martedì 26 maggio 2009

SCHIAVIOLIBERI IN LISTA

E così cari amici, dopo una lunga diatriba, siamo riusciti a fare una lista di sinistra anche a Gazoldo degli Ippoliti paese di Marcegaglia. E' una lista civica certo, ma tra i suoi componenti la maggior parte fa riferimento alla sinistra quella vera: anticapitalista, ambientalista, pacifista e che considera ancora i diritti umani preminenti al mercato. Sono giorni intensi; dopo oltre nove ore di lavoro, si parte in bicicletta per il paese a volantinare, ad attaccare manifesti per provare in maniera concreta a rendere realtà ciò in cui si crede. Lo slogan che abbiamo scelto è " il coraggio della ragione", per chi ancora riesce a non essere del tutto ottenebrato dai miti imposti dal sistema. Alla faccia del qualunquismo dominante e di quella indifferenza, che ci hanno portato allo stato di cose attuali. Certo la realtà è dura, ma da qualche parte bisogna pur incominciare. Siamo partiti in 2 circa 3 mesi fa, adesso siamo riusciti a creare un bel gruppetto.
Il sistema è in crisi, serve educare facendosi portatori di una cultura alternativa al mercato, all' apparenza e a tutti quei valori di riferimento, che hanno caratterizzato l'involuzione, ora accellerata, degli ultimi decenni.
Non sono in grado di dire come andrà a finire, ma anche se dovessimo prendere solo un voto, almeno avremo avuto il coraggio di manifestare la nostra volontà. Perchè le dittature, iniziano anche dalla reticenza nell'affermare ciò in cui si crede.

Schiavioliberi crede e vuole un mondo diverso!!!!!!

mercoledì 13 maggio 2009

FEDE RAZIONALE

« The whole problem with the world is that fools and fanatics are always so certain of themselves, but wiser people so full of doubts. »

« Il problema dell'umanità è che i folli e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi. »

(Bertrand Russell)

Non smettiamo di crederci perchè la ragione è dalla nostra parte. Questo è certo.

lunedì 11 maggio 2009

RESTIAMO UMANI

A tutti i dirigenti della Sinistra Italiana

Un secondo barcone di sventurati è stato respinto e ricondotto in Libia. Quanti erano? Non è importante. 100,… 20… ,…1, non ha importanza. sono stati violati dei diritti e a violarli è stato il governo del nostro paese. Questi diritti violati costeranno a povera gente che sfuggiva a guerre massacri e fame in alcuni casi tortura e morte. Ho fatto una carellata veloce e più o meno tutti i dirigenti della sinistra , con toni più o meno diversi, hanno parlato, scritto, condannato.Non Basta!!! A fronte di questa infamia c’è un’esigenza precisa, ineludibile, che la sinistra dia una risposta unica e compatta antirazzista . Non possono esserci distinguo e non può essere una campagna elettorale che spegne il nostro sdegno.Chiedo che questo appello venga raccolto e si concretizzi nel giro di poco tempo nella risposta della Sinistra italiana contro al razzismo, contro l’intolleranza e per ristabilire i diritti di asilo e di accoglienza.

PS. Chi condivide questa richiesta copi e incolli sul proprio blog il post senza aggiungere o togliere nulla. E’una richiesta minima ma di enorme significato. Facciamoci sentire tutti insieme in un’unica manifestazione o in cento città contemporaneamente.
Loris

Da Repubblica - (Audio) il dramma dalle carceri libiche

Da Repubblica - testimone nigeriano
Dall'Unità - Le leggi razziali ci sono gia

Dall'Unità - Berlusconi : no all'italia multietnica

Da La Stampa - La Cei: l'Italia è già multietnica

GENOVA - MARTEDI' 12 MAGGIO 2009 ore 11 IN LARGO LANFRANCO (DI FRONTE A PREFETTURA) PRESIDIO ANTIRAZZISTA PER IL DIRITTO DI ASILO E D'ACCOGLIENZA

sabato 9 maggio 2009

Una mia lettera

Dovere di iconoclastia.
Il primo passo verso il cambiamento è senza ombra di dubbio la conoscenza della realtà. Nella maggior parte delle entità economiche, per i prossimi anni le ristrutturazioni aziendali prevedono tagli di personale lavorativo. Infatti, la crescente tecnologia, con l’inevitabile aumento di produttività non supportato da un altrettanto aumento proporzionato alla massa di merce prodotta dei consumi, crea una crisi di sovrapproduzione. Ormai, per chi non è del tutto ottenebrato dagli eventi, appare evidente l’incongruenza tra lo stato attuale di cose e i limiti oggettivi ambientali, sociali, strutturali che stridono sempre più con gli interessi dei pochi sui molti. Se procediamo nell’ analisi, si discerne che il nostro stile di vita è del tutto illogico, un’anomalia di circa 800 milioni di persone sui restanti 6 miliardi . Non partire da questo presupposto, significa omettere una importante verità dai risvolti morali. Con tutto ciò alcuni promotori incalliti del dogma chiamato prodotto interno lordo, affermano che all’evidente saturazione del mercato nelle cosiddette economie avanzate, si possa sopperire con la crescita delle economie più deboli o definite in via di sviluppo. Qui, almeno per me, aprendo una piccola parentesi nasce il dovere di critica all’idea di sviluppo dominante. La globalizzazione capitalista, nella sua egemonizzante cultura al consumo, sta progressivamente distruggendo le varie ricchezze locali ambientali e soprattutto culturali, in nome di un progresso fondato sulla desertificazione dei rapporti umani e la progressiva disumanizzazione, la subordinazione dell’uomo al capitale e alla libera circolazione delle merci. In questo contesto, aggravato da una società sempre più individualista e di conseguenza antagonista, il singolo si ritrova impaurito, in balia degli eventi, è l’unica via di uscita per fuggire alla propria impotenza sembra essere il conformarsi alla massa. Conseguenza di tutto ciò è l’essere umano che cessa di essere fine, per diventare un ingranaggio utile al buon funzionamento di un sistema nel quale è costretto a perseguire interessi addirittura contrari ai suoi. Questo stolido stato di cose, non può far altro che creare sfruttamento, disoccupazione e guerre per accaparrarsi le ultime risorse ambientali disponibili. Dal canto mio invece, in contrasto con tutto ciò, parto dall’assioma che il vero sviluppo passa attraverso una reale crescita umana e culturale della società tutta, la ricerca del bene comune data dalla partecipazione collettiva e da un’economia che serva a garantire i bisogni reali, e non indotti, di tutti i cittadini. Ritornando al discorso originale, è del tutto incosciente credere che le sei miliardi di persone popolanti la terra, possano permettersi tutte uno stile di vita simile al nostro. Se già il 21 settembre dello scorso anno, è stata superata la capacità del pianeta di rigenerarsi , questo vuol dire che abbiamo fatto i restanti tre mesi dell’anno a vivere usurpando le generazioni future di ciò che le spetta.
Il sistema è in crisi strutturale dal punto di vista ambientale e morale, i deliri della classe dominante potranno ritardare ma non evitare il declino che da tutto ciò ne deriverà. Il problema sta nell’affrontare questa involuzione: se come cittadini coscienti e partecipi, oppure lasciandosi guidare da un processo eteronoma ancora una volta spettatori di scelte che potrebbero portare all’inevitabile autodistruzione per incompatibilità logica con l’ecosistema del quale l’essere umano, volente o nolente, fa parte.