domenica 29 novembre 2009

BARLUMI

E ritrovo un po' di voglia di scrivere, di uscire dal quel malessere che paralizza le idee e sembra essere ineluttabile come il corso della vita. Incredibile... pur avendo tante cose di cui parlare, da argomentare e criticare, una mente assorta nel suo percorso preferisce per un periodo di tempo estraniarsi dal contesto totalizzante che la circonda. Ci sono montagne nella vita, che non hanno nessun passo, nessuna galleria che permetta un'alternativa dal valicare quella cima, facendo diventare impresa prometeica ogni tentativo di superamento e quindi di uscita dal greve stato di cose. Periodi, più o meno lunghi, in cui sembra veramente tutto andare male, coartati da una qualche congiura negativa che pare non lasciare scampo.E allora, schiacciato da uno stato che definirei abulico, ti chiedi il senso del continuare a scrivere di cose che per il tuo modo di essere appaiono scontate, a cosa serve cercare di spronare menti giubilanti che si crogiolano nell'immondizia culturale odierna.
Non che non persista una continua e strisciante indignazione, ma si spegne la voglia di parlarne, di criticare ciò che lo stesso soggettivo ragionamento non dovrebbe avere difficoltà a confutare, quasi con il timore che scriverne voglia dire cadere nella banalità. Evidentemente però, visto lo stato attuale di cose, non è poi così tanto banale parlarne.
Vabbè, diciamo pure che non è nemmeno un gran bel periodo per me: in questi mesi sono accadute , e stanno accadendo, situazioni negative che influiscono sul mio stato d'animo.
E' un momento non molto bello, in cui tante cose in me vengono messe in discussione.
Però, siccome a Marco, Schiavi o Liberi, non piace sentirsi in balìa degli eventi, molto probabilmente il 5 dicembre sarò a Roma a manifestare, per essere ancora una volta dalla parte "sbagliata" della Storia. Fan culo anche alla sfortuna.

lunedì 23 novembre 2009

SCIENZE POLITICHE

Ricevo e pubblico questa mail, come forma di solidarietà nei confronti di questa lotta.

GIOVEDI 26 NOVEMBRE invia una mail a Striscia la notizia ( gabibbo@mediaset.it ) chiedendo di intervenire per l'abolizione dell'assurdo dm 231/97.

Ecco un esempio di mail che puoi inviare:

Ciao Striscia! Sono di recente venuto al corrente di un assurdo decreto (il dm 231/97) che toglie ai laureati in Scienze Politiche dopo il 2001 la possibilità di insegnare.
Una discriminazione che oltretutto fa un'inspiegabile distinzione tra chi si è laureato prima di tale anno e chi invece l'ha fatto successivamente, nonostante i programmi di studio siano identici.Ancora più incredibile il fatto che le guide di facoltà dicono, quindi MENTENDO!, che tra gli sbocchi per i laureati in Scienze Politiche, c'è quello dell'insegnamento!!
Ci sono alcune Province del nostro Paese in cui l'insegnamento è in tilt per la MANCANZA DI INSEGNANTI! Ci sono migliaia di insegnanti, preparati, laureati e volenterosi, che NON POSSONO SVOLGERE LA LORO PROFESSIONE a causa di inspiegabili leggiucole e decretini...

Sò bene del grande caos in cui si trova il mondo dell'insegnamento, in Italia. Credo quindi che abolire il decreto e dare a tutti gli studenti le stesse possibilità aiuterebbe a fare più chiarezza e a dare qualche posto di lavoro in più a chi ha studiato per averlo. Ho sentito anche che proprio la situazione dei laureati in Scienze Politiche è stata di recente discussa in Parlamento, ma con scarsi risultati.Da tempo l'Associazione Presidi di Scienze Politiche, il Comitato per i diritti dei Laureati in Scienze Politiche e alcuni Parlamentari stanno lottando per questa causa.Ritengo quindi che l'intervento di Striscia la notizia potrebbe aiutare a risolvere il problema. Vi ringrazio per l'attenzione e buon lavoro!

Per saperne di più visita la pagina facebook del Comitato:
http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?v=info&ref=nf&id=1589686297

Il blog del Comitato: http://comitatoscienzepolitiche.spaces.live.com/

Firma la petizione: http://www.petitiononline.com/re150607/petition.html

mercoledì 18 novembre 2009

BIANCO NATALE

Volevo assentarmi un attimo, ma la condizione di questo Paese purtroppo non lo permette. Che pena, e questa notizia è solo l'ultima di una lunga serie.

Un bianco Natale senza immigrati
Per le feste il comune caccia i clandestini

Obiettivo: "Far piazza pulita" dice il sindaco. E l'assessore alla Sicurezza afferma"Natale non è la festa dell'accoglienza ma della tradizione cristiana"di SANDRO DE RICCARDIS

BRESCIA - A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L'amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l'operazione "White Christmas", come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari. Un nome scelto proprio perché l'operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l'ideatore dell'operazione, l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. "Se non dimostrano di averlo fatto - dice il sindaco Franco Claretti - la loro residenza viene revocata d'ufficio". L'idea dell'operazione intitolata al Natale nasce dopo l'approvazione del decreto sicurezza che dà poteri più incisivi al sindaco, che poi chiede ai suoi funzionari di verificare i dati dell'Anagrafe sugli stranieri. Nel paese, in dieci anni, gli extracomunitari sono passati dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008, diventando più di un quinto della popolazione. Con marocchini, albanesi e cittadini della ex Jugoslavia tra i più presenti. "Da noi non c'è criminalità - tiene a precisare Claretti - vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia". A Coccaglio fino a giugno e per 36 anni ha governato la sinistra. "È solo propaganda - dice l'ex sindaco Luigi Lotta, centrosinistra - Io ho lasciato un paese unito, senza problemi d'integrazione. L'unico caso di cronaca degli ultimi anni, un accoltellamento tra kosovari, nemmeno residenti da noi, c'è stato sotto la nuova amministrazione".
L'idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale, ha provocato le proteste di un pezzo di città. "Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov'era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa", replica Abiendi, che si definisce "tra i fondatori della Lega Nord, nel 1992". Poi enumera i risultati dell'operazione "Bianco Natale": "Dal 25 ottobre abbiamo fatto 150 ispezioni. Gli irregolari sono circa il 50% dei controllati". E ora al modello Coccaglio guardano anche i sindaci leghisti dei comuni vicini, due (Castelcovati e Castrezzato) l'hanno già copiato. Lo scorso 24 ottobre, alla prima convention di sindaci leghisti, a Milano, la "White Chistmas" ha avuto l'appoggio convinto dello stato maggiore del partito. "Il ministro Maroni è un uomo pratico - dice ora Claretti - ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici". Sul riferimento al Natale, il sindaco accetta le critiche. "Forse è stato infelice. Ma l'operazione scadrà proprio quel giorno lì".

Fonte: Un bianco Natale, senza immigrati

martedì 17 novembre 2009

ACQUA BENE PUBBLICO

Acqua ai privati Governo pone la fiducia
Blindato il dl Ronchi, domani il voto alla Camera


ROMA - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul 'decreto Ronchi', già approvato dal Senato e il cui 'cuore' è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.

Fonte: Acqua a privati, Governo pone fiducia.

Maledetti, mettere sul mercato un bene vitale come l'acqua è un crimine contro l'umanità.
E voi, italiani mediocri, che con il vostro voto avete assecondato questo processo, spero che perdiate il lavoro e non abbiate più i soldi per comprarla. Basta! essere troppo buoni, con chi è la causa di questo imbarbarimento, non è giusto. Posso perdonare un bimbo se non arriva a capire ciò che è basilare, ma gente adulta non ha nessuna scusante. E allora Schiavi o liberi vi maledice, augurandovi di morire di sete proprio come siete già morti nella vostra ignoranza, cattiveria e invidia.
Non si può accettare, che l'imprenditore di turno abbia facoltà di arricchirsi vendendo un bene di vitale importanza come l'acqua.
Fate conto, che quanto scritto sopra da me Marco, sarà urlato dappertutto: IO NON CI STO!

domenica 15 novembre 2009

COMUNICAZIONE

Mi scuso con tutti i lettori, ma per qualche tempo non riuscirò ad aggiornare il blog. Passerò solamente a leggervi. Il lavoro mi porta via tempo, ma soprattutto mi sono lanciato in una ricerca storica che parte dal '500 ad oggi per capire maggiormente i processi storici ed economici, che ci hanno portato allo stato attuale di cose: dalle varie colonizzazioni, fino alle ragioni del terrorismo internazionale contro il quale le nostre autorità si lanciano in difesa della "democrazia" e "libertà", passando per le due guerre mondiali e i regimi totalitari del ventesimo secolo. Se nasco ancora, sicuro faccio lo storico indipendente: è una materia che mi appassiona troppo e passerei ore a leggere libri.
Sempre per il fatto che chi non conosce da dove viene, non può nemmeno sapere dove andare.
E perchè penso che purtroppo, visto l'arretramento culturale, la frase di Gramsci a lato sia ancora profetica rispetto a ciò che accadrà nel prossimo futuro.

»Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.«

Per uscire da questa situazione, credo serviranno tanta cultura, organizzazione, voglia di fare e coraggio di mettersi in gioco. Perchè la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso.
E visto la profonda idiosincrasia che provo nei confronti di questo sistema, io la Storia voglio provare a cambiarla.


venerdì 13 novembre 2009

UNA NAZIONE IN ROVINA

Lo sport non mi interessa molto, ma domani c'è la partita dell'Italia contro i leggendari All Blacks. Sono un amante delle diverse culture, e il vedere la loro HAka mi lascia sempre meravigliato.



Analizzando la situazione italiana, percepisco che oramai per cambiare le cose servono quelle facce, quell'incazzatura che ti porta a non accettare più tutto questo marciume. Va detto però che le responsabilità, oltre ad essere della classe dirigente, sono anche del popolo italiano che ha deciso di rimanere nell'ignoranza, con uno stato intellettuale da ominide della Preistoria.
Senza remissioni, senza pietà per chi accecato da ignoranza, individualismo ed egoismo, sta mandando a puttane questo Paese.
Privatizzata ogni cosa, distrutta ogni norma basilare della Giustizia, ed accentuata la guerra fra poveri per colpa di questa crisi, ci resta solo da fracassarci la testa per aver gettato letteralmente nel cesso una Nazione.
Io domani in campo, oltre a tutto l'arco parlamentare e a chi ne è rimasto fuori ( il primo che mi ascrive come qualunquista lo mando dritto a quel paese), ci manderei tutte quelle persone che con il loro Q.I. sopraffino, si rendono complici di tutto questo. Tanto i pronostici ci danno come sfavoriti, se proprio devo perdere......

domenica 8 novembre 2009

I MURI DELL'UMANITA'

Ieri l'Unità riportava questa frase nel trafiletto rosso:

La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri, per impedir loro di lasciarci.
John F. Kennedy, Berlino 26 giugno 1963

E' vero, un muro non è mai stato fatto, ma programmare e finanziare golpe, distruggere sul nascere nel mondo ogni alternativa a questo sistema, attuare politiche economiche per strozzare i paesi più poveri e controllare a livello politico i vari Stati, è stato fatto.
Il muro era sbagliato, ed è giusto criticarlo, ma credo occorra una coerenza intellettuale che porti a criticare anche quei muri che la società, pur non vedendoli materialmente, ha costruito.
Ci sono state barriere, che seppur invisibili, gridavano e gridano la stessa vendetta.

Chi c'è batta un colpo.

La situazione è drammatica: vita lavorativa caratterizzata da sempre maggior sfruttamento, precarietà del lavoro, scarsa rilevanza a livello politico con conseguente carenza di visibilità data dai media, paura dilagante e sempre più mancanza di fiducia nel futuro.
Cosa facciamo per contrastare questo? Perchè limitarsi alla sola critica, può essere salutare a livello di sfogo, ma non cambia le cose.
Ieri a Mantova, ho partercipato ad un incontro che aveva come ordine del giorno principale l'unità dei sindacati di base che fanno capo alle sigle: CUB, SdL, RdB e a cui partecipa anche la Snater.
L'obiettivo è unirsi, per incidere maggiormente formando in questo modo un sindacato di classe che possa farsi carico dei problemi dei giorni nostri. Oltre a tutto ciò, perchè diciamo che l'unione del sindacato dovrebbe essere considerato un obiettivo minimo, si vuole cercare di essere una spinta che possa spronare la CGIL ad uscire da una visione concertativa, dimostratasi in questi anni utile solo alle logiche del mercato. Sia ben chiaro: non penso si possa sostituire la CGIL, ma credo che un numero maggiore di iscritti a questo sindacato, possa essere una spinta da sinistra e un incentivo anche per il più grande sindacato italiano, ad agire con maggior protervia nel difendere e rivendiacare diritti.
Io ci provo, seguirò l'evolversi della situazione, ma penso che farò la tessera.

sabato 7 novembre 2009

SINTOMI INFLUENZALI

Ebbene, l'altra mattina mi sono svegliato con leggeri sintomi influenzali: raffreddore, mal di gola e tosse. Durante la giornata, la situazione si è fatta più "preoccupante" e ho iniziato a sentire una leggera debolezza. Ieri è stata un po' più pesante: ho avuto ben 37,1° di febbre. Fortunatamente il mio fisico reagisce bene: tutte le volte pur prendendo il virus, riesco ad uscirne in un paio di giorni senza stare poi così tanto male. Al solito come farmaci mi sono limitato a delle bustine contro i sintomi influenzali. Non ho contagiato nemmeno i miei famigliari, che fortunatamente stanno tutti bene. Oggi va meglio, sembro sulla retta via della guarigione. L'unica cosa per adesso che ho visto di suino, è il mio solito appettito e questo è un buon segno. Vedremo il proseguimento, restiamo fiduciosi.

venerdì 6 novembre 2009

SE UN GIORNO

Io non ho figli, ma a volte penso a come mi comporterei, vedendo la situazione attuale, nel caso. Con un istinto di estrema protezione, vorrei evitargli ciò che giornalmente vedo: una società che tutto divora, distruggendo sempre più le diverse individualità. E allora penso che molto probabilmente non avrà più il crocifisso nell'aula di scuola, ma a difendere quel simbolo saranno stati anche quei personaggi che finanziano armi e invasioni, chiamandole come forma di autoassoluzione "missioni di pace". Gli parleranno di valori da preservare e di radici da mantenere, per poi tramite le solite politiche economiche distruggere ogni forma di territorio, e di una qualsiasi parvenza di comunità. I valori... quegli stessi valori ormai annacquati da anni di opportunismo, qualunquismo e cinismo causato dal sistema il quale fomenta una rincorsa ad interessi individuali, a cui neppure noi siamo più in grado di attribuire una spiegazione concreta. E gli parleranno di obiettivi, perchè l'essere umano è creazione di senso: ma quale senso? Gli obiettivi dati dalla volontà, idolatria verso una furbizia vista come pregio, come risorsa da sfruttare per fregare il prossimo, per accarezzare un' ipotetica speranza di riscatto sociale che solo ai pochi, in realtà, è concessa. E gli parleranno di meritocrazia, mentre avranno distrutto la scuola pubblica: base principale di partenza per avere una qualunque ambizione di parità sociale. Entrerà in quella macchina produttrice di ricchezza, contribuirà a far aumentare il PIl, vivrà anche lui per vedere ogni anno un numero aumentare o diminuire. E' la legge dei numeri, statistiche dietro le quali si celano vite, bisogni e frustrazioni. Tutto è calcolabile, ogni cosa è riconducibile ai freddi numeri, i quali non fanno altro che inaridire la nostra percezione della realtà. E via a statistiche delle violenze: gli omicidi sono in calo, gli stupri sono in calo, i dati dimostrano che...I morti sul lavoro quest'anno sono ... e ci si complimenta nel caso le risposte che scaturiscono sono meno negative del solito. Ma non è forse il modo in cui è strutturata la società a creare violenza? Non è forse il sistema a fomentare odio e competizione? Questa struttura autoritaria che impone gerarchie, dove ogni persona investita di una qualsiasi forma di responsabilità si sente il signore in terra, non è violenza? E proprio come il suo ipotetico padre, si ritroverà a dover ascoltare una propaganda da sogni, mentre in realtà sarà il deserto ad avanzare.

giovedì 5 novembre 2009

O GORIZIA

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

Potete trovare il resto della brevissima spiegazione qui.

Questa canzone, per me bellissima, credo esprima amaramente tra le sue parole tutta la crudeltà causata dalla guerra.
Conoscere per evitare che ci debbano essere altri 24 maggio o 4 novembre. Conoscere, per debellare questa piaga dal mondo.





La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì
Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
[variante: che cadeva a rovesci]
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu
O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir
Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor
Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta
[altra versione: 'Schernitori di carne venduta']
E rovina della gioventù
[altra versione: 'Questa guerra ci insegna così']
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

mercoledì 4 novembre 2009

ERETICO

Pubblico questo articolo tratto dal manifesto, al quale mi inchino.

Suona scandalo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che, accogliendo la denuncia di una cittadina italiana, dichiara che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. Scandalizza enormemente i cattolici apostolici romani. Ma non i cristiani. Perché ci sono anche i cristiani non apostolici romani che non fanno del predominio del simbolo della croce il loro valore essenziale. Naturalmente è tutt'altro che offensiva per chi è ateo e non ha religione come me, e tantomeno la sento offensiva per chi professa un'altra religione.L'elemento straordinario della sentenza, destinata a destare non solo scandalo ma dibattito e scontro, sta nel fatto che precipita sullo schermo piatto della realtà italiana che vive - vivrà? - nei millenni all'ombra del potere della Chiesa romana. Da questo punto di vista è la critica profonda al simbolo per eccellenza, la croce. Proposto finora come una simbologia imposta, affisso ovunque in scuole, ospedali, uffici come il connotato forte della nostra cultura. Una onnivora cultura di stato. E i cattolici difficilmente molleranno l'idea di essere i gestori della religione di stato. Non a caso però la Corte europea ha aggiunto che proprio la presenza dei crocefissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente segno religioso e dunque potrebbe condizionarli: se incoraggia i bambini già cattolici, può invece essere di condizionamento e disturbo per quelli di altre religioni e per gli atei. Esplode l'ira del Vaticano, il governo di centrodestra accusa, balbettano dall'opposizione democratica: «È una questione di cultura, di tradizione». Allora apriamo anche il libro nero di queste cultura e tradizione. Il cattolicesimo della Chiesa romana nasconde dietro il crocifisso interpretato come riscatto, una cultura e una storia di violenze, sopraffazioni, guerre. In nome della croce sono stati commessi grandi misfatti, Crociate, Inquisizioni, la rapina e i massacri del Nuovo mondo, la benedizione degli imperi e degli uomini della provvidenza. Pensate che il cattolicesimo ha proibito fino all'Ottocento di tradurre in volgare la Bibbia e il Vangelo. In nome di quel «segno» si sono commessi i crimini più efferati. E si commettono, con le proibizioni contro il diritto degli uomini a gestire la conoscenza e la libertà individuale e sessuale. Se è la «nostra cultura», come dichiarano l'intrepida ministra Gelmini e il «pontefice» Buttiglione che accusa la sentenza di Strasburgo di essere «aberrante», perché non raccontare il lato oscuro della croce come simbologia di potere? Invece è come se continuassero a dire: lo spazio del visibile, dell'iconografia quotidiana della realtà è mio, lo gestisco io e ci metto le insegne che voglio io. È questo che è sbagliato. La Conferenza episcopale strilla che si tratta di sentenza «ideologica». Racconti della violenza nella cultura storica della Chiesa romana apostolica, dei roghi contro la ragione eretica che da sola ha fatto progredire l'umanità. Se è l'origine salvifica per tutti che si vuole difendere, allora va accettato e relativizzato al presente, perché in origine esso era solo un segno di riconoscibilità dei luoghi clandestini di preghiera e culto. Non un simbolo imposto, che rischia di richiamare un rituale comunque di morte, contro gli altri, le altre culture, storie, religioni.Che la realtà che ci circonda, in primo luogo quella formativa della scuola, torni ad essere spazio creativo oltre le religioni, libero per tutti dagli obblighi oppressivi dei valori altrui.
Dario Fo Fonte: www.ilmanifesto.it

martedì 3 novembre 2009

IL TRATTATO DI LISBONA

Per chi ancora vuole conoscere, per chi non è ottenebrato dal nulla politico, culturale e umano. Per chi reso burattino, vuole svegliarsi dalla passività nella quale è caduto in mano ad un capitale criminale; per chi sente il dovere di emergere dallo stato animale per diventare un qualcosa di più. Per fermare questo stolido mercato che consuma le nostre stesse vite, nella disperata ricerca di un'identità, di un qualcosa che certifichi il nostro essere, la nostra esistenza, trovando quotidianamente la forza di resistere all'infuori del deserto culturale che si profila all'orizzonte.

« Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto »
Immanuel Kant

Per continuare a sbattere la testa contro l'apatia delle masse anonime.

lunedì 2 novembre 2009

METODI DEMOCRATICI

Continua la diffusione della legalità a forza di manganello.



Venerdì è stato sgomberato il centro sociale Experia. Il problema della Sicilia e di Catania, è un centro sociale a quanto pare. Va bene, abusivo da 17 anni, ma credo che esistano metodi di sgombero leggermente più democratici. Non si poteva assegnare semplicemente un'altra zona?
E perchè se manganelliamo questi, con la colpa di essere abusivi, tassiamo solo al 5% i capitali che rientrano dall'estero (probabilmente) frutto di evasione? Chiedo lo stesso trattamento semmai, visto la medesima mancanza di rispetto per la legge.

domenica 1 novembre 2009

CHIEDIAMO GIUSTIZIA

Sarò idealista, ma credo ancora che un'opinione pubblica capace di indiniarsi per certe situazioni, possa spingere i propri rappresentanti a fare scelte diverse. Per questo scrivo questo post, con la volontà, o speranza, che la maggior parte dei blogger ne parlino. In modo da ottenere verità e giustizia, sulle troppe morti causate da chi dovrebbe proteggerci.



Trovate le foto cliccando QUI



E per tutti quelli che sono periti, per mano di chi avrebbe dovuto rieducare.