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LAVORARE MENO E REDDITO DI CITTADINANZA

Ma quale reddito di cittadinanza?  Le persone, visto l'enorme aumento tecnologico e le nuove AI (artificial intelligence),  dovrebbero lavorare 4 ore al giorno. 
La maggior spesa per le aziende, dovuta all'aumento dei salari, sarebbe decurtata dalla  tassazione a fine anno.
Dal canto suo lo stato finanzierebbe la  spesa con la tassazione diretta, perché versata da un  maggior numero di dipendenti, e da quella indiretta perché più persone  con reddito avrebbero accesso a servizi e consumi.
Ultima cosa non trascurabile si ridurrebbe  di molto, o annullerebbe del tutto, la spesa per gli ammortizzatori sociali.

Il tutto supportato da uno stato a moneta sovrana, che possa spendere senza indebitarsi con qualche istituzione finanziaria privata come accade adesso.
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VACCINI

Con il ricatto della crisi e dello spread, inventati, ci hanno tolto lavoro, diritti e la sicurezza di avere una pensione decente ad una età ragionevole rispetto ai ritmi di lavoro odierni. Con il ricatto di una qualche epidemia di malattie curabilissime da anni, ci fanno sentire inadatti a decidere come prenderci cura dei nostri figli. Con la tecnologia, hanno sostituito le applicazioni all'uso del nostro cervello rendendoci dipendenti allo smartphone; ora vogliono toglierci le ultime cose sulle quali possiamo decidere. Vogliono finirci come cittadini. Questa volta è dovere di tutti difendere i bambini, linfa vitale delle società, da questo attacco senza precedenti che confluirà poi negli over 65, guarda caso i due gruppi più deboli, per poterci poi una volta per tutte renderci definitivamente schiavi, ma stavolta senza poterci rialzare. Questa è la lotta più dura, ovvero se vinciamo possiamo accendere il fuoco del cambiamento positivo, viceversa sarà il baratro più profondo. Orw…

BENESSERE

Come possiamo pensare di raggiungere il benessere, inteso come " bene dell'essere" inseguendo solo l'abbondanza di cose materiali? Credo che l'effimera felicità data dalla realizzazione di un desiderio di possedere una qualsiasi cosa, abbia come unica conseguenza la nascita di nuovi più grandi desideri. Allora mi sorge il dubbio che il mio essere per stare davvero bene abbia bisogno soprattutto di qualcosa d'altro.

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…

Io accetto

Perseverare

Continuiamo a dare fiducia ad una classe dirigente che, mentre ci propina orizzonti di rinascita e di uscita dalla crisi, nella realtà ci desertifica culturalmente ed economicamente.
Nonostante tutti i giorni vediamo la nostra condizione umana peggiorare, perseveriamo nel credere che la stessa classe politica, con le stesse ricette economiche che ci hanno portato in questa situazione, ci salverà dal baratro
Fanno bene Barroso e Rompuy a ridere; sanno perfettamente che la maggioranza dei cittadini italiani non è neppure minimante cosciente del mondo in cui vive.
E allora che baratro sia: non siamo donne e uomini degni di un futuro migliore.

Reagiamo......................