debolezza per soverchiarti, cattiveria ed egoismo dilaganti e molto altro ancora. Basta entrare in un qualsiasi luogo di lavoro per rendersi conto che abbiamo perso il senno della ragione. Il lavoro non è più ( forse non lo è mai stato) un' esperienza dove l'uomo ritrova la sua umanità, misura le sue capacità, ma un luogo dove l'umiliazione e lo svilimento personale sono all'ordine del giorno. Sembra, naturalmente con le dovute proporzioni, la zona grigia che Primo Levi descrive tanto bene nel libro che tratta della sua permanenza ad Auschwitz: " I sommersi e i salvati". Persone che dovrebbero essere al tuo fianco , lottando per gli stessi diritti, che invece perchè investiti di qualche mansione di responsabilità tendono a comportarsi come veri e propri satrapi dando anche il culo al padrone. Dico questo perchè oggi, un mio collega, è stato vittima di quella follia che spero conduca questa gentaglia ad una brutta fine. A loro non interessano i tuoi sentimenti, il tuo stato d'animo, passano su tutto e tutti pur di fare il proprio interesse. Quella frase che non sopporto : " il tempo è denaro". Il denaro di chi? di cosa? Il tempo è denaro ma il denaro non è tempo! Chi mi restituisce gli anni che perdo per scopi che non sono i miei? Chi mi restituisce la luce del sole che tutti i giorni sono costretto a vedere da una finestra o da una porta? Chi mi restituisce quei tramonti invernali che troppo spesso perdo? Ma a loro questo non interessa... ti pagano e allora non sei più un uomo, sei una macchina da sfruttare e dalla quale bisogna trarre il massimo profitto. Cosa importa se poi hai una famiglia, se quando vai a casa devi guardare i tuoi figli con impressa sul volto la delusione di una vita grama, di una vita usurpata da chi ha il potere di avere i soldi. Ti dicono questo è il progresso, se vuoi avere i soldi devi lavorare. E con questo mi rivolgo anche a quei colleghi vigliacchi, uomini tanto piccoli da fare pena, da far generarare una forte compassione. Ma cosa volete da un popolo del genere, che sia solidale con i Rom, con i marocchini o qualsiasi altro essere che viene da lontano? Cosa possiamo pretendere da gente che non sa indignarsi nemmeno per un compagno di lavoro? La verità è che questo paese di egoisti e opportunisti, fatto di gente viscida, merita Berlusconi e la Lega al Governo. Questa è la verità! L'ignoranza dilagante sarà la causa della rovina di questo popolo di merda e quando verrà, non potremo nemmeno lamentarci perchè sarà esclusivamente colpa nostra. Oggi penso di aver raggiunto veramete il limite massimo di sopportazione per la mia povera sensibilità. Non so il perchè, forse vedere un amico vittima di tutto questo, ha generato in me un forte senso di giustizia, l'orgoglio di non soccombere a questa malvagità dilagante. In ogni caso so solo che, se qualcuno si azzarda ancora a definire davanti a me, questa, la società del progresso, giuro che lo riempio di parole.

INVOLUZIONE

Ormai sono consapevole di vivere in un paese sòrdido. Siccome però, penso che non sia mai inutile continuare a ricordarlo a questa gentaglia che lo abita, voglio postare un articolo nel quale ritrovo alcune mie convinzioni. Oddio...naturalmente non tutto è da buttare via anzi, colgo l'occasione per ringraziare tutti quei blogger, che con il loro impegno provano a dare una pennellata di decenza a questo paese. Grazie a tutti voi per la solidarietà, l'impegno e la volonta di cambiare, che dimostrate. Il bello di avere un blog, è scoprire di essere ogni volta un po' meno soli.

DI ANDREA TARABBIA
Il primo amore

LA VERGOGNA

Una volta, ma non era molto tempo fa, la gente che votava a destra se ne vergognava: non lo diceva, o, al limite, lo ammetteva tra i denti, senza guardare direttamente negli occhi. Erano epoche belle, dove non pioveva mai, i mandorli erano in fiore e le ragazze sorridevano ciabattando nei parchi. Oggi sembra invece una qualità. Viviamo in una fase culturale pesantemente involuta. Detto in italiano: «Siamo un popolo di merda». Se guardo il telegiornale, mi capita di provare a fare la conta di quante volte ricorre la parola «sicurezza» nei servizi e nei lanci da studio. Tolte le congiunzioni, gli articoli e la parola Europei – che avrà però vita breve, soprattutto se ci capiterà di uscire ai quarti – la parola «sicurezza» è la cosa che – declinata in varie forme – trova in assoluto più spazio. Detto in tutta onestà, io non mi sento insicuro. Non ho paura. Giro, faccio sostanzialmente quello che mi pare, e non credo che ci siano orde di albanesi con il coltello tra i denti pronte a sfondarmi la porta di casa. Appartengo a quella categoria di persone a cui non è mai stato rubato il portafogli, e che fuori dalla cucina non ha mai visto un coltello. Io questa emergenza, questo peggioramento non lo vedo. Le raccomandazioni che mi faceva mia madre negli anni Ottanta quando andavo a giocare al campetto erano, come tono e numero di vocaboli, le stesse che la mia vicina di casa fa ai figlioletti quando li lascia «scendere». Ma mia madre non era terrorizzata. L’emergenza è più in alto. L’emergenza è sempre più in alto. La paura è questa: molti di noi non si accorgono – o fanno finta di non accorgersene, il che è molto peggio – di quello che sta succedendo. Nessuno è sceso in piazza contro il tentativo di militarizzazione di Roma, Napoli e Milano. Per me è una cosa inaudita. Forse non lo faranno, e una grande spinta in questo senso l’hanno data le proteste della polizia. LE PROTESTE DELLA POLIZIA. Siamo un Paese assurdo, lo siamo sempre stati. Io mi immagino di girare per strada, magari in Paolo Sarpi – che per inciso entro pochi anni verrà pedonalizzata, infighettata, la comunità cinese verrà dislocata e diventerà la solita via senz’anima e senza nerbo – e di vedere questi gruppetti di soldati (con annesso poliziotto). Mi immagino che entro qualche mese questo genere di incontri diventi la normalità. Mi immagino che entro cinque anni da 2.500 i miliziani diventino 5.000, e che entro dieci anni diventino 10.000, e in nome della sicurezza in dodici anni 12.000, entro vent’anni 20.000, poi 25.000, 30.000, 40.000, in nome della sicurezza. Mi immagino che tutto questo sia recepito come normale. Ci si abitua a tutto, ma soprattutto al peggio. Che cos’è la sicurezza? È la protezione della proprietà privata. L’abbiamo ridotta a questo. È la protezione della proprietà privata, è la libertà di andare al centro commerciale il sabato pomeriggio, è la possibilità di possedere un satellitare da 15.000 euro e di continuare a possederlo – cioè che non ti venga rubato. È la tranquillità, strade deserte, pulite. La sicurezza è una lunga strada bianca, priva di pericoli, che conduce verso un luogo dove andare a fare acquisti, senza che ci sia il rischio di incrociare, in mezzo ai palloncini colorati, una faccia nera e sporca, una barba, un vestito liso rubato ai contenitori della Caritas. La sicurezza è una forma sociale di normalizzazione. La migliore delle italie possibili è, secondo questo nuovo concetto di sicurezza, bianca, cattolica, con una medio-alta capacità di acquisto, con un gusto estetico mediocre, un tasso di scolarizzazione medio, due televisori, i pranzi la domenica, il sabato all’Auchan e all’IKEA, i week-end in Liguria. Stanno tutti facendo finta di niente o non c’è nessun allarme nella faccenda della limitazione delle intercettazioni? Io non sono in grado di entrare giuridicamente nel merito della questione, però mi pare che sia la spia di una deriva e di una vergogna che non mi sento di non rilevare. Basta vedere un quarto d’ora de Il divo – tanto per rimanere sulla stretta attualità – per capire che il Potere ha sempre operato e lavorato all’ombra di se stesso, che la storia recente d’Italia è una storia del non detto, del traffico sotterraneo in nome della ragion di Stato. Oggi la ragion di Stato è sulle prime pagine dei giornali. il Potere per la prima volta ha la faccia tosta. A breve mi aspetto che il b***usconi di turno vada in tv e dica: «Insomma, mi stanno rompendo i coglioni su questo, questo e quest’altro, questi bastardi comunisti di merda! Io c’ho le mie cose da fare! Sciogliamo la magistratura! È vecchia! È corrosa [termine mio, N.d.R.]! Ci pensiamo noi!» Mi immagino che la sciùra applauda. Quante volte ho sentito, in questi mesi e in questi anni, persone anche a me vicine sostenere che insomma, bisogna lasciarlo pur lavorare, no?, e se la magistratura gli mette i bastoni tra le ruote come diavolo fa a provare a governare? Io credo che all’Italia e agli italiani, oggi come oggi, si possa fare e far credere tutto. Tutto. Si può far accettare con gioia persino la militarizzazione delle strade, si può portare sulle prime pagine le contrattazioni per la vendita della compagnia aerea, si può dire che la mafia non esiste. Basta dirlo con il sorriso, indossando la giacca e la cravatta e dando l’idea di essere una persona molto impegnata. In quale paese un degramamticato come Tosi avrebbe spazio sulle televisioni? E perché poi? Qui ce l’ha, e fa opinione. Come si comporta, come funziona il Potere oggi? Come un non-Potere, come una forma di azione basata sul consenso – e dunque sulla menzogna della partecipazione popolare alla prassi decisionale. A me questa sembra una cosa evidente e tragica. Io non ho nostalgia per le forme tradizionali di Potere, beninteso, ma quando mi sveglio la mattina non ho nemmeno tutta questa voglia di farmi prendere allegramente per il culo. Perché nessuno se ne accorge? Perché lo scandalo di questi giorni non tormenta le notti degli italiani? Poi vedo sempre più spesso gente che gira a piedi o in motorino portandosi dietro una radio accesa – tra l’altro SEMPRE con musica orrenda. È una cosa che mi turba, perché succedeva nei primi anni Ottanta, ed era pure una roba di importazione. Sono passati trent’anni e questa cosa è già ritornata. Piccole bande di ragazzini tamarri con il culo fuori dai jeans che sono la riproposta – negli atteggiamenti, nella spocchia e nella cifra spesa per i vestiti – dei paninari e degli altri gruppi modaioli decerebrati di quando io ero bambino. Vedo sempre più sessantenni girare agghindati come gli impiegati del Secondo tragico Fantozzi. File alle fermate dei tram con signore piene di buste di plastica e di anelli finti, con le acconciature vagamente stinte ma vaporose. Se vado in giro, l’umanità che vedo è goffa, derivata. Mi dà una costante sensazione di impoverimento, non solo in termini economici, ma anche e soprattutto in termini di fantasia, di invenzione e di proposta. Tutto mi sembra, cromaticamente e qualitativamente, la brutta copia di quando io ero bambino. Non so se è vero, ma l’idea che non mi riesco a togliere dalla testa è che siamo totalmente immersi in una fase di regresso.

FONTE:Fonte: www.ilprimoamore.com

domenica 29 giugno 2008

SCHEDIAMO I BAMBINI ROM

Ecco perchè questo governo vuole schedare i bambini:



Ho detto bambini senza specificare l'etnia, perchè per me sono tutti uguali, perchè schedare un bambino Rom è un'offesa anche per un nostro figlio. Mi rivolgo a quei genitori senza più valori i quali, dall'alto della loro esperienza, credono di poter insegnare qualcosa ai figli perchè infondo, basta essere grandi per ritenersi uomini o donne.
Troppe volte insegnamo cose sbagliate, troppe volte quella che riteniamo educazione in realtà è coercizione al naturale sviluppo delle facoltà del bambino. Mi rivolgo a voi genitori:

Non insegnate ai vostri figli
cosa è la paura del diverso,
cosa è la diffidenza,
cosa vuol dire odiare.

Non insegnate a far sentire la nazionalità un peso,
il colore della pelle una vegogna,
la vita degli altri inutile.

Non insegnate ai vostri figli la ricchezza,
a considerarsi in base al vestito,
al paio di scarpe,
alla macchina che possono sfoggiare.

I bambini non pensano a tutte queste cose. Per loro non c'è nazionalità, ricchezza e odio. Siamo noi che con il nostro modo di fare, ormai sempre più privo di veri valori, confondiamo l' educazione per un qualcosa che non lo è. Siamo noi che pretendiamo di insegnare a loro e poi schediamo in base all'etnia. Siamo noi che pur conoscendo le cifre di quanti bambini muoiono di fame, non siamo in grado di cambiare.
Per favore voi genitori non insegnate ai bambini a essere come noi, loro non sarebbero mai capaci di restare indifferenti a tutto questo.

sabato 28 giugno 2008

IPOCRISIA OCCIDENTALE

Questo video, secondo il mio parere centra perfettamente i problemi dell'attuale sistema basato su disinformazione e falsi valori democratici. La disinformazione di quelle nazioni definite civili, ma che poi tolgono diritti oppure come gli Stati Uniti, reintroducono le torture. Ora vi voglio mettere a conoscenza di un articolo tratto da latinoamerica, il quale parla del ritiro delle sanzioni a Cuba da parte dell'Unione Europea. Per ribadire la mia contrarietà a tutte quelle nazioni che si avvallano del diritto di imporre sanzioni a stati considerati poco democratici, ma che con il suo operato sono la causa di un sistema ricolmo di sofferenza e morte.



ANCORA FIDEL

diAlessandra Riccio

Aveva promesso di essere “cuidadoso”, cioè prudente, attento, ma non ce l’ha fatta: dopo una settimana molto animata, in cui ha ricevuto Morales, Chávez e pure l’ex vescovo e attuale Presidente del Paraguay, Lugo, Fidel Castro ha trovato ancora il tempo per scrivere ed ha risposto ad una giovane cubana, Alina, esponendo le questioni che gli stanno più a cuore in questo “autunno del patriarca” in cui brilla ancora per lucidità e fermezza di idee quanto al futuro del pianeta e all’insensatezza dei paesi leader, quelli del primo mondo, di cui denuncia l’egoismo, l’ipocrisia e la miopia.
E per quanto avesse promesso solennemente di essere prudente quando ha dovuto lasciare le sue cariche ufficiali (ma è ancora primo segretario del Partito Comunista di Cuba), di fronte alla decisione dell’Unità Europea di rimuovere le sanzioni contro Cuba, ma solo temporaneamente e sottoponendole a verifica di anno in anno. Quelle ipocrite sanzioni erano state decise dalla Comunità Europea a istanza della Spagna di Aznar e con il forte appoggio del governo Berlusconi ma soprattutto della Repubblica Ceca, a seguito di una serie di arresti e di due condanne a morte eseguite nell’isola di fronte ad un’offensiva di sequestri di aerei e imbarcazioni. Adesso, su pressione della Spagna di Zapatero, ma sempre con l’opposizione della Repubblica Ceca, l’Europa, invece di riconoscere l’inutilità e il fallimento di quelle ritorsioni, le rimuove ma insiste sul vigilare strettamente un paese dove non sono mai avvenuti scontri di piazza, dove non ci sono sequestri, rapimenti, dove non si applica la tortura e dove lo Stato si mantiene fedele a una politica di appoggio sociale che rende quell’isola uno degli Stati del mondo che compie con più puntualità le norme suggerite dalle Nazioni Unite per salvaguardare i diritti alla vita, alla salute, all’istruzione, alla cura dell’ambiente, al risparmio energetico, ecc.
Castro non ha voluto tacere e ha denunciato indignato le decisioni farisaiche ed ipocrite dell’Unione Europee, decisioni prese contemporaneamente alle misure contro i clandestini, ai progetti di espulsione e alle detenzioni fino a 18 mesi nei campi provvisori. Al fianco di Fidel si è levata anche la voce di Chávez, come sempre decisa ed estrema. Il Presidente del Venezuela ha deciso di non vendere il petrolio del suo paese agli stati europei che metteranno in pratica quelle misure “fasciste” contro gli immigrati. Anche gli altri Presidenti latinoamericani hanno fatto sentire la loro protesta.
Questa Europa vacillante subisce adesso l’inedita critica di quei paesi latinoamericani considerati figliastri della nostra civiltà “superiore”.

venerdì 27 giugno 2008

BERLUSCONI NON E' DEMOCRATICO

Stamane vorrei sottolineare nuovamente il fatto che in Italia la politica viene utilizzata per scopi personali e non per il bene necessario al paese. Ieri abbiamo mostrato come il Capo del Governo si è permesso di attaccare la magistratura in pubblico senza nessun timore, oggi proviamo ad assalirlo noi. In uno stato democratico dopo cinque minuti di comizio la gente lo avrebbe preso a sberle, invece nel nostro paese fà quello che vuole e la gente si e no se ne accorge o perlomeno fa la menefreghista. Inoltre,come già sapete, la nostra informazione è al quanto piena di notizie futili che servono solo per distrarre dalla realtà e per permettere ai politici di agire senza opposizione. Fortunatamente la referenza estera corre, in parte, in nostro soccorso attaccando il nostro premier in quanto la sua politica è mirata al "salvarsi la pelle".
Qui di seguito ho riportato l' articolo tratto dal corriere della sera, ma prima vorrei inserire due link dove potrete trovare tutte le condanne e i processi di Silvio Berlusconi per capire meglio, per chi ancora non si fosse svegliato, che razza di persona sia: La forza dei fatti...(condanne) - Tutti i processi di Berlusconi.

Il Financial Times attacca Berlusconi - Corriere della Sera
Editoriale del quotidiano britannico: «Una volta di più, Berlusconi si concentra su se stesso e non sull’Italia»

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Oh no, non un'altra volta. Potremmo tradurre così quel «Oh no, not again» apparso come titolo dell’editoriale sul Financial Times, col sottotitolo «una volta di più, Berlusconi si concentra su se stesso e non sull’Italia». Il quotidiano finanziario britannico come sempre non risparmia le parole: «Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come sedersi a rivedere un brutto film». Se è «troppo presto per dare giudizi netti», però «le ultime dimostrazioni già lasciano prevedere un altro horror show». Perchè «una volta di più il premier 71enne impiega gran parte della sua energia politica a proteggersi dalle pubbliche procure d’Italia».

PROBLEMI GIUDIZIARI - Berlusconi «vuole far approvare una legge che sospenderebbe per un anno la maggior parte delle cause con una possibile pena superiore ai dieci anni» e sta anche «cercando di introdurre una legge che darebbe immunità alle massime autorità dello Stato, lui incluso». Ma tutto ciò «sarebbe di scarso interesse se il signor Berlusconi impiegasse la stessa energia a riformare la pigra economia italiana». Secondo il FT invece ci sono segni che potrebbe ripetere «i suoi peggiori errori, lasciar crescere fuori controllo i livelli del deficit e del debito», poichè «il governo ha presentato una finanziaria che vedrà salire il debito pubblico dall’1,9% del Pil nel 2007 al 2,5% nel 2008». L’Italia conclude il Financial Times «ha bisogno di un governo serio e responsabile. Berlusconi ieri ha detto che la magistratura lo ha sottoposto a un ’calvario’ senza fine. Ma l’unico "calvario" di questa storia è quello che sopporta l’Italia, che ha bisogno di un cambio di rotta estremo nelle sue sorti economiche e politiche».

mercoledì 25 giugno 2008

MORALE

Devo dire che questo , per le mie seppur giovani coronarie, è veramente troppo. Oggi la nostra Italia è stata per l'ennesima volta offesa, in quel che resta della sua moralità, da questo discorso. Troppe volte ormai politici definiti "liberali", economisti che difendendo un dogma ormai alla frutta e i soliti industriali da rapina, fanno discorsi che viòlano i principi sui quali dovrebbe essere eretto uno stato civile. Qualche settimana fa, durante l'inaugurazione della fiera del mio paese, Steno Marcegaglia padre di Emma ha tenuto un discorso nel quale ringraziava tutti coloro che hanno lottato per la libertà, perchè con il loro sacrificio hanno reso possibile lo sviluppo di tante imprese come la sua. Durante il suo intervento la domanda che mi sono posto è stata: " E' veramente questa la libertà per la quale hanno lottato?" A giudicare dalla costituzione no. Non è libertà andare al supermercato e scegliere quello che vuoi o fare 20-30 anni di mutuo per avere una casa, la quale spetterebbe in quanto diritto fondamentale. La stessa condizione di lavoratore dipendente esclude la libertà. Infatti quando per vivere, mangiare, mantenere figli dipendi da qualcuno, sei asservito al suo volere. Per come intendo io, l'essere libero vuol dire poter criticare il tuo datore di lavoro senza paura di venir licenziato, aver garantito il cibo, una vita dignitosa e una casa, senza dover vendere gran parte della tua vita lavorativa ad una banca. Detto questo, discorsi come quello tenuto da Berlusconi oggi, sono liberali solo per i ricchi che possono e potranno continuare a rubare senza paura di venir scoperti e tantomeno condannati. Quello che più mi altera però, è vedere come riescono ad abbindolarci facendoci credere di essere liberi, quando ogni aspetto della nostra vita è controllato, sottoposto ad una subdola repressione e manipolazione mediatica fino negli istinti. Fino a quando, non riusciremo a liberarci da tutto ciò, saremo sempre schiavi.



martedì 24 giugno 2008

STATO DI DIRITTO?

Purtroppo i casi di razzismo sono in continuo aumento e devo constatare che in Europa il germe maledetto l'abbiamo tenuto noi e rischia di germogliare in tutto il continente...
Intanto ho ricevuto una e mail dove il Gruppo EveryOne che si occupa dei diritti dei Rom sta denunciando una situazione gravissima dove l'odio razziale ha ormai contagiato Istituzioni e autorità. La città di Milano è ancora teatro di una vile, brutale spedizione punitiva nei confronti di un cittadino romeno di etnia Rom, effettuata questa volta da agenti di polizia indivisa. Dopo l'aggressione avvenuta la mattina del 17 giugno nei confronti di Rebecca Covaciu - la bambina che si è aggiudicata il Premio Unicef 2008 per le sue doti artistiche - e dei suoi familiari, ieri sera, 19 giugno 2008, un altro pestaggio, ancora più violento e inquietante, ha colpito il papà di lei, Stelian Covaciu, missionario della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. Il problema è che questi agenti hanno minacciato tutti, ricordano molto i fatti di Federico Aldovrandi, ragazzo ucciso dai poliziotti. Ma per fortuna non è scappato il morto. Un dramma quando il razzismo viene praticata dalle forze del (dis) ordine.
24 giugno 2008 12.25




Il testo sopra, è un commento ricevuto nell'articolo di ieri da INCARCERATO il quale ringrazio perchè non conoscevo il fatto. Ho deciso di pubblicarlo perchè, secondo la mia sensibilità e intelligenza, è un fatto di una gravità impressionante che merita molto più spazio di un semplice commento. Cercando informazioni sull'accaduto ho letto anche l' articolo che potete trovare qui , dal quale si può trarre un'attenta disamina riguardo l' aggressione a Rebecca Covaciu. Dopo aver letto il pezzo, oltre ad una voglia irreprensibile di spaccare tutto, la senzazione preminente è lo sconforto che diventa vergogna, quando il testo denuncia che per mano di un ITALIANO viene picchiata una ragazzina incinta solo perchè Rom.

Ora, se questa follia oltre alla gente " normale", interessa anche le forze dell'ordine, che fine faremo? Quelle stesse forze dalle quali dovrebbe venire la tanto agoniata sicurezza, e che troppe volte, si rivoltano contro la gente il cui compito è proteggere.
Troppe volte il suono della parola: "stato civile", è stato interroto dal sordo rumore del manganello.
Troppe volte il suono della parola:" democrazia", è stato interroto dalle urla di manifestanti trattati come in una dittatura sudamericana.
Una volta il suono della parola:"vita", è stato interroto dalla morte del povero Federico Aldrovandi. Non ho citato Federico per caso. Ho voluto arrivare qui, per dire con tutta la mia voce che, al posto di quei Rom o di Federico, potremmo esserci noi. Quindi, se abbiamo perso anche quel briciolo di umanità che permette di indignarci per le cose altrui, l'unica è pensare che al suo posto potremmo esserci noi.
Perchè troppe volte abbiamo dovuto soffocare rabbia e indignazione nei pugni, vedendo queste immagini

RAZZISMO E CLANDESTINITA' PROTAGONISTI

Nonostante siamo esseri umani dotati, al contrario degli animali, di una ragione che dovrebbe portarci ad una maggiore umanità e solidarietà verso tutto e tutti, capita ormai troppo spesso di rinunciare a questa facoltà, per alimentare fobie e odio con atti disumani. Ho usato questa introduzione, per portare alla luce due episodi che dovrebbero gettare nello sconforto chiunque abbia un briciolo di coscienza. Il primo vede coinvolta Parigi dove, un giovane ebreo aggredito, finisce in coma. Questo avvenimento parla di come ormai, in un' epoca dove dovremmo avere assorbito gli errori e orrori della storia, avvengano ancora episodi incomprensibili. Purtroppo le violenze razziste sono ancora all' ordine del giorno col dato inquietante, che le vede in continua espansione. Le colpe possono essere attribuite a molteplici fattori: il peggioramento dei rapporti umani, i governi che usano la leva razzista per prendere voti, o con artefizi viene fatto in modo di usare il diverso come capro espiatorio alle ormai evidenti contraddizioni che caratterizzano il sistema. Certo pensare che un ragazzo di 17 anni, possa normalmente venir aggredito da cinque giovani per le vie di Parigi e ridotto in fin di vita, solamente perchè portava il kippah, il copricapo ebreo, getta nello sconforto. Lascio a voi ulteriori riflessioni e concludo con una citazione di Robert Musil: "La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia."


La seconda notizia, riguarda invece i sempre più frequenti sbarchi di immigrati a Lampedusa e l'immigrato trovato morto nel rimorchio di un camion a Venezia. Come già espressamente dichiarato nei post precedenti, ribadisco che finchè le strategie dei Paesi "potenti", avranno come solo obiettivo gli interessi economici e politici l' agonia di questi uomini che fuggono da una realtà conturbante per raggiungere una falsa libertà o miglioria, non avrà mai termine. Dobbiamo creare nei loro paesi di origine, una situazione di stabilità che possa evitare, a delle persone innocenti, di perdere la vita per un sogno privo di fondamenta.

lunedì 23 giugno 2008

PROGRESSO



Video tratto dal bel blog di LANDRU'

Dedico questo video, e il discorso di Charlie Chaplin al suo interno, a tutte quelle persone che si lavano la bocca con la parola progresso, riportando l'umanità all'800.

Lo dedico: a chi si definisce liberale, e poi con le sue leggi rende i contratti di lavoro più simili alla schiavitù.

A chi vorrebbe i cittadini sempre più indebitati per manipolarli come vuole.

A chi parla di benessere, e poi aumenta a 60/65 le ore di lavoro a settimana

A chi esporta la democrazia con le bombe

A chi parla di democrazia, e distrugge la magistratura

A chi parla di democrazia, e poi tira manganellate a chi manifesta il proprio dissenso

A chi parla di interesse del popolo e con le leggi si salva il culo

A chi usa le macchine per aumentare la produttività dei dipendenti ed è pieno di miliardi a fare niente

A chi usa le macchine per ridurre i lavoratori, invece che agevolarne il lavoro

A chi definisce benessere l'essere circondati da cose inutili

A chi vorrebbe che smettessi di pensare con la mia testa

A chi non è più in grado di pensare con la sua testa.

Come avrete capito sono abbastanza stanco di questa situazione, di sentire parlare di progresso e vedere la mia vita trascorrere in questa penuria. Viviamo nella più completa mistificazione della realtà, indotti a credere che troveremo la felicità in base a quello che abbiamo, e intanto, pur di inseguire una falsa ricchezza, lavoriamo sempre di più per avere sempre meno. Per come la penso io, questo è l' esatto opposto della felicità. Infatti, come puoi essere felice quando vendi la maggior parte della tua giornata, tra l'altro sempre con compromessi al ribasso, per scopi che non sono i tuoi? Come puoi essere felice, quando sai che perdere il lavoro significherebbe non aver quasi più diritto a vivere visto lo stato sociale che ci ritroviamo? E questa sarebbe la democrazia che tanto ci vantiamo di esportare? Quello che più acuisce il mio rammarico, è vedere come siano riusciti a farci passare per progresso, lo schifo e il degrado che ci circonda.

Invito i lettori a passare per il blog del Russo a questo link: Napolitano, se ci sei batti un colpo!

domenica 22 giugno 2008

DECRESCITA FELICE






Ho pubblicato questo video, per portare alla ribalta a voi lettori questo movimento chiamato: "Decrescita Felice". Per ribadire ancora una volta che, un'alternativa a questo tipo di società, c'è, che è possibile vivere in un mondo diverso in cui solidarietà e rispetto ambientale, la fanno da padroni. L' unico modo per migliorare il nostro stile di vita, è uscire da questo sistema economico fondato su una crescita infinita, sull' irrazionale sfruttamento delle risorse umane e terrestri. Tutte cose che cadono in pesanti contraddizioni, vivendo in un pianeta non infinito, il quale non è più in grado di sostenere questo sfruttamento, sperequazione di risorse. Ormai da 25 anni, stiamo decurtando ricchezza al pianeta più di quanto sia la sua capacità di rigenerarla. La cosa che rende tutto ciò incredibile, è vedere come nonostante tutto, il nostro tenore di vita vada lentamente scemando. Distruggiamo il pianeta, fagocitando di tutto e di più, per vivere peggio...incredibile. Per chiunque sia in grado di pensare con la sua testa, cosa che sembra essere sempre più rara in Italia, è evidente che perseverare in questa direzione non è più possibile. Ora voglio invitarvi a leggere questo articolo tratto dal libro: "Proposta di un programma politico per la decrescita" Autori Vari - Editori Riuniti - Roma 2008" che descrive in modo dettagliato come solo attraverso la conoscenza e il sapere, si possa raggiungere quella società di cui tutti noi auspichiamo l' avvento.

Troverete l'articolo a questo link : NO TAV E DECRESCITA

E' sicuramente un po' lungo, anche se per quanto mi riguarda l'ho letto tutto di un fiato essendo un argomento che mi appassiona, ma consiglio vivamente di leggerlo.

sabato 21 giugno 2008

PERTINI QUANTO CI MANCHI !!!!!!!!!!!!!




Sono ormai lontani gli anni in cui, un certo, SANDRO PERTINI faceva della libertà e giustizia sociale le fondamenta del suo governo. Nel regime odierno queste priorità sono state tralasciate a discapito di una politica volta ad esaltare solo gli interessi dei grandi gruppi finanziari ed industriali. Qui di seguito riporterò una descrizione dettagliata di cosa porterà effettivamente nelle case delle famiglie italiane la nuova manovra economica, quella che è stata sbandierata dallo stesso governo e dai media come la soluzione alla crisi italiana.

Robin Hood si è perso nella foresta
di Marco Cedolin

La nuova manovra economica costituita da un disegno di legge, un decreto legge ed il documento di programmazione economica finanziaria (Dpef) per il triennio 2009-2011, ieri sera ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri, dopo un dibattito durato, secondo le parole di Giulio Tremonti, solamente 9 minuti e mezzo, il che lascia sottendere una completa identità di vedute da parte dei membri dell’esecutivo.Ci sarà sicuramente modo di analizzare nel dettaglio i provvedimenti nel corso dei prossimi mesi, mentre ora ritengo importante tentare d’interpretare il vero spirito di una manovra che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riconduce a tre parole chiave: tagli, semplificazione e sviluppo.In realtà dopo avere steso un velo pietoso sul concetto di sviluppo che altro non è se non un guscio vuoto privo di contenuti, ed accantonato le semplificazioni alle quali già si sta dedicando il ministro Brunetta con l’ausilio dell’ufficio complicazioni affari semplici, sono senza dubbio proprio i tagli a costituire la spina dorsale di una manovra dai contorni abbastanza confusi che nell’intento di non dare uno “schiaffo” ai cittadini aumentando la tassazione, rischierà di rompere loro tutte e due le gambe privandoli dei servizi sociali e delle prospettive occupazionali.Il taglio sicuramente più consistente è quello che colpirà la sanità, quantificato in 6 miliardi di euro in tre anni e compensato solo in parte dalla ventilata reintroduzione dei ticket sanitari che graveranno sulle spalle dei cittadini bisognosi di cure. Ciascuno di noi potrà sbizzarrirsi a piacere immaginando le conseguenze di questa emorragia di finanziamenti che andrà ad innescarsi all’interno di un sistema sanitario già oggi drammaticamente inefficiente, come la cronaca giornaliera degli episodi di malsanità sta tristemente a dimostrare. Più in generale verrà comunque tagliata la spesa pubblica con l’ausilio di svariate misure volte a “raschiare il fondo del barile” diminuendo la quantità e la qualità dei servizi al cittadino e ridimensionando notevolmente il numero dei dipendenti pubblici, basti pensare che i tagli ventilati risultano essere 100.000 solamente nella scuola. Per favorire tale ridimensionamento sarà introdotta una nuova norma in virtù della quale potranno essere licenziati i dipendenti pubblici che rifiutano (2 volte in 5 anni) il trasferimento.In termini di occupazione la nuova manovra, oltre a costruire i presupposti per un corposo taglio del pubblico impiego, tende a rafforzare la precarietà e la flessibilità a tutto detrimento dei diritti dei lavoratori e delle loro prospettive di riuscire ad ottenere un lavoro a tempo indeterminato. Viene riproposto il lavoro a chiamata e sarà possibile prorogare più di una volta i contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, mentre più in generale le imprese vengono incentivate ad assumere attraverso la de-regolazione della gestione dei rapporti di lavoro.La manovra presenta anche una sua veste “virtuosa” permeata di populismo e riconducibile alla cosiddetta Robin tax che innalzerà dal 27% al 33% l’imponibile Ires per banche, assicurazioni e compagnie petrolifere. Nello stesso alveo viene proposto un tentativo di sterilizzazione degli aumenti dei carburanti costruito attraverso complesse calcolazioni ma difficilmente in grado d’incidere realmente sul problema. Viene prorogata fino al 31 dicembre l’aliquota agevolata sul gasolio per agricoltura e pesca nel tentativo di tenere calme le categorie in agitazione. Si ventilano agevolazioni per l’acquisto della prima casa, aventi per oggetto giovani coppie a basso reddito. Verrà introdotta una carta di credito prepagata volta a garantire sconti sui beni di prima necessità, destinata agli anziani che percepiscono la pensione minima. Si tenterà di diffondere gli E-book nell’ambito dei testi scolastici al fine di ridurre il peso economico che grava sulle famiglie che mantengono i figli agli studi.Anche in questo caso, come avvenne nell’ultima finanziaria “redistributiva” del governo Prodi, i provvedimenti sembrano mirare più a costruire nell’immaginario collettivo la sensazione di un governo che si preoccupa di sorreggere le famiglie in difficoltà, piuttosto che non ad incidere realmente nel merito delle difficoltà (precarietà e disoccupazione su tutte) che stanno attanagliando le famiglie, quasi si provvedesse a ricoprire qualche buca nelle strade dissestate del centro, mentre in periferia si continua a scavare voragini senza fine.Particolarmente interessanti risultano le novità in tema di liberalizzazioni dei servizi pubblici, infrastrutture ed energia.I servizi pubblici locali di primaria importanza quali acqua, gas e trasporti verranno liberalizzati e la loro gestione sarà affidata a società private o pubblico/private all’interno delle quali il socio privato non detenga una quota inferiore al 30%. Le ricadute determinate da una gestione privatistica di beni e servizi indispensabili per il cittadino sono facilmente immaginabili, come l’esperienza dei cittadini di Latina trovatisi con le bollette dell’acqua aumentate anche del 300% sta tristemente a dimostrare.Notevoli preoccupazioni sono legate anche alla norma che consentirà alle Università pubbliche ed a quelle legalmente riconosciute di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, contribuendo in questo modo ad aumentare il numero dei “professori” compiacenti soggiogati al volere dei grandi poteri industriali ed economici che incrementeranno il loro controllo in un ambito di primaria importanza come quello dell’istruzione.In attesa del varo di una nuova Legge Obiettivo che consenta di costruire le grandi opere sempre più velocemente in spregio dell’ambiente e del volere delle popolazioni interessate, verrà abrogata la revoca delle concessioni per quanto riguarda le tratte TAV non ancora in costruzione e ripristinati i general contractor precedenti, per la gioia degli azionisti di Impregilo il cui titolo in borsa ha già iniziato a salire.In tema di energia la nuova manovra attribuisce una delega al governo per l’emanazione entro il 2008 di uno o più decreti legislativi concernenti l’individuazione dei criteri per localizzare le nuove centrali nucleari e stabilire le misure compensative minime da corrispondere alle popolazioni interessate. A questo riguardo ogni commento credo sia superfluo alla luce dell’arroganza con la quale l’esecutivo intende perseguire il progetto nucleare ignorando completamente il pronunciamento popolare che ha bocciato le centrali nel 1987.Nonostante giornali e TV stiano tentando di presentare questa manovra sotto le mentite spoglie di chi ruba ai ricchi per dare ai poveri, credo ci sia davvero poco Robin Hood nei provvedimenti che la costituiscono, dove appena al di sotto del velo populista si legge con chiarezza la volontà di compiacere tutti i grandi poteri, comprese banche, assicurazioni e petrolieri che in questi giorni, sostenuti dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, piangono finte lacrime come il copione impone loro. Non potrebbero fare altrimenti perché se si mostrassero soddisfatti, come in realtà sono, qualcuno potrebbe iniziare a pensare male, insinuando che non si tratta di Robin Hood ma dello Sceriffo di Nottingham.

venerdì 20 giugno 2008

UMANITA' E DIRITTI? ADDIO.........

Buongiorno a tutti,

oggi chiederò a voi lettori di soffermarvi qualche minuto in più a leggere nel mio blog, perchè accadono eventi che non si possono tralasciare o ignorare, situazioni che vanno contro la democrazia, i diritti umani, la costituzione e chi più ne ha più ne metta.
La prima notizia, di cui vi riporto il comunicato, parla di come i valori di uomo vengano stracciati da gente senza anima:



Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto

Approvata dal Parlamento Europeo la direttiva sui rimpatri
Agnoletto: «EUROPA SENZ’ANIMA. TRIONFANO RAZZISMO E SEGREGAZIONE»

Strasburgo, 18 giugno 2008 - «L'Europa diventa un grande carcere: decine, forse centinaia di migliaia di persone saranno rinchiuse nei Cpt per un anno e mezzo.
È finita un'epoca: oggi è stata sepolta l'Europa della Rivoluzione francese e dell'Illuminismo. Trionfano il razzismo e la segregazione.
Detenzione per 18 mesi, rimpatrio forzato anche in una nazione diversa dal proprio Paese: così aumenteranno i desaparecidos, coloro dei quali, una volta espulsi dall'UE nelle carceri libiche o sudanesi, non si saprà più nulla, condannati a morte in lager in mezzo al deserto. Questa è la risposta dell'UE a chi scappa dalla fame e dalla povertà.
Nessuna pietà nemmeno per i minori, che potranno essere espulsi anche se non accompagnati e che, in determinate occasioni, potranno perfino essere rinchiusi nei Cpt. Oggi é nata un'Europa senza anima.
È molto grave che di fronte ad una dura offensiva di una destra razzista, il gruppo socialista si sia spaccato e che i parlamentari del Pd, sia ex Ds, sia ex Margherita, si siano astenuti. Dichiarare che vi é la certezza che i governi non peggioreranno l'attuale legislazione é pura ipocrisia; Berlusconi aspettava solo questo voto per aumentare la detenzione nei CPT italiani a 18 mesi.
Oggi erano in gioco i valori fondamentali della convivenza umana che da sempre hanno caratterizzato il movimento socialista e il solidarismo cristiano, come in questi giorni ci hanno ricordato le autorità religiose e i rappresentanti delle Nazioni unite».


La seconda parla di come , in ITALIA, un avvocato ma soprattutto un UOMO che scrive, informa e protesta in modo civile possa rischiare la vita semplicemente perchè tocca le verità che tanto affannosamente i potenti cercano di nascondere. Daltronde siamo abituati che chi lotta contro la mafia, i corrotti e i falsi politici prima o poi viene ammazzato per permettere la continuazione del regime. FALCONE, BORSELLINO, IMPASTATO, FAVA ed altri ancora ci hanno insegnato a lottare contro tutto questo però dobbiamo farlo tutti insieme ed uniti altrimenti non ne usciremo mai.
Riporto di seguito la lettera di PAOLO FRANCESCHETTI che ha pubblicato sul suo blog:

Come molti sanno, per tutto il mese di giugno non pubblicheremo più alcun articolo perchè a seguito delle continue minacce alla mia famiglia sono stato costretto a prendere una pausa di riflessione e Solange si è accodata a questa mia decisione.
Voglio fare alcune considerazioni in merito a questa situazione e fare il punto della situazione. Perdonate eventuali errori di ortografia e grammatica, ma non mi metterò a ricorreggere il testo.Primo. E’ vero. La mia famiglia è sotto minaccia. Ma paradossalmente non è questo il problema. In passato siamo stati continuamente minacciati. Cosa ben più grave hanno cercato di farci fuori più volte. Almeno due volte a testa, me e Solange. Dico “almeno” perché ci sono altre situazioni (come quella relativa al giorno in cui trovai Solange prova di sensi e avvelenata) in cui non abbiamo capito se volessero uccidere, intimidire, o fare altro.Il punto è che finché ti minacciano non c’è pericolo. Tanto è vero che quando hanno cercato di ammazzarci, non abbiamo avuto nessun presentimento. Nessuna minaccia. Io in particolare vivevo un periodo tranquillo e pensavo di essermi lasciato alle spalle l’incubo della massoneria, degli intrighi, dei sospetti, ecc…Invece, senza preavviso…i sabotaggi alle moto a settembre del 2007 da cui ci salvammo per miracolo.Quando il 2 gennaio di quest’anno tentarono di farmi la pelle, solo il preventivo avvertimento e intervento della Carlizzi mi salvò, perché lei molto più esperta di me in queste cose, ci chiamò apposta per avvertirci. Pur non avendo ricevuto minacce o altro, mi disse che oramai la mia vita era a termine, perché avevo commesso il peccato più grave che potessi commettere: rivelare i segreti della Rosa Rossa. Mi avvertì il 24 dicembre (una vigilia di natale che non scorderò facilmente); e il 2 gennaio successivo infatti scampai per un pelo alla morte in un albergo di Modena.Per anni invece abbiamo subito minacce e intimidazioni varie. Ma la nostra vita non era in pericolo e ce ne rendevamo conto.Lo è stata nei momenti in cui tutto pareva calmo.Se quindi ora minacciano la mia famiglia, credo che questo sia un indizio che il pericolo non è immediato. Fabio Piselli mi correggerà se sbaglio… tanto siamo nel campo delle supposizioni e nessuno in questo campo ha la verità rivelata.
Lo scopo di queste manovre è quello di destabilizzare, far perdere le staffe ai miei, farmi litigare con loro, probabilmente creare problemi a me e Solange e dividerci. Come ha detto il mio amico Augusto, il primo che ha inquadrato la situazione: "vogliono distruggerti psicologicamente, perchè la distruzione psicologica, allo stato delle cose, per loro è meglio della morte".Io quindi non posso decidere se continuare o no a svolgere questa attività e occuparmi di queste cose.
Ma sia chiaro. Il problema non è che “non posso mettere a rischio la vita dei miei familiari”.
Per me la mia vita e quella dei miei familiari hanno lo stesso valore della vita di qualsiasi altra persona. Le persone che tutelo, i morti a cui cerco di dare voce, le persone che vorrei si salvassero grazie alla nostra attività, il problema dei bambini massacrati e della strage di donne extracomunitarie che stiamo cercando di portare alla luce con Fosca, con quelli di Comedonchisciotte e Disinformazione, e con altri, valgono quanto me, quanto i miei fratelli, quanto i miei genitori.Il problema però è che non posso decidere io, quali persone possono rischiare per la causa che combatto. Non posso decidere io se è importante proseguire e mettere a rischio i miei, oppure fermarmi. Perché domani grazie alla scelta che ho fatto, potrebbero uccidere un mio fratello o una mia nipote; e non sta a me decidere se questo è giusto o no.Lo fanno, lo hanno fatto mille volte, questi poteri occulti che diventano palesi quando approfondisci un po’ il sistema.Lo hanno fatto con Clementina Forleo, uccidendole i genitori. Lo hanno fatto con il giudice Imposimato, uccidendogli il fratello. Lo hanno fatto con magistrati meno conosciuti che non sono mai apparsi nelle cronache, come quel magistrato di Bari che l’anno scorso si stava occupando di una strage di donne in Puglia, un vero e proprio femminicidio; prima hanno tentato di ucciderlo, poi gli hanno gambizzato la ex moglie. Ma i media hanno ritenuto che la notizia non fosse interessante. Qualche centinaio di donne uccise ad opera di colletti bianchi, e un organizzazione criminale diffusa in diverse regioni, non meritano gli onori della cronaca. Anche il tentato omicidio di un giudice ad opera della sua scorta non è notizia degna di passare al telegiornale o su un quotidiano, perché c’è il rischio che poi qualcuno troppo curioso capisca che dietro a questi fatti ci sono dei politici di livello nazionale.Lo hanno fatto con persone meno conosciute e meno note, come col mio amico Ciro, cui hanno ucciso due fratelli. Ma in fondo per i media non era importante riportare la notizia. Era “solo” un omicidio di camorra.
Lo fanno continuamente. Quindi è inutile nascondersi. Possono fare qualsiasi cosa anche alla mia famiglia.Io in realtà non credo che fermarmi possa salvare né me né la mia famiglia, come giustamente ha scritto anche un lettore, in un commento all'articolo precedente.In una situazione del genere non c’è niente da fare. Nulla possono fare le istituzioni; anzi, come ha detto la Forleo, i pericoli vengono proprio dalle istituzioni.Non possono fare nulla i giornalisti eroi dell’antimafia, perché pare che oltre alla mafia, per loro, non esista altro.Nulla potete fare voi lettori. Quello che si poteva fare è stato fatto.Hanno contribuito a tenerci in vita fino ad oggi le diffusione delle riviste che riprendono i nostri articoli (disinformazione e comedonchiosiotte soprattutto) l’avere tante persone che ci hanno aiutato, a partire da Stefania Nicoletti, che si è anche subita “gli attacchi” indesiderati (ma previsti) di determinate persone, subito dopo il suo articolo su Pasolini.E ovviamente c’è voluta molta fortuna, il giorno in cui ci hanno confezionato degli “incidenti” ad hoc.Sono attacchi, minacce, e intimidazioni, contro cui non c’è possibilità di chiedere aiuto a nessuno, perché appunto, i pericoli vengono proprio dallo stato, sono eseguiti da persone pagate con i nostri soldi, e che poi magari indagheranno sulla denuncia che andremo a sporgere. E soprattutto perché sono attacchi così raffinati, e fatti in modo così subdolo, che raramente lasciano tracce, rendendo quindi difficile anche fare una normale denuncia, a meno che non si voglia rischiare di essere presi per pazzi o visionari. Sono queste “le menti raffinatissime” di cui parlava Falcone.Sono menti raffinatissime che fanno annualmente centinaia di morti, la maggior parte suicidi o in incidenti stradali, oppure in incidenti aerei come quello recentissimo del Lago di Bracciano.Ci sono, per come la vedo io, diverse altre armi; internet, una diffusione sempre maggiore della consapevolezza a tutti i livelli, ma soprattutto un’arma. Quella di avere una forte spiritualità e una forte fede, quale che essa sia, che porti a considerare ogni vita alla pari delle altre; e che consideri il lavoro e i beni materiali, come un semplice mezzo, uno dei tanti, per attraversare questa vita.Per ora è grazie a queste convinzioni che siamo arrivati sin qui e avevamo superato indenni minacce, attentati, tentativi insidiosi di rovinarci economicamente e psicologicamente, di dividerci e farci litigare.E’ grazie al vacillare di queste convinzioni tra le persone attorno a me, ora, che ci ritroviamo in un punto di stasi, di fronte ad una crisi familiare e nell’incertezza sul cosa fare.D’altronde, sapevo che sarebbe successo, e anche io mi sono sempre domandato quale sarebbe stato il mio punto di rottura, visto che tutti ne abbiamo uno.L’importante, comunque vada, è che certe informazioni vengano riprese, diffuse, e perfezionate da altriPer molti anni ancora la maggior delle cose che abbiamo detto saranno considerate una follia, roba da visionari. Ma fra qualche decennio il sistema verrà allo scoperto perché oramai ha troppi punti deboli perché regga ancora a lungo. E’ un sistema che ha fatto troppi morti. E la recita di alcuni politici che fanno finta di essere l’uno contro l’altro, ma che sono assolutamente rose dello stesso roseto, è troppo palese perché anche la gente comune non inizi a capire che ci stanno prendendo in giro da diversi punti di vista.A chi mi dice “come puoi essere così egoista da far correre rischi simili alla tua famiglia”, rispondo due cose. Prima di tutto che il concetto di egoista è quanto meno inappropriato quando è detto da chi, con questa frase, sottintende che dovrei starmene zitto di fronte a simili vergogne.In secondo luogo non avrei mai immaginato un sistema del genere. Mai. All’inizio pensavo “semplicemente” di aiutare una persona in difficoltà giudiziarie. E siccome faccio l'avvocato, non il macellaio o il panettiere, e siccome ho una famiglia che, seppure in attuale crisi spirituale, mi ha sempre insegnato ad occuparmi degli altri, e principalmente di quelli di cui non si occupa nessuno, mi era sembrato giusto non tirarmi indietro.
Piano piano è venuto fuori questo sistema folle, di cui il padre della mia amica Solange era un esponente di spicco; un sistema che quindi abbiamo potuto conoscere da una posizione di privilegio, essendo questo padre nientemeno che nella Rosa Rossa, ed avendo lasciato alla figlia abbastanza documenti da ricostruire il sistema nella sua interezza, quando capì che lo avrebbero ammazzato.A chi mi dice di diffondere di più queste cose e queste minacce rispondo così.Che rispetto alle altre migliaia di vittime di queste situazioni in tutta Italia, noi siamo sempre fortunati. Perché con questo blog abbiamo avuto il massimo della diffusione possibile. Infatti a nessun giornalista di livello nazionale o locale queste informazioni interessano, dato che - perlomeno con riferimento ai giornalisti famosi che compaiono sempre in TV e giornali – queste cose le sanno già.Voglio fare questo esempio.Da anni la dottoressa Anna Fubini, psicoterapeuta, si occupa di abusi sui minori, torture, e stragi. La dottoressa sa bene che fine fanno i 1000 bambini l’anno che secondo la polizia scompaiono ogni anno. Sa anche dove finiscono quelli che non vengono citati nelle statistiche ufficiali perché non verranno mai denunciati. Da anni mette tutte le sue ricerche in un sito incasinatissimo e quasi illeggibile, ma che dice delle cose terribili. Ha fatto anche delle denunce in varie procure.La dottoressa vive e lavora a Torino.Pensate che a qualcuno tutto questo interessi? Pensate che molti famosi giornalisti che vivono da quelle parti, ad esempio, e spesso si scagliano contro il bavaglio attuale dell’informazione, non sappiano tutto questo?Si, lo sanno, ma il punto è che sono pagati per non passare queste notizie. Non sono pagati per trovare e poi divulgare le notizie ma sono retribuiti maggiormente per non passare determinate notizie.Sono pagati per non dare voce alle centinaia di bambini uccisi in modo atroce. Per non dare voce alle centinaia di donne extracomunitarie senza permesso di soggiorno che muoiono negli snuff movies per mano di organizzazioni criminali che operano dalla Puglia al Veneto, su tutta la riviera adriatica. Perché quando scateni una guerra e fai milioni di morti oramai la gente si è abituata. Quando parli di Schifani amico di mafiosi è come sparare sulla Croce Rossa e oramai non ci fa caso nessuno e la destra non perde certo voti per questo (tanto la sinistra schiera persone con un passato e un presente anche peggiore, solo che meno divulgato). Ma se si dicesse che fine fanno i bambini e le donne uccise la gente non reggerebbe e ci sarebbe una rivolta. Si rivolterebbe anche la mafia di fronte a questo scempio (e in effetti a modo suo si è rivoltata, sotto il silenzio dei media ovviamente).Questi giornalisti sono pagati poi per non dare voce alla famiglia del mio amico Ciro e ai suoi due fratelli uccisi, per non dar voce alle persone che da qualche anno oramai cerchiamo di tutelare e che si rivolgono al nostro studio dicendo “nessuno mi aiuta… perché nessuno crede a quello che dico e in procura mi spariscono i fascicoli e le minacce provenivano dagli inquirenti”.Quindi qualunque sia la fine che farò, io sono stato fortunato, perché perlomeno la mia morte sarà stata utile a qualcuno e sono perfettamente consapevole della fine che farò. E perché io e la mia famiglia una voce l’abbiamo avuta.Paradossalmente abbiamo avuto più voce noi di persone come De Magistris e la Forleo. Perché loro sono stati ridotti al silenzio e non possono far sapere quotidianamente, come noi, quello che ci succede; non possono essere utili ad altri, e la sostanza delle loro coraggiose inchieste verrà affossata da qualche loro collega che provvederà ad archiviare tutto.Quindi ecco.Rispondo che la cosa, dal canto nostro, è stata divulgata. Anche perché è stata divulgata correttamente e in modo completo, a differenza dei casi che arrivano ai media nazionali, ove la notizia è regolarmente manipolata.E di più, allo stato attuale dell’informazione, e della giustizia, non si poteva fare.**********Non so quindi che decisione prenderò. Per caso mi sono ritrovato in questo incubo. Un po’ per caso e un po’ per fortuna ho capito un sistema che è fuori da ogni possibile immaginazione. Ora, con i miei familiari ci siamo dati un mese per riflettere. E sono sicuro che il destino mi sbroglierà questa situazione, in cui mi ha messo senza che lo volessi.La decisione sul cosa fare in futuro, non spetta a me ma spetta alla mia famiglia al mio completo.Mia madre (che ha insegnato anni religione, e ha sempre praticato la sua fede in modo coerente fino in fondo, in molte occasioni, dimostrandolo ancora una volta) mi ha detto “io ho 71 anni. In fondo non mi importa nulla. Tu fai quello che ritieni giusto, ma parlane con i tuoi fratelli”.
Mio padre, che inizialmente mi aveva sempre appoggiato addirittura spigendomi ad aiutare Solange quando io non volevo più aiutarla e invitandomi a rimanere con lei a casa quando dovevo cambiare, ora invece è preso da una comprensibile ansia, e ha cambiato completamente posizione ritenendo che la soluzione possa venire dal fermarmi e cambiare lavoro. Dobbiamo aspettare la fine del mese per sapere la sua decisione, come ci ha consigliato un prete che da anni è il mio consigliere spirituale.
E visto che mio padre in questo periodo non è molto incline al dialogo, vorrei ricordargli, quando dice "come hai potuto metterci in questo casino" che non potrò mai scordare quando avevo circa dieci anni e lui tornò a casa raccontando che aveva preso in auto un autostoppista che aveva palesemente dei problemi, e a causa di ciò era stato seguito da alcuni delinquenti. Alla domanda "perchè l'hai fatto se hai capito subito che questa persona aveva diversi problemi?" rispose "perché ho capito che altrimenti non l'avrebbe caricata nessuno". E quando ero piccolo i miei mi dicevano sempre "non giocare con chi ha tanti amici, gioca con coloro che sono rifiutati dagli altri; aiuta le persone che nessuno vuole aiutare".
Preso dall'ansia deve essergli sfuggito che, se io ho caricato nella mia vita una persona che non voleva caricare nessuno, ciò non è dovuto al fatto che sono impazzito. Ho solo giocato con una persona con cui nessuno voleva giocare, e nessuno aveva capito quanto era pericoloso questo gioco. Successivamente ne sono venute altre tutte con problemi analoghi e ora ce le carichiamo io e Solange insieme.
Mio fratello Andrea, dopo le minacce e intimidazioni, è rimasto tranquillo, e mi ha mandato un sms esplicito, invitandomi a stare calmo, dicendo che tanto se lo intimidiscono vuole dire che non vogliono ucciderlo, e aggiungendo: “fai quello ritieni giusto Paolino. Noi ti appoggiamo comunque…. Credo”. In fondo lui è stato sempre il più saggio della casa, e quel "credo" è la dimostrazione del suo carattere ironico ed equilibrato.
Mia sorella Lucia che vive in Germania ancora deve pronunciarsi ufficialmente. Ma mi ha detto che mi verrà a trovare nei prossimi giorni, perché capisce che forse non c’è più tutto questo tempo a disposizione per vedersi. E anche questo, in fondo è il modo più equilibrato di affrontare la situazione.
Con mio fratello Mario dovrò discutere nei prossimi giorni.Agli inizi del mese di Luglio scriverò su questo blog la decisione dei miei e cercherò di rispettarla. Non so neanche se continuerò a fare l’avvocato, in futuro.Qualunque lavoro faccia – per dare ai miei l’illusione di essere al sicuro – la mia vita è oramai segnata. Non fosse altro perché avrò sempre dentro di me le immagini dei bambini torturati per gli snuff movies, la dolcezza e la tranquillità della dottoressa Fubini che vive da decenni in mezzo a questo orrori nell’indifferenza delle istituzioni e che cerca invano qualcuno che la possa aiutare, ma che continua senza sosta comunque a curare i pazienti abusati da sette sataniche, sfuggiti alla tortura, e alla morte ad opera di persone delle istituzioni; avrò sempre le immagini di Fosca che cerca di portare alla luce il femminicidio in Italia e le immagini e le voci di tutte le altre persone che abbiamo cercato di aiutare in questi anni.E quando si vive in mezzo a questi orrori, la differenza tra la vita e la morte diventa sottile, perché non riesci a vivere se non accetti la morte come parte integrante della vita.Per me quindi, non fa differenza tra vivere e morire. E comunque so per certo che vivere o morire non è un destino che dipende solo dalla Rosa Rossa, ma da entità superiori e più potenti persino di loro, come dimostra il fatto che sono arrivato vivo alla data di oggi. Mi dispiace solo che la stessa certezza non ce l’abbiano tutti i miei familiari.Quanto al lavoro che ho fatto lo porteranno comunque avanti altre persone; quelli di Comedonchisciotte, Disinformazione, Solange, Fosca, Stefania, e altri.Allora scusate se rubo una frase all’antimafia ma non ne trovo di migliori.
Conoscendo Solange, Fosca, Stefania e le altre persone con cui collaboriamo, mi viene proprio da dire… adesso, uccidetele tutte!
PS
Ogni tanto ci scriviamo con Fabio Piselli e altre persone nella nostra situazione. Un tempo con gli amici e amiche di penna ci scrivevamo "come stai? Come va con la tua ragazza?".
Oggi invece siamo grandi, e i nostri discorsi sono "ciao... come pensi che ti uccideranno? Ma secondo te che data sceglieranno? Una data che fa tredici come somma? O undici?"
Fabio Piselli dice che lo uccideranno facendolo ritrovare in mezzo a un orgia di viados, per rendere degradante la sua morte.
A me invece una mia amica prevede una morte più romantica, annegato in una vasca di vernice verde, o schiantato in un roseto con la moto.
Certo è che una volta che uno sa leggere dietro alle righe dei telegiornali, diventa un'arma micidiale anche una trasmissione come un TG di Fede, o le trasmissioni di Vespa, ma in generale qualsiasi telegiornale nazionale... si rischia di morire per mano della televisione, e la regola del contrappasso sarebbe soddisfatta in pieno.

mercoledì 18 giugno 2008

RIFLETTIAMO


Stamattina al lavoro, parlavo con un mio collega proprio di questo, di cosa ci ferma ancora dal reagire, di quando riusciremo a liberarci dalle catene che ci siamo creati. Ormai tutti sappiamo cosa non va, siamo al corrente che la qualità della nostra vita è in caduta libera, che il nostro paese è retto dalla corruzione in ogni suo strato, eppure, ce ne stiamo qui in silenzio come chi pensa di non avere più speranze. La verità è che siamo caduti nell'egoismo, nell'incapacità di rinunciare all' io per il noi decretando in questo modo, la fine del bene comune. In questo tipo di società, ognuno va per la sua strada rincorrendo chissà cosa, cercando di sopravvivere in questo mondo governato da coercizioni, da prevaricazioni sul più debole. Il mercato regna ormai incontrastato, tutto deve essere utile, deve rispecchiare il nostro interesse e anche i rapporti umani purtroppo, non ne sono esenti. Così, può capitarti di vedere quello che era il tuo migliore amico voltarti le spalle, la ragazza che hai sempre sognato, e alla quale hai dato tanto, andare con il figo di turno, con chi pavoneggia i soldi del papà, oppure, per le ragazze, aver dato tutto per un uomo che non meritava, che le considerava mèra attrazione sessuale. In questo quadro il nostro mondo si restringe, le ralazioni sempre più superficiali non esudiscono la loro funzione, vale a dire condividere esperienze di vita, ma diventano una fuga dalla solitudine, un modo per non soccombere all'emarginazione che il sistema impone con una vita sempre più monotona, sempre più carente di dialogo ( naturalmente sono tutti rapporti nei quali le persone resteranno sconosciute per sempre). Tutto questo, sfocia in profonde insicurezze che cerchiamo in tutti i modi di nascondere, di oscurare per ostentare gli stereotipi dei media. Infatti, in giro capita di vedere ragazzini di 15 anni comportarsi come persone vissute, donne bellissime pavoneggiarsi malgrado la loro insicurezza o uomini, mostrare sguardi da film, da chi ha vissuto migliaia di ralazioni. Il risultato è che viviamo in un coacervo di nevrosi; non siamo più capaci di guardare le persone negli occhi, di comunicare, di regalare un ti voglio bene, di gestire i rapporti umani e in alcuni casi, diventa difficile dire anche un semplice grazie. Una società del genere dove può andare se non verso il collasso? Uno stile di vita che esclude quello di cui l' essere umano ha bisogno quanto può durare? Per ora tutto è retto in piedi da una finta ricchezza, dal fatto che tutti riescono ancora ad andare in ferie, ad avere la macchina, ma se come sembra, le cose dovessero cambiare, cosa potrà salvarci se non avere un tessuto sociale degno di essere chiamato tale? Niente... Ognuno andrà per la sua strada ma in ogni caso, avremo intrapreso tutti il cammino verso la fine.

martedì 17 giugno 2008

GLI ABUSI DEL POTERE

Mentre cerco di scannarmi, di fare più possibile informazione, trovo ancora questo video che, noostante lo abbia ormai visto migliaia di volte, provoca in me sempre lo stesso risentimento.



Ora, non so se voi siate al corrente di questa dichiarazione, ma in ogni caso è sempre meglio rinfrescare la memoria. Adesso capisco perchè il PD ha proclamato il governo ombra!
Scusate, ma nello sconforto, riesco solo a postare questa canzone.



Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Franco Battiato "Povera patria"



Ecco perchè non avremo mai una legge sul conflitto di interessi, ecco perchè il goveno Prodi non ha revocato la legge Gasparri.
E questo si chiamava governo di centrosinistra?!

"Che", Salvador Allende, aiutateci voi da lassù...

CRESCITA ECONOMICA

Ora posterò un video, che spero apra gli occhi a tutti quei lavoratori che, per protesta, hanno votato centrodestra alle ultime elezioni. Come dire : " Lo prendo nel culo per protesta."
Scusate la crudezza della frase ma non mi viene in mente altro.



Attenzione a quello che dice: non relazioni umane, ma industriali. Che bello che sarà il nuovo scenario! Poi quando Berlusconi afferma: " La relazione della presidente potrebbe essere, sarà, il nostro programma di governo." Grazie operai per aver votato lega, grazie Sicilia per questo: Voto in Sicilia: centrodestra a valanga. Grazie per il voto di entrambi i lati dell'Italia. Sono veramente contento del nuovo scenario che si prospetta.

Voglio ricordare a questi politici, imprenditori, che parlano di scenari irripetibili queste parole:



Il nostro benessere



Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle […]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.



Robert Kennedy tratto dal blog di LANDRU'



Aggiungo: il Pil non tiene conto del lavoro precario, del disagio di vivere una vita nella totale insicurezza, non tiene conto della frustrazione che si prova nel dover continuamente fare compromessi al ribasso per un lavoro, non tiene conto del fatto che una persona, perchè ricca, può decidere del destino di migliaia di famiglie, non tiene conto dell'importanza che un essere umano ha in quanto tale. Il Pil considera gli esseri umani capitale umano, manodopera da sfruttare al costo più basso possibile. Detto questo, anch'io sono contento della nuova stagione di riforme. Almeno forse quelli che hanno votato per protesta si sveglieranno. FORSE....

lunedì 16 giugno 2008

STIAMO PERDENDO


Non capisco perchè, ma visto gli ultimi avvenimenti questo video inizia a preoccuparmi. L'ultima trovata del governo, è mettere a disposizione l'esercito, soprattutto nelle grandi città, per garantire la sicurezza. Non sarà che addormentandomi ieri sera, mi sono risvegliato stamani nel Cile di Pinochet? Non mi pare, tutto mi sembra normale e la gente che incontro parla italiano. Stanno forse cercando di limitare le nostre libertà democratiche militarizzando il paese? Può darsi, le tensioni, i conflitti sociali, sono talmente tanti che potrebbe essere necessario abituare la gente ad avere un militare sotto casa. Sai... così la paura di vedere l'esercito, di sentirti controllato può bloccarti. Ma perchè non mandano i soldati a Scampia, Casal di Principe, o nelle zone dove la delinquenza dilaga? Forse perchè si è rovesciato tutto; i delinquenti non sono più chi ruba, chi ammazza, chi recicla soldi sporchi, ma i pezzenti, quelle persone che subiscono le ingiustizie del sistema. Penso sia un modo per farsi vedere, per illudere il proprio elettorato mostrando che qualcosa si è fatto. E poi la legge sulle intercettazioni, il decreto salva Rete 4 nonostante la sentenza della corte di giustizia europea, un premier che controlla il 90% delle televisioni, ma siamo sicuri dell'efficenza della nostra democrazia?



Forse sarebbe ora di prendere realmente sul serio chi, lentamente ma inesorabilmente, sta distruggendo il nostro paese. Molti lo prendono in giro in vari modi, ma intanto, da ormai 15 anni, è ai vertici della politica e sta dipingendo un paese a suo uso e costume. Svegliamoci, ci stanno silenziosamente abituando a cose impensabili, a cose da altri tempi. Andando in questa direzione arriverà il giorno in cui non vedremo più niente, tutto ci sembrerà normale, anche un soldato sotto casa. Quel giorno, sarà troppo tardi.

Grazie a GABRYBABELLE per avemi segnalato il secondo video.

domenica 15 giugno 2008

NOI SIAMO IL MONDO

Oggi è domenica e non ho voglia di parlare delle solite cose brutte. Posterò una canzone che ho sempre ascoltato, fin da piccolo, perchè mi da speranza e voglia di reagire a tutto il male ed egoismo che ci circonda.





Siamo il Mondo

Arriva un momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata,

quando il mondo deve tornare unito

C’è gente che muore

ed è tempo di aiutare la vita, il più grande regalo del mondo.


Non possiamo andare avanti fingendo di giorno in giorno

che qualcuno, da qualche parte, presto cambi le cose.

Tutti noi siamo parte della grande famiglia di Dio

e, lo sai, in verità l’amore e tutto quello di cui abbiamo bisogno.


Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini

noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,

quindi cominciamo a donare.

E’ una scelta che stiamo facendo,

stiamo salvando le nostre stesse vite,

davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io


Manda loro il tuo cuore

così sapranno che qualcuno vuol loro bene

e le loro vite saranno più forti e libere.

Come Dio ci mostrò, mutando la pietra in pane,

così tutti noi dovremmo dare una mano soccorritrice.


Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini

noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,

quindi cominciamo a donare.

E’ una scelta che stiamo facendo,

stiamo salvando le nostre stesse vite,

davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io


Quando sei triste e stanco, sembra non ci sia alcuna speranza,

ma, se tu hai fiducia, non possiamo essere sconfitti.

Rendiamoci conto che le cose potranno cambiare solo

quando saremo uniti come una cosa sola.


Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini

noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,

quindi cominciamo a donare.

E’ una scelta che stiamo facendo,

stiamo salvando le nostre stesse vite,

davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io


Noi siamo il mondo noi siamo la vita. Il mondo non è delle multinazionali, delle banche, dei vari politici sempre più lontani dai bisogni della gente, ma nostro. Dell'italiano che ogni mattina si alza e va a guadagnarsi un pezzo di pane, dell'americano che si vede pignorata la casa, dell'iracheno che vede ogni giorno qualcuno morire per attentati, del filippino che non ha più i soldi per comprare il riso, del sudanese che fa 3 Km per raggiungere un pozzo d'acqua, ecco di chi è il mondo. Arriva il giorno in cui dobbiamo rispondere alla chiamata, iniziando ad assumerci le nostre responsabilità e smettendola di delegare la nostra vita ad altri, per diventare uomini e donne con in mano il nostro futuro. Non dite che è utopia, le cose possono cambiare, lo hanno dimostrato 1 milione di irlandesi tenendo in scacco l'intera Europa delle banche e delle multinazionali. Basta non continuare a credere che qualcuno debba risolvere le cose per noi, basta non avere paura del mondo come invece accade ormai troppo spesso. Il voto delle ultime politiche ne è la dimostrazione, un consenso dato a partiti dalle forti radici locali, caratterizzati da una chiusura a riccio nei confronti del diverso e da tutto ciò che esula dal contesto geografico. Io dico: "Cosa conta tutto ciò quando il tuo ministro dell'economia è a Tokyo per un vertice G8?" Niente, perchè per quanto tu possa averne timore prima o poi il mondo con i suoi problemi, in un modo o nell'altro, arriva, cogliendoci così sempre impreparati. Arriva con il volto dei disperati in cerca delle nostre briciole, con la crisi dei mutui, con il caro petrolio, la crisi alimentare, il riscaldamento globale e ne saremo travolti con o senza paura. Apriamoci al mondo, abituiamoci a sentire come nostri i problemi di chi vive anche a migliaia di Km da noi, ad assumerci le nostre responsabilità come cittadini italiani, ma anche di un mondo sempre più bisognoso di prese di coscienza. Mai come ora l'umanità ha bisogno anche di noi, della nostra voglia di giustizia e libertà.


venerdì 13 giugno 2008

LA MIA COMPAESANA




EMMA MARCEGAGLIA LA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, PROPRIO LEI, E' LA MIA COMPAESANA ( TRA L' ALTRO LAVORO PER LEI MA SPERO ANCORA PER POCO).
OVVIAMENTE SONO UNO DEI POCHI CHE SE NE VERGOGNA PERCHE' A GAZOLDO (PAESE DOVE RISIEDE LA FAMIGLIA MARCEGAGLIA) E' VISTA COME UNA "DEA" SE COSI' SI PUO' CHIAMARE UNA CHE ALLA DOMANDA: "COSA PENSA DI FARE PER RIDURRE LE MORTI SUL LAVORO?" RISPONDE: "IL GOVERNO SE NA STA OCCUPANDO E LA PRIORITA' E' RIDURRE L' INDENNIZZO ALLE FAMIGLIE COINVONTE NELLE TRAGEDIE PERCHE' ALL' AZIENDA COSTA TROPPO".
INOLTRE, COME SE QUELL' AFFERMAZIONE NON BASTASSE, HA AGGIUNTO CHE BISOGNA RIVEDERE L' ACCORDO DEL 1993 PERCHE' NON CORRISPONDE PIU' ALLE ESIGENZE DI CONIUGAZIONE DELLA PRODUTTIVITA' CON I SALARI.
IN PRATICA UN FORTE ALLEGGERIMENTO ECONOMICO E NORMATIVO DEL CONTRATTO NAZIONALE.
IN TUTTO QUESTO CONTESTO GIA' ANGOSCIANTE DI PER SE', NON POTEVA MANCARE PERO' ANCHE SUO FRATELLO ANTONIO, IL QUALE, E' STATO INDAGATO E CONDANNATO PER CORRUZIONE NELL' AMBITO DELL' INCHIESTA SULL'ENIPOWER.
OVVIAMENTE LA PENA E' STATA IL PATTEGGIAMENTO A 11 MESI (NON PASSERA' NEANCHE UN GIORNO DENTRO) E 500 MILA EURO DI MULTA.
ORA LASCIO A VOI LE CONCLUSIONI, MA SE IN UN PAESE DOVE LA REALTA' E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, E QUESTI, DIFENDONO IL POTERE NONOSTANTE VADA CONTRO IL LORO INTERESSE E' DIFFICILE CAMBIARE. MA RESISTERO' FINO ALLA FINE, NON POSSONO VINCERE!!!!!!!!!!!!!!!!!

RESPONSABILITA'

Dedico questa canzone a tutti quelli che io ritengo essere padroni, vale a dire, tutti quelli che direttamente e inderettamente favoriscono il potrarsi di questo sistema. Per usare espressioni alla Veltroni la dedico a:

Tutti quei datori di lavoro che pur di abbassare il costo del lavoro precarizzano la vita di altri, ma anche a quei lavoratori che non aderiscono agli scioperi perchè tanto: "non conta niente".

A tutti quei datori di lavoro che risparmiano sulla sicurezza, ma anche agli stessi lavoratori che per compiacere il padrone manomettono la sicurezza perchè tanto:" non è mai successo niente".

A chi è miliardario e chiede agli altri di lavorare di più, ma anche a quei lavoratori che si ostinano a dire: "ringraziamoli perchè ci danno il lavoro".

A chi le cose le conosce ma le manomette in nome del proprio interesse, ma anche alla gente comune che non conosce ma pensa che tanto sia inutile perchè: "fanno sempre quello che vogliono."

A chi vuole dividere l' Italia perchè: " lavoriamo solo noi e gli altri sono parassiti", ma anche a chi non vuole dividerla perchè ha interessi da una parte e dall'altra.

A chi legifera sempre di più contro gli interessi del popolo, ma anche a quelli che affermano che sono tutti uguali e poi votano sempre dalla stessa parte.

A chi usa il sistema per favorire se stesso, ma anche a chi lo usa pensando di trarne vantaggio e invece ne subisce le conseguenze.

Spero di aver detto tutto. Quello che cerco di dimostrare è che, se le cose vanno sempre più verso il peggio, le responsabilità sono da attribuire, oltre che agli oppressori, anche agli oppressi. Tre/quattro morti sul lavoro al giorno, non possono essere certo colpa del solo datore di lavoro. Sono i lavoratori che per paura, indifferenza, poca personalità, accettano tutto. Quando sento dire: " L'ho fatto perchè sono precario e ho una famiglia da mantenere." Per carità... ma una volta morto la famiglia non la mantieni sicuro. Oppure quei dipendenti che manomettono le sicurezze per "fare alla svelta", compiacendo così il padrone, perchè tanto non è mai successo niente. Fino a quando chi lavora si riterrà un oggetto, un ingranaggio da usare per il corretto funzionamento, saremo sempre qui a dire le stesse cose. E poi, di chi è la colpa se la maggior parte dei dipendenti, tra chi prometteva aumenti salariali riferiti alle 8 ore, e chi tramite la detassazione degli straordinari, ha scelto la seconda ipotesi? Di chi è la colpa se in un paese con sei milioni di precari, il partito che ha ampliato la legge 30 è stato ricoperto di voti. Penso cari amici, che sarebbe veramente ora di guardarsi allo specchio e chiederci se anche noi abbiamo delle responsabilità. Smettiamola di fare i soliti italiani attribuendo ad altri anche le nostre colpe.



giovedì 12 giugno 2008

TRATTATO DI LISBONA

Oggi, giovedì 12 giugno 2008, in Irlanda il popolo (sovrano) voterà con referendum la ratifica del Trattato di Lisbona.
Se passerà il SI, il Governo Mondiale sarà sempre più vicino, se invece passerà il NO, ed è quello che tutti ci auguriamo, i mondialisti riceveranno una battuta d'arresto.

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Perché no al trattato di Lisbona
"E’ la forma più assoluta di totalitarismo"
di Ida Magli – tratto da “Il Giornale”, 7 Giugno 2008

In questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente all'esistenza delle Nazione Italia. E mano a mano si porrà fine all'esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l'atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d'Italia. È un silenzio che non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin dall'inizio dell'operazione “Unione europea“ che bisognava tenerne all'oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di «politica“.

Il Trattato di Lisbona è infatti una «visione del mondo» universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto. Come potrebbero i giornalisti istruire con poche parole milioni di persone sulla metafisica di Kant? Eppure c'è quasi tutto Kant, inclusa la sua proposta per la Pace Perpetua , nel progetto dell'Unione europea. Ma c'è anche molto Rousseau, molto Voltaire, molto Marx, con in più quello che Tremonti definisce «mercatismo»: l'assolutizzazione del mercato.
La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall'inizio l'operazione europea: quello che viene firmato non è affatto un Trattato e non è neanche una «Costituzione», come era stato chiamato prima che i referendum popolari lo bocciassero. È la proclamazione di una religione universale, accompagnata in tutti i dettagli dagli strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per realizzarla. È il passo fondamentale, dopo averlo costituito in Europa, per giungere alla meta prefissata: il governo mondiale.

Posso indicare in questo breve spazio soltanto alcuni degli strumenti preordinati:

A) Il sincretismo fra le varie religioni e fra i vari costumi culturali. Un sincretismo che verrà raggiunto con lo spostamento di milioni di persone e smussando tutte le differenze attraverso il «dialogo». Discendono da questa precisa volontà dei governanti le ondate immigratorie che stanno soffocando l'Europa d'occidente. Si tratta di decisioni di forza, prese a tavolino: se nasceranno reazioni o conflitti, come di fatto sono già nati, provvederanno le schedature biometriche, la polizia e il tribunale europeo a eliminarli.

B) Il governo concentrato in poche persone, quasi sconosciute ai cittadini, mentre diventano sempre più pleonastici i parlamenti nazionali. Il parlamento europeo, infatti, tanto perché nessuno possa obiettare in seguito che non aveva capito, è stato istituito fin dall'inizio privo di potere legislativo. Pura finzione al fine di gettare polvere negli occhi ai cittadini e tenere buoni con ricche poltrone i residui pretendenti al potere nell'impero fittizio.

C) Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo mondiale, l'Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando. Per ora qualcuno lo nota a proposito dell'economia e della ricerca (ricerca significa intelligenza), ma presto sarà chiaro a tutti l'impoverimento intellettuale e affettivo di popoli costretti a perdere la propria identità, la propria «forma» in ogni settore della vita. In Italia la perdita è più grave per il semplice motivo che gli italiani sono i più ricchi di creatività. Di fronte al vuoto di qualsiasi ideale e di qualsiasi futuro, i giovani si battono per quelli vecchi inesistenti, oppure «si annoiano». Vi si aggiungono con uguale impoverimento i milioni di immigrati, anch'essi sradicati dalla loro identità e gettati nel crogiolo della non-forma.

Si tratta di conseguenze ovvie, perseguite con ostinazione durante il passare degli anni sia dai fanatici credenti nella religione universale che da coloro che se ne servono per assolutizzare il proprio potere. Ci troviamo di fronte a quello che i poeti tedeschi individuavano chiaramente durante il nazismo come «il generale naufragio dello spirito». Seppellire le nazioni per paura del nazionalismo significa provocare di nuovo il generale naufragio dello spirito. Significa che alla fine Hitler ha vinto.



Ma cos’è questo Trattato e perché c’interessa?
Questo Trattato modifica e sostituisce il Trattato dell’Unione europea (1992), noto come Maastricht, e il Trattato istitutivo della comunità europea (1957).
Il Trattato dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2009, e il prossimo 12 giugno sarà una data molto importante per tutti, visto che in Irlanda si effettuerà il referendum. Unico paese in Europa ad aver istituto un voto popolare sull’argomento.
Il Movimento internazionale Diritti Civili Solidarietà denuncia da mesi il pericolo di questo Trattato, chiedendo a gran voce che non venga ratificato, perchè se ciò avverrà:

- Aumenteranno i poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini (politica economica e difesa), privando il nostro Paese della propria sovranità e vanificando in questo senso la Costituzione italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “la sovranità appartiene al popolo”.

- La politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell'Unione Europea, è in atto un tentativo di fare dell'Europa un braccio della NATO. Con la creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari, sarebbe più facile aggirare l'opposizione di chi vorrebbe evitare lo scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti di Russia e Cina[6].

- In politica economica si parla di una vera e propria “dittatura dell’Unione e della Banca Centrale Europea”. Grazie al Trattato di Lisbona, infatti, i burocrati dell’Unione Europea avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e dagli altri governi europei, per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed intervenire sui prezzi.

TRATTO DAL SITO DI DISINFORMAZIONE

FAREMO FINALMENTE PARTE DI UN' UNICA GRANDA FAMIGLIA CHE DECIDERà PER TUTTI COSA DOBBIAMO E NON DOBBIAMO FARE TUTTO IN MODO ASSOLUTAMENTE DEMOCRATICO!!!!!!!
E' BELLO SAPERE CHE LA NOSTRA VITA è GIà PIANIFICATA SECONDO IL VOLERE DI ALTRI!!!!!
(OVVIAMENTE LEGGETE LE FRASI IN MODO SARCASTICO)

CONCLUDO SOLO DICENDO CHE è L'INIZIO DELLA FINE E CHE I POTENTI STANNO VINCENDO VERAMENTE LA "GUERRA".

CONTRO

In occasione della visita di Bush in Italia, vi chiedo 5 minuti del vostro tempo per guardare il video e ascoltare questa canzone. Nonostante abbia ormai 30 anni, la sua attualità è disarmante.

E' un piccolo segno di solidarietà, nei confronti di quei pacifisti che ieri hanno manifestato a Roma.


Contro i fucili, carri armati e bombe
contro le giunte militari, le tombe
contro il cielo che ormai è pieno, di tanti ordigni
nucleari
contro tutti i capi al potere che non sono ignari.
Contro i massacri di Sabra e Chatila
contro i folli martiri dell'Ira
contro inique sanzioni, crociate americane
per tutta la gente che soffre, e che muore di fame.
Contro chi tiene la gente col fuoco
contro chi comanda e ha in mano il gioco
contro chi parla di fratellanza, amore, libertà
e poi finanzia guerre e atrocità.
Contro il razzismo sudafricano
contro la destra del governo israeliano
contro chi ha commesso stragi, pagato ancora non ha
per tutta la gente ormai stanca che vuole verità.
Contro tutte le intolleranze
contro chi soffoca le speranze
contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi
contro la poca memoria della storia.
Contro chi fa credere la guerra un dovere
contro chi vuole dominio e potere
contro le medaglia all'onore, alla santità
per tutta la gente che grida libertà.
Contro chi parla di fratellanza, amore e libertà... e poi finanzia guerre e atrocità.

mercoledì 11 giugno 2008

FERMATELI, FERMIAMOCI

E' di ieri la notizia, che la commissione europea ha raggiunto un accordo per permettere al lavoratore di lavorare più di 48 ore a settimana. Ma non era 40 il limite massimo? Bè, riporto uno stralcio di notizia tratto da Rainews24:

"I paesi dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo sulle regole che consentono ai lavoratori, a determinate condizioni, di lavorare più di 48 ore alla settimana.
L'intesa, raggiunta dopo anni di discussioni, lascia il limite massimo di lavoro settimanale a 48 ore a meno che lo stesso lavoratore scelga altrimenti (opt out). In questo caso, comunque, la durata massima del lavoro settimanale potrà raggiungere le 60 o al massimo 65 ore se il periodo inattivo dei turni di guardia viene considerato orario di lavoro. Le norme sono applicabili a quei contratti che superano le dieci settimane.
I ministri europei si sono trovati d'accordo anche sulla normativa per le agenzie di lavoro temporaneo stabilendo, tra l'altro, parità di trattamento per lavoratori temporanei e quelli a tempo indeterminato per quanto riguarda la retribuzione, il congedo e la maternità."

Ma si! Perchè non fare una legge che ci obblighi a lavorare giorno e notte? Tanto cosa conta vivere, avere rapporti umani soddisfacienti, stare con amici o poter trascorrere più tempo con moglie/marito, fidanzata\o o figli? Forse dobbiamo metterci in testa che i rapporti umani non fanno girare l' economia, anzi... deviano dallo scopo per il quale siamo nati: far crescere il Pil della nostra nazione. E poi chi se ne frega se l'uomo frustrato si rifà umiliando la propria moglie, seppur in modo ingiustificato e inutile, per la sola illusione di poter controllare anche lui un' altra persona. Cosa importa se sempre più giovani, pur di sfuggire ad una realtà disumana, rovinano se e la propria famiglia usando droghe? E le morti sul lavoro? Bè, per questo ne abbiamo di gente da sfruttare! Quanta ipocrisia...facciamo decreti sulla sicurezza e poi aumentiamo le ore di lavoro, condanniamo le violenze, e poi creiamo una società ricca di nevrosi, che sempre in casi maggiori sfociano in follia, predichiamo pace e rispetto ambientale e poi fomentiamo guerre e finanziamo opere pubbliche causando devastazioni di interi ecosistemi. Ma che società stiamo creando? Abbiamo tecnologie e scienze per poterci garantire un futuro migliore e invece, viviamo in una costante paura del futuro e dell'altro. Gli altri sono tutti nemici, parassiti, sempre pronti a derubarci. Non fidarti di nessuno è la frase che sempre più spesso ci si sente dire dalla gente comune. Ma come puoi fare una vita senza fidarti di nessuno? A questa domanda sto cercando ancora una risposta. L'unica cosa che mi resta da aggiungere, è il mio totale disappunto per questo sistema economico che utilizza l'uomo come mezzo e non come fine. Nel 2008, siamo ancora noi a servire l'economia e non il contrario. Che pena!!!

"L'economia dovrebbe esistere solo per garantire a tutte le persone ciò di cui hanno bisogno" (Manitonquat)

Ringraziando il blog di MONTEZUMAII per avermi dato la possibilità di utilizzare questo video, dedico queste belle immagini di festa a INCARCERATO e alla sua voglia di giustizia.