venerdì 31 dicembre 2010

A VOI PADRONI DEL MONDO

A voi, padroni del mondo, dico prendetevi tutto:avete vinto! Le resistenze che possono realmente cambiare la Storia sono ormai crollate, le persone sono divise e seppur in una vistosa condizione di degrado, continuano a condividere i sogni o per meglio dire le illusioni che ogni giorno ci propinate. Avete vinto, si! in tutta la cementificazione che stupra un territorio bellissimo, in questa condizione del lavoro che poco ha a che fare con la dignità e nella dissoluzione di una qualsiasi forma di solidarietà. Questo è il momento: sferrate il colpo di grazia senza esitare perchè la condizione è a voi favorevole. Vi chiedo solo di evitarci questa morte a piccole dosi. Con la crisi poi, avete anche la scusa per distruggere gli ultimi residui di Democrazia: lo si è visto in Grecia come in Irlanda, con misure di austerità imposte da organismi sovranazionali non eletti da nessuno che peggiorano solo le condizioni dei ceti più bassi come prezzo per la salvezza di grandi gruppi privati. Ma voi postulate di aiutare gli Stati, aggiungendo a debiti nuovi debiti con tassi di interesse utili solo ad ulteriori speculazioni. Forza, terminate il vostro operato. Mangiatevi tutto, prendetevi tutto quello che si può vendere, e nel caso fate in modo che l'invendibile diventi vendibile e acquistate anche questo. Tutto è mercato, tutto è soldi e se non hai soldi sei "anam" : un senzanome senza nessun valore disperso in quella massa che si tiene anestetizzata nell'illusione. Perchè anche il più povero sogna di diventare ricco, perchè anche il morto di fame condivide i valori del successo come unico obiettivo per il quale vale la pena di esistere. Bravi, ci siete riusciti: avete creato milioni di individui infantili, bisognosi di una guida perchè incapaci di prendere decisioni che possano determinare l'assunzione di una qualsiasi responsabilità. Certo, si vede qualche sussulto, ma tutto ciò sembra utile solo per legittimarvi perpetuando l'illusione di trovarsi in una Democrazia. Avete vinto, non fermatevi proprio ora. Avete capito tutto: basta dare alle persone qualche soldo condito di illusioni, e automaticamente il bene pubblico passa in secondo piano. Avete capito che per togliere la sovranità al popolo era necessario togliere dal controllo politico, privatizzando, funzioni essenziali dello Stato con la scusa, puntualmente smentita, che il privato fosse migliore. Avete capito che smantellando lo Stato, unico baluardo in difesa dei principi egualitari, si lasciano i cittadini in mano a potentati economici che possono così decidere le sorti di intere nazioni. E vi faccio i miei complimenti perchè avete fatto tutto questo, facendoci credere di essere liberi di decidere del nostro futuro; facendoci credere di essere cittadini partecipi, quando tutto era già stato creato per tenerci lontani dalle decisioni importanti ( es: il Trattato di Lisbona, per il quale la sola Irlanda ha indetto un referendum, che con pressioni e ricatti è stata costretta a rifare perchè doveva vincere il si). E mentre milioni di persone saranno intente a scambiarsi auguri, senza un briciolo di coscienza rispetto a ciò che gli accade attorno, io vi invito a continuare. Avete vinto, dateci il colpo di grazia.

sabato 25 dicembre 2010

A TE

Tu, chiunque tu sia che leggi questo post. Tu, da qualunque parte del mondo vieni e qualsiasi religione professi. Tu, oggi per i Cristiani è Natale, ma non importa perchè, se esiste, Dio è solo uno pur nelle differenti lingue in cui lo chiamiamo. Tu, cosa hai fatto per rendere il mondo un posto migliore? Cosa hai fatto per abolire lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo? Cosa hai fatto per eliminare la povertà? Cosa hai fatto per eliminare la fame nel mondo? Cosa hai fatto per eliminare ciò che io considero un ossimoro chiamato guerra di religione? Mi risponderai che saltuariamente fai beneficenza, ma non è sufficiente perchè non è con l'elemosina che si aiutano i poveri. Mi risponderai che ormai non cambia niente, ma è solo rassegnazione data dalla condivisione dei valori che rendono questo mondo un posto di merda. Mi risponderai che tanto se non rubo io, lo faranno gli altri, perchè ormai il mondo va così, ma è solo un modo per mettersi a posto la coscienza. Tu che credi in un Dio, ma poi alla fine contano i soldi perchè senza questi non sei nessuno. Tu, che per dei fogli di carta chiamati denaro, risultato di una convenzione, non esiteresti a vendere ogni briciolo di dignità. Tu che vai in chiesa perchè è Natale, ma poi con l'azienda in crisi pensi che tanto licenzieranno prima i precari; forse non hanno diritto loro di mangiare e di avere un lavoro? Tu, che pensi solo al profitto, che la vita delle persone sia subordinata alla contabilità aziendale, sei degno del Natale? Tu, che dici ci sarà la crisi alimentare perchè i cinesi iniziano a mangiare: devono forse loro morire di fame quando noi buttiamo via un terzo del cibo prodotto? Tu che lavori in una fabbrica che costruisce armi, tu che progetti armi, tu che elabori teorie economiche e trattati dai nomi più disparati per aumentare le differenze di ricchezza, sei degno degli auguri di Natale? Tu che, per la tua indifferenza, pochezza umana, per l'invidia e l'odio che emani nel repressivo perbenismo di questa società, mi fai schifo anche a Natale. Si... mi fai schifo tanto quanto pensi che il mondo sia solo tuo, tanto quanto credi che una volta che stai bene tu stanno bene tutti. A maggior ragione a Natale, perchè ti rivesti di quella odiosa ipocrisia. No, anche a Natale, per questa gente, non c'è più perdono.

martedì 30 novembre 2010

mercoledì 17 novembre 2010

UNA MIA LETTERA

Analizzando la Storia, sembra paradossale ritrovarsi ancora qui a ribadire quanto sia necessaria, per poter incidere nelle scelte politiche, l’unità delle forze comuniste. Ho sempre creduto che l’essere di sinistra volesse dire unire più che dividere; che , stante quell’ideale di Giustizia la cui ricerca oltre ad essere fondamentale per un mondo migliore dovrebbe essere motore del nostro agire, fosse necessario, pur con differenti metodi, trovare una unità di azione. Con la globalizzazione capitalista, e il conseguente spostamento di potere ad organismi sovranazionali oggi in grado di controllare politiche di interi Stati, questa necessità di unione trova una ulteriore, e direi decisiva, legittimità. Credo sia esecrabile continuare a pensare, visto le imponenti forze avversarie, di poter perseverare nell’illudersi che la soluzione stia nel fondare il proprio partito dei casti e puri, di ottusi postulatori di una propria insindacabile verità. Questo serve solo a loro: come possono temere tante formichine sbraitanti senza un minimo di organizzazione? Come può una organizzazione allo Stato infantile, dove tutti in modo puerile si fanno promotori di un cambiamento epocale, mettere in discussione sistemi forgiati da una classe che dispone di mezzi finanziari e di propaganda mai visti nella Storia? Senza contare che il Partito Comunista nasce come partito di massa, e che dovrebbe quindi fare delle masse l’ humus culturale del proprio agire. In questo contesto la parola “ compagno”, che nel carattere semantico esclude la competizione, appare come una parola vuota: tutti con la propria verità, con la propria voglia di leaderismo, di apparire gli unici possibili fautori di un cambiamento al quale stolidamente, agendo in questo modo, ci si allontana. Penso alla parola “compagno”. “Compagno”, condividere il pane, o anche condividere il percorso con il quale ci si riesce a procurare quel pane da mangiare ( l’obiettivo collettivo) . “Compagno”, nella concezione gramsciana intellettuale organico che attraverso la reciproca crescita culturale cerca di creare una egemonia utile ad appropriarsi del consenso popolare. Dove è oggi tutto questo? Essere comunista credo voglia dire vivacità intellettuale, la stessa che porta a metterti sempre in gioco e cambiare, nel caso si sbagli, opinione; insomma una continua ricerca della verità in una realtà in divenire. Non dovrebbe esserci spazio per l’individualismo o per la competizione in chi si definisce comunista, ma solo terreno fertile per un sano confronto democratico visto l’ unità di intenti. Perché in fondo questi sono simili: no alla guerra, e no ad un’economia che mette al centro l’azienda e il mercato pur con tutte le devastazioni ambientali e l’impoverimento civile e culturale che questo crea. Solo ricompattando noi stessi, potremmo ambire seriamente ad un qualche peso politico, e sperare di spostare a sinistra il Partito Democratico. Non è facile, sarà un lungo cammino nel quale non mancheranno momenti di scoramento, ma cercare alleanze adesso con chi ha un maggiore consenso popolare, vuol dire rischiare solo di ripetere gli stessi errori della Storia recente. Sarebbe l’ennesima ingenuità poiché, è empiricamente dimostrato, che anche una condivisione di programma non garantisce dalla controparte ( forti di maggior peso politico) il rispetto di quest’ultimo. E noi, visto il prezzo pagato come conseguenza dell’ultima esperienza di governo, non possiamo più permetterci incoerenze: sarebbe ingenuo e autodistruttivo.
Certo è un lavoro lungo, ma credo sia necessario ripartire dalle lotte quotidiane come la nostra contrarietà al nucleare o alla privatizzazione dell’acqua, per costruire quel progetto di lungo termine anticapitalista nel quale ci identifichiamo.
In tutto questo ricordiamoci sempre che, tante formiche sbraitanti senza una unità e conseguente organizzazione, fanno solo un gran rumore.

martedì 12 ottobre 2010

CAMPAGNA EMERGENCY

Dall'11 al 31 ottobre puoi donare 2 euro a Emergency inviando un SMS al numero 45506 dal tuo telefonino personale - per i clienti TIM, VODAFONE, WIND, 3 e COOPVOCE - o chiamando allo stesso numero da rete fissa TELECOM ITALIA.



Per info : Un SMS per la Sierra Leone

giovedì 30 settembre 2010

ECUADOR

Sempre e per sempre con il popolo ecuadoregno. Contro il nuovo tentativo di colpo di stato.
Schiavi o liberi, purtroppo solo virtualmente, sta marciando con il popolo per provare a liberare il Presidente, verso l'ospedale nel quale Rafael Correa è ferito e sequestrato.

venerdì 10 settembre 2010

SPERO SOLTANTO

Spero soltanto di stare tra gli uomini, che l'ignoranza non la spunterà... che smetteremo di essere complici... che cambieremo chi deciderà.

Spero soltanto che riusciremo un giorno ad emanciparci da questo "feticismo della soggettività", che caratterizza il nostro tempo, per il quale la vera libertà si manifesta solo nello poter scegliere cosa consumare.

Spero soltanto che riusciremo a difendere la nostra democrazia ( o ciò che ne resta) dalle privatizzazioni selvagge. Infatti, se la politica viene esautorata dalle decisioni a livello di servizi essenziali, si tratta ancora di democrazia? Se una persona sola può decidere di altri milioni di essere umani, rendendo conto solo al dio denaro, si tratta di democrazia?

Spero soltanto....

Tutto ciò per dire o ribadire, ancora una volta, che il vero problema si trova alle fondamenta di questo sistema, nella convinzione subdolamente inculcata del potersi salvare individualmente. Tutto ciò che è privato è meglio, ci dicono.

Intanto...ognuno di noi annaspa nel proprio angolo di mondo , il quale inesorabilmente si restringe nella routine quotidiana del lavoro, nella drammatica carenza di rapporti umani, nelle paure sempre più grandi e insopportabili. La paura di perdere il lavoro, la paura dello straniero, la paura del futuro. Perchè ormai la paura è dappertutto, la si vede, serve a questo sistema per inibire ogni alternativa; perchè in fondo potrebbe andare peggio e quindi è meglio stare fermi, immobili.

Tutto ciò che è altro dal nostro angolo di mondo è solo un nemico, un concorrente del quale sbarazzarsi al più presto per poter credersi qualcuno, illudersi di potersi salvare in questa lotta spietata. Ma se non servi al mercato, se non sei merce appetibile, se le tue qualità non sono utili al mondo del lavoro, il gioco è finito: non hai diritto di vivere perchè automaticamente sei un parassita.

Però nel frattempo, ci lasciano poche briciole per farci credere di potercela fare, per mantenerci nell'illusione, per non desistere dalla stolida lotta a cui siamo chiamati giornalmente.

Poche briciole, per continuare a scannarci nell'interesse di questo mostro chiamato economia, al quale non sappiamo più ribellarci.

E intanto la disperazione e il senso di impotenza, hanno preso il nome di pace sociale.

lunedì 19 luglio 2010

CI HANNO FOTTUTO

Ci hanno fottuto, con la parola libertà.
In effetti, chi si crede libero è innocuo: non potrà mai lottare contro la schiavitù nella quale incoscientemente si trova. Si crede libero.

sabato 17 luglio 2010

E MI DICONO CHE HO LE CAPACITA'

E' coartante, lo stato di apatia e di emarginazione in cui le mie idee sopravvivono ormai quotidianamente. Per questo parlo sempre, quando sono in mezzo alla gente non posso fare a meno di parlare, quasi a testimoniare che il pensiero unico dominante non ha vinto, che c'è ancora qualcuno con il coraggio di andare contro, di esprimere e sviluppare il proprio senso critico. Non mi importano le risposte che sento ( ad esempio che in Italia ci vorrebbere la dittatura perchè almeno ruberebbe solo una persona), io parlo, spiego e mi incazzo arrivando in settimana addirittura ad urlare contro un leghista di vergognarsi. E' insopportabile quell'arroganza di chi ignorante, crede di poterti insegnare come si fa a stare al mondo.
Parlo con i colleghi, cerco le ragioni storiche, provo ad inculcare un minimo di coscienza di classe in questo sistema contrario alla concezione illuminista di uomo come fine, di uscita dai miti in favore della ragione e mi sento rispondere che io ho le capacità.
Ho le capacità, dovrei fare il sindacalista o il politico perchè a me piace e si vede una certa propensione. Quando sento questo, cado nella disperazione; si apre il vuoto tra la mia concezione di Democrazia e la realtà. Ti lasciano solo aspettando, nell'illusione, che il tuo agire porti i frutti in mezzo alla tempesta. Ma non è così. Un comunista, come mi ritengo, non ha bisogno di leader ma di confronto, non ha bisogno di sentirsi importante ma parte di un progetto comune che porti all'uscita dallo stato di cose in cui siamo precipitati; che porti soprattutto fuori da questa concezione di libertà diventata schiavitù al dogma libero marcato. Non sono le gerarchie, le persone importanti a cambiare ma una coscienza diffusa. In quel " tu hai le capacità" c'è tutta la vittoria di questo sistema nello svuotare le persone, nel renderle incapaci di prendere in mano il proprio destino. Rassegnati all'inconcludenza, mi dicono di andare avanti, di farmi carico della loro rassegnazione, ma credo sarebbe solo l'ennesimo sasso lanciato in mare.
Facendo così, nella mia azione avrei gia i germi dell'ennesimo fallimento: un uomo solo, per quanto capace non può nulla. Preferisco rimanere in mezzo alla gente, parlare e cercare di risvegliare coscienze addormentate. Per quanto serva molta pazienza e il lavoro sia aduo, è l'unico sistema per uscire dalla deriva umana in cui stiamo riprecipitando.

mercoledì 14 luglio 2010

L' ALBA

Un nuovo giorno, l'alba accompagna la ormai quotidiana volontà di posticipare il più possibile il momento di alzarsi quasi si volesse fare in modo, per mancanza di tempo, di rendere il poi tutto più frenetico. Ti illudi e credi facendo così che questo aiuti, dovendo lavarti e fare colazione quasi contemporaneamente, a non pensare, a fuggire da quella domanda a cui ogni giorno è sempre più difficile rispondere. Ma eccola, salire dagli angoli più profondi del tuo essere; è la solita sensazione che sembra partire dall'intestino e trapanare lo stomaco per raggiungere il cervello che pensavi di essere riuscito a corrompere. Che senso ha tutto questo? Inforchi la bicicletta, con la tristezza nel cuore che ti accompagna, e devi sentirti fortunato perchè hai un lavoro vicino al quale puoi andare in bici. Solo questo apre un precipizio tra le tue aspirazioni e la realtà.Inizi così a pensare a tutte quelle persone che per recarsi al lavoro sono obbligate a soverchiarsi ore di macchina o di mezzo pubblico, ma non riesci a sentirti fortunato, anzi....adesso ti rendi conto di avere una nuova compagna: la rabbia. Ma in fondo non è altro che il mercato con le sue regole, il solito giorno in cui sentirai ribadire le magnificenze di questo mostro dalla cui inerzia sembriamo ormai sopraffatti. Nel frattempo pedali, ormai il cervello è in funzione, non puoi più arginare i pensieri. Che senso ha tutto questo?
Pensi al tuo misero stipendio da operaio, difficile fare una famiglia, ma devi crederti fortunato perchè hai un lavoro a tempo indeterminato e per poco che prendi, almeno è ( quasi) sicuro ogni mese. E ti incazzi ancora di più visto che la forbice tra ricchi e poveri sta aumentando esponenzialmente. Così rifletti sulle tante famiglie con mutui che navigano in un orizzonte di tempo non superiore al mese. Che senso ha tutto questo?
E intanto pedali, pensi alle ultime elezioni e ti chiedi: " Ma porca puttana, per cosa hanno votato però?" Hanno scelto per paura degli immigrati chi vuole aggravare il precarito; hanno votato per chi prometteva aumenti salariali con maggiori ore di lavoro ( stupendo in tempo di crisi di sovrapproduzione) e per chi deride la Costituzione.
Nel frattempo l'alba è ormai passata da qualche ora con la sua solita mestizia...

mercoledì 7 luglio 2010

CHI NON VUOL CHINAR LA TESTA

Ormai parlare di non chinare la testa, sembra quasi più un atto di testimonianza che un concreto atto di organizzazione e cambiamento. Per quanto però percepisca questo, sono fermamente convinto che, proprio nel momento assai greve in cui viviamo, servono persone in grado di trovare la forza e il coraggio di continuare a dirlo, di continuare a resistere cercando di infondere fiducia al lassista popolo di sinistra . Urge ritrovare la forza e la volontà di uscire da questa situazione kafkiana, nonostante il vento sia fortemente contrario ( ma quando ci è stato favorevole?).
Parli di Resistenza, dei valori che hanno mosso donne e uomini a seguire le impervie vie del riscatto umano, e ti senti rispondere , da gente che sbianca di paura nel fare uno sciopero o una firma per un referendum, che allora erano altri tempi : come se rischiare di prendersi una pallottola e morire avesse una diversa gravità a seconda del contesto storico. Certo, le sofferenze della guerra acuivano la voglia di riscatto, ma auspico non sia necessario ritornare a ciò per risvegliarsi dal torpore in cui si è caduti.



Non voglio essere settario e parlare solo di comunista, per me è sufficiente dire che chi non vuol chinare la testa ha a cuore le vie del progresso umano.
I leaderismi, gli egoismi, l'ignoranza, l'antipolitica, il populismo, l'indifferenza, l' egocentricità, il narcisismo, la competizione, l'affarismo, la furbizia come valore, l'arroganza, l'immaturità e tante altre schifezze di cui oggi la società è infestata, non fanno altro che esacerbare la disastrosa situazione in cui viviamo.
Solo inseguendo la Giustizia sociale in armonia con l'ambiente in cui viviamo, si potrà avere quell'ordine e pace , che oggi tutti vacuamente sbandierano.
Sono troppo idealista? Per me, ciò che muove una persona a lottare per emanciparsi dal male, è solo un forte sentimento di amore nei confronti della vita e degli esseri umani. Tutto il resto è pavidità, interesse personale...nichilismo.

sabato 12 giugno 2010

L'ORA DELLA RESPONSABILITA'

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.Perciò odio gli indifferenti.L'indifferenza è il peso morto della storia.L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta già costruendo.E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'é in essa nessuno che stia dalla alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Peciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci,11 febbraio 1917

mercoledì 9 giugno 2010

LA COSTITUZIONE

Dopo l'ennesimo attacco alla Costituzione fatto da uomini che non valgono nemmeno un milionesimo rispetto a chi quella Costituzione l'ha scritta, mi sento di ringraziare ancora una volta quei cittadini che, stante la situazione, sembrano godere nel prenderlo nel culo.
Ma già....è colpa di una Costituzione a cui confronto, siamo all'epoca preistorica; non sembra nemmeno scritta per lo stato italiano se mi guardo attorno.
Forza! tutti in coro a lodare ancora una volta la magnificenza dell'impresa e del mercato.
Grazie, ai tanto sono tutti uguali....

lunedì 7 giugno 2010

LA SOLITA SERA

Nonostante la voglia di reagire, ogni sera si va a dormire con la solita morte nel cuore, con il solito urlo incompreso, con la solita sensazione di soffocare.
Come unica àncora di salvezza resta la puerile voce della coscienza, ultimo ostacolo all'oblio, ultimo baluardo a quel voler abbandonarsi all'impeto di questo fiume di disumanità che tutto sembra travolgere.
Ormai ogni sera, quando dopo una giornata più o meno intensa la mente cerca uno spazio libero in cui rigenerarsi, il pensiero, prepotentemente, si catalizza sul come poter sopravvivere a tutta questa mancanza di senso.
E intanto l'aria salubre, quella che nutre sogni e speranze, è sempre più rarefatta...
Ma in fondo non è altro che l'ennesima sera, un'altra sera uguale.

domenica 6 giugno 2010

QUESTO E' TUTTO VOSTRO

Questo è tutto vostro, questo è il vostro mondo, questa è la vostra idea di democrazia e stabilità politica ed economica. No, io non appartengo a tutto ciò!



Questa è un' inchiesta di Report composta di sei parti, che naturalmente consiglio di guardare per intero.

mercoledì 26 maggio 2010

IO NON MI ARRENDO

Visitando i blog amici, noto uno certo scoramento quasi ormai ci si fosse rassegnati al fatto, che le cose possano solo andare peggio. E' vero, ci si ritrova senza parole nel dover descrivere quello che, solo qualche anno fa, sembrava impossibile potesse accadere.
E' successo anche a me, e come avete visto mi sono fermato un attimo ( e lo farò ancora), perchè credo che a volte sia utile ritrovare la giusta direzione, rimettersi in discussione per rinvigorire le proprie convinzioni quotidianamente minate dai messaggi di questo impero in declino.
Analizzando la situazione nel suo complesso, sembra uno scherzo: nel momento in cui le parole del tanto vituperato Marx trovano una certa oggettività storica, la sinistra, con moltissime e gravissime colpe, si presenta all'appunamento come cumulo di macerie.
Ma io, non ci sto ad arrendermi ora, non voglio lasciare via libera a chi, portatore del dogma liberista, si crede nel giusto. La ragione è dalla nostra parte; solo questo dovrebbe darci la forza di urlare più forte, visto che nonostante gli imponenti sforzi messi in campo il sistema implode.
Come sarebbe ora il mondo, se tutti questi sforzi fossero stati fatti per renderlo più equo, invece di incentivare disuguaglianze?
Io non ci sto, fosse anche solo che la mia opposizione avesse niente più, che il valore di una piccola testimonianza.
Io non ci sto, perchè per quanto si voglia modificare la Storia, essere Partigiani o alleati ai nazisti, non era la stessa cosa.
E' una lunga battaglia culturale, prima che politica, e porterà sicuramente a tante delusioni, ma se si può dire una cosa certa, è che questo mondo non lo cambierà di sicuro chi ha le leve del potere.
Fermarsi un attimo e ripartire, perchè ad ogni azione corrisponde una reazione.

sabato 22 maggio 2010

UN MIO VOLANTINO

L’ Europa dei burocrati, l’Europa dell’Euro fondata su un patto di stabilità che trova, oggettivamente, poca legittimità nel rappresentare le diverse realtà dei vari stati membri, sta implodendo sotto il peso di debiti pubblici ormai insostenibili. La fallacia di questo sistema, si scopre andando ad esaminare l’emissione del denaro, linfa vitale dell’economia capitalista, controllato da un’istituzione chiamata “ Banca centrale europea” che non trova nessuna legittimazione democratica. I vari stati membri infatti, possono solo usare la moneta non essendone direttamente proprietari, e questo implica gravi restrizioni dal punto di vista operativo. Ogni membro avendo aderito all’unione monetaria, ha in poche parole abdicato alla propria sovranità nell’emettere banconote, perdendo con questa la possibilità di decidere la propria politica nel controllare tassi di interesse e conseguente inflazione con tutte le ricadute economico -sociali che questo implica. Oltre ad essere una grave stortura sotto il profilo economico, si aprono anche grandi perplessità sullo stato della nostra democrazia. Se un popolo, attraverso i propri organi rappresentativi, non ha nessun potere decisionale nei riguardi di un tema di vitale importanza economica come la moneta, questa a cui siamo sottoposti può essere definita niente altro che dittatura finanziaria e non democrazia.
A tutto ciò si è aggiunta la crisi strutturale, per stessa ammissione del presidente della BCE Trichet, nella quale siamo caduti nel 2008. Per fare fronte a questa crisi, o almeno tentare perché è impossibile uscire da una catastrofe con gli stessi mezzi con i quali ci si è entrati, tutti i governi a livello globale hanno messo in campo ingenti somme finanziarie. Con azioni più o meno coordinate, si è riusciti a tamponare in un qualche modo la forte caduta di produzione industriale verificatasi nei primi mesi dallo scoppio della bolla immobiliare, risanando debiti privati con soldi pubblici. In pratica si è creata la solita corsia preferenziale per quelle istituzioni private che in larga misura hanno contribuito a creare lo sfacelo economico, facendo pagare i debiti ai cittadini comunque non esenti da colpe per aver in tutti questi anni abiurato dalla ragione, in nome dell’egoismo e della stolida salvezza individuale. Questo sistema, che per far fronte alla gran massa di produzione ha bisogno di creare falsi bisogni, sta mostrando tutta la sua irrazionalità. Il dramma vero di tutto ciò, oltre all’aumento di povertà umana ed economica, credo sia soprattutto che nel momento in cui il mercato mostra tutta la sua incapacità nell’autoregolarsi, i vari esponenti politici ed ecomomici chiedano più competitività, più produttività insomma più mercato. L’Europa delle lotte sociali, la parte di Europa che ancora considera l’essere umano più importante del mercato, subisce l’ennesimo duro attacco con la scusante dell’uscita dalla crisi come unico obiettivo condiviso.
Ma io, noi, in quanto comunisti, crediamo che il loro obiettivo non sia il nostro. Un sistema dove il margine tra ricchi e poveri aumenta, dove l’architettura finanziaria a livello globale è organizzata in maniera criminale per l’interesse di pochissime persone e la devastazione ambientale raggiunge ormai livelli di non ritorno,non può essere considerato certo il limite più alto che l’umanità può raggiungere. Una società che crea automi configurati alla nascita per non pensare, lavorare e acquistare in modo compulsivo, può solo implodere nella sua irrazionalità e mediocrità.
Tocca a noi sostituire l’inevitabile catastrofe economica e sociale che si profila all’orizzonte, con un mondo migliore più equo e solidale.

giovedì 13 maggio 2010

UN MOMENTO STORICO PARTICOLARE

Molti dei lettori di questo blog, conoscono a memoria il testo di questa canzone del grande Faber..:



Dedico questa canzone a chi non ci crede più, a tutti coloro che si adagiano nella stupida rassegnazione convinti che questo pseudo progresso sia ormai incontrastabile. A chi non vota perchè sono tutti uguali, a chi si lamenta ma poi continua a delegare alle stesse persone il proprio futuro. A chi abdica alla ragione in favore di stupide e immediate soluzioni, che non fanno altro che accelerare l'inevitabile catastrofe. A chi, in questo momento in cui il sistema è in crisi, si lascia andare in stolide considerazioni , tra l'altro senza fare nulla per evitarlo, tipo che a pagare saranno in ogni caso sempre e solo le persone povere.
L'Europa è in subbuglio, si preparano misure draconiane per i lavoratori, creando ancora una volta corsie preferenziali per coloro che la crisi hanno contribuito a crearla.
E noi che facciamo?

Prima o poi, che sia fra 1, 2, 3, 10, 20, 50 o 100 anni, ci sarà qualcuno che verrà a bussare alle nostre porte, e allora, se non avremo fatto nulla per evitare la catastrofe sociale-economico-finanziaria, nessuno di noi potrà credersi assolto.
L'economia siamo noi ogni volta che decidiamo di comprare qualcosa, ogni volta che cediamo ai bisogni quotidianamente inculcati da questo sistema.
Credo sia giunto il momento di dire basta a questo circolo vizioso per il quale siamo automi configurati alla nascita per lavorare ( se c'è lavoro), acquistare in modo compulsivo e morire nei debiti per alimentare un meccanismo sempre più predatorio.
Prima o poi qualcuno, verrà a chiederci il conto di questa falsa opulenza, e io voglio poter essere tra gli assolti.

domenica 25 aprile 2010

PER CHI ANCORA RESISTE E' SEMPRE 25 APRILE

In una delle ultime lettere che Giordano Cavestro scrisse ai compagni si legge:

« Cari compagni, ora tocca a noi. Andiamo a raggiungere altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia. Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà. »
(Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945))

Fonte: Giordano Cavestro - Wikipedia



Per chi ancora resiste, per chi rispecchia i propri valori fondanti nel sacrificio di quegli eroi.

Resistere, è un dovere.

domenica 18 aprile 2010

LA CRISI E' ANCORA TROPPO POCO

Nel comune di Adro nel bresciano, 28 famiglie indigenti non riescono a pagare la retta della mensa ai bambini.
Quei bambini non hanno più il diritto di usufruire della mensa.
Un benefattore, decide di sanare il debito delle famiglie come atto di giustizia sociale, e per sentirsi a posto con la propria coscienza di cittadino.
Questa è la sua lettera nella quale giustifica il perchè della sua scelta.



Ora le famiglie di quel paese, chiedono che il benefattore paghi per tutti.

Questa è la risposta del sindaco:



Questo è quello che pensano i cittadini a questo link: Mensa dei bambini: genitori contro il benefattore o questo
http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=18970

Alla luce di queste ultime parole, spero che la crisi si aggravi.
Un popolo del genere, merita solo di vivere nella disperazione del non saper cosa mangiare.
Pagherò anch'io le conseguenze di questa nemesi storica, ma la Giustizia per me resta un valore fondamentale.
A gente del genere, che ha perso qualsiasi contatto con la normale solidarietà umana, auguro solo del male. Nessuna pietà, nessun atto in difesa di queste persone, si alzerà più da questo blog.
Piena solidarietà invece, a quella signora che ha ringraziato con la propria lettera il benefattore.

mercoledì 31 marzo 2010

I PARTIGIANI DA TASTIERA

Purtroppo la realtà è questa. Demoralizzarsi non serve a niente e a nessuno, semmai è ora di rivedere i metodi con i quali concretizziamo il nostro attivismo.
Spendiamo troppe parole, ma alla fine non ci organizziamo in nulla di concreto.
Ho trovato questo video, per me bellissimo, con l'idea che si possa e si debba ripartire dal coraggio e la tenacia di chi ha cambiato la Storia.



L'attivismo di tastiera, i fiumi di parole, il cinquantesimo commento ad un post non servono a nulla, se poi non si concretizzano le idee nel vivere quotidiano.
A sinistra si preferisce fondare il 126° partito, nel quale si ritrovano gerarchie che non dovrebbero esserci, ognuno con la propria verità in grado di cambiare il mondo, e non si cambia un bel niente.
L'infantilismo poi, ha vinto, assieme all'ignoranza che porta a credersi sconfitti in partenza, perchè come i bambini viziati crediamo che tutto ci sia dovuto.
Storicamente però, le conquiste sono venute dalle lotte!
In questo il web, non è altro che l'ennesimo mezzo utile ad isolarci, togliendoci dall'unico luogo dove si possono cambiere le cose: la strada!
Il nostro bel post nel quale ci specchiamo, il 40° commento di gente che nella maggior parte dei casi( se non tutti) la pensa allo stesso modo, e quanto siamo belli, bravi e buoni.
Morale della favola, dopo tante parole cosa abbiamo cambiato?
Il precariato, la guerra permanente contro un nemico fomentato, la democrazia a puttane, le privatizzazioni selvagge e con tutto questo noi che facciamo? Ci piangiamo addosso? Facciamo il milionesimo post? Il Pd non è vera opposizione, la sinistra ci ha traditi, patapim e patapam?
Saremo in pochi ( e anche questo è da vedere), ma si può sempre fare qualcosa e si deve farlo.
La democrazia la proteggiamo non solo difendendo Santoro, ma dicendo ogni giorno la verità senza paura.
La democrazia la si alimenta solo con organizzazione e partecipazione.
In questo il web è utile, ma deve rimanere un semplice strumento; la realtà non puoi cambiarla nel virtuale.

giovedì 25 marzo 2010

IO SOSTENGO ALLE REGIONALI


Vittorio Agnoletto
Medico, 51 anni, è impegnato nella lotta all’Aids in Italia e in Africa. E' stato portavoce italiano al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e del Genoa Social Forum, in occasione del G8 a Genova. Parlamentare europeo dal 2004 al 2009
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mercoledì 24 marzo 2010

ALMENO SI RIDE UN POCO

Il mondo invidia la nostra libertà: la libertà di un'informazione controllata, la libertà di un lavoro sempre più coercitivo senza il quale non hai diritto di vivere.
La libertà....di ambire a fare gli schiavi.



Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.
Elie Wiesel

sabato 20 marzo 2010

SOCIALISMO O BARBARIE

La Storia si ripete, purtroppo: la cecità, la mancanza di cultura e l'aver fatto dell'illusione il motore principale di questa società, porterà alla inevitabile catastrofe politico, sociale ed economica. Questa situazione Kafkiana, non può durare ancora per molto e questa crisi economica tutt'altro che passata, non fa altro che accelerare il processo di disintegrazione.
Partigiani d'Italia: la lotta per il progresso sociale e l'uguaglianza, ci pone ancora difronte ad un cammino lungo e irto di ostacoli.
Sconsolarsi, arrendersi prima del tempo non cambia nulla e non è vantaggioso, visto che tutti pagheremo le conseguenze.
Organizzarsi, trovare metodi di comunicazione che arrivino al maggior numero di persone e non arrendersi mai devono essere i caposaldi.
Il nostro nemico, ha a disposizione una macchina organizzativa e propagandistica che arriva a milioni di persone 24 ore su 24.
Non dimentichiamoci chi, nella Storia, ha lottato dalla parte del riscatto umano.



Ci sono stati uomini che sono riusciti a dare alla Storia, proprio ciò che la Storia chiedeva loro.

domenica 14 marzo 2010

La Patria di Socrate si risveglia

La Grecia sull'orlo della rivoluzione contro le misure di austerità volute dalla compagnia della grande finanza?
A leggere queste poche righe " Grecia, anarchici e maialini. " parrebbe proprio di si.
E allora vai Grecia, perchè se è come sembra, per questa tua battaglia passa gran parte del nostro futuro.
La Patria di Socrate, nonchè culla del pensiero occidentale, potrebbe essere l'imput a ribellarsi a questa scempio che ruba ai poveri per dare ai ricchi.
Tremate burocrati, tremate, perchè la ragione sta da un'altra parte.
La megalomania di chi si crede senza limiti, può portare solo alla rovina storica, con o senza la coscienza del popolo.



Solo il fatto che la riforma abbia incassato il plauso del FMI, vuol dire voler perpetuare l'ideologia che ha contribuito a causare la crisi.



Facci sognare, Grecia.

sabato 13 marzo 2010

E' SEMPRE POSSIBILE ALMENO PROVARCI



Oggi sarò in piazza , in un paese del mantovano, per un sit-in di protesta contro lo scempio a cui tutti i giorni assistiamo.

mercoledì 10 marzo 2010

IL RE E' NUDO

Il re è nudo, e ancora lo vediamo vestito.



Perchè condividiamo una società dove qualcuno è più importante di altri, con consequenziali ( purtroppo) infiniti privilegi?
Quali sono i valori di riferimento per i quali si deve etichettare una persona più importante di altre?
Perchè il fine giustifica i mezzi?
Perchè accettiamo, che l' avere i soldi sia l'unica condizione necessaria per aprire ogni opportunità e contare qualcosa?
Cosa significa essere importanti?
Cosa sono i soldi, a cosa servono o dovrebbero servire?
Cosa serve passare una vita a rincorrere fogli di carta? non sono forse una convenzione come tutte le altre? Chi di noi si sognerebbe mai di accumulare "metri" o " litri"?
Perchè continuaimo a permettere che vengano barattati diritti in cambio di denaro?
Perchè l'acqua deve essere privata?
Perchè la terra deve essere privata?
C'è stato forse qualcuno, che ha creato o possedeva questi beni agli albori del nostro Pianeta?
Perchè esistono i brevetti? ciò che si inventa, se utile all'umanità, non potrebbe essere considerato semplicemente "bene di importanza primaria di cui tutta l'umanità è unica proprietaria?"
Ma privato, non è il participio passato di privare?Ma privare, non significa togliere a qualcuno una determinata cosa?
Ci può essere Democrazia politica, con la totale sottomissione e subordinazione nei luoghi di lavoro?
La democrazia nei luoghi di lavoro, non è forse una delle condizioni necessarie per una sana democrazia politica?
Potrei andare avanti ore con queste domande, ma credo che il dramma del nostro tempo sia considerare come normalità, ciò che non dovremmo o avremmo mai dovuto accettare.

domenica 7 marzo 2010

IO VOTERO'

Che bello essere anime pure, candide come la neve nel grigiore di questo sistema.
Tutte le sere mi corico, e guardando il soffitto immagino lotte sociali, scioperi per riacquistare diritti civili e sindacali. E penso: " se tutti fossero come me, il mondo sarebbe diverso perchè io sono onesto, puro come la neve in questo deserto di inciviltà."
E poi la sera dopo quando mi corico, sempre guardando il soffitto, immagino come sarebbe bello se si lavorasse magari solo sei ore al giorno, se non esistesse la precarietà o la paura del domani, perchè il sistema nel quale vivo è stato creato per mettere l'essere umano e le sue esigenze al centro delle priorità. E penso: "se tutti fossero come me, questo sarebbe possibile perchè io sono onesto, puro come la neve in questo bordello di invidia e competizione."
E poi il giorno dopo quando mi corico, sempre guardando il soffitto, penso a quanto sarebbe bello avere una scuola pubblica, che riuscisse a dare ad ogni età la certezza dell'accesso al sapere perchè non si è mai finito di essere ignoranti e penso:" se tutti fossero come me, la cultura sarebbe ai primi posti delle priorità, perchè io sono candido e puro come la neve, nel degrado culturale che abbiamo dinanzi.
E il giorno seguente mi corico , e sempre guardando il soffitto, ricordo quanto sia importante una sanità pubblica, che possa dare a tutti indistintamente l'accesso alle miglior cure, perchè tutti devono aver il diritto di curarsi. E penso " se tutti fossero come me, la sanità sarebbe pubblica in questo mare di corruzione."
E la sera prima di votare mi corico, e sempre guardando il soffitto penso che sia inutile andare a votare, perchè nessuno è candido come me, puro come la neve. Se le cose vanno male, non è certo colpa mia perchè io saprei cosa fare e se tutti fossero come me, le cose andrebbero sicuramente meglio: tutte le sere prima di coricarmi in fondo io sogno un mondo diverso.
La sera dopo le elezioni, dopo aver visto che hanno vinto gli altri, sempre coricato guardando il soffitto penso: " gli sta bene agli italiani, se lo hanno votato è perchè lo vogliono, io di certo non sono come loro".
La sera dopo, prima di coricarmi, leggo dai giornali che hanno approvato una legge per aggirare l'art. 18.
La sera dopo leggo ancora dai giornali, che hanno approvato la privatizzazione dell'acqua.
La sera dopo leggo che hanno approvato tagli draconiani a sanità e cultura.
La sera dopo, leggo che ridurranno pensioni e stipendi pubblici per pagare il debito in default.
La sera dopo leggo .............
E penso: " meno male che non sono andato a votare, perchè io non sono come gli italiani che meritano lo schifo in cui viviamo."
E nel frattempo la merda puzza sempre più.
Morale della favola: se si vuole cambiare, bisogna fare qualcosa almeno per provarci. Sognare il mondo perfetto prima di dormire, senza fare niente per realizzarlo, serve solo ad illudersi di essere dalla parte giusta.
Io voterò ancora comunista naturalmente, pur con tutti gli errori che la sinistra cosiddetta estrema ha fatto.

IO SONO CON GLI ISLANDESI

Islanda:no risarcimenti a Gb-Olanda
Referendum boccia restituzione soldi
E' stato bocciato in Islanda il referendum sul piano di salvataggio delle finanze pubbliche attraverso un accordo che prevede un pesante risarcimento ai governi britannico e Olandese. L'atteso "no" al risarcimento, dovuto al fatto che numerosi cittadini britannici e olandesi avevano investito i propri fondi nella banca islandese Icesave, porebbe mettere a rischio il prestito miliardario messo a disposizione di Reykjavik dall'Fmi.

Islanda:no risarcimenti a Gb-Olanda‎ - TGCOM

Una boccata di ossigeno per chi crede ancora che, nonostante le pressioni internazionali, ci si possa ribellare alla dittatura finanziaria.
L'Islanda ci insegna molto: 300 mila abitanti, ieri hanno chiaramente reso onore alla Democrazia.
Non è giusto che il comune cittadino, oltre a soffrire le conseguenze di questa crisi, debba pagare al posto di chi questa crisi ha contribuito a crearla.
PER DIRE NO AI FACILI GUADAGNI, PER RIBADIRE LA CONTRARIETA' AD UNA FINANZA CHE, TRAMITE LA SPECULAZIONE, STA RUBANDO LA VITA A MILIONI DI PERSONE PER ARRICCHIRE LA SEMPRE PIU' RISTRETTA OLIGARCHIA.

Grazie islandesi.

sabato 6 marzo 2010

Il degrado manifestatosi

Certi paragoni oggi, dopo la tracotanza di chi rappresenta questa sfasciata repubblica, sono una pugnalata nello stomaco. Questa volta non chiedetemi appelli, perchè Schiavi o Liberi si chiama fuori da tutto. Queste istituzioni se rappresentano l'Italia, non rappresentano questo blog per il disprezzo che viene manifestato verso i valori fondanti la Repubblica.



Dove è finita l'Italia che diceva di amare tanto Pertini? Che analogie ci sono tra il pensiero di Pertini e l'Italia di oggi?
Che mestizia.

giovedì 25 febbraio 2010

DARE SPAZIO A CHI NE HA POCO

La sinistra anticapitalista ha sbagliato tanto, è vero, ma certi discorsi li sento solo da questa parte politica. Vi invito a perdere mezz'ora del vostro tempo, per andare a vedere il video al link ( purtroppo non riesco ad incorporare il video).
Per fare una politica, in cui l'uomo sia al centro della società, e non avere sempre e solo l'impresa come cardine dei rapporti umani. Invito caldamente a vedere il video, soprattutto chi scoraggiato pensa che non ci sia più niente da fare. Il cambiamento, viene solo dall'impegno e la partecipazione. Lamentarsi continuando a fracassarsi i maroni, non cambia niente.

http://www.pdcitv.it/video/2565/Federazione-della-Sinistra-si-parte-Paolo-Ferrero

mercoledì 24 febbraio 2010

RIFLESSIONI

La vita da casalinga, è veramente dura: rispetto per tutte le donne che riescono a mandare avanti una famiglia, pur lavorando. Una cosa che si impara da certe situazioni, è non dare mai per scontato la presenza di una persona, non dare per certo il fatto che una qualche congettura immutabile, ci tolga da certe responsabilità. Ogni giorno capisco sempre più, quanto alcune convinzioni nel divenire della vita, siano del tutto infondate. Per questo credo che non si sia mai finito di essere ignoranti.

sabato 20 febbraio 2010

ILLOGICITA' LOGICA

L'altro giorno ho avuto una discussione con un leghista, siamo arrivati agli insulti e da parte mia l'ho invitato a vergognarsi. Una discussione poco formale, diciamo.
Qui ragazzi miei, la gente è ignorante e vuole restarci: siamo ancora ad uno stadio intermedio fra l'animale e l'essere umano.
E' inutile dare la colpa solo ai politici, quando la cultura dell'italiano medio poco si discosta dalla caverna.
Io non difenderò più nessuno ( a parte una restrittissima parte di conoscenti) , un lavoratore che sia uno, se perde il posto di lavoro.
Dopo almeno trent'anni di quasi totale condivisione dei valori caratterizzanti il sistema: egoismo, individualismo e salvezza individuale; dopo il menefreghismo come pane quotidiano, il sistematico attacco a sindacato e partiti di sinistra portato avanti anche da chi avrebbe dovuto, stante la propria posizione sociale, preservare questo tipo di organizzazioni, me ne sbatto i coglioni: che sprofondassero nella loro merda.
Se non siamo in grado o abbastanza maturi per assumerci le responsabilità di organizzare un cambiamento a livello civile - sociale - democratico, assumiamoci almeno la responsabilità di farci carico delle conseguenze di ciò che siamo diventati. Ricominciamo dall'asilo, insomma.

martedì 16 febbraio 2010

TANTO PER PROVARE A FARE DA ANTICORPO

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. (dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).
Primo Levi

domenica 14 febbraio 2010

LA DIFFERENZA TRA ME E LORO

A tutti capita prima o poi nella vita di aver bisogno di una visita ospedaliera. Eppure, si crede o si pensa sempre che la cosa debba capitare agli altri, che ci sia una sorta di arbitraria fortuna che ci rende immuni alle pene della vita. Quando capita, è un pugno nello stomaco, sto parlando naturalmente di cose importanti, fonte di infinite insicurezze e riflessioni. In quei momenti, entri nella fascia dei deboli, di coloro che necessariamente hanno bisogno di sostegno sanitario sia a livello fisico che psicologico.Sei a tutti gli effetti un debole, in una situazione di precarietà che ti porta a riconsiderare l'importanza di un sostegno sociale che possa garantire il libero accesso, a tutti, al meglio della sanità. Poi, vai all'ospedale per prenotare una visita, e ti senti dire che il medico, il quale seppur sommariamente ha seguito il tuo caso, visita solo privatamente e il conto è di 150 euro. Tu debole, con normali possibilità economiche, con un tenore di vita da classe operaia, bisognoso di cure perchè sono cose di cui non si può fare a meno, accetti. Perchè la sanità non è una macchina: io ho la macchina da undici anni, è vecchia si, ma posso scegliere se cambiarla o tenerla ( io la terrò), ma le cure mediche sono ben altro, soprattutto quando c'è in ballo la vita. Ebbene, da questo blog, il cui scrittore ora è intriso di rabbia che fa tremare i polsi, si eleva un grido: criminali! Chi lucra sulla vita, sul bisogno delle persone, è un criminale. Se dovessi comportarmi così, non dormirei neppure la notte tanto mi sentirei merda. Come quella banda di criminali scoperta nel mantovano, che faceva entrare extracomunitari promettendogli un lavoro, gli rubava sembra dai 6000 ai 10000 euro, senza poi avere un lavoro da dargli e lasciandoli in mezzo alla strada. E poi si dicono leghisti, lamentadosi del fatto che ce ne sono troppi.
Criminali e bastardi, maledetti.

sabato 6 febbraio 2010

IL PERICOLO DEMOCRATICO

Sono un grande rompi scatole: ne sono cosciente e allo stesso tempo quasi orgoglioso di ciò, visto la realtà esistente. La storia è caratterizzata da donne e uomini che, stante le difficoltà, hanno almeno provato a cambiare la propria condizione esistenziale. Badate bene, e lo ribadisco, che per me il vero pericolo alla democrazia resta il modello economico su cui si erige il nostro stile di vita. In queste parole di Salvador Allende, ritrovo le mie convinzioni.



Tutti, amaramente, sappiamo come è andata a finire. Ma almeno approfittiamo della Storia per trarne qualche insegnamento.

giovedì 4 febbraio 2010

NON SIAMO IN POCHI

E allora se non siamo in pochi, perchè non riusciamo a fare niente? Perchè la nostra epoca sembra caratterizzata da un non troppo strisciante senso di impotenza? Pasolini diceva che era cambiato l'"humus culturale" su cui poi inevitabilmente cadeva la scelta politica. Credo sia vero: troppo egoisti rispetto al passato, noi tutti aggrappati a quel poco falso benessere che questo modello autodistruttivo in un qualche modo è riuscito a darci, a scapito della nostra stessa umanità. Le mie non sono parole di rassegnazione, questo mai, ma la semplice voglia di uscire dallo stato di immobilità in cui siamo quasi irreversibilmente caduti.
Se guardo il mondo oggi, vedo ancora miliardi di persone assoggettate al volere dei pochi, in una struttura sociale rassomigliante, seppur con le differenze dovute al diverso contesto storico, al Medioevo. E noi ancora a denunciare le stesse cose, il solito scempio democratico, lo sfacelo della democrazia. E domani saremo sempre qui, a fare nuove denunce, ma in sostanza a dirci le stesse cose in forma diversa. E non avremo cambiato niente. Nel frattempo lo sfruttamento come l'alienazione nel mondo del lavoro aumenta sotto i nostri occhi, sempre più persone muoiono di fame, e siamo arrivati al punto di attribuire il carattere di " permanente" alla guerra,
Se non siamo in pochi, come qualcuno anche giustamente dice, vuol dire che siamo totalmente o quasi, inefficaci. Urge rivedere alcune cose.

martedì 2 febbraio 2010

AVEVANO ECC. ECC. ECC.

Qualcuno mi chiede perchè siamo sempre così in pochi. Oggi, in modo sarcastico ma non troppo, mi è venuta questa risposta.

Siamo così tanto in pochi, perchè per essere di sinistra ( quella vera) serve tanta cultura, e in questa società di ignoranti, dove la cultura è superflua, per forza di cose siamo in numero ridotto. Solo la cultura infatti, è antidoto in grado di fornire anticorpi per fronteggiare i messaggi subdoli del sistema. Più si è ignoranti, meno si è in grado di reagire all'omologazione e alla repressione che ci circonda. Più si è ignoranti, e maggiori sono le probabilità di cadere in quell'amplesso di arraganza, che toglie persino la volontà di provare a migliorarsi.
In questa società da "grande fratello", tette, culi e veline, dove la missione preminente per il sistema è addormentare cervelli, è quasi consequenziale il fatto di ritrovarsi ad essere in pochi.
Ma a tutti dico di non preoccuparsi, che ognuno continui a farsi i fatti suoi, tanto i politici sono uguali. Anzi, la politica non conta proprio niente, e se non rubo io lo farà sicuramente ( autoassoluzione) un altro per me. La furbizia, è valore supremo, fregare il prossimo come fine ultimo. E con la clava in mano, perchè all' età delle caverne siamo tornati, tutti a inveire contro il più debole. Di un solo articolo sembra ormai composta la Costituzione: " Morte tua vita mia."
Ma tanto lo sappiamo: prima o poi qualcuno penserà per noi cosa fare, perchè impegnarsi?
Io faccio il mio intereresse, il prossimo non esiste, al massimo lo sfrutto.

mercoledì 27 gennaio 2010

Gennaio

Oggi giorno della memoria, mi gira per la testa questa canzone che adoro: senza nessun motivo in particolare.

domenica 24 gennaio 2010

COME COMMENTARE?

Cinquecento euro al mese per i giovani, agendo sulle pensioni di anzianità, per aiutarli così ad uscire di casa. Lo ha proposto il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta, durante la puntata di 'Domenica In - L'Arena', su Raiuno. Critiche dal Pd. I sindacati: "Solita boutade".

Fonte: "500 euro ai giovani per aiutarli ad uscire di casa"

Dopo i cosiddetti fannulloni, è il momento dei giovani.
Forse è vero che ai giovani d'oggi il futuro fa più paura rispetto ad altri tempi, anche se può essere una considerazione fallace da fare per me per ragioni di età, ma sentirsi dire queste affermazioni fa sempre ribollire il sangue. Le solite cose: si gioca con il futuro delle persone.
Sempre per allacciarmi al discorso del post precedente, credo che per cambiare le cose ci si debba allontanare del tutto dalle fondamenta su cui si erige l'ideologia dominante. Tutto il resto è come la concertazione dei sindacati: la classe imprenditoriale ora domina quasi incontrastata, perchè si è dispersa l'energia utile ad un possibile cambiamento disilludendo le speranze dei lavoratori con un continuo barattare diritti.
O si ha il coraggio almeno di provare fino in fondo, o possiamo smettere anche domani perchè così non cambieremo un tubo. Sui diritti, non ci può essere concertazione: l'essere umano deve venire prima del mercato, di un sistema economico che ci sta portando all'autodistruzione.
Tutto il resto è storia di una sinistra, che alleandosi con il centro pensando di poter cambiare ha solo fatto l'interesse altrui ( vedi PSI con DC anni 60 per fare un esempio).
Se proprio devo essere sincero, inseguire un mondo più giusto non mi sembra poi così utopico, anzi: è un dovere.
Ma poi mi chiedo: perchè sono sempre qui a ripetere le solite cose? Se mi guardo attorno, sembra che a qualcuno vada bene così. E allora cosa fare?

venerdì 15 gennaio 2010

PER NON ESSERE SOLO CONTRO

Allora, qualcuno è entrato nel blog, commentando, per dire che non basta essere contro ma serve fare proposte concrete per uscire dalla sola utopia. Premesso che per me, difronte ad uno scempio ambientale o altre sciocchezze, passa in secondo piano il colore politico che si rende responsabile di ciò: se è necessario, sempre che esista, vado anche contro la volontà di Dio.
Ribadisco ancora una volta, che per troppe volte si ascrive come utopia qualcosa che non si ha il coraggio o la capacità di raggiungere, anche per calmare la propria coscienza.
Ma siccome credo che, la vera innovazione non venga dal leccaculismo odierno, faccio le mie proposte per non dimostrarmi sempre e solo contro.
Sono nell'utopia, ma utopia non è sinonimo di sbagliato: forse semplicemente siamo noi a non esserne all'altezza.
La prima proposta è l'uscita incondizionata da questo modello di sviluppo che fa dell'accumulo infinito di denaro e oggetti, la sua religione portante. E' impensabile poter vivere come se avessimo a disposizione infiniti pianeti. E LA SEMPRE PIU' CARENTE DEMOCRAZIA, E' UNA CONSEGUENZA DI QUESTO SISTEMA FONDATO SULLA PAURA. La seconda è rinunciare al proprio egocentrismo: il mondo non gira intorno a noi.
La terza è rinunciare al proprio egoismo: la guerra fra poveri serve solo ad una ristrettissima cerchia per controllare meglio le masse.
La quarta: incentivare il mezzo pubblico; rinunciare qualche volta all'auto. Non è possibile vedere gente( successo oggi pomeriggio) che se potesse entrerebbe in pizzeria con la macchina.

E per ultimo ( non per importanza), informarsi e acculturarsi, perchè solo per questa via siderale si raggiunge l'emancipazione.
Qualcuno a ragione disse che l'ignoranza è la prima forma di schiavitù: visto che tutti siamo più o meno ignoranti, è necessaria una costante opera di valorizzazione intellettuale.
L'uscita dallo stato minoritario in cui siamo caduti, è la condizione primaria per un cambiamento.
Se il 33 % degli italiani circa non comprende un articolo quando legge, dove vogliamo andare?

sabato 9 gennaio 2010

IL CORAGGIO DI DIRE BASTA

La nostra situazione inerme, con tutte le proporzioni naturalmente dovute al diverso contesto in cui avvengono, mi ricorda questo pezzo tratto da “ Se questo è un uomo” di Primo Levi.

“ Il mese scorso, uno dei crematori di Birkenau è stato fatto saltare.” […]
“L’uomo che morrà oggi davanti a noi ha preso parte in qualche modo alla rivolta.” […]
“Morrà oggi sotto i nostri occhi: e forse i tedeschi non comprenderanno che la morte solitaria, la morte di uomo che gli è stata riservata, gli frutterà gloria e non infamia.
Quando finì il discorso del tedesco, che nessuno potè intendere, di nuovo si levò la prima voce rauca: -Habt ihr verstanden?- ( avete capito?)
Chi rispose “ Jawohl ”? Tutti e nessuno: fu come se la nostra maledetta rassegnazione prendesse corpo di per sé, si facesse voce collettivamente al di sopra dei nostri capi. Ma tutti udirono il grido del morente, esso penetrò le grosse antiche barriere di inerzia e di remissione, percosse il centro vivo dell’uomo in ciascuno di noi: -Kameraden, ich bin der Letzte! - ( compagni io sono l’ultimo)

Vorrei poter raccontare che di fra noi, gregge abietto, una voce si fosse levata, un mormorio, un segno di assenso. Ma nulla è avvenuto. Siamo rimasti in piedi, curvi e grigi,a capo chino, e non ci siamo scoperta la testa che quando il tedesco ce l’ha ordinato. La botola si è aperta, il corpo ha guizzato atroce; la banda ha ripreso a suonare, e noi, nuovamente ordinati in colonna, abbiamo sfilato davanti agli ultimi fremiti del morente.
Ai piedi della forca, le SS ci guardano passare con occhi indifferenti: la loro opera è compiuta, e ben compiuta. I russi possono ormai venire: non vi sono più uomini forti fra noi, l’ultimo pende ora sopra i nostri capi, e per gli altri, pochi capestri sono bastati. Possono venire i russi: non troveranno che noi domati, noi spenti, degni ormai della morte inerme che ci attende.

Distruggere l’uomo è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla più avete a temere: non atti di rivolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice.

Alberto ed io siamo ritornati in baracca, e non abbiamo potuto guardarci in viso. Quell’uomo doveva essere duro, doveva essere di un altro metallo del nostro, se questa condizione, da cui noi siamo stati rotti, non ha potuto piegarlo.” […]
“….abbiamo soddisfatto la rabbia quotidiana della fame, e ora ci opprime la vergogna….”.

La cosa tremenda del nostro tempo secondo me, è che almeno loro nonostante si trovassero in condizioni infernali e sottoposti alla devastazione dell’ inedia fisica e mentale , riuscivano ancora a trovare la forza di vergognarsi della propria pavidità: noi no. Per noi è la normalità, questa. Metaforicamente immagino i tedeschi come nel potere che ci opprime; appeso al capestro l’uomo che incarna l’umanità che con coraggio, nonostante le tante avversità, ha lottato per la libertà e l’emancipazione dell’essere umano dalla schiavitù e dal servilismo, e noi li a guardare impotenti cercando nonostante tutto di salvarci individualmente perché ciò che conta è apparire e avere soldi: il mito della salvezza individuale. I russi, incarnerebbero nell'immaginario, tutti coloro che cercano di svegliarci dal torpore.
Allora la salvezza individuale visto le estreme condizioni, era giustificabile, anche se Primo Levi diceva di sentirsi in colpa per l’essere sopravvissuto, oggi no.
Quel capestro è li, davanti a noi, a simboleggiare il nostro fallimento storico, l’aver venduto la più grande ricchezza chiamata vita, in cambio di illusioni. Almeno troviamo il coraggio di vergognarci di questo.

mercoledì 6 gennaio 2010

PERCHE' SIAMO CONTRARI AL TIBRE

Venerdì sera, si terrà un incontro di promozione riguardo alla costruzione del TIBRE, la nuova arteria autostradale che dovrebbe collegare il Tirreno al Brennero ( dal quale prende il nome), facendo da raccordo fra la A15 Parma-La Spezia con la A22 Brennero-Modena.
Essendo noi contrari, abbiamo scritto un volantino che distribuiremo prima dell'incontro.
Lo riporto qui in seguito.


PERCHE’ SIAMO CONTRARI AL TIBRE


- Perché è una grande opera inutile che costerà ingenti somme di denaro pubblico (cioè nostro!) e non porterà benefici rimarchevoli rispetto ai costi economici e ambientali

- Perché significherebbe un ulteriore scempio del nostro territorio già fortemente danneggiato e un colpo tremendo alla nostra agricoltura

- Perché aumenterebbe i già notevoli rischi di inquinamento e di traffico con conseguente ulteriore incremento di tumori e malattie respiratorie, visto anche la nostra non invidiabile situazione a livello mantovano

- Perché comporterebbe conseguentemente perdita di lavoro in agricoltura e non creerebbe un’occupazione duratura e per giunta a basso livello

- Perché questo tipo di incosciente gestione del territorio non aiuta certo l’esigenza di cambiare la politica energetica di riduzione delle emissioni inquinanti di CO2, come prevedono le nuove direttive europee, per contrastare il riscaldamento globale

- Perché gli appalti e subappalti delle grandi opere favoriscono l’intrusione della mafia e della corruzione, stante anche l’impossibilità di vero controllo democratico sulla gestione dei bandi, aumentando quindi il potere dei mafiosi e dei corrotti

- Perché il notevole traffico che si creerà aggiunto a quello esistente, soffocherebbe Gazoldo e i suoi dintorni

- Perché i già ridotti flussi di traffico che non giustificavano una tale spesa un decennio fa si sono ulteriormente ridotti con la crisi economica

Non è più possibile continuare a seguire un modello di sviluppo che ci sta portando al disastro ambientale, economico e sociale; non è più accettabile che per l’interesse di qualcuno o per presunta comodità si distrugga il nostro habitat e la possibilità di vita per le generazioni che verranno;
rifiutiamo queste assurde logiche suicide!

domenica 3 gennaio 2010

FULMINE A CIEL SERENO

Saldi al via, code e caccia agli affari

Una diminuzione degli acquisti del 15% rispetto al 2009. Questo il dato che emerge dal monitoraggio del Codacons sul primo giorno di saldi invernali. Dalle ore 10 alle ore 12.30 - spiega l'associazione dei consumatori - "abbiamo registrato una diminuzione dell'affluenza di cittadini nei negozi e nei centri commerciali delle principali citta' (Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo) rispetto lo scorso anno mentre la diminuzione degli acquisti si attesta attorno al 15%". "Per essere il primo giorno di saldi - secondo il Codacons - il calo delle vendite e' pesante, e si spiega anche con il fatto che molti italiani sono ancora in vacanza per il Capodanno. Speriamo in una ripresa a partire da lunedi' - prosegue Carlo Rienzi, presidente Codacons - ma riteniamo che alla fine della stagione i saldi faranno segnare un triste -20%, non avendo piu' le famiglie soldi da spendere per acquisti non essenziali".


Fonte: Saldi al via, code

Questa notizia giunge veramente inaspettata come un fulmine a ciel sereno. Infatti visto il calo della produzione industriale stimato intorno ai cento trimestri, con conseguente disoccupazione ormai prossima al 9% ( almeno questo è il dato ufficiale) e l'alto livello di indebitamento, con i pignoramenti in crescita del 15% in un anno,non mi sarei mai aspettato una prima giornata di saldi così disastrosa. Quasi quasi domani di buon primo mattino parto per dare il mio contributo al PIL: vado a spendere i pochi soldi che sono rimasti per arrivare alla fine del mese. E pensare che siamo in piena ripresa economica. A tal proposito mi viene in mente un titolo letto qualche mese fa: " Mercato del lavoro migliora in America: persi 260 mila posti." Anche nell'impostare i titoli ci fottono.
Mi fa riflettere però, quel "non essenziali" dell'articolo. Con gente che non ha niente da mangiare, è giusto spendere soldi per cose "non essenziali"?
Questa crisi economica, nonostante tutto è una boccata di ossigeno per la nostra Terra.
E' giusto continuare a consumare cose "non essenziali", contribuendo alla distruzione di un pianeta?
Prima di pensare all'affare, meditate gente sulle conseguenze dei vostri gesti.
L'ambientalismo e l'amore per il prossimo, magari anche per lasciare un posto migliore dove vivere ai vostri figli, inizia dai piccoli gesti quotidiani. Ognuno ha le sue responsabilità, nessuno escluso, e il solo parlare e lamentarsi non ha mai cambiato niente.

sabato 2 gennaio 2010

ULTIMA VOLTA SULL'ARGOMENTO

Purtroppo devo ritornare a malincuore sull'argomento commenti. Come potrete notare, sotto la bandiera della pace,ho tolto il contatore delle visite. Mi sono rotto anche di quello: del dover fare sempre e solo per ottenere un responso, il dover raggiungere qualche risultato come se ciò avvalorasse il blog e le parole che scrivo su questa paginetta.
Ciò che mi spinge a scrivere, è la volontà di provare a diffondere un pensiero critico e il più possibile alternativo verso questa società, con la speranza che si possa essere utili in tutti i modi per ciò che io ritengo una giusta causa.
Non è desiderio di apparire, nemmeno un'ipotetica ricerca di gloria, ma la sola e semplice passione che mi spinge, seppur con tutti i limiti del caso, a fare qualcosa per cercare di migliorare la situazione nella quale vivo.
Quindi, che questo blog faccia un milione di visite, o ne faccia semplicemente 50, a me interessa relativamente. E l'ho dimostrato rifiutando proposte di scambio link, e altro ancora.
Quello che scrivo qua sopra, in una democrazia rappresentativa come dovrebbe essere, vale non in base al numero delle visite ma perchè è il pensiero di un cittadino che ha il diritto di votare, che paga le tasse e soprattutto crede nella libertà di espressione con conseguente critica ed autocritica.
Questo, oltre ai commenti pertinenti come spunti di riflessione dei quali vi ringrazio, rende il blog uno spazio valido e di riflessione. Il resto è pubblicità, il voler cambiare il mondo portando avanti gli stessi ideali di mercificazione e cultura della visibilità perchè se non appari sei automaticamente nessuno. In tal senso mi fanno un po' ridere quelle proposte per cui devo sapere cosa vale in termini di soldi il blog, o annunci vari, perchè per me è già un degradarne il valore di impegno civile, caratteristica che credo dovrebbe almeno tentare di avere uno spazio come il mio.
Con questo voglio semplicemente dire che i commenti anonimi, come chi viene a farsi pubblicità fregandosene totalmente dell'argomento del post, verrà censurato senza remissioni.
Eccheccazzo, riusciremo mai ad uscire da questo stato infantile?

venerdì 1 gennaio 2010

ANNO NUOVO

E' così, finalmente, il vecchio anno è alle spalle. Sia ben chiaro che non ho grandi aspettative verso l'anno nuovo, ma sembra passato un secolo dal primo gennaio scorso. Almeno per quanto mi riguarda, il 2009 ha rimesso in discussione tante cose, favorendo profonde riflessione sul senso della vita e ciò che la rende degna di essere vissuta. Fondamentalmente, è stato un anno non bello, sia sotto il profilo personale e politico più in generale.
E così... si prova a voltare pagina, cercando sempre di non farsi prendere da facili entusiasmi, da aspettative troppo alte che inevitabilmente dovranno scontrarsi con una realtà fortemente avversa. Il 2010 sarà un anno duro: la crisi economica e l'aggravarsi di controversie nazionali e internazionali, potrebbero rendere quest'anno un anno di cambiamenti importanti.
Si continua da disadattato, perchè questo sono e mi sento, per cercare di migliorare , nei limiti umani, un mondo sempre più portato alla deriva umana e culturale.
Sono convinto però che, in questa situazione di caos e mistificazione della realtà generalizzata, il sistema sia veramente in crisi e noi possiamo e dobbiamo fare in modo di cambiare le regole del gioco. Non è facile, ma il nostro futuro dipende unicamente da una maggior presa di coscienza della realtà, e dalle relative azioni che ne seguiranno.
Vi lascio con queste bellissime parole di Gino Strada.




Buon anno di cuore a tutti gli amici blogger e lettori del blog, che hanno condiviso e stanno condividendo questa bellissima esperienza.
Grazie.