sabato 28 febbraio 2009

PALESTINA

Un cuore,
due mani,
un cuore pulsante e una mente ancora funzionante.

Due occhi abbastanza profondi per mettere a fuoco l'ingiustizia a portata di mira dei cecchini.
Due mani ancora funzionali per accarezzare cuccioli d'uomo figli spersi di un allah minore,
e un cuore aritmico che pompa sangue per una mente poco incline all'indifferenza dinnanzi alla tragedia.

Sono vivo, ma questo potrebbe essere tranquillamente il video della mia uccisione:



Quando un proitettile (anche di rimbalzo) vi sfiora una tempia,
vi assicuro è come riceve una sberla a mano aperta da un peso massimo,
qualcosa in grado di mettervi al tappeto.

Così due giorni fa, a Khozaa, accompagnando agricoltori palestinesi (noi e loro visibilmente tutti civili disarmati) a lavorare nelle loro legittime terre,
ad una distanza di circa 600 metri dal confine snipers israeliani hanno cercato di ammazzarmi.
I proiettili hanno colpito a meno di mezzo metro da dove mi trovavo.

Qualche giorno prima, nonostante la presenza di internazionali,
gli stessi snipers avevano ferito Mohammad al-Buraim, un contadino sordomuto:



Vi prego di prendere visione di questi video e di diffonderli sulla rete.

Parlano chiaro di cosa sia l'assedio israeliano agli occhi di chi non a orecchie per sentire le grida di dolore di questi innocenti quotidianamente macellati
"dall'unica democrazia del medioriente".
A chi non a naso per non sentire il tanfo di fascismo dietro le maschere di vittime di chi a Tel Aviv muove questi killer vestiti da soldati verso il massacro di gente indifesa,
via terra:
http://www.youtube.com/watch?v=9nkcYaqhpng

come via mare:

http://www.youtube.com/watch?v=tu8lGTPaMzk

http://www.youtube.com/watch?v=87NrkNV_owM

http://www.youtube.com/watch?v=yTUYivihoTE

Torneremo presto di nuovo ad accompagnare i contadini palestinesi sui loro campi,
coscienti che morire se per alcuni è questione di sopravvivenza,
per altri un tiro a segno come per puro svago.

restiamo umani.
Vik

ps.
ringrazio tutti coloro,
i molti che hanno versato anche un poco per contrubuire al nostro attivismo in difesa dei diritti umani violati sopra queste lande mortificate.
Le testimonianze di sostegno e vicinanza sono il nostro stimolo ad andare avanti, nonostante i timori e le minacce di chi ci vorrebbe eliminare.

martedì 24 febbraio 2009

Una mia lettera

Una caratteristica della politica attuale, è lo scollamento tra le scelte e i reali bisogni dei cittadini. Al termine delle elezioni, gran parte dei media salutavano con estrema approvazione “la semplificazione del panorama politico nazionale”. Se andiamo ad esaminare nemmeno troppo nel profondo però, ci accorgiamo che il tanto osannato risultato, è una restrizione della rappresentanza parlamentare, e quindi della democrazia, a danno dei cittadini. Detto ciò l’orizzonte è ancora più cupo, se analizziamo “l’anima” che ispira i 2 maggiori schieramenti politici: una falsa dicotomia, a favore di un “libero” mercato, che vede nei momenti di espansione i profitti in mano private, per poi socializzare le perdite nell’ormai evidente incapacità di autoregolarsi. Questo sistema che ha dato, a circa il 13 % della popolazione mondiale , la possibilità di uno sviluppo economico senza precedenti, ormai sembra implodere sotto le sue contraddizioni. I debiti, la questione ambientale, le forti disuguaglianze sociali che negli anni si sono accentuate, rendono lo stato attuale di cose insostenibile.

Se consideriamo i debiti, ci rendiamo conto che molti di noi, spinti dalle sirene dell’apparire e del consumismo, hanno un tenore di vita superiore alle reali possibilità. Ormai siamo schiavi del debito: ci si indebita per la casa, l’autovettura, un elettrodomestico in un circolo vizioso utile solo alla prosperità di banche e grandi gruppi finanziari. Il debito come cappio al collo per rendere più docile qualsiasi resistenza al sistema.

La questione ambientale. Questa forse, è la contraddizione più evidente: il pensare che le risorse naturali siano infinite in un mondo finito è incosciente e a dir poco autodistruttivo. In questa situazione parossistica, si persevera nell’inseguire un sistema che vede nell’accumulo infinito di beni, la principale via per il raggiungimento della realizzazione personale. Tutto ciò, oltre a creare grandi vuoti esistenziali, è la principale causa dell’emergenza rifiuti che vede in Campania la sua lente di ingrandimento ma che in realtà assume sempre più i contorni di un problema nazionale. Ma in questa voce possiamo inserire l’aumento drammatico dei malati tumorali, la cementificazione selvaggia e il problema delle polveri sottili sempre più presenti nella Pianura Padana.

Le disuguaglianze sociali. Nonostante in questi ultimi 30-40 anni siano riusciti a distruggere o quasi qualsiasi forma di lotta sociale in nome del progresso, questa resta la principale ingiustizia del sistema. Quest’ultimo infatti, per poter sopravvivere ha bisogno di ridurre diritti personali, sindacali, perpetrare guerre “democratiche” e favorire privatizzazioni il cui compito non è altro che demolire ogni forma di struttura ( sanità, scuola e tutti quei servizi considerati essenziali) che possa dare una minima parità sociale. Abbiamo a disposizione risorse tecnologiche e scientifiche impensabili solo qualche decennio fa, eppure il tenore di vita, la possibilità di disporre del proprio tempo libero, del stare con la propria famiglia o di soddisfare quelle amenità che rendono piacevole la vita ci vengono proibite dall’involuzione sociale a cui, anche per colpa dell’indifferenza dei cittadini, la classe politica-economica-finanziaria ci ha portato.
Crediamo che, per poter risolvere le inevitabili crisi all’orizzonte, sia ora quantomeno necessario sganciarsi dalle logiche che ci hanno condotto nella situazione attuale.

venerdì 20 febbraio 2009

IL LIBERO MERCATO

Ci sono libri, la cui lettura è veramente una fortuna. "Anno 501, la conquista continua" di Noam Chomsky, è sicuramente uno di quelli. Potete scaricarlo da internet cliccando qui.
Pubblico uno stralcio del quarto capitolo.

BUONE NOTIZIE DAL LIBERO MERCATO.

Finita la 'società del benessere', le istituzioni ideologiche si sono dedicate con rinnovato vigore a convincere le vittime designate dei grandi benefici portati dai 'sommi principi' creati per le popolazioni sottomesse. Fantastiche notizie sulle meraviglie delle economie di libero mercato continuano ad essere trasmesse ai popoli del Sud, vittime da anni di quelle stesse dottrine, e anche gli europei dell'Est sono invitati a prendersi la loro fetta di fortuna. Le élite dominanti dei paesi presi di mira, prevedendo di acquisire notevoli vantaggi, sono entusiaste, indipendentemente da quel che potrà accadere alle classi inferiori.
Un aspetto dell'internazionalizzazione dell'economia è l'estensione del modello delle due società, tipico del Terzo Mondo, ai paesi industrializzati. La dottrina del mercato diventa quindi un'arma ideologica essenziale anche nel Nord ed il carattere altamente discriminatorio delle sue applicazioni è oscurato dal sistema dottrinario. La ricchezza e il potere si concentrano sempre di più tra gli investitori ed i professionisti che beneficiano dell'internazionalizzazione del flusso dei capitali e delle comunicazioni. I servizi sociali - educazione, sanità, trasporti, biblioteche, eccetera - diventano superflui quanto coloro ai quali sono destinati, e quindi possono essere ridotti o eliminati completamente. Alcuni, è vero, sono ancora necessari, soprattutto le carceri, un 'servizio' che, occupandosi delle sempre più numerose persone inutili è in continua espansione. Infatti, come sostiene una ricerca portata avanti dall'Alleanza Nazionale per la Malattia Mentale ed il gruppo "Public Citizen" di Ralph Nader, mentre viene ridotta l'assistenza ai malati di mente, le carceri diventano "surrogati degli ospedali psichiatrici". Lo psichiatra che ha diretto la ricerca osserva che siamo tornati a pratiche abolite dall'800, tanto che 100 anni fa "vi erano in carcere meno persone psicopatiche di quante ve ne siano oggi". Quasi il 30% delle prigioni detengono dei malati di mente senza che siano accusati di alcun delitto. La guerra alla droga ha dato un suo contribuito determinante a questa tecnica di controllo sociale. Il drammatico aumento della popolazione carceraria che si è avuto verso la fine degli anni '80 non è dovuto all'aumento dei delitti, ma alla vendita e possesso di cocaina e alle condanne più severe chieste dai settori 'conservatori'. Gli Usa hanno di gran lunga il più alto tasso di carcerazione del mondo, "in gran parte per crimini connessi alla droga" (Mathea Falco). Per fortuna, spiega il "Wall Street Journal", non siamo in Cina, dove la "radicata mentalità da stato di polizia lascia poco spazio a quelle soluzioni creative che invece l'Occidente favorisce quando si affrontano malattie sociali quali la tossicodipendenza".
Le carceri offrono anche uno stimolo keynesiano all'economia, sia per quanto riguarda l'edilizia che per l'occupazione; basti pensare che l'unica categoria di dipendenti in aumento è quella del personale di custodia. Inoltre le prigioni offrono anche un metodo di riconversione produttiva accettabile dal sistema perché non intralcia le prerogative delle imprese. "Fort Devens candidata numero uno a divenire una prigione degli Stati Uniti", gridava entusiasticamente un titolo di prima pagina del "Boston Globe"; la trasformazione della base in carcere federale potrebbe compensare l'effetto negativo sull'economia locale dell'eventuale chiusura di quel complesso militare (13).
Uno degli obiettivi principali contro cui si scagliano i 'nuovi evangelisti' è l'istruzione pubblica, settore non certo indispensabile dal momento che i ricchi possono comprare per i loro figli ciò che vogliono sul 'mercato libero dell'educazione' e che l'idea di preoccuparsi del futuro della società nel suo complesso è finita nella spazzatura della storia, insieme ad altri antichi pregiudizi. Un articolo decisamente ottimista apparso sul quotidiano liberale "Boston Globe" descrive un esperimento fatto nella "città senza speranza" di Baltimora, dove le scuole stanno ormai cadendo a pezzi. Molte di queste saranno affidate ad un azienda privata che vi introdurrà finalmente "uno spirito imprenditoriale": "Efficienza privatistica ed un nuovo modello educativo... comportano la necessità, ad esempio, di assumere custodi non sindacalizzati e di inserire gli studenti con handicap nelle classi normali". Gli insegnanti per handicappati ed i bidelli iscritti al sindacato, con le altre loro indennità, saranno assorbiti dalle scuole che rimarranno pubbliche. Un'altra vittoria dello 'spirito imprenditoriale' è quella di sostituire insegnanti ad alto costo con i più economici interni e volontari (come i genitori). Questi miracoli del capitalismo dovrebbero "impartire utili suggerimenti al governo per migliorare il sistema scolastico" (14).
Elementi centrali della recente offensiva ideologica sono stati l'attacco all''eccessivo ruolo del governo' e le invocazioni d'aiuto per il povero contribuente - il quale in realtà, rispetto agli altri paesi sviluppati, è sottotassato (con aliquote assai meno progressive relativamente al reddito) (15), a tal punto da determinare il costante deterioramento di settori come l'istruzione, la sanità, le autostrade, cioè di tutti quelli che vanno a vantaggio della 'popolazione che non conta'. Contemporaneamente, mentre riecheggia fino ai cieli l'elogio del libero mercato, il governo ha alzato le barriere protezionistiche, incrementato i sussidi ed i salvataggi delle imprese, e tutti gli altri noti elementi dello stato assistenziale per i ricchi. Un risultato possibile grazie all alleanza tra stato, capitale e mezzi d'informazione di massa.

lunedì 16 febbraio 2009

Varese, la base della 'guerra informatica'

Ritornano a Kabul i militari della base NATO di Solbiate Olona (Varese). Partiti il 20 gennaio 2009, dall’aeroporto di Malpensa (su aerei dell’USAF), i 100 ufficiali di stanza al Comando di Reazione Rapida di Solbiate (uno dei cinque comandi di reazione rapida della NATO nel mondo), integrano il comando NATO delle operazioni militari in Afghanistan, basato a Kabul. Andranno a sostituire lo staff turco e resteranno al comando per i prossimi sei mesi. Il compito di comando dei militari della base “Ugo Mara” si era già avuto da agosto 2005 ad aprile 2006, con la responsabilità della spedizione militare “ISAF” (International Security Assistance Force) e l’assistenza a “Enduring Freedom” (“missione” composta di una coalizione a guida statunitense) sotto la guida del Generale Mauro Del Vecchio (ora parlamentare del Partito Democratico).
La “Ugo Mara”, cui comando c’è il Generale Gian Marco Chiarini, è situata tra le città di Varese e Milano, a pochi chilometri dall’aeroporto di Malpensa (che è impiegato anche come aeroporto militare; ne sono un ultimo esempio le partenze dei militari, sopra descritte) e in un raggio di 15 km dagli insediamenti a prevalente produzione bellica quali AgustaWestland ed Aermacchi. E’ attiva come base NATO a partire dal novembre 2001. Vi risiedono circa duemila soldati appartenenti a 15 paesi: italiani, inglesi, statunitensi, tedeschi, ungheresi e greci i più presenti.
Questo comando di reazione rapida è in grado di gestire quattro divisioni degli eserciti più alcune unità d’organizzazione e comando in aeree di conflitto, per un totale di 60000 militari coinvolti. La visione della base e le molteplici attività insite la connotano come un centro di comando predisposto ad attuare una sorta di ‘guerra informatica’. Infatti non vi è la presenza, nell’area della base, di carriarmati, cannoni o altri grossi armamenti terrestri o aerei; ma ci si trova ad osservare, oltre al campo per le esercitazioni, numerosi impianti con paraboliche e radar, semoventi o su strutture fisse.
Inoltre è anche in corso un’ampia ristrutturazione che la porterà ad essere la prima base NATO in Italia con infrastrutture ed organizzazione della residenza pari alle grandi basi americane negli Stati Uniti ed in Europa. Infatti, è già in atto la costruzione di quello che è stato chiamato “Villaggio Monte Rosa”, un vero e proprio paese abitato dai militari e dalle loro famiglie, che prevede: la complessiva costruzione di 227 palazzine, 448 uffici, 3 aree briefing, sale per congressi, impianti sportivi al coperto ed esterni, centri ricreativi, un centro medico, scuole, sportelli bancari, alcuni negozi. Il villaggio sorge su un’area di 35 ettari.
A partire dall’inizio del 2004 la base NATO sta coinvolgendo con sempre più intensità il territorio della provincia di Varese. Infatti, non solo si espongono attivamente le amministrazioni comunali limitrofe (siano esse di centro-destra o di centro-sinistra: Solbiate, Fagnano, Olgiate, Gorla Minore, Gorla Maggiore, Cairate, Castellanza, Busto Arsizio), in sostegno culturale alle attività della base ma, in questa direzione, troviamo anche associazioni a carattere ludico, gruppi d’ex-combattenti di vari corpi d’armata e soprattutto scuole, oratori e scouts dei vicini Comuni. Le visite delle scuole pubbliche e private, soprattutto elementari e medie inferiori, all’interno della caserma sono molto frequenti. D’altro canto, dove non è la caserma ad accogliere sono i militari della NATO ad uscire e tenere spazi d’informazione sull’attività della base e a raccontare le “missioni estere” in Afghanistan, Iraq, Kosovo, Bosnia, ecc. (con mostre fotografiche e proiezioni multimediali), nonché ad organizzare momenti di festa e ricreativi.
Infine, va segnalato che a questo ‘clima’ di glorificazione della “Ugo Mara” molto contribuiscono anche tutti i massmedia della provincia di Varese (TV, quotidiani cartacei e web), ‘appiattiti’ sulle istanze dei militari della NATO, invitati con costanza all’interno della base.

Grazie a Stefano Ferrario per avermi fatto recepire la mail.

www.peacereporter.net

giovedì 12 febbraio 2009

Io penso...

Come avrete notato, in questo periodo ho drasticamente ridotto la pubblicazione sul blog: è un momento di riflessione, nel quale sto leggendo libri cercando quel nutrimento dell'intelletto che questa società tende ormai ad assuefare alle sue logiche. Il punto della situazione è poco confortante, siamo allo sbaraglio. Tutto ciò, ha posto in me seri interrogativi anche sull'utilità del blog: alla fine molte volte parliamo con chi già la pensa allo stesso modo senza creare un reale cambiamento nel mondo esterno. Perchè la questione non è che non ci siamo, ma che siamo troppo divisi per ostacolare l'avanzata di questo sistema comunque ormai alle corde. Tutti sappiamo cosa non va, questo libero mercato usato solo per scardinare le resistenze dei vari popoli contro lo sfruttamento umano e ambientale della propria terra. Il libero mercato dei poveri, contro gli aiuti di stato alle istituzioni finanziarie causa preminente del collasso ambientale ed economico che si prospetta. Per libero mercato, intendo libera iniziativa ma che abbia una utilità sociale, che migliori le condizioni di vita e di salute dei cittadini anche a discapito del mero raggiungimento del profitto privato. Se non ci fosse un mondo fondato sulla concorrenza (dei poveracci perchè i ricchi si salvano sempre),questo potrebbe essere un momento storico di grandi conquiste sociali e di uguaglianza fra i diversi popoli. Invece, il potere, quello vero cioè economico visto che la politica ormai è subordinata al mercato, continua a fare in modo di considerare l'essere umano " strumento della produzione" al pari di una macchina. Si vive per produrre e per consumare ciò che si produce: questo è il massimo progresso umano raggiunto, con un numero sempre più ridotto di persone che si arricchisce a dismisura. Per conto mio, il blog inizia a starmi un po' troppo stretto, è ora di scendere in piazza, di fare qualcosa trovandosi nel mondo fuori. Prima di fare questo però, è mia intenzione chiedermi cosa faccio io ogni mattina appena alzato, che favorisca involontariamente questo stato di cose.

martedì 10 febbraio 2009

IL PAESE DISINFORMATO

Perdete 5 minuti del vostro tempo per andare qui: http://www.giannimina.it/webtv/index.html.

Semmai ce ne fosse ancora bisogno per capire in che paese di ......... viviamo.

POMPE BIANCHE

Le pompe bianche sono distributori indipendenti, non correlati alle marche tradizionali delle compagnie petrolifere. Il rifornimento va infatti effettuato nel cosiddetto mercato extrarete.
La diffusione di questi impianti è ancora assai limitata, corrisponde all'incirca al 5% all'intera rete di distribuzione.
Presso questi impianti è possibile ottenere risparmi di almeno 5 - 6 centesimi al litro.
La lista che offriamo può essere soggetta a delle variazioni, invitiamo inoltre i cittadini a segnalarci errori, omissioni o aggiunte, o comunque qualsiasi informazione utile all'indirizzo di posta elettronica federconsumatori@federconsumatori.it

Potete controllare quale sia il distributore più vicino a voi consultando l'elenco a questo indirizzo: indirizzi_pompe_bianche.pdf

domenica 8 febbraio 2009

SAPER OBBEDIRE NON E' UNA VIRTU'

Le leggi sono storiche, migliorano con il progresso della civilta': bisogna saper giudicare la moralità di una legge, di un ordine ricevuto ribellandosi al male e all'ingiustizia.


Don Milani


Ieri ero in piazza ad un sit-in favore di Napolitano ed Eluana; senza ombra di dubbio siamo difronte ad una involuzione della società.

Solo dalla piazza, come dice qualcuno sporcandosi le mani in mezzo alla gente si capisce perchè Berlusconi vince. Per questo il nostro compito di "virus"... diventa ogni giorno più fondamentale.

venerdì 6 febbraio 2009

UN' ALTRA GIORNATA NERA PER LA DEMOCRAZIA

Oggi è stata l'ennesima giornata nera per ciò che resta della Democrazia in Italia. L'arroganza, la manifesta volontà di fare ciò che si vuole a discapito dell'importanza dei diversi ruoli istituzionali, mette timore per le sorti di questo paese.



Si parla di vita...ma che rispetto ha tutta questa sequela di dichiarazioni della vita? Alla fine mi fa quasi pena: parla dell'importanza dell'acqua e del cibo per la vita. E allora perchè hanno messo l'acqua nelle mani del mercato privatizzandola, riducendo a merce ciò che è un bene primario?
Italiani...mi rivolgo a voi perchè la colpa è nostra, di chi non si sveglia, di chi si rassegna, di chi per pigrizia o comodità si lascia andare all'impotenza: è già troppo tardi per svegliarsi. Questi sanno di poter dire tutto e il contrario di tutto facendola sempre e comunque franca. Fanno paura, per chi riesce ancora a riflettere fanno veramente timore perchè sono riusciti ad abbattere ogni tipo o quasi di conflitto sociale. Se si seguissero le regole della natura, Eluana sarebbe già morta. Questa è la verità. E poi, almeno per me, diventa sempre più insopportabile che il giudizio di chi non si trova nella situazione, diventi più importante dello stesso padre. Questi non sanno nemmeno cosa sia il rispetto per la vita.