giovedì 31 luglio 2008

ACCORDO FALLITO.

Troppo grandi le distanze fra Usa, Cina e India sulle misure rivolte a tutelare l'agricoltura dei paesi poveri.

GINEVRA: Ancora un fallimento per il ciclo di negoziati lanciato a Doha nel 2001 per la liberalizzazione del commercio internazionale. Dopo nove giorni di discussioni, le sette principali potenze commerciali (Stati Uniti, Unione europea, Giappone, Brasile India, Cina e Australia) non sono riuscite a raggiungere un compromesso sul meccanismo di salvaguardia delle importazioni agricole, in particolare per le forti divergenze tra Stati Uniti e India, facendo fallire la discussione.
Fonte La Stampa.

Cosa è il WTO acronimo dell'inglese World Trade Organization?
E' un'organizzazione internazionale, composta da più di 152 stati membri, che rappresenta circa il 97% del commercio mondiale di beni e servizi.

Obiettivo generale del WTO è quello dell'abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie al commercio internazionale; a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della normativa del WTO sono, però, non solo i beni commerciali, ma anche i servizi e le proprietà intellettuali.
Fonte Wikipedia

A cosa serve questa organizzazione, se ogni anno nel mondo muoiono circa 6 milioni di bambini con 900 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione?



L'altra faccia è questa:



Serve solo a far affogare le persone da un versante nella fame, e dall'altro nell'inutile e nel troppo.
Infatti liberalizzando l'economia, i paesi poveri non riuscendo ad avere sufficientemente fondi e forza per poter competere, sono tenuti in scacco dalle super potenze.

mercoledì 30 luglio 2008

PALESTINA TERRA INSANGUINATA

Vi chiedo cortesemente di diffondere questa iniziativa il più possibile in ogni modo. Non voglio continuare a far parte di un mondo, che riesce a girarsi dall'altra parte anche rispetto a questa tragedia.

da LogicoKaos:
Attraverso alcuni sms, Guerrilla aka Vik ci sta tenendo informati (per quanto possibile) sull'andamento dell'iniziativa.Ultima aggregata alla "comitiva" una suora di 81 anni Anne Montgomery ... Vik giustamente si chiede che ne penserà Papa Ratzi Israele sta cominciando a muoversi, preoccupata delle possibili conseguenze (anche a livello di relazioni internazionali) di questa missione.Al riguardo Guerrilla ci ha segnalato questo articolo, chiedendo di tradurlo e diffonderlo.Se il comportamento ipotizzato dalle Autorità Israeliane sarà quello ipotizzato alla fine dell'articolo (lasciar passare la nave ed evitare scontri), ancora non si sa, l'unica cosa certa è ormai che Israele teme che l'iniziativa possa prendere una piega critica.

Israel fears European ship may sail to Gaza to 'break siege' By Barak Ravid Tags: Free Gaza Movement Israel is worried by reports that a group of left-wing activists from Europe plans to set sail for Gaza from Cyprus on August 5 under the slogan "breaking the siege."

Israele teme che la nave europea possa sbarcare a Gaza per spezzare l’assedio.Israele è preoccupata dalla notizia che un gruppo di attivisti di sinistra provenienti dall’Europa, sta per dirigersi in nave verso Gaza, partendo da Cipro intorno al 5 Agosto, sotto lo slogan “ Spezziamo l’assedio”.

Tra gli attivisti sono presenti 3 membri del Parlamento Europeo. Non è ancora certo quanto il piano sia attendibile. Tuttavia Israele teme che se la nave salperà, si creerà una situazione “provocatoria” che potrebbe causare una crisi nelle relazioni internazionali, e cmq sfociare in episodi di violenza.La nave e stata organizzata da “Free Gaza Movement” e da “ the International Solidarity Movement”.A numerosi membri di quest’ultima organizzazione è proibita l’entrata nei territori israeliani per ragioni di sicurezza.Gli organizzatori hanno riferito di aver raccolto circa 300.000 $ per finanziare l’iniziativa e reclutato 60 persone imbarcate sulla nave. Inclusi attivisti da numerosi paesi e giornalisti.A quanto riportato dal sito di “Free Gaza Movement's” tra gli attivisti c’è una sopravvissuta dell’Olocausto, un sopravvissuto della Nakba Palestinese, come I Palestinesi definiscono la creazione di Israele nel 1948, ed altri componenti della diaspora Palestinese, oltre ai parlamentari europei.Sempre secondo il sito, il piano prevede che la nave arrivi a Gaza dalle acque territoriali- e più specificatamente dalla “Special Security Zone” , che la Marina Israeliana ha dichiarato off limit per tutte le imbarcazioni.Gli organizzatori confidano in uno scontro aperto con la Marina e in un inevitabile arresto.Una fonte governativa israeliana ha dichiarato che Israele ha poche informazioni riguardo il piano, e che non è chiaro se si concretizzerà. Un anno fa, è stato sottolineato, Israele aveva già ricevuto informazioni su un piano simile, ma, a causa di difficoltà logistiche, non si è mai concretizzato.Ufficiali Ciprioti, nel corso di colloqui con ufficiali israeliani, hanno espresso la loro preoccupazione per la nave in partenza dalle loro coste, ma hanno ribadito di non poter far nulla per impedirla.Tuttavia, in base alle informazioni raccolte da Israele, Cipro non è l’unico punto di partenza possibile: la nave potrebbe salpare anche dalla Turchia o da Alessandria in Egitto.Israele sta ancora cercando di scoprire l’esatta identità della nave e i reali intenti degli organizzatori, E sta ancora decidendo quale misure e contromosse adottare. La prima opzione, che è stata avanzata nelle discussioni ufficiali, è di permettere alla nave di raggiungere Gaza e di far fallire, quindi, l’apparente obiettivo degli organizzatori di andare allo scontro.

Dal blog di guerrillaradio

Quante volte mi è capitato di guardare lo specchio e interrogare il mio riflesso su di un motivo plausibile per stare al mondo?
Vegetare come piante grasse coi cunei ben temperati per osteggiare ciò che ci vegeta attorno, non è mai stato una prerogativa a cui aspirare, bensì un tabù.

Sono, siamo, appassionatamente determinati come mai prima d'ora. La paura, i timori scaturiti dagli altissimi rischi preventivati a cui andremo incontro, sono soffocati nella culla dal febbrile entusiasmo con cui ci stiamo preparando per la partenza ormai prossima. Il motore della nostra determinazione, e' costantemente alimentato dal senso di ferra giustizia che ci accompagna, non sappiamo esattamente a cosa andremo incontro, ma abbiamo la incontestabile certezza di stare facendo la cosa giusta. Giuridicamente legale e umanamente onorevole. Non e' poco. Avvistando le coste di Gaza, proveremo dentro di noi tutta la pienezza di questo sentimento di giustizia che ci orienta, questa spasmodica passione per i diritti umani, e saremo inarrestabili. Oggi abbiamo tenuto una conferenza stampa ad Atene, alcuni miei compagni di free gaza movement hanno presentato la nostra missione ai media. E' stato un successo, conferenza molto partecipata, la televisione nazionale greca era presente ed ha ripreso la presentazione della nostra missione. I primi articoli apparsi su siti dei giornali illustrano correttamente in maniera positiva ogni nostro intento.
Non certo come ha fatto ieri Haaretz, il principale quotidiano israeliano di aera laburista, falsificando le nostre reali intenzioni, testualmente: "gli organizzatori desidarono uno scontro".
Non vogliamo assolutamente scontrarci con nessuno, le biografie degli equipaggi della nostra barche parlano chiaro, suore cattoliche, ebrei sopravvissuti all'olocausto, anziani palestinesi vittime della diaspora, dottori, infermieri, insegnanti, attivisti per i diritti umani e pacifisti.
A bordo non abbiamo nessun arma, il nostro è un carico e' merce preziosa, pace e libertà per un popolo oppresso, giustizia.
Vi presento l'invito alla conferenza stampa tenuta oggi ad Atene.
Restiamo umani,
Vittorio Arrigoni.

blog:http://guerrillaradio.iobloggo.com/
website della missione: http://www.freegaza.org/
contatto: guerrillaingaza@gmail.com



Comunicato Stampa: Free Gaza Movement

E’ possibile che un gruppo di civili disarmati viaggiando per mare riescano a rompere l’assedio a cui è sottoposta Gaza?


Conferenza stampa
Per inaugurare
il Free Gaza Movement


h 13:00, Martedì 29 Luglio
International Press Center
Atene

Nel mese di Agosto 2008 un gruppo di civili disarmati israeliani, palestinesi e internazionali navigheranno alla volta di Gaza senza passare attraverso territorio israeliano e senza chiedere autorizzazioni alle autorità israeliane. Di questo gruppo fanno parte anche una suora cattolica di 81 anni, una ebrera di 84 anni sopravvissuto all’Olocausto, persone di 16 diverse nazionalità e quattro differenti religioni,
insieme a loro giornalisti internazionali.

Destinatione: il porto di Gaza

Martedì 29 luglio 2008 il Free Gaza Movement presenterà pubblicamente il suo team internazionale e le imbarcazioni greche che condurranno i volontari da Cipro fino a Gaza in totale solidarietà con i diritti umani dei Palestinesi. A partire da questa data qualunque tentativo per danneggiare il progetto sarà considerato un atto di aggressione nei confronti di una missione internazionale per la salvaguardia dei diritti umani.

Le imbarcazioni faranno tappa presso alcuni porti greci per poter raccogliere sostenitori e dare l’opportunità alla stampa e a personaggi pubblici di partecipare a una parte del viaggio e informare l'andamento della missionbe in tempo reale grazie alla presenza a bordo di sistemi di comunicazione satellitare di ultima generazione.
Chiunque fosse interessato dovrebbe partecipare alla conferenza stampa se possibile.

http://www.freegaza.org/

STORIA DI TUTTI I GIORNI

Tempo fa, in un bar che frequento spesso, ho conosciuto un ragazzo marocchino diventato poi mio amico. E' stato un incontro molto bello perchè nato da una fiducia reciproca impensabile, visto che eravamo 2 perfetti sconosciuti. Una delle cose che mi ha fatto più piacere, è stata una sua frase in cui ha voluto dimostrarmi la fiducia, fin da subito provata nei miei confronti. Ora, tutte le volte che ci si vede, discutiamo neanche fossimo amici da una vita. Sabato, mentre parlavamo di lavoro e altre cose, gli ho chiesto da quanto tempo non vedeva i suoi familiari. Ebbene... sono 6 anni. Devo dire che una volta venuto a conoscenza di questo, ho provato, oltre un profondo dolore, rabbia nei confronti del sistema e dei miei connazionali. Viviamo in un modello economico, tra l'altro l'unico possibile e universalmente accettato, che costringe persone a partire e non vedere più i familiari stretti per anni. Perchè una persona per avere un lavoro, tra l'altro nemmeno decente visto lo sfruttamento imperante, deve abbandonare terra e familiari? Non è giusto!!! Nessuno dovrebbe essere costretto a tanto! E poi ci sono i miei connazionali. Bello per noi italiani stare con la mamma fino a 40 anni, lamentarsi ma per pigrizia, egoismo o perchè siamo viziati, non fare nulla. Bello per noi italiani continuare a scaricare le colpe del nostro scarso senso civico e morale, sui poveracci che non vedono i propri familiari da anni. Mi piacerebbe vedere quelli che criticano quei poveri ragazzi nelle loro stesse condizioni, mi viene da ridere.
Però, e qui c'è tutta la mia desolazione, il mio grido di rabbia più forte è rivolto a quei pochi uomini, che avendo in mano le leve del potere potrebbero fermare tutto ciò. Non so quali siano i vostri pensieri prima di andare a letto, ma sappiate che per me siete dei criminali. Un giorno, tutta la sofferenza e il dolore che state spargendo avrà fine. Non sono in grado di dire se tutto ciò accadrà anche grazie al mio contributo, ma questa follia è destinata a soccombere sotto il peso della sua assurdità. Per il mio amico, per i tanti uomini e donne che non possono godere di un futuro degno di essere chiamato tale, sappiate che avrete tutta la mia avversità e la mia opposizione. Perchè questo crimine contro l'umanità, un giorno avrà fine, statene certi.



Chi di loro non merita un futuro diverso?

martedì 29 luglio 2008

VITTIME INNOCENTI

Cancro: sempre più bimbi colpiti


r.s. a cura della redazione ECplanet
In Italia aumentano Nei bambini e negli adolescenti i nuovi malati di cancro.

Ci domandiamo perché ?

Vorremmo invitare tutti i lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l'esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.

Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis* nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull'incidenza di cancro nell'infanzia in Italia pubblicati dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008). Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell'1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all'anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell'ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’ incremento è addirittura del 3.2% annuo. Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l'incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell'1.6% vs un + 0.6% e così via. Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta. Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne ? Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell'infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese. Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l'infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava. Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze.

Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale - Firenze

Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo - Genova

Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo - Forlì

Dott. Giovanni Ghirga Pediatra - Civitavecchia

Dott. Stefano Gotti Chirurgo - Forlì Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale - Parma

Dott. Ferdinando Laghi Ematologo - Castrovillari

Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo - Sassari

Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo - Forlì

Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra - Forlì

Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro -Torino

*Lorenzo Tomatis (1929-2007), è stato un medico oncologo di fama internazionale, ha diretto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC), ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l’identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani. Si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica ed è stato anche un grande scrittore, ricordiamo in particolare Il Fuoriuscito e L’ombra del dubbio, quest’ultimo uscito postumo.(ed. Sironi)

Ringrazio il BLOG DI CRISTIAN per aver portato in evidenza questo articolo.
Data articolo: luglio 2008

Fonte: http://www.agoramagazine.it/


Gli stiamo distruggendo il mondo con un modello di sviluppo insostenibile, e poi diciamo di voler bene ai nostri figli. Che futuro riserviamo alle giovani generazioni? Questo?




lunedì 28 luglio 2008

RICOMINCIARE

Mi ero ripromesso cari amici, di non parlare del congresso di Rifondazione prima della sua fine. I motivi sostanzialmente erano 2 : il primo perchè pur avendo una preferenza, credo sia ora di ricominciare a costruire assieme qualcosa, il secondo per rispetto delle scelte altrui. Devo ammettere, che sono rimasto abbastanza deluso di come ognuno di noi si sia arroccato nella sua mozione, quasi venissero da 5 partiti diversi. Io ammetto di aver votato per la 3 perchè credo, visto le scelte politiche fatte dalle passate avanguardie, nella necesità di un cambio di rotta. Però, e questo a mio avviso è importante, il fatto che abbia vinto Ferrero oltre a non dispiacermi non mi preoccupa neppure. Perchè? Perchè non ho votato in base al leader, ma alla scelta politica visto, che noi comunisti non dovremmo avere miti ma rappresentanti. Ognuno di noi deve essere il leader di se stesso, ognuno di noi deve mirare alla propria crescita culturale e personale; solo i fascisti hanno bisogno di un'autorità che li guidi. La società, persa nella spaventosa regressione in ogni suo ambito, ora più che mai ci chiede unione e organizzazione. E' finito il tempo dell'egocentrismo, dell'egoismo e del deresponsabilizzarsi, è ora di farci promotori di quel cambiamento che tramite slogan elettorali predichiamo, ma che purtroppo non siamo ancora in grado di perseguire con i fatti. Ho avuto uno scambio di email interessanti su questo argomento con Paolo Barnard. Noi, portatori di maggiore consapevolezza e coscienza del problema, dovremmo essere come un virus nella società senza bisogno di guide, ma solo l' aiuto di persone che convidono gli stessi ideali. Certo, sono il primo a dire che serve enorme pazienza soprattutto con chi non ti vuole ascoltare, ma il risveglio e la relativa responsabilizzazione, può venire solo dal basso: da chi vive sulla propria pelle il peso di una società sbagliata. Come dissi a Paolo, i palazzi devono interessarci relativamente, il nostro parlamento deve essere la strada, la fabbrica o qualsiasi altro luogo dove ci sia fruttamento dell'uomo e dell'ambiente. Ricordiamoci che il vecchio Pc, i maggiori risultati in termini di lotta sociale li ha avuti all'opposizione perchè radicato nel territorio. Quindi cari amici, pur essendo importante, non preoccupiamoci di chi abbia vinto, ma di fare reale opposizione sul territorio in cui viviamo.
Però l'essenziale è unirsi, raccogliere tutte le forze possibili per fronteggiare questo sistema fondato sulla paura e la diffidenza. Solo unendoci potremmo provare a cambiare.
Sono consapevole del fatto che non tutti sarete d'accordo con quanto scritto sopra, ma questo infondo, è il bello della democrazia.

domenica 27 luglio 2008

TEMA DELICATO

Pubblico questa storia fortunatamente finita bene, per introdurre un argomento molto grave come può essere la scomparsa di un bambino..

LA STORIA DI ESTHER E ANA SCOPERCHIA IN GUATEMALA IL TRAFFICO DI ADOZIONI ILLEGALI
Gennaro Carotenuto(25 luglio 2008)

La piccola Esther, figlia di Ana Escobar, ad appena sei mesi di età era stata sequestrata da banditi armati che l’avevano strappata dalle braccia della madre a Città del Guatemala per alimentare il traffico multimilionario delle adozioni illegali verso gli Stati Uniti. Sono stati necessari un anno e mezzo di battaglia e due esami del DNA per ottenere giustizia.In Guatemala le adozioni per anni sono state informali e facilissime. Quasi un supermercato di bebè che alimentava un traffico intenso quasi tutto diretto verso gli Stati Uniti, 5.000 bambini solo nello scorso anno, al secondo posto al mondo dopo la Cina. Ana Escobar era ed è una giovane casalinga della capitale. Nel negozio di scarpe della famiglia entrò, era l’inizio del 2007, una banda di sequestratori armati, la picchiarono e le strapparono Esther dalle braccia per sparire nel nulla. Ma Ana non si è arresa. Ha continuato per mesi a cercare la figlia disperatamente. Quando l’ha trovata, un anno fa, sua figlia era in compagnia di due donne statunitensi nella sede del Consiglio Nazionale delle Adozioni. La bambina era sul punto di essere portata fuori dal paese. Per un breve momento pensò che il suo calvario fosse finito ma non era così. Le fu presentata una prova del DNA falsificata che apparentemente accertava che Esther non fosse sua figlia. C’è voluto un altro anno estenuante di ricerca della giustizia, senza alcuna collaborazione da parte delle autorità fino ad ottenere un secondo esame del DNA che ha finalmente certificato quello che Ana sapeva da sempre: che quella bambina dichiarata adottabile era la sua Esther.Il caso ha scoperchiato le complicità anche ad altissimo livello del traffico di adozioni in Guatemala. Sebbene dal dicembre 2007 sia entrata in vigore una legge più restrittiva in materia, a partire da maggio 2008 è stato necessario congelare tutte le adozioni internazionali.Per la prima volta con Esther è stata dimostrata la relazione diretta tra il sequestro di bambini e il sistema di adozioni in Guatemala. Per un bambino legale, o meglio legalizzato attraverso il Consiglio Nazionale delle Adozioni, negli Stati Uniti sono disposti a pagare fino a 40-50.000 dollari. Una somma che per metà finisce ai mediatori statunitensi, la tariffa è di circa 25.000 dollari, e per l’altra metà serve a corrompere funzionari locali o pagare addirittura i sequestratori o giovani madri povere che cedono i loro bambini appena nati. Girano dunque cifre importanti in grado di alimentare l’industria dei sequestri e l’intera industria delle adozioni muoverebbe 200 milioni di dollari l’anno. Per un paese povero come il Guatemala sarà difficile estirparla.
Fonte: http://www.giannimina-latinoamerica.it/



Come avete visto dal video, anche in Italia la situazione è gravissima.

I bambini scompaiono. Svaniscono come fantasmi. E talvolta non ritornano.Nell'anno 2006, fino al 7 dicembre, 1.687 minori (MILLESEICENTOTTANTASETTEMINORI) “risultano ancora da cercare” in Italia secondo la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. 385 (TRECENTOTTANTACINQUE) sono tra gli 0 e i 10 anni di età, di cui 107 italiani (lo scorso anno 52) e 278 stranieri. E’ un fenomeno (un business?) in continua crescita dal 2004.
Fonte Beppe Grillo.

Scusate... ma dopo aver visto il video, e postato questi dati, non ho nessuna voglia di scrivere altro.
Resta solo la mia voglia di portare alla luce e continuare a ricordare, l'ennesimo dramma silenzioso che affligge la nostra società.

sabato 26 luglio 2008

I PARADOSSI DEL NOSTRO TEMPO.

Il paradosso del momento storico in cui viviamo è che abbiamo edifici più alti, ma tolleranza più bassa; autostrade più ampie, ma punti di vista ridotti; spendiamo di più, ma abbiamo meno; compriamo di più, ma ne godiamo di meno.
Abbiamo case più grandi, ma famiglie più piccole; siamo più agiati, ma abbiamo meno tempo; abbiamo più lauree, ma meno buon senso; sappiamo di più, ma abbiamo meno giudizio; siamo più esperti, ma con più problemi; più medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, siamo spendaccioni, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloce, ci arrabbiamo più in fretta, facciamo le ore piccole, ci alziamo più stanchi, leggiamo troppo di rado, guardiamo troppa televisione e preghiamo raramente.
Abbiamo moltiplicato i nostri beni ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo di rado e odiamo spesso.
Sappiamo come guadagnarci da vivere, ma non sappiamo vivere; abbiamo aggiunto anni alla nostra vita, ma non vita ai nostri anni.
Siamo andati e tornati dalla luna, ma ci è difficile attraversare la strada per incontrare i nostri vicini. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interiore. Abbiamo fatto cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo ripulito l’aria, ma inquinato la nostra anima. Abbiamo scisso l’atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di più ma impariamo meno; pianifichiamo più cose ma ne otteniamo meno. Abbiamo imparato ad affrettarci, ma non ad aspettare; abbiamo salari più alti, ma moralità più bassa; abbiamo più cibo, ma meno armonia; costruiamo più computers per contenere più informazione, per fare più copie che mai, ma comunichiamo di meno. Abbiamo migliorato la quantità ma non la qualità.
Sono tempi di cibo veloce e di digestione lenta, di uomini alti ma bassi di carattere, di enormi profitti, ma di rapporti superficiali.
Sono tempi di relativa pace nel mondo, ma di guerre interne; più agi, ma meno gioie; più tipi di cibo ma meno nutrimento.
Sono giorni di doppi salari, ma più divorzi; di case sfarzose ma distrutte da separazioni. Questi sono i giorni dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità da scarto, di avventure di una notte, di corpi sovrappeso e di pillole che ci esaltano, ci tranquillizzano e ci ammazzano. È il tempo in cui c’è molto in vetrina, ma poco in magazzino.
Il tempo in cui la tecnologia vi ha portato questo articolo, ed è il tempo in cui potete o fare la differenza oppure semplicemente “saltare alla pagina successiva”.

Il Dr. Bob Moorehead, è ex pastore della Overlake Christian Church di Seattle's. (Ritiratosi nel 1998 dopo 29 di attività in tale chiesa). Questo saggio è apparso col titolo "The Paradox of Our Age" in “Words Aptly Spoken” la raccolta del Dr. Moorehead del 1995 di preghiere, omelie e monologhi utilizzati nei suoi sermoni e trasmissioni radiofoniche Titolo originale: "The Paradox Of Our Time"
Tratto dal sito www.comedonchisciotte.org

Fonte: Link

OPPOSIZIONE

ULTIM'ORA:
DANIELE LUTTAZZI

Berlusconi: «Il lodo Alfano è il minimo che una democrazia possa apprestare a difesa della mia impunità».

Berlusconi: «Ho guai giudiziari da 14 anni. Per questo sono entrato in politica. E ha funzionato!»

La stilografica di Napolitano: «Sono nauseata».

Veltroni: «Grande manifestazione contro il lodo Alfano nel 2015»

Tratto dal manifesto.

Lo so ragazzi, molto probabilmente c'è poco da ridere. Ma quel Veltroni in piazza nel 2015 rende bene l'idea, anche se in modo estramamente sarcastico, su che tipo di opposizione dobbiamo sperare. E naturalmente spero di sbagliarmi.



Cosa penseranno di questa Italia? !

giovedì 24 luglio 2008

IL MIO CUORE SOFFRE CON I PALESTINESI

Fra poco meno di due settimane cercherò di entrare a Gaza.
Con una quarantina di attivisti per i diritti umani provenienti da 15 paesi diversi, compresi palestinesi e israeliani, e un carico di aiuti umanitari abbiamo deciso di sbarcare sulle coste della Palestina.
Il primo di agosto ci ritroveremo a Cipro, e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato verso Gaza, laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato. (fra cui the Palestinian Red Crescent Society in the Gaza Strip, the Palestinian Medical Relief Society, the Palestinian Centre for Human Rights and the Gaza Community Mental)

La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica,
la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.
Nonostante Israele dichiari che Gaza non è più occupata, di fatto nega alla vasta maggioranza della popolazione l'accesso al lavoro, agli spostamenti, all'educazione, alla sanità, e al diritto di ricevere visitatori.

Abbiamo provato a ritornare in Palestina per terra.
Ci abbiamo riprovato per aria. Nonostante io come i miei compagni siamo tutti pacifisti che professano la non violenza, siamo stati arrestati, incarcerati e ingiustamente processati dinnanzi alle corti israeliane.
Adesso ci siamo fatti seri, via mare salperemo per Gaza.

Navigando su acque internazionali,
ed essendo invitati dai palestinesi,
non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele.

Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza.

Il parlamentare palestinese al-Khudari ha sottolineato che "ricevere la nave che arriva per rompere l’assedio è un diritto del popolo palestinese. Essa giunge attraverso le acque nazionali, e nessuno potrà intromettersi, né Israele né altri".

Il nostro obbiettivo è quello di rompere l'assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese.
Importando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita noi stessi,
insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani.

Con noi ci saranno alcuni sopravvissuti della nakba,
la "catastrofe" palestinese,
e Hedy Epstein, 84enne sopravvissuta all'olocausto.

I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione (link: il supporto di Desmond Tutu), così come diversi parlamentari inglesi (. In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project. )

Il regista inglese Ken Loach ci ha inviato un suo contributo in sterline e ha espresso il suo supporto.

Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro,
ma siamo al contempo parecchio stanchi e frustrati dell'inerzia della comunità internazionale,
è ora che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti.

Non ne possiamo più di far finta di niente,
di girarci dall'altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane,
alla vista di quell' immensa prigione a cielo aperto che oggi è Gaza.

Cercando di rompere l'assedio,
vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata. Quella sovranità della Palestina sancita dall'Onu e dalle leggi internazionali.
Porteremo con noi delle reti,
e se riusciremo a sbarcare per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi,
oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.
Sulla via del ritorno verso Cipro, vogliamo portare con noi tutti quei palestinesi che necessita di cure mediche urgenti ed immediate.

Qualunque sia l'esito della nostra missione,
che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio,
possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall'arroganza dell'indifferenza.

Ci sono terribili catastrofi naturali a questo mondo, come terremoti e uragani, inevitabili.
A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria, sottomissione.
Il mondo intero non può ignorare questa tragedia, e se lo fa, non includeteci in questo mondo.
Chiediamo solo che alcune semplici imbarcazioni approdino a Gaza con il loro carico di pace, amore, empatia,
che a tutti i palestinesi siano concessi gli stessi diritti di cui godono gli israeliani,
e qualsiasi altro popolo del pianeta.

Soffiate sulle nostre vele, remate con noi,
la giustizia e la libertà sono diritti spogliati di cittadinanza,
riguardano l'intera comunità di esseri umani senza esclusione alcuna.

Restiamo umani,
Vittorio Arrigoni
(attivista per i diritti umani e blogger)

blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/
website della missione: http://www.freegaza.org/

Ringrazio il blog IL SONNO DELLA RAGIONE per avermi dato la possibilità di partecipare a questa iniziativa.

mercoledì 23 luglio 2008

PRESA DI COSCIENZA

Devo ammettere che stasera, è una di quelle sere in cui scrivo un po' per consolarmi, e un po' per sfogare l'amarezza del vivere in una società impazzita. Detto questo, io penso che come popolo italiano abbiamo 2 momenti storici dei quali essere orgogliosi: il Risorgimento dal quale è nata la Nazione, e la Resistenza dalla quale è nata la Costituzione. Ebbene... siamo stati in grado di oltraggiare entrambi i ricordi. Il sacrificio degli uomini che hanno lottato per il Risorgimento è morto con la Lega, con la parola terroni usata con diprezzo, con il movimento per l'autonomia, con la mafia, con i rifiuti a Napoli arrivati dal Nord, con le forti disuguaglianze tra Nord e Sud e con l'incapacità a distanza di 150 anni di sentirci un' unica Nazione al di fuori del capitale. Siamo il paese degli stereotipi: i siciliani sono tutti mafiosi, i napoletani sono tutti sporchi o camorristi, al Nord hanno tutti voglia di lavorare, il Nord è il motore dell'economia e intanto stiamo andando lentamente ma inesorabilmente a fondo. L'esempio più emblematico è Napoli che io considero l'Italia sotto la lente di ingrandimento. Siamo stati capaci per egoismo, indifferenza, per assecondare il mercato, di distruggere una città con più di 3 mila anni di storia. Ma quando ci svegliamo? Quando inizieremo a capire che solo conoscendo il passato del nostro paese, e i vari sacrifici per dargli vita, impareremo ad amarlo? Sento parlare dei vari movimenti per le autonomie, e penso a tutti quei popoli come palestinesi, Sahrawi che ancora oggi lottano per la propria autodeterminazione e per avere un suolo su cui vivere. E mi dico: " E' proprio vero... trovare la pappa pronta senza sapere il sacrificio che è costata, non porta mai a niente di buono." Perchè a mio avviso il problema principale è la mancanza di cultura che sfocia nell'egoismo e nell' intolleranza a tutto ciò che non rientra nell'abitudinario paesaggio. Poi c'è la Costituzione, quel pezzo di carta nato dai valori della Resistenza che ancora oggi a distanza di 60 anni sembrano impraticabili. Quella...l'abbiamo massacrata per assecondare il mercato e per trovare capri espiatori al degrado civile e sociale che lo stato attuale delle cose ha creato. In Italia, per mano del potere legislativo, non siamo più tutti uguali davanti alla legge e abbiamo ancora discriminazioni razziali che ricordano tempi molto tristi. La cosa che più mi crea rammarico però, è vedere come tutto ciò accada con il benestare di un popolo caduto nell'oblio.

E NOI DICIAMO:" ITALIA SPROFONDA!"

Il grande sfracello
Gabriele Polo
Una Finanziaria feroce: autoritaria nel metodo, crudele nella sostanza. Questa è la manovra sbrigativamente approvata ieri dalla camera, in attesa del voto definitivo del senato. Una «pratica» da sbrigare in fretta, per poi andarsene allegramente in vacanza, in attesa di un autunno che sarà socialmente durissimo (per l'occupazione e per i redditi), ma che tutti fanno finta di rimuovere, preferendo perdersi nelle cortine fumogene di effimeri scontri, come quello sulla lesa maestà di un brutto inno nazionale. Mentre la vera lesione in corso è quella contro la democrazia di un parlamento posto nell'impossibilità di discutere alcunché e contro la costituzione materiale di una repubblica feudalizzata in potentati individuali. Primo fra tutti quello del principe di Arcore.Il ciambellano Tremonti ha messo in campo una serie di misure all'insegna del taglio di tutto ciò che si muove, dagli animali dei parchi agli studenti dell'università, passando per i salari dei dipendenti pubblici, i custodi dei musei, i malati. Brunetta e Sacconi ne accompagnano l'opera dilagando sulla precarietà del lavoro. Mentre l'opposizione insegue Mameli, le vicende giudiziarie e private del premier e s'accontenta di raccogliere firme in attesa di una manifestazione che verrà solo a ottobre. Forse. Tanto, assicura Veltroni, «il berlusconismo è finito, resta solo Berlusconi».«Solo». Come se tutti i problemi si concetrassero in una persona (o nei suoi interessi privati) e non in una trasformazione violenta e dall'alto che traduce in leggi, decreti e circolari le peggiori pulsioni maturate nel paese (e da Berlusconi raccolte) in più di un ventennio. Miasmi profondi che considerano un male tutto ciò che è pubblico, che - anzi - riducono il «pubblico» ad affare privato; «garante» il libero mercato, quello che prepara gli sfracelli d'autunno.Tra i quali c'è anche - nel suo «piccolo» - la sorte della libertà di stampa. Che in questi anni è stata violentata e ridotta in tanti modi, dagli oligopoli alle concentrazioni delle testate fino all'uso politico del mercato pubblicitario. E che ora viene attaccata sul terreno della finanza, con i massicci tagli ai contributi pubblici per l'editoria cooperativa e politica previsti dalla manovra votata ieri.Chi non ha un padrone non merita di esistere, questo il messaggio che arriva, in perfetta coerenza il pensiero dominante. Decidendo che la comunicazione non è un bene pubblico da garantire, ma un affare privato da cui trar profitto. Il risultato concreto è che quei tagli - che mettono il Sole 24 Ore sullo stesso piano del manifesto - potrebbero far chiudere questo giornale, che può vivere solo se concepito come un pezzo del tessuto democratico del paese. Ma la democrazia - con i suoi costi - contrasta l'omologazione del pensiero e concepisce la libertà come possibilità di pluralità. Per questo è perseguitata nel nostro tempo. Non è berlusconismo, questo?

Tratto dal manifesto

Aggiungo solo che senza il pubblico, almeno nei servizi essenziali, la classe più povera è destinata a soccombere sotto la legge del più forte. Questo è il progresso dell'uomo moderno: vivere donando la propria esistenza al capitale. In questo contesto, tutto deve essere mercificato, venduto, anche la nostra stessa vita.

lunedì 21 luglio 2008

PER CHI ALZA IL DITO MEDIO DURANTE L'INNO.

« Una cannonata lì sul ponte rapiva al momento questa cima in geologia di Leopoldo Pilla, che spirò dicendo "non ho fatto abbastanza per l'Italia. »

Leopoldo Pilla (Venafro, 20 ottobre 1805 – Curtatone, 29 maggio 1848) è stato un geologo e uomo politico italiano. È ricordato anche per il suo patriottismo in epoca risorgimentale.

I fermenti politici che cominciarono ad attraversare l'Italia fin dalla metà del 1847 indussero Pilla il 22 marzo del 1848 a imbracciare un fucile e a partire, con il grado di capitano, comandante della prima compagnia, alla testa dei volontari del battaglione universitario alla volta della Lombardia per schierarsi al fianco di Carlo Alberto e partecipare alla prima guerra d'indipendenza.

La Battaglia di Curtatone e Montanara fu combattuta il 29 maggio 1848 nei luoghi situati tra i due paesi, nei pressi di Mantova e rappresenta una fra le più simboliche battaglie della Prima guerra d'indipendenza.

Fonte Wikipedia

Come penso sappiate tutti voi, Mantova era una delle città del cosiddetto quadrilatero e roccaforte austriaca: Mantova, Peschiera del Garda, Legnago e Verona.

Nel Maggio del 1848 arrivarono giovani volontari: i tosco- napoletani riporto qui un documento:

I giovani volontari, molti dei quali appartenevano alla borghesia ed anche alla nobiltà toscana, non avevano alcun addestramento militare. Essi erano armati alla meno peggio ed anche i loro ufficiali che erano i loro stessi professori promossi al grado per l'occasione, non avevano alle spalle alcuna esperienza bellica. Questi ragazzi erano tuttavia animati da un grande entusiasmo che al momento del bisogno li rese valorosi combattenti. Nella quindicina di giorni che bivaccarono a "Le Grazie", oltre a qualche esercitazione militare , trascorsero il loro tempo in mezzo alla popolazione del luogo fraternizzando con essa.
Già dalla fine di aprile nella zona si erano avuti scontri a fuoco più o meno gravi con reparti nemici che sempre furono ricacciati sulle basi di partenza. La mattina del 29 maggio, però, le truppe austriache, oltre 20.000 uomini ben addestrati, con numerose artiglierie, batterie di lanciarazzi ed ottimamente armati individualmente, uscirono da Mantova per attaccare e sbaragliare i circa 7.000 tosco-napoletani e compiere quella manovra di attacco alle spalle temuta dai piemontesi ed alla quale si è accennato.
Gli attaccanti investirono le linee difensive avversarie e trovarono una resistenza ben superiore ad ogni previsione. La battaglia fu violentissima dalle rive del lago superiore in località Quattro Venti, sul corso dell'Osone, sin oltre Montanara protraendosi per l'intera giornata sino a tarda sera.
E proprio da Le Grazie ove, per disposizione del nuovo comandante dell'esercito Toscano, generale Ettore de Laugier, il battaglione Universitario doveva rimanere in attesa di suoi diretti ordini; i volontari, sentendo il fragore della battaglia, (il fronte era a due chilometri circa), si mossero spontaneamente e raggiunsero le linee di combattimento affiancandosi già impegnati battendosi valorosamente.
Nei violenti combattimenti uno dei primi caduti fu il capitano Leopoldo Pilla da Venafro, professore di geologia dell'università di Pisa, noto come scienziato a livello internazionale, che aveva guidato alla guerra i suoi allievi.
Intanto Le Grazie si riempivano di feriti. Sul piazzale vennero installati altri posti di medicazione. I feriti erano ovunque, pare anche nel Santuario e nelle case private. E la popolazione contribuì fraternamente a soccorrerli.
La battaglia del 29 maggio fu una sconfitta per i tosco-napoletani che furono costretti a ripiegare con gravi perdite. Il loro sacrificio non fu però vano perchè la loro imprevista ed eroica resistenza bloccò l'esercito austriaco che alla fine della giornata avendo subito perdite ancor maggiori, non passò all'inseguimento. Questo consentì, il giorno succesivo, ai sardo-piemontesi di affrontare il grosso dell'armata imperiale a Goito, vincendo una battaglia più importante il cui successo non venne tuttavia sfruttato.

Fonte: www.itis.mn.it/grazie/italiano/s7.html

Raccontare questa storia di eroi volontari partiti dalla Toscana e dalla Campania per venire qui nel mantovano a combattere devo ammettere che mi commuove profondamente. Sarà perchè il luogo della battaglia è a 10Km dalla mia abitazione, sarà quello che volete, ma questi eroi meritano di essere ricordati per gli ideali che rappresentavano. Ricordare quello che disse Leopoldo Pilla il quale, nonostante stesse morendo, era convinto di non aver fatto abbastanza per l' Italia, è un dovere morale.
Pensare che ragazzi volontari partirono e venirono qui e combattere per inseguire un sogno che trovava il suo inveramento nell'unità d'Italia, è un esempio meraviglioso di amore per il prossimo e per la propria terra. E' un qualcosa assolutamente da ribadire a questa società, che dimentica troppo spesso il sacrificio di uomini eccezionali dei quali la maggior parte di noi non è nemmeno degna di pronunciarne il nome. Io però voglio ricordare, a chi si permette di ucciderli 2 volte alzando il dito medio durante l'inno, questi eroi.

Il post è rosso non solo perchè fatto da un comunista, ma perchè questo rosso oltre a rappresentare il sangue sul quale è nata la nostra Patria, esprime la mia rabbia, il mio biasimo alla pochezza degli uomini che la abitano.

Grazie a te Leopoldo Pilla.

domenica 20 luglio 2008

FASCISMO

Tempo fa, nel blog del RUSSO, lessi questa lettera di Giorgio Bocca che ripropongo molto volentieri ritenendola una descrizione molto fedele alla realtà.

"Il risultato delle recenti elezioni, il successo dei ricchi e potenti che si autodefiniscono liberali, fa sì che da noi ci si chiede se stiamo ritornando al fascismo. E non valgono a tranquillizzarci le precisazioni degli storici sulla unicità irripetibile del medesimo.Perché gli italiani temono un ritorno di qualcosa di molto simile al fascismo? Perché si conoscono, perché dai rapporti di ogni giorno con il loro prossimo sanno di essere una somma di piccoli autoritari in potenza. Qual è il modo di pensare e di essere che presto assume ognuno di noi che arrivi al comando di un'azienda, metal- meccanica o editrice, profit o non profit, cooperativa o padronale? In 90 casi su cento arriva la megalomania, l'alzabandiera quando è in azienda, il nome scritto in caratteri cubitali sulla facciata, le cento fotografie sull'house organ, meglio se con pretese culturali e collaborazioni ben pagate agli intellettuali cortigiani.Fin qui vizietti quasi accettabili. Meno accettabile, ma inevitabile, il controllo di ciò che dicono e pensano i dipendenti. Nella mia lunga carriera ho capito, tardi e inutilmente, che qualsiasi critica tu faccia al padrone, anche se confidata all'amico sicuro, all'orecchio del padrone ci arriva. Con la tecnologia moderna dei controlli microfonici o telematici, solo un ingenuo può pensare di sfuggire al controllo, ma siccome la maldicenza e la critica sono diffuse, il risultato è che la megalomania padronale si può mutare in mania di persecuzione. Non c'è padrone che, in nome della necessità e dell'efficienza, non arrivi prima o poi a una richiesta di obbedienza del sottoposto. Non assoluta, non immediata, ma se il sottoposto dice no a una richiesta del padrone un numero intollerabile di volte, il padrone non si dimenticherà il suo nome, tra i non collaborativi o tra i riottosi.Le riunioni aziendali, presto assurte a cerimonia religiosa, a Pentecoste, si modellano presto sul padrone - maestro che insegna e ordina ai dipendenti - allievi che ascoltano e annuiscono. Il padrone-maestro a volte presenta i suoi ordini come paterni consigli, ma anche qui, se il dipendente li rifiuta per una, due, al massimo tre volte, finisce, se non tra i reprobi, tra i rompiscatole, che per il padrone è la stessa cosa.In gioventù, quando ero forte e presuntuoso, elaborai una teoria rarissimamente vincente e spessissimo per me micidiale. Dissi e scrissi che per fare carriera, per salire nella scala del potere era necessario contraddire il padrone, per affermare la propria decisa volontà a diventarlo. Ma è un gioco alla roulette russa. E infatti, lo avrete notato, quelli arrivati in alto sono tra i più prudenti e ossequienti.Evitare le critiche al padrone è possibile, anche se impone un forte autocontrollo. Ma come evitare le lodi al padrone dei cortigiani, per cui servire e genuflettersi è un piacere?Con questi la partita è comunque persa, perché il padrone li disprezza ma non può farne a meno, a volte li strapazza ma mai se ne libera. A ben guardare, il fascismo è questa normalità, quando le si aggiunge la galera o l'esilio."

Leggendo questa lettera, non posso fare altro che domandarmi se è anche per colpa mia che accade tutto ciò. Qui inizio a credere, che basti alzarsi la mattina e iniziare a respirare per favorire questo assurdo sistema. Perchè forse è già sbagliato vendere la propria forza lavoro a un sistema che si fonda su ingiustizie, è già sbagliato vendere la propria forza lavoro a un sistema che trova il suo vigore nella distruzione dell'uomo, della sua individualità e dell'ambiente. Poi, l' ingiustizia e la prevaricazione, con la scusa della meritocrazia, sono all'ordine del giorno assieme al disinteresse dei sentimenti altrui nel mondo del lavoro d'oggi. Per meritocrazia ho sempre inteso la capacità delle persone di saper aiutare gli altri. Come diceva Albert Einstein : " Un uomo vale nella misura in cui sa donare agli altri." Detto questo posso dire, con abbastanza certezza, che la maggior parte delle persone al giorno d'oggi non vale niente. Ecco perchè il fascismo in Italia è ancora un pericolo, perchè l'italiano medio non sa guardare oltre il suo naso e tutto ciò che può impedirgli una vita tranquilla, anche se tutto intorno sta andando a rotoli, viene considerato nemico da annientare, un rompiscatole. Questa indifferenza, questo disinteresse al bene comune portano al fascismo.

Pubblico questo video di Giogio Gaber che non finirò mai di ringraziare.




"Il nemico della democrazia non è la dittatura, ma l'indifferenza alla politica e al prossimo."

NAPOLI CHIAMA KENYA O KENYA CHIAMA NAPOLI

Pubblico questa lettera di padre Zanotelli, per provare a chiarire la questione di Napoli con gli occhi di chi quella situazione la vive ogni giorno.

“E’ AL COLMO LA FECCIA”
LETTERA AGLI AMICI di padre Alex Zanotelli
Alex Zanotelli(17 luglio 2008)
Carissimi, è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12:“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:bocche piene di menzogna,tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.Come rettili strisciano,e i più vili emergono,è al colmo la feccia.”Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici. Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante “La Taverna” di Villaricca, di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie...Il documentario \"Biutiful Cauntri\" esprime bene quanto vi racconto.A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti. (E’sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire (la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate \"Taverna del re\".E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”.Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n. 90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70%), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. \"Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale\" così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani. Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura, in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali, per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”.Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla stampa i volantini: \"Lutto cittadino. La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso di parteciparvi!) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!). Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti. Quella italiana sarà quasi certamente la A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l’acqua di Napoli. Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro \"Shock Economy\", chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! \"Padre Alex e i suoi fratelli\" era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a novembre, con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare.Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici, con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .\"Qual è dunque il compito del predicatore oggi? Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto: coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà. Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura. Quello che a noi manca è una santa collera”.Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. “I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce -diceva sempre Kaj Munk- mai il camaleonte”.Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.Resistiamo!

UN SALUTO A CARLO GIULIANI


Carlo, sento ancora le urla del tuo corpo disteso a terra, chiedere giustizia alla storia.
IN QUALE PAESE?
di Pierluigi Sullo - da carta.org
In quale paese il capo del dipartimento anticrimine del ministero degli interni e l'ex numero due dell'antiterrorismo sono sottoposti a un processo, al termine del quale il pubblico accusatore chiede per loro una condanna a quattro anni e mezzo? In quale paese il capo della polizia all'epoca dei fatti. E oggi capo dei servizi segreti, viene indagato per aver indotto i suoi colleghi a mentire? In quale paese chi comandava l'azione che ha provocato il processo diventa un imputato per il quale i pm chiedono 4 anni e mezzo di carcere? In che razza di paese la prova principale addotta dalla polizia per discolpare se stessa viene smarrita o distrutta nel corso delle indagini dalla polizia e ciò nonostante per colui che le aveva messe sul luogo dei fatti viene chiesta una condanna a cinque anni? Che Stato è, quello che nel frattempo promuove tutti gli imputati?
Risposta: questo paese non è il Messico delle «macellerie messicane» e della leggendaria corruzione nella polizia. E' l'Italia, dove non si possono condannare i torturatori come quelli di Bolzaneto perché non esiste il reato di tortura, e certamente non si potranno incarcerare i colpevoli del massacro alla scuola Diaz – se il tribunale, ad ottobre, li condannerà – perché i reati cadranno in prescrizione. Però questo è anche il paese in cui una tenace campagna, ignorata dai grandi media e dai grandi partiti, ha accertato verità che le udienze nei tribunali hanno confermato alla lettera. Non avremo giustizia, per quei crimini. Ma abbiamo noi stessi, la nostra capacità di documentare, denunciare, far conoscere che cosa è realmente accaduto a Genova sette anni fa. E il 20 è l'anniversario dell'omicidio di Carlo Giuliani.

sabato 19 luglio 2008

LOTTIAMO ANCORA

Dal libro "Lettere dei condannati a morte della resistenza italiana"
(una a caso)

Regina Coeli, 16 gennaio 1944
Cara adorata madre,
non avrei mai creduto di darti tanto dolore, ma il destino ha voluto così, quindi ti chiedo perdono a te come pure ai miei cari fratelli, sorelle e amici. Mamma cara, tu sola mi comprendi e sostieni questo terribile momento e non mi resta che dirti addio e farti auguri per una vita migliore della mia. Auguro pure che la nuova Italia sia più forte, degna e libera per le nuove generazioni. Mi sento veramente un italiano, contento di andare alla morte invocando la tua benedizione.Ti bacio e vi bacio tutti il vostro
Romolo
P.S. L'orologio l'ho consegnato al reverendo padre che te lo darà personalmente, parlandoti ancora di me. Per il portafoglio contenente L.2200, si trova sempre a Via Tasso presso il comando, dove andrai a ritirarlo.

Ecco, per tutta questa infinita fila di morti, nel loro nome, lottiamo ancora.
Luz

Luz, certo lottiamo ancora anche per loro.
Lottiamo per provare almeno ad essere degni di quel sacrificio.

Lottiamo... per non doverci vergognare di essere uomini o donne.

Lode al comunismo

È ragionevole chiunque lo capisce. È facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i suicidi, suicidio.
È contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo: è la fine dei delitti.
Non è una follia, ma invece fine della follia.
Non è il caos, ma l’ordine, invece.
È la semplicità che è difficile a farsi.
Bertold Brecht

venerdì 18 luglio 2008

LE VOSTRE IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE. MA DI CHI?

Caro Paolo, innanzitutto scusa se ti do del tu. Lo so, sono matto a scrivere ad una persona che non c'è più, ma sappi, che sei una delle poche figure che mi rende ancora orgoglioso di essere italiano. Pensa... nonostante tu sia dell'opposta corrente politica, ti scrivo per chiederti aiuto, perchè tu possa indicarmi una strada che permetta di risvegliare questo popolo caduto nella più profonda immoralità. Si...perchè ormai non è più solo questione di destra o sinistra, qui c'è in ballo la tenuta della democrazia, il rispetto delle istituzioni sempre più latitante in chi le rappresenta e un popolo che ha fatto dell'indifferenza e dell'egoismo il suo cavallo di battaglia. Sai qual è l'ultimo provvedimento del governo? Rendere immuni alla legge le prime quattro cariche dello stato. Ti rendi conto? Pensando a questo, i tempi delle tue lezioni contro la mafia sono lontani anni luce; quando dicevi che non importa se la magistratura accerti o meno il reato, chi rappresenta incarichi pubblici deve essere al di sopra di ogni sospetto. Ricordi? Adesso ci ritroviamo addirittura un premier con 7 reati prescritti, senatori a vita assolti per prescrizione, e l'immunità parlamentare per le cariche più rappresentative. Ma io allora mi chiedo: " Chi te lo ha fatto a fare di donare la tua vita per uno Stato che non vuole cambiare? Chi?" Ricordo dopo la tua morte quel bel striscione sul quale c'era scritto: le tue idee camminano sulle nostre gambe. Le gambe di chi? A distanza di 16 anni dalla tua morte, la mafia è ancora la prima azienda in Italia per fatturato . Oggi leggevo addirittura un articolo, in cui si diceva che solo la Colombia e il Messico sono paragonabili a noi per collisione Stato mafia. Lo so, forse ti scrivo così solo perchè lo sconforto è tanto, perchè sembra non esserci via di uscita ma in realtà ho una profonda ammirazione per il tuo senso di giustizia e il tuo saper essere uomo di stato. Quello che mi dispiace però, è vedere quanto queste persone non meritino quel gesto, quanto ci siamo ridotti a fare schifo. Ora ti lascio ma concludo dicendoti, perchè è una cosa che mi sta molto a cuore essendo il problema principale, che resteresti molto deluso soprattutto dalle persone che compongono l'attuale società. Una società dove l'egoismo, il non rispetto altrui e il disinteresse al bene comune sono ormai all'ordine del giorno.
Quanto ci mancano le persone come te?!
Ciao Paolo. Ciao Giovanni

No Rosaria, non posso perdonare chi, lentamente ma inesorabilmente, sta distruggendo lo Stato in cui vivo.

CONTRO CHI FA CREDERE LA GUERRA UN DOVERE

Afghanistan, nove civili uccisi in un attacco delle forze statunitensi
Quattro donne e cinque bambini sono stati uccisi martedì in un bombardamento della coalizione a guida americana nell'Afghanistan occidentale. Lo ha reso noto il vicegovernatore della stessa provincia di Farah, Mohammad Yunus Rasculi.


«Il bombardamento ha avuto luogo martedì mattina nel distretto di Bakwa. - ha dichiarato Rasculi - una bomba si è abbattuta su una casa, uccidendo quattro donne e cinque bambini».
La notizia è stata confermata dal capo della polizia di Farah, Khalilullah Rahmani.
Un portavoce della coalizione, il tenente Nathan Perry, ha confermato che alcune ricognizioni aeree avevano avvistato degli insorti in quella regione. Perry ha poi aggiunto che la coalizione investigherà sull' «eventuale morte di civili».
Già venerdì 47 civili erano morti in un raid statunitense mentre partecipavano ad un matrimonio. E altre 17 persone avevano perso la vita un altro attacco. Il governo afgano ha aperto un'inchiesta. «Erano tutti civili e non avevano legami con i Talebani o con Al Qaeda», ha infatti denunciato il governo di Kabul.
Fonte L'Unità

KABUL - I soldati italiani sono coinvolti già da un anno in combattimenti contro i talebani nella zona di Farah, ma né i giornali né il governo Prodi l'hanno reso noto. La rivelazione è del ministro della Difesa Ignazio La Russa, in visita in Afghanistan, a margine dell'annunciato dell'incremento delle forze italiane nell'area di Farah.
ZITTI - «I nostri militari combattono da un anno, ma sui giornali italiani non se ne parlava», ha detto il ministro a Kabul dopo aver visitato Herat e Farah. «Il governo Prodi ha tenuto giustamente questa informazione riservata. Lo avrei fatto anch'io al suo posto.

Fonte corriere della sera.

Ma si...perchè dirlo? Infondo sapere che i nostri soldati sono in guerra violando l'articolo 11 della Costituzione non è così importante.



Sarò anche patetico, ma questo video tratto dal film: " Il Miglio Verde" riesce sempre a commuovermi. Quante persone, che dicono di credere nella Chiesa, dovrebbero porsi la domanda di Tom Hanks? Quante? Perchè tutti noi esseri umani siamo dei miracoli viventi! E' vero, nel mondo c'è ancora troppa sofferenza, troppa!!!! A volte mi capita di pensare a quelle povere persone: mentre noi stiamo qui beati e tranquilli loro muoiono anche sotto le nostre bombe. Non è giusto, non è giusto. Ci tengono nascosto di essere degli assassini.

Anche per me tutta questa sofferenza è insopportabile.

giovedì 17 luglio 2008

LA CRISI SOFFIA FORTE

Fannie e Freddie sono due istituti di credito degli Stati Uniti. Vendono mutui immobiliari. Sono come Ginger e Fred, ma non ballano su un set cinematografico. Danzano sul baratro del fallimento. Le loro azioni sono crollate nel mese di luglio.In caso di bancarotta Fannie e Freddie lascerebbero un buco di 5000 miliardi di dollari, la metà del debito pubblico americano. Dovrebbe intervenire lo Stato nazionalizzandole con un automatico aumento del costo del denaro e delle tasse. In Italia è come se fallisse contemporaneamente la maggior parte delle imprese quotate in Borsa. Fannie deve rimborsare 216 miliardi di dollari entro un anno, Freddie un po’ di più, circa 291 miliardi. I soldi non ci sono. Per due motivi. Le rate dei mutui non vengono più pagate e nessuno sottoscrive nuovi mutui. In sostanza il mercato immobiliare non c’è più.La gente non ha più soldi e il costo del denaro è salito. Inoltre, il valore delle case è crollato e le banche sono piene di case ipotecate. Nella pancia dei bilanci delle banche ci sono ancora immobili valutati al valore precedente alla crisi dei “subprime”. Le banche non vogliono svalutare, alcune non se lo possono permettere, il loro valore azionario crollerebbe. Fannie e Freddie rappresentano uno tsunami finanziario che in un modo o nell’altro arriverà da noi. I prezzi degli immobili in Italia sono drogati da un cartello di società immobiliari. Il centro delle città non ha più scopi abitativi, ma di lucro. Il prezzo degli appartamenti non ha alcun legame con la realtà. Le società immobiliari stanno da tempo, in uno strano silenzio dei media, perdendo il loro valore in Borsa. Da gennaio 2008 le prime nove società del settore hanno perso 2,4 miliardi di euro, circa la metà della loro capitalizzazione. Pirelli Real Estate, un po’ di più della media: il 57,82%. Il crollo del mercato immobiliare in parte c’è già stato. Chi aveva un euro di azione a Natale, si ritrova con 50 centesimi prima delle vacanze.Il valore delle case è mantenuto alto in modo artificiale. Le grandi città sono invase da cartelli di vendita e di affitto e intanto si costruiscono sempre nuovi alloggi in periferia.La cosa strabiliante è che la crisi vera non è ancora arrivata. Negli Stati Uniti le banche a rischio fallimento sono circa 90. Una, Indy Mac, ha chiuso venerdì. Il terzo fallimento negli Stati Uniti per importanza del dopoguerra. Le file della gente che ritirava i risparmi sono la fotografia della situazione. Qualche consiglio: non comprate immobili, non fate debiti, non accendete nuovi mutui, se potete estinguete i mutui che avete, non comprate titoli di società immobiliari, non comprate fondi con titoli di società immobiliari. Fannie e Freddie stanno arrivando.
Tratto dal blog di Beppe Grillo



La situazione economica mondiale è in forte crisi. Alcuni economisti tra cui un guru della finanza come Alan Greenspan , la definiscono sicuramente la peggiore crisi dal dopoguerra paragonabile solo al '29.
Cosa aspettiamo a svegliarci?
Questa sarà la naturale conseguenza di un' economia fondata sul debito e sullo sfruttamento delle risorse naturali non di certo infinite.
In tutto ciò, possiamo solo provare a costruire un modello di sviluppo dove non si viva per lavorare e consumare quello che produciamo. Ci riusciremo? Ma...

mercoledì 16 luglio 2008

FISCHIA IL VENTO


Vergogna!




FISCHIA IL VENTO
Fischia il vento, urla la bufera
scarpe rotte eppur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona il sospir
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se ci coglie la crudele morte
dura vendetta sarà del partigian
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor.

Cessa il vento calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, alfin liberi siam

Quel vento ritorna sempre più impetuoso.
Quel vento, non è mai stato placato da questi sciocchi italiani.
Quel vento, viene addirittura rimpianto da questi ignoranti di italiani.

Essere italiani, non è ne un merito, e neanche una colpa: è la naturale conseguenza dell'essere nati in una determinata area geografica. Perchè allora provo questo senso di svilimento?

A pensarci bene vivo in una nazione, dove le 4 più alte cariche dello stato sono al di sopra delle leggi.
A pensarci bene, vivo in una nazione dove la mafia è la prima azienda per fatturato.
A pensarci bene, vivo in una nazione dove abuso edilizio e devastazione ambientale sono all'ordine del giorno.
A pensarci bene, vivo in una nazione che non ha una legge contro le torture.
A pensarci bene, vivo in una nazione che affonda nell'immondizia.
A pensarci bene, vivo in una nazione che ha la legge 30.
A pensarci bene, vivo in una nazione che con un governo detto di di centrosinistra, ha stanziato circa 27 miliardi per armamenti.

Detto questo, cosa mi spinge a restare ancora in questo paese che sembra non avere più speranze? Ma.. forse un pizzico di masochismo, il fatto di sapere che non tutti gli italiani sono uguali o più semplicemente, perchè credo in questa frase:

« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l' inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

Io ho scelto la seconda ipotesi: "...cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."

martedì 15 luglio 2008

CI STANNO MASSACRANDO

Post dedicato a Daniele Verzetti il Rockpoeta di AGORA'




Una sentenza che nega i gravi fatti accaduti. Chiesti 76 anni, condannati in 15 a 24. Grazie alla prescrizione, nessuno pagherà
Bolzaneto, giustizia negata: nessuna tortura nella caserma


Quindici condannati e 30 assolti dopo 11 ore di Camera di consiglio. Quando il giudice Delucchi legge la lunga sentenza sono in molti a scuotere la testa nei banchi occupati dalle parti civili e dai loro legali. Un calcolo sommario arriva a contare 24 anni complessivi comminati a un terzo dei 45 imputati, pene quasi tutte condonate, aggravanti tutte escluse. E nessuno è stato condannato per falso ideologico, l'unico reato che avrebbe resistito alla prescrizione. Una sentenza che nei fatti non riconosce le torture ma soltanto alcuni maltrattamenti specifici. «Ma le torture ci sono state - spiega Sara Busoli, uno dei legali di parte civile - lo dimostra il fatto che sono stati trasmessi alla Procura gli atti delle testimonianze di alcuni poliziotti e di alcuni sanitari dell'Amministrazione penitenziaria». Insomma le torture ci furono, le polizie e il Dap hanno provato a coprirle.La concessione delle provvisionali, ossia l'anticipo del risarcimento danni che dovrà essere deciso in separato giudizio, stanno a significare che questa è una sentenza complessa da leggere a vari livelli. Il primo è certamente legato alla lunghezza della Camera di consiglio. Per molti osservatori è stato un modo per eludere i Tg di prima serata. Il Tribunale era sorvegliato da decine di poliziotti e carabinieri con i blindati posteggiati in maniera discreta, ma pronti a fronteggiare ogni evenienza. Poche le parti civili presenti visto che la sentenza è stata repentinamente anticipata - era prevista per lunedì prossimo - per scampare all'emendamento ammazzaprocessi in aula, tra il pubblico, molti genovesi che hanno preso parte alle iniziative di questi anni per verità e giustizia. Tra gli altri il consigliere comunale Prc Antonio Bruno, il neosegretario Paolo Scarabelli e l'eurodeputato Vittorio Agnoletto all'epoca portavoce del Genoa Social Forum.La lettura della sentenza è stata seguita in assoluto silenzio e senza reazioni da parte del pubblico. Se il pubblico ministero, sostiene a denti stretti che l'accusa principale, comunque, ha retto, per Agnoletto è un passo avanti «ma non sufficiente: un tipico caso che al secondo grado di giudizio avrebbe permesso di scavare meglio».Naturalmente nessuno degli imputati avrebbe mai fatto un giorno di carcere, grazie all'indulto, e la prescrizione, all'inizio del 2009, gli avrebbe perfino tolto il disturbo di ulteriori gradi di giudizio. Ma la sentenza penale apre la porta alle cause civili per i risarcimenti. Per questo l'avvocatura dello Stato aveva provato a defilarsi dalle responsabilità dei singoli, come a dire che avrebbero agito spontaneamente. Una mossa che non ha convinto né i legali delle parti civili, né il tribunale e neppure la politica, almeno quella minoranza che segue le vicende genovesi. «Comportamento vergognoso», quello dell'Avvocatura, per Agnoletto: «Lo Stato poteva costituirsi parte civile oppure venire incontro alle vittime con un meccanismo risarcitorio perché, se non ti dissoci costituendoti parte civile, o hai garantito l'impunità o, addirittura, hai ordinato certe condotte». «Di fatto - osserva Emaunele Tambuscio, avvocato del legal forum - il segnale è chiarissimo: s'è puntato alla prescrizione e non è stato attuato alcun procedimento disciplinare». Ricapitolando, dall'ottobre del 2005, sono state oltre 180 le udienze di questo processo. I testi sfilati sono stati circa 360 e 155 le parti civili. Circa 50 sono gli avvocati di parte civile ed una sessantina i difensori degli imputati. 45 gli imputati tra generali, ufficiali, funzionari e guardie di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, più un drappello di medici e operatori sanitari dell'amministrazione penitanziaria. La richiesta di pene a marzo scorso, al termine di una requisitoria durata cinque udienze e dopo le testimonianze delle oltre 209 vittime su un totale di 252 arrestati, gran parte illegalmente. I pm Patrizia Petruziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto complessivamente 76 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Le richieste di condanna erano contenute in 23 pagine e per leggerle il pm ha impiegato circa un'ora. La pena più alta (5 anni, 8 mesi e 5 giorni) era stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, responsabile della sicurezza del centro di detenzione provvisorio. Era il responsabile della sicurezza, ossia il capo delle guardie carcerarie, stesso mestiere che continua a svolgere a Taranto. E' stato condannato a 5 anni. Non avrebbe avuto nulla da ridire che i detenuti fossero costretti dai suoi uomini faccia al muro, in piedi: la cosiddetta posizione del cigno. Di suo si sarebbe pure levato lo sfizio di prendere a calci, pugni e manganellate alcuni degli arrestati nel corso dell'identificazione. Tra gli imputati figura, tra gli altri, Alessandro Perugini, all'epoca dei fatti vice capo della Digos di Genova, per il quale i pm avevano chiesto 3 anni e 6 mesi. E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Perugini è più famoso per il cortometraggio di cui è protagonista assoluto: lui, in borghese, che prende un paio di volte la rincorsa per sfigurare meglio un minorenne di Ostia tenuto fermo da alcuni robocop travisati. Nel carcere provvisorio, Perugini, nel frattempo promosso vicequestore, era responsabile della polizia di Stato. Assolto Oronzo Doria, che era colonnello della polizia penitenziaria, ora generale. 3 anni e 2 mesi ( i pm aveva chiesto 9 mesi in più) per Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato, accusato di aver lacerato la mano a Giuseppe Azzolina, uno degli arrestati. I medici Giacomo Toccafondi e Anna Poggi sono stati condannati rispettivamente a 1 anno e due mesi e 2 anni e 4 mesi.Nella richiesta di pene erano stati definiti «degradanti e inumani» i trattamenti per gli ospiti di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001. Si sbattevano teste contro i muri, si spezzavano dita, s'infilava la testa di detenuti nel buco del water, si manganellavano persone inermi, si minacciavano le ragazze di stupro. Nella caserma della Celere di Genova, tramutata in carcere provvisorio per le retate di no global con un decreto del Guardasigilli Castelli, furono adoperati almeno quattro dei cinque trattamenti considerati inumani e degradanti, ossia tortura, dalla Corte europea di giustizia che s'è occupata della repressione britannica nell'Ulster. Toccafondi, coordinatore dei medici, era accusato di abuso di atti d'ufficio e di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata. Se fosse passato in Senato un disegno di legge varato a Montecitorio, per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilità e le pene varierebbero da 4 a 10 anni.

Fonte Liberazione

Il presidente Usa in un'intervista a AbcNews ha ammesso di aver approvato anche l'uso del "waterboarding" considerato legale. Rice presiedette le riunioni.
Torture, Bush sapeva e le autorizzò "Contro i terroristi tecniche dure"

George W. Bush NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, pur non avendo mai partecipato alle riunioni, sapeva che i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale avevano discusso e approvato tecniche dure di interrogatorio usate dalla Cia per far parlare alcuni pezzi grossi di al Qaeda: lo ha detto lo stesso presidente in un'intervista alla AbcNews. "Cominciammo studiare cosa fare per proteggere il popolo americano. Sapevo che il Consiglio di Sicurezza si era incontrato su questo argomento e avevo approvato", ha detto Bush. Secondo la Abc i vertici dell'amministrazione discussero e approvarono nei dettagli metodi come il "waterboarding" (che produce in chi lo subisce la sensazione di annegare) e altre tecniche, come gli schiaffi e la privazione del sonno, in una serie di riunioni presiedute dall'allora Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Condoleezza Rice. Bush ha difeso con la Abc la tecnica del "waterboarding": "Avevamo pareri legali che ci autorizzavano a usarlo. E no, non avevo alcun problema nel cercare di capire cosa sapeva Khalid Sheikh Mohammed. E' importante che gli americani sappiano chi è. E' la persona che ha ordinato le stragi dell'11 settembre". Con la Rice parteciparono alle riunioni nella Situation Room della Casa Bianca il vice-presidente Dick Cheney, il segretario di stato Colin Powell, il capo del Pentagono Donald Rumsfeld, il ministro della Giustizia John Ashcroft, il capo della Cia George Tenet. Le discussioni, secondo la AbcNews, durarono mesi. Non tutti si dissero d'accordo: in particolare dissensi furono sollevati da Powell e da Ashcroft, che pure era considerato un falco.
Secondo la AbcNews nelle riunioni le tecniche di tortura furono affrontate nei minimi dettagli e in alcuni casi le maniere forti furono addirittura "coreografate". Si parlò anche del numero di volte che gli agenti della Cia avrebbero potuto usare un singolo metodo. Vennero varate anche tattiche "combinate": l'uso di più di una tortura su un singolo detenuto per spezzare la resistenza di presunti terroristi considerati ossi particolarmente duri. Contattati dalla Abc i portavoce di Tenet e Rumsfeld non hanno voluto rispondere. La Casa Bianca ha fatto lo stesso per Cheney e la Rice. Ashcroft non è stato raggiunto. Powell ha detto alla Abc di "non ricordare", ma di "non esser cosciente che si è parlato di metodi illegali". Fonte Repubblica

Il fantsma di Abu Ghraib

Naturalmente consiglio, per chi ha a cuore i diritti umani, di guardarlo tutto. La parte che riguarda gli italiani però, è dall'ottavo minuto in poi.

Ho ampliato il discorso a livello globale, per rendermi conto mano a mano di come stanno distruggendo i nostri diritti. Il mondo è come una ragnatela: se la rompi da una parte, le vibrazioni prima o poi arrivano dappertutto. Forse per quello qualcuno disse: " abituati a sentire ogni ingiustizia, anche la più lontana a te, come a te vicina."

Perchè l' ingiustizia della sentenza di Genova, ha il volto di Abu Ghraib, ha il volto della Palestina, ha il volto del Darfur, ha il volto del Sahrawi , ha il volto dell'Afghanistan e ha il volto dell'ennesimo fallimento umano.

Nulla è cambiato. il corpo prova dolore, deve mangiare e respirare e dormire, ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue, ha una buona scorta di denti e di unghie, le ossa fragili, le giunture stirabili. Nelle torture di tutto ciò si tiene conto. (Wislawa Szimborska)

Daniele, io ti chiedo scusa per essere un cittadino di questo mondo.

Il mio obiettivo è l’amicizia con il mondo intero, e io posso conciliare il massimo amore con la più severa opposizione all’ingiustizia. (Gandhi)

lunedì 14 luglio 2008

PER CHI NON VUOLE VEDERE

Quasi 7 milioni gli stupri di cui 74mila nel 2006.
Il 6,6% sotto i 16 anni
Oltre il 90% non denuncia i soprusi. Pollastrini: "E' un dramma rimosso"

Tre donne su 10 hanno subito violenza Indagine Istat: più di 14 milioni le vittime
Il 36,9% ha subito violenza psicologica da parte del partner
Molto frequenti anche i comportamenti persecutori
Tre donne su 10 hanno subito violenza

Indagine Istat: più di 14 milioni le vittime " ROMA - Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime: ben un milione e 400mila (il 6,6%del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni. Inquieta il quadro che emerge dalla prima indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità. L'indagine, presentata oggi a Palazzo Chigi dal ministro Barbara Pollastrini, è stata realizzata su un campione di donne di età compresa fra i 16 e i 70 anni. Dai dati raccolti emerge che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia). Un milione e centomila hanno subito 'stalking', cioè comportamenti persecutori. Solo negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%). Nel 2006 si sono registrati 74mila tra tentativi e strupri veri e propri. Di questi il 69,7% da partner o ex-partner. Molto diffusi infatti i soprusi tra le mura domestiche. Questi però spesso non vengono percepiti come tali. Solo il 18,2% è consapevole che quello che ha subito è un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo 'qualcosa che è accadutò.

Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente l'essere spinta, strattonata, aver avuto i capelli tirati (56,7%), l'essere minacciata di essere colpita (85,2%), schiaffeggiata, presa a pugni, a calci o a morsi (36,1%). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%). La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne, il 43,2% con partner attuale. Di queste, 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). Questo tipo di violenza si esprime con l'isolamento o il tentativo isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni (7,8%). "I dati confermano che nella fascia di età 16-50 anni, le donne muoiono più per violenza che per malattia o incidenti stradali. La violenza sulle donne è un dramma rimosso", ha commentato il ministro dei diritti e delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, chiedendo al parlamento di "discutere in tempi rapidi" la proposta di legge del governo sulla violenza alle donne che, fra l'altro, affronta il tema delle minacce continuative e persecutorie. "Siamo aperti al dialogo per migliorare il testo - ha precisato la Pollastrini sottolineando la gravità del fenomeno sulla base dei risultati dell'indagine - ma di questa legge c'è bisogno". Oggi è stato presentato anche uno spot tv nell'ambito della Campagna antiviolenza del ministero. Lo slogan, "La violenza sulle donne non ha più scuse", invita a chiamare il numero verde 1522 per chi è soggetto o testimone di violenza. Protagonista dello spot una giovane donna con un viso livido che giustifica questo incidente a causa del lancio di un tappo di spumante.
Fonte Repubblica

Una società così, non me ne frega niente di che colore politico sia: fa pietà!

Donna si impicca dopo violenza

Torino,suicidio dopo sei anni da stupro
Erano trascorsi sei anni da quel giorno in cui aveva subito una violenza sessuale. Ma non aveva mai dimenticato quell'incubo. Così, Valentina, 29 anni, si è impiccata al soppalco del monolocale, a Torino, in cui viveva da tre mesi. A scoprire il corpo sono stati i genitori che erano andati a trovarla, non sentendola da qualche giorno. La giovane, che si stava per laureare, era stata stuprata in centro a Milano. La madre: "E' morta due volte"La giovane non ha lasciato alcun biglietto di addio. Ma i genitori hanno subito capito tutto. La ragazza si stava laureando in neuropsichiatria e sembrava che gli studi le avessero occupato i pensieri ed in parte rimosso l'incubo di sei anni prima. Ma la depressione, negli ultimi tempi, l'aveva rimessa a terra. Valentina non riusciva a dimenticare quella notte in cui venne stuprata da tre balordi nel quartiere Brera. Era assieme ad un ragazzo: fecero violenza anche su di lui. Non servirono né gli arresti né le condanne di quei tre per riportare Valentina alla serenità. Tutto era finito quella notte, nonostante gli sforzi per gli studi, nonostante la speranza di uscirne, di ripartire. I vicini di casa e i commercianti della zona si dicono increduli. Sembrava una ragazza serena, come tante. Ma dietro l'apparente calma si celava l'inferno. "Mia figlia è morta due volte""Ho visto morire mia figlia due volte: la prima, quando hanno abusato di lei, quella maledetta sera di giugno di sei anni fa. La seconda stamattina quando si è tolta la vita perche' neanche la psicoterapia l'aveva salvata dal senso di vuoto per non avere più un'anima e un corpo suo". Lo ha dichiarato in un colloquio con il quotidiano La Stampa Bruna, madre di Valentina. "E' giusto che la gente sappia cosa vuol dire aver subito una violenza sessuale - continua la madre di Valentina - perché non sono solo lacrime e botte, quello purtroppo è solo l'inizio. Poi c'è tutto il resto, che è ancora peggio. Per Valentina, ma anche per noi che le vogliamo bene, è stata una tortura. 'Mamma, sai cos'é che mi sconvolge di più?', mi domandava. 'E' che quelli non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti' ". "Pensi che ai suoi aguzzini non augurava neppure il carcere - conclude Bruna - perché, mi diceva mia figlia, 'la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso. Hanno bisogno di un percorso interiore per rendersi conto del male che mi hanno fatto'".
Fonte TGCOM

'Mamma, sai cos'é che mi sconvolge di più?', mi domandava. 'E' che quelli non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti' ". "Pensi che ai suoi aguzzini non augurava neppure il carcere - conclude Bruna - perché, mi diceva mia figlia, 'la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso.

Scusa per questa società creata da maschi: per il profitto predicano la proprietà privata, e poi ti hanno rubato l'anima.

Austria, reclusa in cantina 24 anni
Violentata dal padre, ha avuto 7 figli

La casa ad Amstetten dove la donna è rimasta segretata 24 anni

VIENNA - Ritorna alla luce dopo un sequestro lungo 24 anni. Nel 1984 suo padre l'aveva segregata nella cantina di casa ad Amstetten, in Austria, a 120 chilometri da Vienna. Da allora, nessuno aveva saputo più nulla di lei, della sua reclusione, delle violenze sessuali cui veniva sottoposta, dei bambini nati dalla relazione incestuosa. L'orrore è emerso quasi per caso, dopo il ricovero in ospedale di una delle ragazze nate durante il sequestro. Arrestato il padre-nonno, oggi 73enne. Sua figlia, che ha compiuto 42 anni, e i sei nipoti, sono stati affidati a una equipe di psicologi.

Fonte Repubblica

Questo è un padre? Cosa c'entra l'etnia, la nazionalità, la religione in tutto questo?




"...Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po' più dura
Che se l'uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura..."
Mia Martini

Quanto hai ragione: la maggior parte è forte con i deboli... e cala i pantaloni con i forti.

Voglio dire a chi non è in grado di indignarsi nemmeno difronte a questo tipo di cose, strumentalizzandole a fini politici, che queste vicende imporrebbero almeno il silenzio, l' intelligenza nell'ammettere che se la società fa così pena, è principalmente colpa dell'uomo inteso come maschio.

PER CHI NON VUOLE VEDERE, PER CHI NON SA CHIEDERE SCUSA, PER CHI CREDE CHE ESSERE UOMO, SIGNIFICHI POTER POSSEDERE TUTTO.

SAPPIATE CHE L'UOMO E' UN'ALTRA COSA.