sabato 27 agosto 2011

DATEMI ALMENO QUESTO...

Lo so... parlare di comunismo , uguaglianza e abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione in questo contesto storico suona utopistico. Avete trovato la scusa, per giustificare la proprietà privata, che solo con la competizione e l'avidità la società trova il progresso.
Ci avete detto di esservi fatti da soli quando questo è palesemente falso. Infatti... come farebbe una persona a fare i miliardi senza una struttura sociale che permette a poche persone di sfruttare la gran massa dei lavoratori, con il ricatto della perdita del lavoro?
Ci avete detto che questa sarebbe stata la società della felicità, e invece il consumo degli antidepressivi è in aumento.
Ci avete detto che questo sistema avrebbe portato prosperità per tutti, ma in realtà i poveri sono in aumento.
Ci avete detto che chiunque ha le stesse possibilità, quando è palesemente dimostrato dalle statistiche che, nella maggior parte dei casi, il figlio dell' operaio è operaio.

Quante cose ci avete detto per tenerci buoni e farci credere che chiunque può farcela?

Ci avete insegnato la competizione, la meritocrazia e l'importanza dei soldi come unico paramentro per misurare la felicità assieme alle COSE possedute.
Il risultato è un sistema insostenibile a livello umano e ambientale.

Lo so... forse l'uomo non arriverà mai al comunismo, al possedere tutti senza repressioni ma per coscienza di essere nella giustizia ( perchè nessuno si crea da solo e può vivere da solo) le stesse cose.
Ma datemi almeno una società più equa: un mondo dove ci possa essere il ricco, ma in cambio senza persone che muoino di fame o che se perdono il lavoro sono in mezzo ad una strada.

Se ci avete insegnato che una società dove tutti hanno le stesse cose è impossibile perchè non può progredire, fate in modo di insegnarci anche che è sbagliato quando c'è chi potendosi permettere tutto ha troppo, e dall'altra parte chi ha fame o è costretto a spendere la maggior parte della sua vita a far diventare più ricchi gli altri.

Se non può esistere il comunismo, datemi almeno questo.


sabato 20 agosto 2011

Un pomeriggio riflessivo

Ieri passeggiavo su una spiaggia del Lago di Garda, abitando vicino posso andare e tornare anche in giornata, consumando così un normalissimo torrido pomeriggio di agosto.
Capita a volte, che pur cercando qualche distrazione la mente continui a lavorare, a macinare pensieri.
Così camminavo, e guardavo la gente tutta abbronzata: uomini con pancioni pelosi al vento e donne con seni e cosce ad arrostirsi al sole, il tutto apparentemente condito da un velo di apatia verso il mondo circostante. Passeggiavo e pensavo che, mentre noi siamo invitati a goderci le vacanze e rilassarci, coevo, il mercato lavora senza sosta macinando tutto ciò che può essere utile al perpetuarsi dello status-quo. Noi invitati a non pensare, mentre nello stesso tempo qualcuno decide per noi, contro di noi ( perchè abolire diritti è contro di noi e il progresso). Poi forse colto da sindrome paranoica, mi chiedevo se il problema non fossi proprio io: in fondo ero in spiaggia, e pensavo al mercato. Naturalmente la domanda era retorica.
Questo essere celeri, questo decreto legge di agosto,a me suona come una manovra furtiva.
Dicono di aiutarci ma ci tolgono diritti, finanziamenti pubblici per scuole e famiglie: stato sociale.
Dicono di aiutare i poveri, ma nello stesso tempo fanno leggi liberticide utili solo agli sciacalli della finanza e ai padroni.
Il loro sistema è finito: soffocato dai debiti e dalle disuguaglianze.
Una frase Argentina mi ha stupito:
" Si privatizar es la cura, por què Argentina agoniza?"
La verità è che hanno già perso, incapaci di risolvere una crisi che le loro stesse teorie vendute come cure, hanno contribuito a creare.
E così, con questi pensieri, il mio pomeriggio di agosto è passato.

domenica 7 agosto 2011

Il comando straniero

Eccolo... il comando straniero e` arrivato: non un comando militare; non un comando caratterizzato da ordini dati con pistole puntate o minacce di morte imminente. Il nemico, perche` di questo si tratta, si e` fatto piu` astuto: ha capito come distruggere la democrazia minimizzando gli effetti di qualsiasi reazione a politiche che ormai senza alcun pudore o senso di colpa spingono milioni di persone verso la poverta` piu` assoluta.
Siamo senza protezione, in guerra con gli ultimi brandelli rimasti di uno stato sociale a difesa dei piu` poveri che si vuole distruggere completamente.
Ridurre il debito e` la parola d`ordine. Ma io, povero inutile uomo su questa terra mi chiedo e chiedo a questi politici-economisti:
Ma con chi abbiamo questo debito?
E` possibile che uno "stato sovrano" sia indebitato con banche private?
E` possibile che un consiglio di amministrazione di una qualsiasi importante banca a livello planetario possa decidere, pensando solo a fare profitti, delle sorti di milioni di persone?
Come e` possibile, che uno stato definito sovrano, debba essere indebitato con qualcuno?
Sono solo alcune domande che mi girano per la testa in questi giorni leggendo le notizie.

Il comando straniero e` arrivato, prepariamoci al peggio.