domenica 30 novembre 2008

AMERICA LATINA

MEMORIA DEL BUIO
LETTERE E DIARI DELLE DONNE ARGENTINE IMPRIGIONATE DURANTE LA DITTATURA.
UNA TESTIMONIANZA DI RESISTENZA COLLETTIVA.

Mercoledì 3 dicembre 2008 – ore 18.00
Presentazione del libro con la partecipazione di
Gianni Minà, direttore della collana Continente desaparecido;
Italo Moretti, giornalista, corrispondente della Rai in Argentina nel periodo della dittatura;
Adela Gutierrez, Gladys Baratce, Estela Robledo, ex prigioniere politiche nel carcere di Villa Devoto

Casa Internazionale della Donne
Sala Carla Lonzi (Primo piano)
Via della Lungara, 19 - Roma
Sono state, sono, compagne.
Compagne: coloro che condividono il pane.
Questo è il significato della parola, secondo la sua radice latina.
Questo libro condivide, allo stesso modo, la memoria.
E’ l’opera collettiva di molte prigioniere
dell’ultima dittatura militare argentina.
Ed è testimonianza dei segreti soli
che quella notte nascondeva.
Eduardo Galeano

sabato 29 novembre 2008

E VENNE IL GATTO A MANGIARSI IL TOPO

Oggi mi devo sfogare, sono stanco di essere preso in giro. Continue dichiarazioni sulla crisi, Confidustria con pressioni al governo chiede agevolazioni fiscali alle imprese e ci ritroviamo con la causa del problema che cerca le soluzioni per uscirne. Basta, non tutti gli italiani sono bambini di 11 anni, può sembrare così ma non lo è affatto.
Il liberismo: fare in modo che si scannino tra di loro i meno abbienti , aiutare i ricchi per poi elemosinare decine di euro come contentino. Ma non tutti gli italiani sono bambini di 11 anni.
Questa situazione mi fa, forse erroneamente, venire in mente questa canzone:



L'incedere che ha lo paragono a questa guerra del più forte, perchè mi verrebbe da rispondere alla Marcegaglia " voi volevate fosse così, e alla fine c'è sempre qualcuno che può mangiare il resto." Questo è il mercato senza regole, la competizione come valore di sviluppo e lo Stato come mero strumento amministratore per favorire il dogma mercato. Troppo facile fare i galletti quando si è dalla parte giusta...no...no.... E non tiratemi fuori la scusa che nel caso sarebbero i lavoratori a pagarne le conseguenze... perchè questo è scontato ancora prima di iniziare con o senza le riduzioni fiscali. Ci avete schiacciati tra debiti ( qui anche per colpa nostra), salari che non garantiscono più nemmeno la sopravvivenza della forza lavoro e continue perdite di diritti, e ora dovremmo aiutare chi? Chi aiuta quei padri di famiglia che nel 2008 in un paese detto sviluppato devono fare 2 o 3 lavori per mantenere i propri figli? Se mi date una risposta seria divento favorevole al taglio delle tasse, altrimenti non ho più 11 anni.

giovedì 27 novembre 2008

IL SOTTILE CONFINE DEL POSSEDERE

Ieri, commentando il post di un' amica blogger del quale non posso parlare visto la delicatezza dell'argomento e soprattutto perchè riferito ad un' ANONIMA ahahhaha, mi è venuto da sorridere. E' piacevole vedere come due persone riescano ad aiutarsi e tendersi la mano nei momenti di difficoltà, ma devo ammettere però, che solo voi donne potete pensare certe cose e infondo è bello così. E' bello così, perchè dimostra tutta la diversità dagli uomini di cui questo mondo non può fare a meno e per la quale anche i maschietti dovrebbero lottare.
In questa società di false persone, è facile abbassare la testa con il più forte e poi sfogarsi con chi è in media trenta kg in meno e possiede un terzo della tua forza. Nel delirante contesto , si può arrivare a massacrare la propria compagna per una password , per un chissà quale concetto d'amore manifestando in questo modo una fragilità di equilibri impressionante. Troppe volte risulta facile sfogare sui più deboli le proprie frustrazioni piuttosto che provare a risolverle perchè tutto ciò diventa una scorciatoia: dimostrare di essere uomini controllando o usando la forza su chi può solo marginalmente difedersi.



Si uccide per amore (incomprensibile) , per religione credendo in un Dio che non è sicuramente il mio, per l'onore dei falliti e per qualsiasi motivo che possa in un qualche modo destabilizzare condizioni del tutto infondate. Si uccide dentro, perchè la morte può essere lenta, impregnare giorno dopo giorno la vita devastandone la sua bellezza.Si uccide perchè non si è in grado di capire quale sia il confine tra ciò che si possiede e non si possiede, per il culto del più forte che troppe volte esclude il rispetto per il più debole... si uccide perchè l'amore è un'altra cosa. Essere uomini nel vero senso della parola in questa società non è facile, ma ci sono due categorie di esseri: chi nasce maschio e rimarrà sempre tale, e chi nasce maschio e almeno uomo prova a diventarci.

SURROGATI DI VITA SOCIALE

ROMA (ANSA) - Nel panorama dei 'social network' in Italia ne arriva uno solo per i belli. Si chiama "beautiful people.net", è nato in Danimarca nel 2002 e, forte di 120.000 membri in tutto il mondo, ora sbarca nel nostro Paese, "il che è ovvio - spiega Vittorio Sgarbi - visto che questo è il Paese della bellezza". Il meccanismo è semplice: ci si registra caricando una foto sul sito: saranno poi quelli che sono già iscritti a decidere, votando sulla base dell'immagine e del curriculum, se si può restare o meno nel network, che promuove al suo interno relazioni private e professionali, eventi e viaggi, o se se ne viene espulsi. Dunque, una cooptazione in base al solo criterio della bellezza. Insomma, i brutti non possono entrare. "Mi sa che Rosy Bindi non la accetterebbero...", dice Vittorio Sgarbi alla presentazione, ribadendo però che "il brutto ha comunque un suo valore: se non altro per affermare e far risaltare il bello". E il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, definisce "estremamente interessante il "sito dei belli, al quale io non posso iscrivermi. Il problema, però, e avere il tempo una volta iscritti di frequentare questi network".
Fonte: ANSA

Qualcuno di voi mi dice di non fare sempre il solito, ma dinanzi a queste scemenze come posso restare indifferente? A quando il sito degli idioti? Non per essere pessimista, ma secondo il mio modestissimo parere raggiungerebbe un numero di iscritti impressionante.
Invece di perdere del tempo con queste sciocchezze, non è meglio fare un giro all'aperto e magari conoscere il nostro vicino di casa?
Invece no, si continua con rapporti umani illusori utili solo ad isolare l'individuo da ciò che lo circonda.

APPELLO

Oggi non sono in vena di parlare molto, ma dedico questo post alle morti sul lavoro.
Non pensate che sia una cosa che non vi riguardi perchè il pericolo è dietro l'angolo, davvero, fidatevi, più vicino di quanto si possa immaginare.
Per fortuna, a tutto il resto, sono stato ancora in grado di anteporre la mia integrità fisica.

mercoledì 26 novembre 2008

MORIRE PER UNA LETTERA D'AMORE

Ucciso "intoccabile"15enne per una lettera d'amore
Aveva scritto a una ragazza di casta superiore: è stato gettato sotto un treno davanti alla madre

Manish è stato preso mentre andava a scuola. È stato picchiato, bastonato, portato per le strade del villaggio con la testa rasata, e poi gettato sotto un treno, sotto gli occhi della madre. E tutto questo perché Manish Kumar, 15 anni, aveva osato scrivere una lettera d’amore a una ragazzina di una casta diversa dalla sua. Rompendo una regola che, seppure ufficialmente abolita, continua a esistere - e a uccidere – in India.

L'articolo completo lo potete trovare qui .

Non mi addentro nel sistema delle caste, perchè sinceramente dopo aver letto questa notizia è l'ultima cosa a cui voglio dedicarmi vista l'assurdità.
Il sentimento più bello in contrapposizione alla morte, a quel sonno della ragione che genera mostri. Quindici anni, lo immagino timido nel tentativo di esprimere attraverso un pezzo di carta quello che molte volte a quell'età, e non solo, il respiro spezza e l'emozione puntualmente soffoca. Quelle notti insonni pensando quale sia la cosa giusta, vorresti parlarle ma un nodo te lo proibisce, ti prepari effimeri discorsi che poi restano sospesi e alla fine ti rifugi in parole scritte, con la speranza che sia la stessa cosa anche se in cuor tuo sai non essere così. Lo immagino...molto probabilmente era a conoscenza di questa assurda questione ma lei doveva sapere, e questo gli ha dato coraggio per ben due volte: consegnare la lettera e sfidare la sorte.
Le tue parole sono arrivate, il sacrificio per questo è stato immane,la responsabilità di ciò non è certo tua ma di chi ha dimenticato cosa voglia dire innamorarsi.

lunedì 24 novembre 2008

ACQUA



Privatizzazione dell'acqua, mentre scrivo questa frase ho la pelle d'oca. Privatizzazione, qualcuno guadegnare sull'impossibilità di qualcun altro di comprare.
Privatizzazione, qualcuno... essere umano avido e imperfetto, potrà decidere di ciò che è un bene fondamentale senza il quale non può esistere vita.
Tutto diventa merce, lentamente ma inesorabilmente nel generale più becero silenzio.
Salvano con i nostri soldi banche, e poi privatizzano l'acqua.

Privatizzano l'acqua, ho sete, una seta che non si soddisfa bevendo, un qualcosa che come un rigurgito risale dalle mie viscere: il disprezzo per questo sistema, totale, inesorabile, parole sconnesse per un cervello che inizia in preda alla mancanza di acqua a delirare, un mondo ingiusto, la vita in mano ai soldi, dignità di una vita negata dai soldi, un qualcosa di profondamente esiziale, parole inutili senza senso di chi ha smarrito la facoltà di bere, la giustizia ricordo lontano, il mercato regna sovrano, l'uomo mezzo per interessi superiori, privatizzano l'acqua e la vita smarrisce colori. Vedo l'acqua che non posso comprare, io, essere umano non più umano, cammino nella ricerca di brandelli di umanità, ma la risposta è il mercato, il dogma superiore creato da uomini che rende essi stessi schiavi. Ho sete, privatizzano l'acqua, la mia vita in mano ai profitti di una multinazionale, non posso crederci sto impazzendo, spero di risvegliarmi anche se mi rendo conto che nemmeno sto dormendo.

NOTIZIE SPARSE

Alcuni link di oggi

Barbone dato alle fiamme, indagati 4 giovani: "Volevamo divertirci"

Abusa di 11 enne in cambio di merendine, arrestato nel barese

Violenza sessuale su una donna di 82 anni a Roma

Per Silvio Berlusconi Mani Pulite mise fine a 50 anni di benessere e progresso

Abusava del figlio del dipendente: il padre taceva per tenere il lavoro

Ubriaco al volante, marocchino uccide due pensionati in provincia di Pavia

Crollo a scuola: per Berlusconi è solo «fatalità»

Violenza sulle donne, la Carfagna e l'ossessione prostitute

Mi astengo dal commentare queste notizie, perchè almeno per me risulterebbe molto facile scadere in un linguaggio volgare. Mi rifugio nella poesia, in una canzone che ascoltando risveglia in me sensazioni di riscatto.

CI RITROVEREMO NELLA MISCHIA

ROMA, 22 NOV - La crisi finanziaria durerà ancora un anno e "il peggio deve ancora venire". Lo ha detto il capo economista del Fondo monetario internazionale, Olivier Blanchard, secondo quanto riporta un quotidiano svizzero ripreso dalla Bloomberg. Il Fmi prevede crescita negativa per i maggiori paesi industrializzati per il 2009, una ripresa nel 2010 e un ritorno alla normalità nel 2011.(ANSA).

Quando sento queste esternazioni, la domanda che più mi sorge spontanea è il perchè alla fine istituzioni che ci hanno condotto nel bel mezzo di una crisi che possiamo benissimo definire di portata epocale, debbano poter impunemente continuare a dispensare ricette sul come uscire dal disastro creato. Qualche mese fa, proprio il FMI dichiarava che l'ammontare delle perdite sarebbe stato attorno ai 945 mila miliardi di dollari, ora si prevede siano circa 2 mila miliardi di dollari. Continuano a rassicurarci dicendoci di avere fiducia, e paradossalmente tutto ciò non fa altro che creare maggior preoccupazione in me. Durante questo anno, siamo stati bombardati da menzogne, ascoltando loro sembrava che la crisi fosse risolvibile con alcuni accorgimenti economici, eppure ora ci ritroviamo a scoprire che il peggio deve ancora arrivare.
Io non mi fido, e ora che il lavoro inizia veramente a scarseggiare, credo proprio che farò il contrario di ciò che viene indottrinato dai media.

domenica 23 novembre 2008

LA FOLLIA DEL PROGRESSO

Faccio mio questo bellissimo articolo, tratto da un blog amico, al quale un personaggio come me non riesce proprio a restare indifferente.

Troppi giorni di ordinaria follia
Marco Cedolin

La strage familiare di Verona, nella quale ieri un commercialista ha ucciso a pistolettate la propria moglie ed i loro tre figli, prima di rivolgere l’arma verso sé stesso e suicidarsi, riporta l’attenzione verso la tragedia degli omicidi – suicidi all’interno della famiglia, diventati ormai una costante della cronaca nera giornaliera. Tragedia all’interno della quale emergono in maniera drammatica tutte le contraddizioni di una società “malata” che fagocita le menti dei propri figli sull’altare di un fantomatico progresso.Si vive immersi in una cacofonia di stimoli sensoriali, indotti al solo scopo di aumentare in maniera esponenziale i bisogni materiali dell’individuo, in ossequio alla logica consumistica che per sopravvivere necessita d’innescare sempre nuovi bisogni al soddisfacimento dei quali è assoggettata la felicità di tutti noi. Felicità che non tarda a tramutarsi in insoddisfazione e frustrazione per la stragrande maggioranza delle persone che non posseggono le disponibilità economiche sufficienti per l’acquisto di tutte quelle merci e servizi che (pur non essendolo) vengono percepite come indispensabili. Il consumo, e conseguentemente l’accumulo del denaro che lo consente, sta diventando ogni giorno che passa sempre più l’unico terminale delle ambizioni di individui che sono stati indotti ad accantonare qualsiasi valore morale (onestà, saggezza, integrità, altruismo) ritenuto superfluo, quando non addirittura controproducente al raggiungimento dello scopo.Il “fare soldi” è diventato lo scopo di vita precipuo, essendo questo obiettivo instillato già nelle menti dei bambini fin dalla tenera età, bimbi che si vuole fin da subito vincenti, competitivi e cinici. L’arricchimento culturale, artistico e intellettuale non viene al contrario tenuto nella minima considerazione, tranne qualora possa venire facilmente monetizzato.In conseguenza di ciò nei modelli proposti dalla famiglia e dalla scuola, l’imprenditore edile che “si è fatto da sé” ed ha accumulato ville ed auto potenti è la rappresentazione del vincente da imitare, contraltare dell’ottimo violinista o scrittore che non avendo però ottenuto adeguato ritorno economico dal proprio lavoro è stato costretto a vivere negli stenti e risulta pertanto perdente di fronte alla vita.L’interpretazione dell’esistenza sotto forma di battaglia, dove l’aspirazione all’accrescimento materiale ha fagocitato ogni velleità di crescita interiore, l’abitudine di suddividere le persone in vincenti e perdenti, il senso di competizione che deve accompagnare ogni attimo della giornata, sono tutti elementi che contribuiscono ad aumentare il grado della frustrazione individuale. In ogni competizione infatti accanto ad un vincitore ci saranno molti perdenti e nella nostra società trasformata in una sorta di “gara a fare soldi” tutti coloro (la grande maggioranza) che non saranno riusciti nell’impresa finiranno per percepirsi come inadeguati e disadattati in quanto perdenti in una società dove è obbligatorio vincere.Ma è proprio nell’ambito della famiglia e degli affetti che l’individuo cresciuto per “competere e basta” mostra tutta la propria inadeguatezza, all’interno di rapporti interpersonali diventati sempre più difficili, pregiudicati come spesso accade dalla mancanza di sensibilità, dalla incapacità patologica di aprirsi agli altri, di dare e ricevere amore in completa gratuità. L’individuo forgiato per l’unico scopo dell’arricchimento monetario e della competizione, finalizzati a conseguire idilliache “carriere” prodromiche di fantomatica felicità e realizzazione personale, finisce per trovarsi completamente spiazzato di fronte ai propri simili, abituato a considerarli da sempre unicamente nella veste di avversari. Nella creazione di un rapporto di coppia o di amicizia egli finisce infatti per portarsi dietro quella sorta di “arena” che gli è propria, con il contorno di competizione, invidia e sopraffazione che finiranno giocoforza per minare mortalmente in profondità il rapporto stesso.I ritmi frenetici imposti dalla tecnomacchina e la tendenza sempre più esasperata all’ipercinetismo, quale espediente per non doversi mai soffermare un attimo “a pensare” riducono la nostra vita ad una corsa continua nel nulla delle nostre ambizioni. Manca sempre il tempo. Il tempo per gli affetti, il tempo per noi stessi, il tempo per vivere, il tempo per quella manifestazione d’intelligenza ormai in disuso che è il pensiero. Le nostre esistenze sempre più spesso finiscono per scimmiottare in maniera grottesca i modelli della radio e della TV, dove la fretta imperante, ancorché ingiustificata, alterna notizie urlate senza tirare il fiato a interminabili eternità di orientamenti agli acquisti.Accade inoltre molto spesso che anche chi è riuscito ad arricchirsi e perciò “a vincere” sia stato costretto a pagare un prezzo comunque inaccettabile per questo suo successo. Accade che alla fine della “battaglia” invece della felicità agognata gli si palesi dinanzi il nulla della propria vita affettiva, l’assoluta mancanza di rapporti veri, un abisso inenarrabile di solitudine.Proprio l’estrema solitudine interiore è una delle risultanti maggiormente deleterie indotte da un modello di vita ipercompetitivo. L’individuo chiuso ermeticamente nel proprio io non può infatti permettersi di condividere realmente con nessuno il proprio tentativo di abbarbicarsi sempre più in alto nella scala sociale, neppure con le persone che gli stanno accanto, essendo anch’esse potenzialmente elementi della competizione.Sempre più marcatamente le famiglie si stanno trasformando in un ricettacolo di persone aliene l’una all’altra in quanto perse ciascuna nella propria individualità impermeabile rispetto all’esterno. I mariti, le mogli, i figli ed i genitori, all’interno di nuclei famigliari sempre più atomizzati, hanno modo di rapportarsi fra loro solamente quando la coincidenza dei rispettivi “tempi liberi” lo consente e quasi sempre si tratta di contatti superficiali, poiché in fondo all’animo continuano a rimanere degli estranei. Molto spesso le persone passano più tempo con i colleghi in ufficio o in fabbrica di quanto non ne trascorrano con il proprio partner ed i propri figli.Ne consegue che quando si ritrovano l’uno di fronte all’altro non riescono a trovare nulla da dirsi, quasi fossero separati fra loro da una sorta di muro invisibile. Si scoprono attori di vite diverse, chiusi all’interno della propria incomunicabilità patologica, incapaci tanto di dare quanto di ricevere.Tutti questi elementi contribuiscono a creare una società ansiogena ed isterica nella quale la depressione, i raptus di follia, i casi di suicidio e le stragi familiari continuano a crescere in maniera vertiginosa. Ma la causa scatenante che più di ogni altra spesso s’innesca sul retroterra di tante vite che non hanno il tempo di viversi, fino a determinare delle alterazioni comportamentali anche profonde e violente è la “precarietà”.Precarietà del lavoro, inteso come mezzo per esistere, per essere accettati dagli altri, per avere una dignità, dal momento che un disoccupato nella nostra società finisce per somigliare ad un morto che cammina, invisibile a tutto e a tutti, e proprio il numero dei disoccupati, testimoni silenziosi di quella sconfitta che mette terrore, sta continuando ad aumentare in maniera esponenziale.Precarietà degli affetti, figlia dell’incomunicabilità e di quella paura atavica della solitudine che da sempre portiamo dentro di noi.Precarietà di tutto ciò che possediamo o forse semplicemente pensiamo di possedere, precarietà di una vita trasformata in competizione, dove alla fine non vince nessuno e stiamo perdendo tutti la nostra umanità.

sabato 22 novembre 2008

COME SEMPRE PER LA DIVERSITA'

Pubblico questo video con intervista finale a Fabrizio De Andrè.

A volte, forse anche in maniera stupida, mi definisco un'anima Rom di questo sistema: una persona che viaggia alla ricerca della sua dimensione, non stanca di pensare e apprezzare ricchezze che il mondo ancora riserva.Oltre le diversità, avanguardia di culture lontane e millenarie consapevole che la storia in continuo divenire potrebbe riservare a noi le stesse discriminazioni.

Io sono Rom, perchè non sono italiano come chi nei campi lascia morire extracomunitari senza un minimo di umanità.
Io sono Rom,perchè come ho sentito non prenderei mai a legnate un indiano per fargli eseguire un lavoro assegnatogli.
Io sono Rom, perchè non mi riconosco nalle maggior parte delle paure che attanagliano i miei connazionali.
Io sono Rom, perchè non mi riconosco nella maggior parte dei valori nei quali è sprofondata la mia nazione.
Io sono Rom, perchè il pensiero deve essere lasciato libero di volare oltre le discriminazioni, le paure, i falsi interessi.
Io sono Rom, perchè riesco a capire che c'è ancora qualcosa più importante del mercato.

venerdì 21 novembre 2008

AGGIORNAMENTI DA VIK

COMUNICATO STAMPA

In palese disprezzo di ogni diritto umano, civile e contro ogni legge internazionale, ho trascorso le ultime sei ore rinchiuso con Andrew in una lurida toilette piena di pulci e parassiti e in cui non era presente alcuna fonte di acqua potabile. Questo il trattamento ricevuto per aver annunciato l’inizio di uno sciopero della fame per chiedere il dissequestro dei pescherecci palestinesi rubati ai pescatori palestinesi al largo di Gaza in acque palestinesi al momento del nostro rapimento da parte dei soldati israeliani.Ci hanno requisito i telefoni cellulari consegnatici ieri dal nostro avvocato ma, cosa ancor più grave, in flagrante violazione dellel eggi internazionali, ci è stato impedito qualsiasi contatto con i nostri legali e con il nostro consolato che io ed Andrew abbiamo richiesto più volte a gran voce.Per denunciare gli incresciosi avvenimenti delle ultime ore ho dovuto sospendere il mio sciopero della fame in modo da farmi restituire il mio telefono e poter trasmettere questa denuncia. Da quello che ho udito prima che ci separassero, Andrew continuerà a restare in quella cella assolutamente fuori dagli standard di ogni convenzione in tema di detenzione e rispetto dei diritti umani finchè a sua volta non sospenderà il digiuno.Più che come una punizione la mia detenzione di oggi e l’attuale di Andrew possono essere inquadrate come una vera e propria tortura. E’ più che verosimile che anche Darlene,che continua a digiunare come Andrew, stia subendo lo stesso disumano trattamento. Mi accingo ora a denunciare il gravissimo episodio al consolato italiano in seguito a quello scozzese e a quello statunitense.E’ importante tenersi aggiornati costantemente sulle condizioni psicofisiche dei nostri compagni. Domani dovrò ricorrere alle cure mediche per le decine punture di insetti e parassiti che ogni notte mi assalgono lasciando piaghe su tutto il mio corpo.
VittorioArrigoni,
sequestrato nel carcere israeliano di Ramle.
21 Novembre 2008 Ore 18.00

I MIEI DELIRI

Ieri, ho commentato il post di una blogger amica e ho deciso di postare a suo volta il commento leggermente modificato, perchè se non fosse il mio Paese ci potrei ridere sopra.

Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, l'Italia era attraversata da una pesante crisi economica e sociale: le famiglie non arrivavano alla fine del mese, la sanità a rischio collasso con lo spettro della privatizzazione, la scuola con fondi al privato,l'evasione alle stelle e un'aria viziata di impunità senza precedenti.Le condizioni andavano aggravandosi, ma venne lui, il messia e disse: "andate, vi detasserò gli straordinari, vi regalerò le centrali nucleri e se siete precarie non temete voi donne, potrete sempre sposare un miliardario, di quelli che si fanno da soli con le braccia degli altri, quelli che hanno negli occhi la luce della volontà del fare.Per gli uomini precari,dovrete abituarvi a vedere la vostra donna scappare con un miliardario, voi non siete degni nè di una donna e nemmeno di un figlio, troppo poveri. Poi, vedendo quanto i suoi discorsi attacchivano con la gente ( altronde era il messia), disse addirittura che un figlio di operaio non poteva pretendere di fare la stessa vita di un figlio di avvocato, e vinse le elezioni anche col voto degli operai.E allora, si fece il lodo Alfano, infondo in quella italietta chi si ricordava quei tre bei paroloni della rivoluzione francese: Libertè,Egalitè, Fraternitè? Pochissimi.Non stanco di tutta questa politica del fare, garantì il posto fisso a Emilio Fede. I suoi discepoli intanto, con bramosia di tolleranza zero, sparavano a zero sui morti di fame,sul sud Italia alle spalle del nord, sugli assenteisti e su tutti quei capri espiatori che potevano distogliere il tempo necessario l'opinione pubblica dai vari problemi.Ogni tanto qualche aggressione fascista o razzista faceva da cornice, ma infondo chi si ricordava dopo 60 anni i valori che hanno portato alla Liberazione e soprattutto da cosa siamo stati liberati? Nessuno! E allora le piazze venivano tolte a Gramsci per essere intitolate ad Almirante, Faccetta Nera era in lista come miglior canzone nelle Hit Parade, e il clima andava sempre più verso le barbarie per via del deterioramento umano. Era una brutta epoca, il messia continuava a sorridere mentre il suo popolo che non sapeva più sentire ciò che c'era da sentire, e vedere ciò che c'era da vedere, divenne la stessa causa di questa folle corsa verso la fine.

giovedì 20 novembre 2008

PER VIK

« È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. »
(Diario di Anna Frank)

"Intervista a Vittorio Arrigoni, pacifista rinchiuso nel carcere di Ramle."

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

martedì 18 novembre 2008

SPERANZE VIOLATE

Ci sono notizie in grado di rovinarti un pomeriggio, inizi a pensare, a chiederti quale senso abbia lottare per una specie animale che sembra voler fare di tutto per annientarsi. Ringrazio l'amico Gap che per primo ha diffuso la notizia fra noi blogger.Quel condizionale è diventato certezza: vik , Andrew e Darlene (tutti attivisti pacifisti) insieme ad un gruppo di 14 pescatori palestinesi sono stati arrestati oggi dalla marina israeliana. Mentre mi recavo al lavoro in bicicletta , il primo venticello freddo invenale sembrava un po' più freddo; non nascondo che la metafora mi è passata per la testa: sempre col vento contrario in un amaro destino a volte accompagnato dalla desolazione. La desolazione di essere di sinistra, quel credere in un mondo diverso troppe volte annientato da realtà sconcertanti. Questa è una notizia in grado di ammutolirmi, lo sconforto si impossessa di ogni brandello di speranza, il credere in un mondo migliore soccombe difronte all'evidente stupidità umana che in frase già fatte sembra non trovare il suo limite. E intanto un popolo da ormai più di mezzo secolo soccombe nel silenzio del mondo considerato civilizzato, gli accordi di pace fasulli, esco fuori per strada e tutto mi sembra troppo normale e tranquillo, in pochi conoscono le atrocità perpetrate aldilà del Mediterraneo e questo affievolisce ulteriormente le speranze. Perchè non basta ricordare il passato, serve a poco contemplare morti davanti a un monumento per poi investire in armi e festeggiare le forze armate: la nostra stessa epoca consuma vite, frantuma sogni e violenta ogni futuro diverso dall'inevitabile annientamento. Mi rendo conto del fatto che questo post non è proprio frutto di un pensiero equanime, ma in questo caso la rabbia ha preso il sopravvento, o più semplicemente è lo sfogo, il colpo di reni che ti permette di non annegare nelle sempre più torbide acque di questo mondo malato.
Restiamo umani, a questo punto è l'unica ricchezza alla quale mi sento di ambire.

Questa è la mail aggiornamento di ieri:

Vik ha chiamato suo papà. Gli ha detto che sono rinchiusi nel carceredell'aeroporto, in tre celle separate.Sono stati colpiti con lepistole che sprigionano scaricheelettriche e poi immersi in acqua.Attendono l'arrivo di due avvocati e del Console italiano Felip.Vittorio ha detto che sta bene, ma aveva la voce esausta.

For more information please contact:
Fida (Gaza- Arabic) – 0599681669
Jenny (Gaza - English) - 059 876 5377
ISM MediaOffice - 02-297-1824 or ISM contacts in the Gaza Strip

SAPER RICOMINCIARE

Oggi, causa promessa fatta, devo spingermi in un argomento nel quale sono consapevole di cacciarmi in un dedalo senza fine. L'amore. E' difficile parlare di questo sentimento senza cadere in frasi fatte, di questo bisogno primario in ogni essere umano che ti spinge ad agire. Ci sono diverse forme d'amore: l'amor proprio che ti permette di non votare Berlusconi (passatemela), l'amore per un figlio oppure quel puerile sentimento con il quale ti affaci al mondo, con la speranza di essere accettato da chi ritieni di voler bene. Una cosa che ho imparato però a mie spese nel guardare da buon turista l'ipotetica cartina della vita, è che quel percorso teorico che si crede giusto intraprendere non sempre è tale, e ciò non vuol dire fallire, ma semplicemente dimostrare di avere il coraggio necessario nel mettersi in gioco e pagarne poi le conseguenze. Far vedere di aver bisogno di quel gesto che ti allieta la giornata, di uno squillo per il quale hai il telefono sempre in mano o quel sorriso per il quale baratteresti tutto il tempo del mondo, alla fine sono le poche cose che riempiono la vita e per cui vale la pena ricominciare. E poi, si può cadere, ma questo non vuol assolutamente dire non essere in grado di meritare qualcosa d'altro e migliore.



Mai smettere di ricominciare, la vita non merita la resa in nessun fronte.

lunedì 17 novembre 2008

A SPASSO CON LUCIA

Con questo post, sono consapevole di attirare su di me le invidie di qualche amico blogger, ma ieri ho passato una splendida giornata con Lucia, la famosa amica del blog Semi-Seri. Premetto che è veramente una persona squisita, di quelle con le quali potresti stare assieme giorni filati senza mai annoiarti. Innanzi tutto mi devo scusare per il ritardo, mi sono presentato a casa sua alle tre costringendola a mangiare a questo orario insolito. Chiedo scusa pubblicamente. Devo dire, che cucina veramente bene, non perchè leggerà il post ma è brava. Appena finito di pranzare, ci siamo diretti a Mantova, in questo piccolo capoluogo di provincia che però è un confettino a cielo aperto. Qui, dopo aver sofferto nel trovar parcheggio, abbiamo iniziato una lunga passeggiata per il centro storico. Essendo due promotori incalliti della decrescita felice, persone con un forte senso critico, nel vedere il traffico evidenziavamo le differenze tra l'attuale sistema e la nuova teoria di sviluppo sorridendo di questo. Mentre ci raccontavamo le nostre esperienze di vita per conoscerci, nelle vesti di guida turistica l'ho condotta in alcuni luoghi non ancora visitati da lei come la Basilica di Sant'Andrea , purtroppo le ho fatto vedere solo fuori essendo chiusa la Rotonda di San Lorenzo e un giardino del Palazzo Ducale. Alla fine, dopo circa 7 - 8 km a piedi, non potevo lasciarla senza farle vedere uno dei punti migliori della città, nel quale sembra veramente emergere dalle acque in tutta la sua bellezza accentuata dal buio della sera. Così, scoprendo le bellezze di Lucia ho riscoperto anche le bellezze della mia città unendo in questo modo l'utile al dilettevole. A parte gli scherzi, è stata una splendida giornata anche sotto il profilo del morale, alla fine per me è l'ennesima dimostrazione che in qualche modo le persone simili possono incontrarsi e arricchirsi a vicenda raccontando delle proprie vite. Bellissimo.
Lucia riferisce che presto arriveranno anche le foto dell'incontro, solo un attimo di pazienza.ahahahaah

domenica 16 novembre 2008

PICCOLI GRANDI INSEGNAMENTI

LA LEZIONE DI HANNAH

Mentre in Italia si consuma l'inutile e angosciosa e indecente agonia di Eluana Englaro, da Londra ci arriva una di quelle piccole, grandi storie che racchiudono in sè i problemi e il senso di un'epoca.
Hannah Jones è una ragazzina di 13 anni, affetta dall'età di cinque da una forma rara e gravissima di leucemia. Otto anni della sua breve vita li ha passati facendo su e giù con l'ospedale di Hereford. Le cure intensive e intrusive cui ha dovuto sottoporsi per sopravvivere le hanno spaccato il cuore. I medici hanno allora deciso di sottoporla a un trapianto. Ma Hannah ha detto no. Anche se il trapianto fosse riuscito le avrebbe dato solo qualche mese di vita in più dei sei che i medici le hanno pronosticato nel caso non si fosse sottoposta all'operazione. Ma Hannah ha deciso che non voleva più vivere una vita che non era più tale e la cui qualità, se si può usare questo termine, sarebbe ancora peggiorata per le ulteriori e pesantissime cure cui avrebbe dovuto sottoporsi per evitare il rigetto. Voleva passare quel poco che le restava da vivere a casa sua, con i genitori e i tre fratellini, e morire di morte sartificiale. E ha detto no.

Il rifiuto della ragazzina, oltre che legittimo, era perfettamente legale perché la giurisprudenza inglese consente anche ai bambini di respingere le cure "se hanno un sufficiente grado di comprensione". In ogni caso i genitori, che hanno la tutela legale, erano d'accordo. Ma a non essere d'accordo, non si capisce in base a quale principio, erano i medici dell'ospedale di Hereford che hanno fatto ricorso all'Alta Corte chiedendo ai giudici di sottrarre la ragazzina alla custodia dei genitori e di restituirla all'ospedale.

Ma la piccola Hannah, indomita, si è allora rivolta a un'assistente sociale per spiegarle le sue ragioni, che l'assistente ha condiviso. Ciò ha convinto la direzione dell'ospedale di Hereford a ritirare il suo ricorso e la piccola Hannah Jones ha vinto la sua battaglia per poter morire in santa pace.
È una vittoria dolorosa ma molto importante perché va contro un diffusissimo, pernicioso, e interessato, principio dell'era tecnologica, che è andato sempre più imponendosi in questi anni, secondo il quale la lunghezza della vita, non importa a che condizioni è il bene supremo e che consegna il malato, privato di ogni autonomia e di ogni diritto, alla società e, attraverso questa alla congregazione degli scienziati e dei tecnici, in questo caso dei medici delle équipes ospedaliere.

L'uomo è sempre stato un essere oppresso, ma mai come in quest'epoca "liberale" ha finito per essere espropriato, dalla tecnica e dalla cultura che la tecnica ha generato, davvero di tutto, anche della propria morte. E non si è padroni nemmeno della propria vita se non si è padroni della propria morte. La tecnica è riuscita in un'impresa che sembrava impossibile, quella di spersonalizzare anche ciò che l'uomo ha di più privato, individuale e indivisibile: la sua morte. Nella società preindustriale non era così. «L'uomo è stato, per millenni, il padrone assoluto della sua morte e delle circostanze della sua morte, oggi non lo è più» (Philippe Ariès, Storia della morte in Occidente). Un tempo si moriva a casa, circondati dai familiari e dagli amici, si presiedeva la propria morte e, dopo un'agonia breve, si rendeva l'anima a Dio. Oggi si muore soli, negli ospedali, in struttura disumanizzante, ridotti a numeri, a oggetto di esperimenti, irti d'aghi, intubati, monitorizzati, una povera cosa umiliata, privata della propria identità e dignità. In nome della lunghezza della vita e per non voler più accettare la morte l'uomo dell'era tecnologica è disposto a qualsiasi cosa. Ma, soprattutto, lo sono le équipes ospedaliere.

Hanna Jones, opponendosi a questo scempio, ci ha dato una grande lezione. Ha riaffermato il diritto di ognuno a vivere liberamente la propria vita; la propria malattia e la propria morte. Ha riaffermato il primato dell'individuo sulla società, dell'uomo sulla tecnica. Grazie, piccola, coraggiosa, commovente Hannah.

Massimo Fini
Fonte: www.ilgazzettino.it

sabato 15 novembre 2008

A MUSO DURO

Ieri, avendo a disposizione un po' di tempo, mi sono permesso di comprare il giornale perchè avevo voglia di leggere qualche notizia non sempre dal Pc. Ho preso l'Unità, di solito prendo questa o il Manifesto e devo dire che a volte, leggendo certe notizie, veramente mi piacerebbe non essere capace di leggere. Il panorama è alquanto sconcertante: dal sorriso di Eluana continuamente violato da chi si ritiene portatore di verità divine, alla sentenza della scuola Diaz che sancisce un inevitabile arretramento di valore nel concetto di democrazia e Stato di diritto. E poi la crisi economica, quel G20 al quale Bush anticipa che in ogni caso il libero mercato è la via migliore per raggiungere il sogno americano: come se tutti dovessero ambire ad un sistema, che non è nemmeno in grado di fornire adeguato servizio sanitario con disuguaglianze in continua espansione. La realtà è questa, purtroppo non ci sono grandi scelte: per un motivo o per l'altro mi ritrovo a vivere in questo periodo storico, non è il peggiore ma è sicuramente molto migliorabile.
Non resta che lottare per provare a cambiare ciò che sembra a dir poco incredibile.




A Muso Duro
E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perchè volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.


A muso duro, perchè se devo vendere la pelle, la venderò sicuramente cara.

giovedì 13 novembre 2008

MI FA MALE IL MONDO

Diaz, assolti i vertici della polizia. Tredici condanne

Tredici condanne, per un totale di 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa, e 16 assoluzioni. Questa e' la sentenza emessa dal prima sezione penale del Tribunale di Genova, presieduta da Gabrio Barone, giudici a latere Anna Leila Dellopreite e Fulvia Maggio, sui fatti avvenuti alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova.
Assolti i vertici della polizia: Francesco Gratteri, ex capo dello Sco ora direttore dell'Anticrimine; Giovanni Luperi, ex vicedirettotre Ucigos, ora all'intelligence; Gilberto Caldarozzi, ex vicedirettore Sco e ora a capo del Servizio centrale operativo della Polizia; Spartaco Mortola, ex dirigente della Digos genovese.

Il pubblico grida: "Vergogna!"
Alla lettura della sentenza per i fatti della Diaz, dopo 11 ore di camera di consiglio, in aula si e' levato il grido ' vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico.

Avvocato Biondi: sconfitto il teorema della procura
"E' sconfitto il teorema della procura", ha commentato a caldo l'avvocato Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani e del funzionario di polizia Alfredo Fabbrocini. Il pm non ha voluto rispondere alla domanda se farà appello alla sentenza.

Agnoletto: sancita impunità delle forze dell'ordine
"Da oggi in poi questa sentenza stabilisce la totale impunità per le forze dell'ordine". Lo ha dichiarato l'ex portavoce del Genoa Social Forum e deputato europeo di Rifondazione Comunista Vittorio Agnoletto subito dopo la lettura della sentenza sulla Diaz.

Fonte Rainews24

Dopo questa sentenza, riesco solo a dire come diceva Gaber, "mi fa male il mondo": questo tipo di mondo fatto di falsa democrazia.

Si...io odio il mondo e questo tipo di politica alla quale dedico il video sottostante di Giorgio Gaber.

TESTIMONIANZA DRAMMATICA

Contro ogni svolta reazionaria i commenti li lascio a voi donne che forse ascolterete. Da uomo, mi limito solo a postare.

martedì 11 novembre 2008

LA CULTURA LATITANTE

Trovo questo video che pubblico molto volentieri perchè lo ritengo molto interessante.



Credo, che alla fine serva la reale volontà di informarsi per provare a raggiungere quel grado di conoscenza, tale da poterci ritenere a tutti gli effetti cittadini.
Una volontà, più forte anche di questo sistema che vuole emarginare la conoscenza o ridurla a un bene accessibile ai pochi.

lunedì 10 novembre 2008

GLI ALTRI SIAMO NOI

Ormai è un susseguirsi di preoccupanti notizie sul fronte del lavoro, molte aziende chiudono, operai licenziati con famiglie e tutto ciò che nè consegue. La crisi, tutti ne parlano, a molti fa immansa paura, e intanto però fabbriche delocalizzano, licenziano dipendenti come qui nel mantovano, e non c'è uno stralcio di alternativa che possa in qualche modo arginare questa emorragia di posti di lavoro. Sarò ripetitivo, ma vedo ancora troppe cause che hanno contribuito a portarci in questa situazione come egoismo e indifferenza.
Una delle prime canzoni che mi è rimasta inpressa fin da piccolo è questa:



Tutti vittime e carnefici perchè tanto prima o poi gli altri siamo noi. Siamo stati abituati da sofismi a disinteressarci di tutto il resto al di fuori dell'io, indifferenti a tutto ciò che non ci toccava perchè qualcun altro ci avrebbe pensato al nostro posto, e adesso ci ritroviamo in difficoltà con la maggior parte delle persone senza un briciolo di coscienza del problema. Mi chiedo, tutti dicono di voler fare il proprio interesse, ma sanno di cosa parlano? Secondo me sarebbe veramente ora di scendere dalla luna e iniziare a ragionare con la propria testa.

LA LEGGE DEL MERCATO

Scoperta "fabbrica di bambini" in una clinica nigeriana

Una "fabbrica di bambini", fatti nascere per essere venduti, è stata scoperta in Nigeria. La polizia ha fatto irruzione in un edificio a due piani che per tutti era una clinica per maternità a Enugu, nella parte orientale del Paese. Gli agenti hanno scoperto un traffico internazionale di bambini, messi sul mercato dopo che le madri erano state costrette con la forza alla gravidanza. Le organizzazioni umanitarie hanno riferito che al momento dell'irruzione nella 'clinica' c'erano una ventina di donne. Un medico le aveva attirate proponendo loro di aiutarle ad abortire.
Poi però le donne venivano rinchiuse fino al giorno del parto, ottenendo l'equivalente di circa 130 euro in cambio del proprio bambino. I piccoli venivano venduti a coppie in prevalenza nigeriane per cifre oscillanti tra i 2.000 e i 3.000 euro.Una donna ha raccontato che appena entrata le avevano fatto un'iniezione, dopodicheè era svenuta. "Una volta sveglia mi sono accorta di essere stata violentata".
Sembra infatti che il responsabile della clinica violentasse le ragazze per ingravidarle e invitasse a farlo anche altri uomini. La Nigeria non è nuova a fatti del genere. In passato sono state scoperte gia' una decina di cliniche simili a quella di Enugu. Secondo l'Unicef almeno dieci bambini vengono venduti ogni giorno e destinati alla manodpoera o alla prostituzione, ma anche a coppie con problemi di sterilità.

Fonte Rainews24

E poi questo sarebbe il miglior sistema possibile. Siamo al delirio più totale e tutto viene ricoperto con un velo di indifferenza.Mi verrebbe da dire di non insegnare ai vostri figli ad essere come noi: forse è l'unico modo per cambiare.



Non Insegnate Ai Bambini

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

domenica 9 novembre 2008

REQUIEM FOR A DREAM

Qualche tempo fa, il blog amico INCARCERATO al quale va tutto il merito per aver diffuso la notizia, ha portato alla luce la storia di Niki, ragazzo morto misteriosamente in carcere.
Oggi la notizia è uscita anche sul blog di Beppe Grillo , riporto qui sotto la testimonianza della madre.



Questa è una di quelle notizie, che porta a chiederti tante cose, personalmente inizio a dubitare sull'effettiva utilità di questo mio spazio, mi domando se sia sufficiente e la risposta è no. Perchè se è come dice qualcuno che poi è la verità a nutrire i sogni, qui ormai ci resta veramente poco da sognare al cospetto di una realtà a volte, terribilmente disumana.



Questa canzone dai contorni malinconici, la dedico ad una società che può decretare ciò che non dovrebbe mai accadere, semplicemente per una ipotesi.

Potete visitare il blog di Ornella la madre di Niki qui.

sabato 8 novembre 2008

YES WE ARE DIFFERENT !

Ieri, a seguito di questo post "Sputtanati in un mondo di coglioni: un nuovo miracolo Belusconiano!" nel blog del Russo, è nata grazie a Silvano una bellissima idea per dimostrare al mondo che non tutti gli italiani sono come chi li rappresenta.

Il link al blog è questo: yes.we.are.different.

Vi invito naturalmente a partecipare e a visitare il neonato blog, dove troverete ogni informazione per quello che può diventare uno splendido esempio di democrazia e collaborazione dal basso.

L'indirizzo mail per chiunque voglia rendersi utile è questo:

yes.we.are.different@gmail.com

Collaborate, dimostriamo al mondo che esiste una parte d'Italia realmente diversa e che vuole provare ad essere migliore.

venerdì 7 novembre 2008

INCONTRO CON GRILLO

Ieri sera ho partecipato allo spettacolo di Beppe Grillo qui a Mantova. Devo dire, nonostante le divergenze che ho, su alcune tematiche resta sempre comunque un ottimo punto di informazione. Lo spettacolo, è iniziato con questo video che consiglio sempre di vedere:



Già dopo questo discorso, voi capite che la sensazione dominante in me era quella di alzarmi e mandare affanculo tutti.
Ritornando a Grillo, ho visto finalmente in lui la voglia di incazzarsi con le persone, con quei cittadini che non informandosi permettono ad una classe politica ed economica fallimentare di dire e disfare ciò che vuole.Ha parlato di crisi economica, dicendo che nessuno realmente è in grado di dire quale sarà l'ammontare del danno grazie ai derivati e CDS. Alla fine del 2008, il conto delle aziende che dichiareranno fallimento potrebbe essere molto salato: circa 6000. La cosa più preoccupoante però, è che ci stiamo dirigendo verso la catastrofe senza un minimo di consapevolezza. Poi si è parlato di inquinamento, della cementificazione selvaggia in una Pianura Padana emblema del delirio collettivo che caratterizza questo sistema. La cosa più triste a mio modo di vedere, è che del surriscaldamento globale pagheranno maggiormente le conseguenze quei popoli che non hanno minimamente contribuito a crearlo. Come Kiribati, un'isola del pacifico la quale dovrà essere evaquata, perchè le acque del mare ormai la stanno via via inghiottendo con la conseguenza di inquinare le falde e renderla invivibile..



Inoltre si è parlato di tecnologia, di come potrebbe essere utile se solo la si usasse veramente per migliorare le condizioni umane invece che unicamente per incrementare il PIL.
Insomma, è uno spettacolo che consiglio, senza mai abbandonare il proprio senso critico, di andare a vedere come punto di informazione.
Dopo secondo me un po' si contraddice: denuncia le privatizzazioni ma è per il libero mercato, come dire di essere per la libera informazione e poi voler abolire a tutti i giornali indistintamente i finanziamenti pubblici.
Per questo dico di non prendere tutto come oro colato ma di ragionare su ogni cosa che viene detta.

giovedì 6 novembre 2008

SPERANZE DELUSE

Berlusconi: "Obama ha tutto è bello, giovane e abbronzato"

Il Pd attacca: «Pessima battuta».La replica: imbecilli, era carineria

ROMA
Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d’accordo» con il presidente russo Dmitri Medvedev. Se ne è detto convinto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda sul futuro delle relazioni russo-americane con il prossimo capo della Casa Bianca a conclusione del vertice italo-russo, a Mosca. Il premier italiano ha assicurato che si adopererà per facilitare il dialogo tra le due potenze. Poi, strappando una risata al leader del Cremlino, la battuta sull’abbronzatura del neo-eletto Obama. Il premier italiano si è inoltre detto fiducioso che «le speranze» generate dalla nuova generazione di leader mondiali - Medvedev e Obama - «non siano deluse».

Fonte "La Stampa" potete trovare l'articolo completo qui.

Ormai le speranze avete contribuito voi a deluderle, politici incapaci di dare un futuro degno di essere chiamato tale. Hanno venduto l'anima al diavolo, e nel bel mezzo di un bubbone finanziario senza precedenti parlano di delusione per gli altri: vergogna.

Le mie speranze sono già deluse nell'aver un premier che definisce "abbronzato" una persona di colore.

mercoledì 5 novembre 2008

IL CORAGGIO DI CREDERCI

E così ci siamo, gli Stati Uniti d'America hanno il loro nuovo Presidente. Sinceramente non sono in grado di spegare quello che si aggira nella mia mente:da un lato la voglia di credere in un reale cambiamento, dall'altro la paura di restare per l'ennesima volta scottato nell'attesa di un qualcosa che poi viene puntualmente disatteso. Per ora, posso solo dire che il mio orientamento politico non è proprio così affine a quelle parti, ma visto gli otto anni passati ogni cosa leggermente migliore può considerarsi un miracolo. Vorrei dire a Obama, da cittadino del mondo, che il pianeta soffre, la natura è devastata, gli uomini lacerati dalla violenza e da un sistema che non fa altro che riemergere la parte peggiore di essi. Cosa farà per tutto questo? Abbiamo assistito a ore di diretta, volti che traboccavano di felicità per una misera prospettiva di cambiamento, e a dire il vero mi dispiacerebbe se tutto ciò non accadesse; per loro e per tutti quelli che ancora credono in un mondo diverso. Quindi si capisce l'importanza di questo suo compito: ridare speranza a chi non ha futuro, una sanità garantita e un'istruzione a chi non può permettersela. Essere un esempio, ma vero anche per questo nostro governo che si bagna la bocca di libertà e uguaglianza con politiche da terzo mondo. E poi basta con le guerre, con morti per interessi strategici, con le basi militari e con il PIL più importante del benessere umano. Ma forse qui caro Obama, chiedo troppo anche per lei, io spero di no, ma non vedo questa grande voglia di uscire dalla logica del mercato.
In ogni caso, spero vivamente di venir smentito: come la precedente amministrazione ci ha deluso sempre più in peggio, vorrei credere che la sua possa fare l'opposto.
Per ora, non posso fare altro che augurare buon lavoro al nuovo Presidente.

REVIOLE'

Qualche tempo fa dal blog di Beppe Grillo, sono venuto a conoscenza di una notizia terribile riguardo le violenze sulle donne in Congo. Oggi, tutti i media sono affannosamente presi nel rincorrere i risultati delle elezioni americane con dirette, estenuanti dati, ma chi parla di questi orrori vergogna non solo del Congo ma per tutta l'umanità? Già nel titolo di questo post, sta la drammaticità degli eventi: reviolè -riviolentate. Molte donne, subiscono più di una volta l' annientamento fisico, infatti dal 1996 quando morirono 5 milioni di persone, lo stupro è considerato un'arma da guerra. Come tutti voi saprete, la situazione interna è abbastanza caotica, il governo centrale in lotta con numerosi gruppi armati dell'est del Paese, rendono la donna oltre che preda anche l'arma con la quale si combatte, e lo stupro non viene naturalmente considerato reato. La cosa più terribile, è che tutto ciò può accadere con un fucile o sparate nella vagina. Perchè si tace su queste cose, forse per proteggere interessi occidentali visto che il Congo è un Paese ricchissimo di materie prime? Cosa fanno quei 17 mila soldati in una delle basi Onu più grandi al mondo localizzata proprio in Congo? Come si può voltarsi dall'altra parte, continuando a far finta che alcune vicende non ci riguardino? E se fosse un nostro parente, nostra madre, figlia o sorella allora le cose molto probabilmente cambierebbero. Non riesco ad immaginare cosa possa provare un figlio magari piccolo, nel vedere sua madre trattata come un oggetto in balia degli eventi. Ma questo purtroppo, non accede solo in Congo, anzi...è una piaga che in Europa è una delle primissime cause di morte per il gentilsesso. E meno male che ci riempiamo la bocca con belle parole come Democrazia e Uguaglianza.

Il link all'articolo di Beppe Grillo è questo: Congo reviolé.

Chi volesse aiutare le donne congolesi può mettersi in contatto con il "Social Aid For the Elimination of Rape (SAFER)" dell'Università di Toronto.



Perchè gli uomini per primi dovrebbero imparare a non voltarsi dall'altra parte.

lunedì 3 novembre 2008

PER UN'AMICA

Oggi, scrivo questo post dedicandolo ad un'amica che in questo fine settimana, causa problemi di salute seri, si è sentita poco bene.Lo faccio, con la speranza che leggendolo possa avere un effetto placebo sulle sue precarie condizioni fisiche anche perchè lo spavento è stato tanto. In questi momenti, verrebbe da inveire contro un improbabile destino il quale a volte, sembra veramente prendersi gioco delle persone più buone. Quella salute... troppo spesso apprezzata quando non la si possiede perchè quando la si ha, sembra scontato averla. Ogni giorno, ci sono tante persone che lottano contro una malattia per vivere come leoni che non si arrendono al male, allo sconforto e che infondo io considero un esempio. Devo ammettere, che questa mia passione e voglia di non arrendermi nemmeno difronte all'evidenza, mi viene proprio dall'aver accanto una persona a me molto cara che ogni giorno, da ormai molti anni, con la sua voglia di vivere non si arrende ad un male che l'ha devastata. Uno di quei casi in cui il resto passa in secondo piano, la tua mente inizia automaticamente a regolare tutto in un ordine di importanza che prima credevi impossibile perchè infondo, sempre per ingenuità o perdita di contatto con la realtà, pensi che non possa capitare a te. Fin da molto giovane, sempre per la stessa persona, sono stato purtroppo o per fortuna costretto a frequentare ospedali, e ancora adesso quando mi trovo davanti ad una difficoltà il mio pensiero corre sempre là, perchè quando ragazzino vedi il vero volto della sofferenza, la tua vita inevitabilmente cambia e ogni termine di paragone diventa sciocchezza. E forse è anche per questo che non riesco a sopportare un'ingiustizia, c'è già troppa gente che soffre anche senza lo stupido contributo umano.
Ecco...lo sapevo, alla fine corro il rischio di fare un'autobiografia, ma forse è semplicemente un modo per sentirmi più vicino a questa splendida persona che con la sua gentilezza, è come un orizzonte al di là di tutto il male.
Forse quando lo leggerai, ti farà sorridere questo post e allora avrà raggiunto in parte il suo obiettivo, ma nei momenti difficili sentire la vicinanza di qualcuno può essere più utile alla guarigione di qualsiasi medicinale.
Per ora, non essendo dottore, posso solo postarti questo video.

L'ITALIA CHE VORREI

A Palermo trova oltre 1.300 euro in un portafoglio e lo porta ai carabinieri

Palermo
Un uomo di 60 anni. T. R. ha raccolto un portafoglio con 1340 euro e lo ha consegnato ai carabinieri di Capaci (Pa) dove risiede.
Ieri sulla circonvallazione di viale della Regione Siciliana, T.R e' stato sorpassato da una moto e ha visto che il centauro aveva perso alcuni oggetti dallo zainetto che aveva in spalla.
L'uomo ha fermato l'auto e ha raccolto gli oggetti caduti allo sprovveduto motociclista tra cui un portafoglio con diverse carte di credito, i documenti di identita', e 1.340 euro.
Il sessantenne e' tornato nel suo paese e si e' subito recato dai carabinieri. Grazie ai documenti, i militari hanno rintracciato il proprietario, abitante nella vicina Isola delle Femmine, e gli hanno restituito i suoi averi. L'uomo si e' offerto di donare 300 euro al sessantenne, che ha pero' rifiutato convinto che l'onesta' non sia "nulla di eccezionale".

Fonte Rainews24

Questa è la parte d'Italia da valorizzare, quella che ancora riesce a riconoscere nell'onestà un valore da difendere e nel quale identificarsi. In questo paese dove l'illegalità impera, episodi del genere sono un barlume di speranza nel deserto della pochezza morale.

Pubblico questo video sempre contro il fascismo, che consiglio di guardare soprattutto dai 5 minuti e mezzo in poi.


domenica 2 novembre 2008

MAI FIDARSI DEI FASCISTI

Voglio scrivere proprio due righe sui fatti accaduti a Roma, i quali hanno dimostrato ancora una volta semmai ce ne fosse bisogno come non ci si possa fidare dei fascisti. Siamo tutti qui a rincorrere testimonianze, video che certifichino la colpa di personaggi che si recano ad una manifestazione con cinghie, spranghe e manganelli. Lo stato non ci ha difeso, infiltrati e tutto il resto come se la storia d' Italia non fosse macchiata di crimini orrendi per interessi purtroppo preminenti alla vita umana. Il movimento deve essere chiaramente antifascista abbandonando slogan stupidi e che sono frutto a mio modo di vedere, di anni di qualunquismo e indifferenza. Non facciamo come quei personaggi che affermano "tanto sono tutti uguali" e poi votano immancabilmente a destra.
Sarò anche anacronistico, ma se l'unità del movimento comporta far prendere delle manganellate a studenti di 15 anni, sinceramente mi interessa ben poco.

Prima fuori i fascisti non solo perchè sono contrario, ma perchè un pezzo di carta caduto nel dimenticatoio nè proibisce la formazione, e poi si appoggi il movimento.
Risulterò antipatico? Le manganellate però fanno sempre male.

sabato 1 novembre 2008

BASTA DARE FIDUCIA AI SOLITI

DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

Tutti i rappresentanti delle Istituzioni, i premier, i ministri, i direttori delle Banche centrali, i politici, gli economisti, gli imprenditori, i commentatori specializzati (vale a dire l'intera "fairy band" delle leadership occidentali) ci martellano da giorni invitandoci ad "avere fiducia". Ma perché dovremmo avere fiducia? Quando mai qualcuno di costoro ci ha avvertito, o perlomeno fatto capire, che era in circolazione una bolla speculativa di queste proporzioni? O non si erano accorti di nulla e allora, visto il mestiere che fanno, sono degli inetti. O sapevano e allora sono dei truffatori. È come se un rapinatore, penetrato in casa nostra per prenderci i quattrini, mentre esce col grisbi ci dicesse: "Mi raccomando, continui a tenere i soldi in casa. Le garantisco che non tornerò più. Abbia fiducia".No, non possiamo avere fiducia. Perché questi non hanno capito - o fan finta di non avere capito - la lezione o sono pronti a ricominciare da capo. Non hanno capito - o fan finta - che non è più il caso di inseguire la crescita all'infinito, che esistono in matematica ma non in natura, che dobbiamo ridurre produzione e consumi, che non dobbiamo "modernizzare" ma fare il contrario, che insomma dobbiamo incamminarci sulla via di un ritorno "graduale, limitato e ragionato" a forme di autoproduzione e di autoconsumo che passano, necessariamente, per un recupero della terra e un ridimensionamento drastico dell'apparato industriale oltre che di quello finanziario che, con la sua virtualità, ne è insieme la precondizione e la conseguenza.Cosa hanno fatto invece le leadership occidentali di fronte a una crisi colossale quanto ammonitrice? Una crisi che è infinitamente più grave della devastante inflazione che colpì la Repubblica di Weimar negli anni Venti o del crack di Wall Street del 1929, che rimasero sostanzialmente circoscritte ai Paesi coinvolti. Più grave perché oggi il modello di sviluppo occidentale, con l'eccezione di quei Paesi o popolazioni o culture che hanno avuto la forze e l'intelligenza, di tenersene a una certa distanza (a Teheran, poniamo, non c'è stato nessun contraccolpo economico) è planetario, integrato, "globale" proprio grazie alla spinta di quelle stesse leadership, di destra e di sinistra, convinte che la globalizzazione sia un fatto ineluttabile oltre che una grandiosa opportunità ("La globalizzazione è un fatto, non una scelta politica" dichiarò Bill Clinton a un Wto del maggio del 1998 e Fidel Castro di rincalzo: "Gridare abbasso la globalizzazione equivale a gridare abbasso la legge di gravità"; in quanto al prestigioso Mario Vargas Llosa ha scritto: "La generale internazionalizzazione della vita è forse quanto di meglio è accaduto all'umanità fino a oggi"). Hanno cercato di tamponare temporaneamente la falla immettendo nel sistema nuova liquidità, cioè altro denaro inesistente, che non corrisponde a nulla se non a se stesso, così allargandola ulteriormente. È come se una persona che ha un debito per coprirlo ne pagasse un'altro più grosso e poi, per coprire questo, un altro ancora più grande e così via fino a che il giochetto non regge più. Per un individuo singolo il crack arriva abbastanza presto, un sistema planetario può tirare le cose molto più per le lunghe ma prima o poi il collasso arriva, inesorabilmente. Quindi il colpo definitivo se non sarà già oggi, sarà in un vicino domani. Due secoli e mezzo, da quando ebbero inizio la Rivoluzione industriale e questo modello di sviluppo, corsi a folle corsa, riavvolgendosi all'indietro, come una pellicola giunta alla fine, si scaglieranno contro di noi riportandoci al punto di partenza. E non saranno ominucoli come Obama, Mc Cain o Berlusconi o altri, ma nemmeno un Superuomo, a poter arrestare questa valanga che come una molla tenuta a lungo pressata avrà, nel rimbalzo, la stessa forza con cui l'abbiamo schiacciata.In un caso o nell'altro saremo quindi costretti a tornare indietro. Ma con una differenza sostanziale. Nel primo caso saremmo noi a governare il processo di ritorno all'indietro graduandone gli effetti, nel secolo tutto avverrà con un crack improvviso, immediato (poche decine di giorni) con conseguenze apocalittiche facilmente immaginabili.

Massimo Fini
Fonte: www.ilgazzettino.it