giovedì 31 dicembre 2009

BUON ANNO

Per quanto estrapolare una parte di testo da un libro sia sempre, almeno per me, sminuirne il significato totale, voglio pubblicare questo pezzo tratto dal Capitale che sto leggendo, perchè a mio avviso apre orizzonti di riflessione e critica sull'attuale sviluppo della società.
Un argomento leggero, per augurarvi un Buon anno, ma il mio cervello non riesce ad andare in vacanza: fortunatamente ho cercato di abituarlo a ragionare.

Nella manifattura l'arricchirsi di forza produttiva sociale da parte dell'operaio complessivo e perciò del capitale è la conseguenza dell'impoverirsi delle forze produttive dell'operaio. " L'ignoranza è la madre dell'industria come della superstizione. La riflessione e l'immaginazione possono incorrere in errori; ma l'abitudine di muovere la mano o il piede in una data maniera non dipende nè dall'una nè dall'altra di esse. Per questo le manifatture vanno più a gonfie vele laddove si adopera di meno il cervello, cosicchè si può considerare l'officina alla guisa d'una macchina che abbia uomini per parti." In effetti intorno alla metà del XVIII secolo in alcune manifatture s'impiegavano preferibilmente per certe operazioni semplici dei mezzi idioti, cosa che però costituiva un segreto di fabbrica.
" L'intelligenza nella maggior parte degli uomini", dice A. Smith, " è necessariamente formata dalle operazioni che essi compiono tutti i giorni. Un uomo che passi l'intera vita ad eseguire poche semplici operazioni.... non ha alcuna possibilità di esercitare la propria intelligenza... Di solito egli diviene tanto stupido e ignorante quanto è possibile ad essere umano. "Dopo aver descritto l'ottusità dell'operaio parziale, Smith continua: " L'uniformità della sua vita stazionaria intacca per forza di cose anche il coraggio del suo spirito... Intacca sinanco l'energia del suo corpo e lo rende incapace di spiegare con vigore e perseveranza la sua forza al di fuori di quella specifica occupazione alla quale è stato abituato. In tal maniera l'abilità dell'operaio nel suo particolare lavoro sembra acquisita a spese delle sue qualità intellettive, sociali e guerriere, ma in ogni società industriale e civile è necessità che i poveri che lavorano ossia la grande massa del popolo, si riducano in queste condizioni. Come rimedio contro il totale deterioramento della massa del popolo, conseguenza della divisione del lavoro, A. Smith suggerisce l'istruzione popolare a cura dello Stato, sia pure somministrata a prudenti dosi omeopatiche ( a dosi piccolissime).

Tratto da: Il Capitale Karl Marx.

A questo tipo di società, la cultura non serve e purtroppo lo vediamo tutti i giorni.

venerdì 25 dicembre 2009

BUON NATALE DA GAZA

Questo video, della durata di circa un'ora, è una testimonianza dell'attivista Vittorio Arrigoni sulla situazione di Gaza.
Vi chiedo una sola ora della vostra giornata, durante queste feste, per capire cosa accade in quelle terribili zone.Perchè seppur sciocco continuare a ripeterlo, non per tutti la giornata di oggi è stata di festa.

martedì 22 dicembre 2009

APPUNTAMENTO DA NON PERDERE

E' Natale, spunta la pace trionfa l'amor; ho visto un bellissimo cellulare ieri, ultima generazione: si possono fare foto, video, navigare in Internet, lava anche il pavimento e spolvera in casa; quasi quasi mi faccio un regalo. Però in quella vetrina in centro, c'era un bellissimo maglione e sono indeciso se comprare quest' ultimo o il cellulare. Magari compro entrambi, in fondo Natale viene una volta all'anno e poi siamo freschi di tredicesima ( quest'anno FINALMENTE più pesante: si stima ben 32 euro in più). Mi sono appena ricordato però, che devo fare un regalo anche ad un amico, cosa comprare? Accidenti... c'è anche quell'altro, mi sta un po' antipatico ma dovete sapere che lui è stato gentile a farmelo e anche se poi per un anno non ci parliamo, è giusto ricambiare. E' Natale, bisogna essere tutti più buoni. Che bello il Natale, ci si rende conto di quanti amici si hanno: devo passare interi pomeriggi a scegliere regali! Ma le vie sono bellissime, tutte illuminate a giorno, i vestiti e oggetti vari in mostra con negozi sempre aperti che sembrano dirti: " E' Natale, non puoi esimerti dal soddisfare il tuo bisogno di consumare, fai o fatti un bellissimo regalo."
Tutto si riduce ad un oggetto, il quale prende la forma di ciò che non sappiamo dire, dei gesti mancati, della fiducia che non sappiamo più dare e dei sentimenti che non siamo più capaci di coltivare nei vuoti in cui ci perdiamo. L'ipocrisia che si materializza, pensiero laido che riduce un sentimento a materia, di cui addirittura risentirsene se non ricevuta. Perchè ormai è un obbligo, dovere imprescindibile regalare il proprio affetto attraverso qualcosa di sensibile al tatto.
In fondo è Natale, spunta la pace trionfa l'amor....
E poi escono questi studi " Altruisti si nasce, non solo a Natale", a ricordarci ciò che dovrebbe essere scontato come bere un sorso d'acqua quando si ha sete.
Ma siccome con l'acqua privatizzata un giorno potrebbe non essere neppure scontato bere, vi auguro tanta guerra durante l'anno per essere poi più buoni a Natale. Se riuscirete ad essere abbastanza cattivi, intolleranti, avidi, razzisti durante l'anno, vi basterà poco per fare la figura dei buoni a Natale. Coraggio!!! Non vorrete mancare l'appuntamento con la bontà?

domenica 20 dicembre 2009

IL MENO PEGGIO

Se c'è una cosa che mi manda letteralmente in bestia, è questo continuo adagiarsi al meno peggio. Anzi...se ti trovi in una situazione migliore di altri, comunque di scarso valore, devi addirittura ritenerti fortunato. E allora capita che se fai un lavoro a tempo indeterminato, e non sei soddisfatto, è in ogni modo necessario rassegnarsi perchè c'è qualcuno che sta peggio di te, che ha un lavoro precario o addirittura è disoccupato. Per carità, non voglio assolutamente minimizzare il dramma di persone che si ritrovano impotenti o quasi nel vortice del libero arbitrio chiamato Mercato, ma è possibile che uno debba sentirsi fortunato per questo? E' possibile che ci si debba sentir fortunati, nel fare un lavoro dove si è sfruttati fino all'ultima goccia di sangue?
Ogni volta che si manifesta un disagio, un rigurgito di ribellione totale, di insofferenza allo stato di cose attuale ti senti consolare con frasi tipo: " pensa se fossi nato qui"; " pensa se non avessi nemmeno quello"; e pensa questo e pensa quello e pensa se non avessi neppure da mangiare. O altrimenti la classica frase dell'importante è la salute: e quando non c'è più?
Ebbene, credo che questo continuo adagiarsi sia controproducente, oltrettutto perchè la situazione inevitabilmente si deteriora, e per questo ritengo necessario fare qualcosa sempre nelle forme democratiche se si vuole migliorare. La rassegnazione, il confortarsi con il meno peggio, può essere utile nel breve per alleviare il malessere, ma nel lungo periodo diventa solo dannoso perchè non cambia niente, non modifica una situazione malata ormai a livello parossistico.
In un post di Gap "Cari amici blogger sono un po' incazzato con voi. ", mi era rimasta impressa la frase dell'immagine all'inizio dell'articolo: " Siamo così giovani che non possiamo aspettare". E' vero, indipendentemente dall'età anagrafica, e dalla volontà di questo sistema di esorcizzare la morte con il mito dell'eterna giovinezza, il tempo passa inesorabile, consumato nell'assurdità di una situazione che ci vede spettatori di un disegno già scritto, al quale possiamo solo assistere con l'ulteriore beffa di ritenerci in una democrazia fatta e compiuta. La mia radicalità, il mio andare contro mi impedisce di accettare tutto questo così supinamente. Non è possibile che milioni di persone, debbano gettare letteralmente via l'unica possibilità di vita perchè qualcuno vuole farci credere che questo sia l'unico sistema possibile. Non credo nella sacralità intrinseca alla vita, perchè purtroppo con questo sistema ci sono persone che nascono solo per gonfiare statistiche ( si veda i morti di fame o guerra), ma siccome è una sola, non ripetibile e nemmeno si conosce quanto lunga possa essere, io voglio di più. Venir considerato ingranaggio utile ad un sistema autodistruttivo per tutta l'umanità, proprio non mi basta. Voglio di più.
Solo così potrò ancora ritenere la vita sacra, in barba ad una Chiesa che parla di sacralità per poi , con il proprio appoggio politico, buttare milioni di fedeli in pasto alla voracità del mercato.

Ps: il Russo, nella sua forma allo stato solido ( scherzo Russo), in questo post qui mi ha informato di una cosa che non sapevo.
Lo ringrazio e mi unisco di cuore agli auguri.

sabato 19 dicembre 2009

ILLUMINISMO

Ieri stavo facendo delle ricerche sull'Illuminismo e qui ho trovato questo:

« L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell'illuminismo. Sennonché a questo illuminismo non occorre altro che la libertà, e la più inoffensiva di tutte le libertà, quella cioè di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. Ma io odo da tutte le parti gridare: — Non ragionate! — L'ufficiale dice: — Non ragionate, ma fate esercitazioni militari. — L'impiegato di finanza: — Non ragionate, ma pagate! — L'uomo di chiesa: — Non ragionate, ma credete. »

(Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?)

Se come diceva Marx, l'epoca pre-illuminista è da considerarsi Preistoria, noi siamo ancora fermi a quell'epoca.
E' un dato di fatto che, in questa società stupida e superficiale, il ragionamento critico e indipendente sia considerato inutile se non addirittura dannoso.
A quando l'evoluzione illuminista?

giovedì 17 dicembre 2009

ECCO PERCHE' NON HO CHIUSO

C'è che noi nella storia siamo dalla parte del riscatto, loro dall'altra. Da noi, niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo, pur uguale al loro, m'intendi? uguale al loro, va perduto, tutto servirà se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costruire un'umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi. L'altra è la parte dei gesti perduti, degli inutili furori, perduti e inutili anche se vincessero, perché non fanno storia, non servono a liberare ma a ripetere e perdurare quel furore e quell'odio, finché dopo altri venti o cento o mille anni si tornerebbe così, noi e loro, a combattere con lo stesso odio anonimo negli occhi e pur sempre, forse senza saperlo, noi per redimercene, loro per restare schiavi.Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l'operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione. Io credo che il nostro lavoro sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l'uomo contro l'uomo.

(da "Il sentiero dei nidi di ragno")

Avevo già pubblicato questo pezzo, ma credo sia sempre bello rileggerlo. Per me, è un po' come una guida, una specie di sermone con il quale ogni volta mi confronto per dare senso, per trovare nuova spinta e linfa alla mia ricerca di riscatto. E' difficile, certo, ma essere dalla parte della ragione e vedermi comandato da questa mediocrità proprio non riesco a sopportarlo.
Loro non vinceranno; non faranno Storia; la loro volontà di perpetuare come unico sistema lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla natura dovrà inevitabilmente schiantarsi contro i confini imposti dalla ragione.
Come è vero che finchè ci sarà anche un solo uomo in catene tutta l'umanità non sarà libera, è altrettanto vero che finchè ci sarà anche un solo uomo con il coraggio e la pazienza di remare contro, l'umanità potrà sperare in quel riscatto. E allora trasformiamo questa nostra condizione di miseria umana, in voglia di fare e pazienza.
La strada certamente impervia e lunga non sarà priva di speranze disattese, ma l'alternativa resta rassegnarsi a questa vita mediocre, alla tracotanza di un potere insopportabile, al furore dei gesti anonimi.

mercoledì 16 dicembre 2009

AMORE E ODIO



"Racconteranno che adesso è più facile
che la giustizia si rafforzerà
che la ragione è servire il più forte
e un calcio in culo all'umanità "

"Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà"

"Spero soltanto di stare tra gli uomini
che l'ignoranza non la spunterà
che smetteremo di essere complici
che cambieremo chi deciderà"

"Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa"

Non rievocherò parole, quelle si dicono e smentiscono, ma fatti. Alla fine l'amore vince sempre, è naturalmente intrinseco all'affermare di essere dalla parte dell'amore, di coloro che sono in grado di amare al contrario di tutti gli altri.

In Afghanistan abbiamo esportato amore, a Falluja e in tutto l'Iraq la coalizione della Nato ha esportato amore così come la privatizzazione dell'acqua, è amore verso l'umanità. Tutte le mattine aprendo la porta per recarmi al lavoro, sono sovrastato da una ventata di amore chiamato mercato, svendita di diritti, feroci privatizzazioni , mercificazione selvaggia e una sana "repressione tollerante" come Marcuse la definiva. Il 44 % della ricchezza nazionale in mano al 10 % delle famiglie italiane, è amore così come lo è la precarietà dilagante e la legge della giungla che ormai si erige sovrana. E' amore fare 20 anni di mutuo per un diritto fondamentale come la casa, quando qualcuno si può comperare in 10 minuti un paese. E' amore sfruttare il terzo mondo, per poi vedere i suoi figli annegare in un mare; è amore continuare a prosternarsi ai piedi di un potere che per autolegittimarsi afferma di lavorare per il bene di tutti, quando è palesemente contrario all'umanità. E' amore, un sistema che perso il lavoro toglie anche il diritto di vivere. E questa sarebbe la società dell'amore.....

Alla fine l'amore vince sempre, ma visto la situazione credo sia urgente chiedersi cosa voglia realmente dire amare.

domenica 13 dicembre 2009

Schiavi o Liberi

E' da tempo che ci penso: quella del blog è stata una bellissima esperienza, ho conosciuto , anche di persona, gente veramente in gamba. Ma ormai, questa pagina web è vuota, assente come chi giornalmente si impegnava a scriverci sopra. Ho rallentato parecchio, non ci credo quasi più: purtroppo il degrado culturale ( e con questo non mi chiamo assolutamente fuori), si manifesta anche in internet; attacchi, gente che sotto anonimato spara le cazzate più sordide, tutti democratici ma alla fine la ragione è mia. La lotta politica, l'essere di sinistra come io intendo i valori di riferimento, è una costante critica ed autocritica: l'eterno dubbio di chi non si sente mai arrivato, di chi cosciente della propria ignoranza giornalmente cerca di migliorarsi anche e soprattutto tramite quel succo della Democrazia chiamato confronto. Questo costante mettersi in discussione, è necessario per annullare il marcio che c'è in noi, perchè purtroppo non siamo asettici al contesto e non basta etichettarsi qualcosa per portarne avanti automaticamente i valori. E poi serve altro, qualcosa di più concreto. Il problema non è solo Berlusconi: ci hanno ridotto ad un coacervo di gente infantile sempre pronta a deresponsabilizzarsi, per poi nel caso poter dare la colpa ad altri. Siamo al cospetto di un prolasso civico giustificato ogni volta dal capro espiatorio di turno. E allora mi verrebbe da urlare che all'italiano medio tutto ciò piace, che questo è il massimo a cui può ambire perchè è intrinseca al suo modo di essere questa situazione di corruttela generalizzata. Chi è al governo, rispecchia la società da cui ha ricevuto il mandato per governare. Poche balle: la colpa è degli italiani che hanno smesso, o mai neppur iniziato, di ragionare. Se la gente capisse qualcosa, questa situazione ce la saremmo tolta da tempo. Posso dire ad un bambino poverino, ma con adulti di 30 o 40 anni che non capiscono niente non riesco più a provare pietà. Con questo, non voglio dire che smetterò di remare contro, ma per poter continuare a credere serve altro. Il sistema si vince, epurandosi totalmente del marcio che lo perpetua. La lotta del bene contro il male, purtroppo esiste solo nei film o nei cartoni animati. La realtà, invece, è fatta di uomini e donne costretti quotidianamente a migliorarsi.

giovedì 3 dicembre 2009

SGOMENTO

Solo per dire, che sabato non sarò alla manifestazione a Roma: in tutta la provincia mantovana, si sono raccolte cinque adesioni. Ogni commento è superfluo: non si riesce più nemmeno ad organizzare un pullman.
Vabbè: mi scuso, per aver parlato troppo presto, ed essere stato troppo ottimista.

domenica 29 novembre 2009

BARLUMI

E ritrovo un po' di voglia di scrivere, di uscire dal quel malessere che paralizza le idee e sembra essere ineluttabile come il corso della vita. Incredibile... pur avendo tante cose di cui parlare, da argomentare e criticare, una mente assorta nel suo percorso preferisce per un periodo di tempo estraniarsi dal contesto totalizzante che la circonda. Ci sono montagne nella vita, che non hanno nessun passo, nessuna galleria che permetta un'alternativa dal valicare quella cima, facendo diventare impresa prometeica ogni tentativo di superamento e quindi di uscita dal greve stato di cose. Periodi, più o meno lunghi, in cui sembra veramente tutto andare male, coartati da una qualche congiura negativa che pare non lasciare scampo.E allora, schiacciato da uno stato che definirei abulico, ti chiedi il senso del continuare a scrivere di cose che per il tuo modo di essere appaiono scontate, a cosa serve cercare di spronare menti giubilanti che si crogiolano nell'immondizia culturale odierna.
Non che non persista una continua e strisciante indignazione, ma si spegne la voglia di parlarne, di criticare ciò che lo stesso soggettivo ragionamento non dovrebbe avere difficoltà a confutare, quasi con il timore che scriverne voglia dire cadere nella banalità. Evidentemente però, visto lo stato attuale di cose, non è poi così tanto banale parlarne.
Vabbè, diciamo pure che non è nemmeno un gran bel periodo per me: in questi mesi sono accadute , e stanno accadendo, situazioni negative che influiscono sul mio stato d'animo.
E' un momento non molto bello, in cui tante cose in me vengono messe in discussione.
Però, siccome a Marco, Schiavi o Liberi, non piace sentirsi in balìa degli eventi, molto probabilmente il 5 dicembre sarò a Roma a manifestare, per essere ancora una volta dalla parte "sbagliata" della Storia. Fan culo anche alla sfortuna.

lunedì 23 novembre 2009

SCIENZE POLITICHE

Ricevo e pubblico questa mail, come forma di solidarietà nei confronti di questa lotta.

GIOVEDI 26 NOVEMBRE invia una mail a Striscia la notizia ( gabibbo@mediaset.it ) chiedendo di intervenire per l'abolizione dell'assurdo dm 231/97.

Ecco un esempio di mail che puoi inviare:

Ciao Striscia! Sono di recente venuto al corrente di un assurdo decreto (il dm 231/97) che toglie ai laureati in Scienze Politiche dopo il 2001 la possibilità di insegnare.
Una discriminazione che oltretutto fa un'inspiegabile distinzione tra chi si è laureato prima di tale anno e chi invece l'ha fatto successivamente, nonostante i programmi di studio siano identici.Ancora più incredibile il fatto che le guide di facoltà dicono, quindi MENTENDO!, che tra gli sbocchi per i laureati in Scienze Politiche, c'è quello dell'insegnamento!!
Ci sono alcune Province del nostro Paese in cui l'insegnamento è in tilt per la MANCANZA DI INSEGNANTI! Ci sono migliaia di insegnanti, preparati, laureati e volenterosi, che NON POSSONO SVOLGERE LA LORO PROFESSIONE a causa di inspiegabili leggiucole e decretini...

Sò bene del grande caos in cui si trova il mondo dell'insegnamento, in Italia. Credo quindi che abolire il decreto e dare a tutti gli studenti le stesse possibilità aiuterebbe a fare più chiarezza e a dare qualche posto di lavoro in più a chi ha studiato per averlo. Ho sentito anche che proprio la situazione dei laureati in Scienze Politiche è stata di recente discussa in Parlamento, ma con scarsi risultati.Da tempo l'Associazione Presidi di Scienze Politiche, il Comitato per i diritti dei Laureati in Scienze Politiche e alcuni Parlamentari stanno lottando per questa causa.Ritengo quindi che l'intervento di Striscia la notizia potrebbe aiutare a risolvere il problema. Vi ringrazio per l'attenzione e buon lavoro!

Per saperne di più visita la pagina facebook del Comitato:
http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?v=info&ref=nf&id=1589686297

Il blog del Comitato: http://comitatoscienzepolitiche.spaces.live.com/

Firma la petizione: http://www.petitiononline.com/re150607/petition.html

mercoledì 18 novembre 2009

BIANCO NATALE

Volevo assentarmi un attimo, ma la condizione di questo Paese purtroppo non lo permette. Che pena, e questa notizia è solo l'ultima di una lunga serie.

Un bianco Natale senza immigrati
Per le feste il comune caccia i clandestini

Obiettivo: "Far piazza pulita" dice il sindaco. E l'assessore alla Sicurezza afferma"Natale non è la festa dell'accoglienza ma della tradizione cristiana"di SANDRO DE RICCARDIS

BRESCIA - A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L'amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l'operazione "White Christmas", come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari. Un nome scelto proprio perché l'operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l'ideatore dell'operazione, l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. "Se non dimostrano di averlo fatto - dice il sindaco Franco Claretti - la loro residenza viene revocata d'ufficio". L'idea dell'operazione intitolata al Natale nasce dopo l'approvazione del decreto sicurezza che dà poteri più incisivi al sindaco, che poi chiede ai suoi funzionari di verificare i dati dell'Anagrafe sugli stranieri. Nel paese, in dieci anni, gli extracomunitari sono passati dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008, diventando più di un quinto della popolazione. Con marocchini, albanesi e cittadini della ex Jugoslavia tra i più presenti. "Da noi non c'è criminalità - tiene a precisare Claretti - vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia". A Coccaglio fino a giugno e per 36 anni ha governato la sinistra. "È solo propaganda - dice l'ex sindaco Luigi Lotta, centrosinistra - Io ho lasciato un paese unito, senza problemi d'integrazione. L'unico caso di cronaca degli ultimi anni, un accoltellamento tra kosovari, nemmeno residenti da noi, c'è stato sotto la nuova amministrazione".
L'idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale, ha provocato le proteste di un pezzo di città. "Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov'era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa", replica Abiendi, che si definisce "tra i fondatori della Lega Nord, nel 1992". Poi enumera i risultati dell'operazione "Bianco Natale": "Dal 25 ottobre abbiamo fatto 150 ispezioni. Gli irregolari sono circa il 50% dei controllati". E ora al modello Coccaglio guardano anche i sindaci leghisti dei comuni vicini, due (Castelcovati e Castrezzato) l'hanno già copiato. Lo scorso 24 ottobre, alla prima convention di sindaci leghisti, a Milano, la "White Chistmas" ha avuto l'appoggio convinto dello stato maggiore del partito. "Il ministro Maroni è un uomo pratico - dice ora Claretti - ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici". Sul riferimento al Natale, il sindaco accetta le critiche. "Forse è stato infelice. Ma l'operazione scadrà proprio quel giorno lì".

Fonte: Un bianco Natale, senza immigrati

martedì 17 novembre 2009

ACQUA BENE PUBBLICO

Acqua ai privati Governo pone la fiducia
Blindato il dl Ronchi, domani il voto alla Camera


ROMA - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul 'decreto Ronchi', già approvato dal Senato e il cui 'cuore' è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.

Fonte: Acqua a privati, Governo pone fiducia.

Maledetti, mettere sul mercato un bene vitale come l'acqua è un crimine contro l'umanità.
E voi, italiani mediocri, che con il vostro voto avete assecondato questo processo, spero che perdiate il lavoro e non abbiate più i soldi per comprarla. Basta! essere troppo buoni, con chi è la causa di questo imbarbarimento, non è giusto. Posso perdonare un bimbo se non arriva a capire ciò che è basilare, ma gente adulta non ha nessuna scusante. E allora Schiavi o liberi vi maledice, augurandovi di morire di sete proprio come siete già morti nella vostra ignoranza, cattiveria e invidia.
Non si può accettare, che l'imprenditore di turno abbia facoltà di arricchirsi vendendo un bene di vitale importanza come l'acqua.
Fate conto, che quanto scritto sopra da me Marco, sarà urlato dappertutto: IO NON CI STO!

domenica 15 novembre 2009

COMUNICAZIONE

Mi scuso con tutti i lettori, ma per qualche tempo non riuscirò ad aggiornare il blog. Passerò solamente a leggervi. Il lavoro mi porta via tempo, ma soprattutto mi sono lanciato in una ricerca storica che parte dal '500 ad oggi per capire maggiormente i processi storici ed economici, che ci hanno portato allo stato attuale di cose: dalle varie colonizzazioni, fino alle ragioni del terrorismo internazionale contro il quale le nostre autorità si lanciano in difesa della "democrazia" e "libertà", passando per le due guerre mondiali e i regimi totalitari del ventesimo secolo. Se nasco ancora, sicuro faccio lo storico indipendente: è una materia che mi appassiona troppo e passerei ore a leggere libri.
Sempre per il fatto che chi non conosce da dove viene, non può nemmeno sapere dove andare.
E perchè penso che purtroppo, visto l'arretramento culturale, la frase di Gramsci a lato sia ancora profetica rispetto a ciò che accadrà nel prossimo futuro.

»Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.«

Per uscire da questa situazione, credo serviranno tanta cultura, organizzazione, voglia di fare e coraggio di mettersi in gioco. Perchè la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso.
E visto la profonda idiosincrasia che provo nei confronti di questo sistema, io la Storia voglio provare a cambiarla.


venerdì 13 novembre 2009

UNA NAZIONE IN ROVINA

Lo sport non mi interessa molto, ma domani c'è la partita dell'Italia contro i leggendari All Blacks. Sono un amante delle diverse culture, e il vedere la loro HAka mi lascia sempre meravigliato.



Analizzando la situazione italiana, percepisco che oramai per cambiare le cose servono quelle facce, quell'incazzatura che ti porta a non accettare più tutto questo marciume. Va detto però che le responsabilità, oltre ad essere della classe dirigente, sono anche del popolo italiano che ha deciso di rimanere nell'ignoranza, con uno stato intellettuale da ominide della Preistoria.
Senza remissioni, senza pietà per chi accecato da ignoranza, individualismo ed egoismo, sta mandando a puttane questo Paese.
Privatizzata ogni cosa, distrutta ogni norma basilare della Giustizia, ed accentuata la guerra fra poveri per colpa di questa crisi, ci resta solo da fracassarci la testa per aver gettato letteralmente nel cesso una Nazione.
Io domani in campo, oltre a tutto l'arco parlamentare e a chi ne è rimasto fuori ( il primo che mi ascrive come qualunquista lo mando dritto a quel paese), ci manderei tutte quelle persone che con il loro Q.I. sopraffino, si rendono complici di tutto questo. Tanto i pronostici ci danno come sfavoriti, se proprio devo perdere......

domenica 8 novembre 2009

I MURI DELL'UMANITA'

Ieri l'Unità riportava questa frase nel trafiletto rosso:

La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri, per impedir loro di lasciarci.
John F. Kennedy, Berlino 26 giugno 1963

E' vero, un muro non è mai stato fatto, ma programmare e finanziare golpe, distruggere sul nascere nel mondo ogni alternativa a questo sistema, attuare politiche economiche per strozzare i paesi più poveri e controllare a livello politico i vari Stati, è stato fatto.
Il muro era sbagliato, ed è giusto criticarlo, ma credo occorra una coerenza intellettuale che porti a criticare anche quei muri che la società, pur non vedendoli materialmente, ha costruito.
Ci sono state barriere, che seppur invisibili, gridavano e gridano la stessa vendetta.

Chi c'è batta un colpo.

La situazione è drammatica: vita lavorativa caratterizzata da sempre maggior sfruttamento, precarietà del lavoro, scarsa rilevanza a livello politico con conseguente carenza di visibilità data dai media, paura dilagante e sempre più mancanza di fiducia nel futuro.
Cosa facciamo per contrastare questo? Perchè limitarsi alla sola critica, può essere salutare a livello di sfogo, ma non cambia le cose.
Ieri a Mantova, ho partercipato ad un incontro che aveva come ordine del giorno principale l'unità dei sindacati di base che fanno capo alle sigle: CUB, SdL, RdB e a cui partecipa anche la Snater.
L'obiettivo è unirsi, per incidere maggiormente formando in questo modo un sindacato di classe che possa farsi carico dei problemi dei giorni nostri. Oltre a tutto ciò, perchè diciamo che l'unione del sindacato dovrebbe essere considerato un obiettivo minimo, si vuole cercare di essere una spinta che possa spronare la CGIL ad uscire da una visione concertativa, dimostratasi in questi anni utile solo alle logiche del mercato. Sia ben chiaro: non penso si possa sostituire la CGIL, ma credo che un numero maggiore di iscritti a questo sindacato, possa essere una spinta da sinistra e un incentivo anche per il più grande sindacato italiano, ad agire con maggior protervia nel difendere e rivendiacare diritti.
Io ci provo, seguirò l'evolversi della situazione, ma penso che farò la tessera.

sabato 7 novembre 2009

SINTOMI INFLUENZALI

Ebbene, l'altra mattina mi sono svegliato con leggeri sintomi influenzali: raffreddore, mal di gola e tosse. Durante la giornata, la situazione si è fatta più "preoccupante" e ho iniziato a sentire una leggera debolezza. Ieri è stata un po' più pesante: ho avuto ben 37,1° di febbre. Fortunatamente il mio fisico reagisce bene: tutte le volte pur prendendo il virus, riesco ad uscirne in un paio di giorni senza stare poi così tanto male. Al solito come farmaci mi sono limitato a delle bustine contro i sintomi influenzali. Non ho contagiato nemmeno i miei famigliari, che fortunatamente stanno tutti bene. Oggi va meglio, sembro sulla retta via della guarigione. L'unica cosa per adesso che ho visto di suino, è il mio solito appettito e questo è un buon segno. Vedremo il proseguimento, restiamo fiduciosi.

venerdì 6 novembre 2009

SE UN GIORNO

Io non ho figli, ma a volte penso a come mi comporterei, vedendo la situazione attuale, nel caso. Con un istinto di estrema protezione, vorrei evitargli ciò che giornalmente vedo: una società che tutto divora, distruggendo sempre più le diverse individualità. E allora penso che molto probabilmente non avrà più il crocifisso nell'aula di scuola, ma a difendere quel simbolo saranno stati anche quei personaggi che finanziano armi e invasioni, chiamandole come forma di autoassoluzione "missioni di pace". Gli parleranno di valori da preservare e di radici da mantenere, per poi tramite le solite politiche economiche distruggere ogni forma di territorio, e di una qualsiasi parvenza di comunità. I valori... quegli stessi valori ormai annacquati da anni di opportunismo, qualunquismo e cinismo causato dal sistema il quale fomenta una rincorsa ad interessi individuali, a cui neppure noi siamo più in grado di attribuire una spiegazione concreta. E gli parleranno di obiettivi, perchè l'essere umano è creazione di senso: ma quale senso? Gli obiettivi dati dalla volontà, idolatria verso una furbizia vista come pregio, come risorsa da sfruttare per fregare il prossimo, per accarezzare un' ipotetica speranza di riscatto sociale che solo ai pochi, in realtà, è concessa. E gli parleranno di meritocrazia, mentre avranno distrutto la scuola pubblica: base principale di partenza per avere una qualunque ambizione di parità sociale. Entrerà in quella macchina produttrice di ricchezza, contribuirà a far aumentare il PIl, vivrà anche lui per vedere ogni anno un numero aumentare o diminuire. E' la legge dei numeri, statistiche dietro le quali si celano vite, bisogni e frustrazioni. Tutto è calcolabile, ogni cosa è riconducibile ai freddi numeri, i quali non fanno altro che inaridire la nostra percezione della realtà. E via a statistiche delle violenze: gli omicidi sono in calo, gli stupri sono in calo, i dati dimostrano che...I morti sul lavoro quest'anno sono ... e ci si complimenta nel caso le risposte che scaturiscono sono meno negative del solito. Ma non è forse il modo in cui è strutturata la società a creare violenza? Non è forse il sistema a fomentare odio e competizione? Questa struttura autoritaria che impone gerarchie, dove ogni persona investita di una qualsiasi forma di responsabilità si sente il signore in terra, non è violenza? E proprio come il suo ipotetico padre, si ritroverà a dover ascoltare una propaganda da sogni, mentre in realtà sarà il deserto ad avanzare.

giovedì 5 novembre 2009

O GORIZIA

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

Potete trovare il resto della brevissima spiegazione qui.

Questa canzone, per me bellissima, credo esprima amaramente tra le sue parole tutta la crudeltà causata dalla guerra.
Conoscere per evitare che ci debbano essere altri 24 maggio o 4 novembre. Conoscere, per debellare questa piaga dal mondo.





La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì
Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
[variante: che cadeva a rovesci]
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu
O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir
Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor
Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta
[altra versione: 'Schernitori di carne venduta']
E rovina della gioventù
[altra versione: 'Questa guerra ci insegna così']
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

mercoledì 4 novembre 2009

ERETICO

Pubblico questo articolo tratto dal manifesto, al quale mi inchino.

Suona scandalo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che, accogliendo la denuncia di una cittadina italiana, dichiara che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. Scandalizza enormemente i cattolici apostolici romani. Ma non i cristiani. Perché ci sono anche i cristiani non apostolici romani che non fanno del predominio del simbolo della croce il loro valore essenziale. Naturalmente è tutt'altro che offensiva per chi è ateo e non ha religione come me, e tantomeno la sento offensiva per chi professa un'altra religione.L'elemento straordinario della sentenza, destinata a destare non solo scandalo ma dibattito e scontro, sta nel fatto che precipita sullo schermo piatto della realtà italiana che vive - vivrà? - nei millenni all'ombra del potere della Chiesa romana. Da questo punto di vista è la critica profonda al simbolo per eccellenza, la croce. Proposto finora come una simbologia imposta, affisso ovunque in scuole, ospedali, uffici come il connotato forte della nostra cultura. Una onnivora cultura di stato. E i cattolici difficilmente molleranno l'idea di essere i gestori della religione di stato. Non a caso però la Corte europea ha aggiunto che proprio la presenza dei crocefissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente segno religioso e dunque potrebbe condizionarli: se incoraggia i bambini già cattolici, può invece essere di condizionamento e disturbo per quelli di altre religioni e per gli atei. Esplode l'ira del Vaticano, il governo di centrodestra accusa, balbettano dall'opposizione democratica: «È una questione di cultura, di tradizione». Allora apriamo anche il libro nero di queste cultura e tradizione. Il cattolicesimo della Chiesa romana nasconde dietro il crocifisso interpretato come riscatto, una cultura e una storia di violenze, sopraffazioni, guerre. In nome della croce sono stati commessi grandi misfatti, Crociate, Inquisizioni, la rapina e i massacri del Nuovo mondo, la benedizione degli imperi e degli uomini della provvidenza. Pensate che il cattolicesimo ha proibito fino all'Ottocento di tradurre in volgare la Bibbia e il Vangelo. In nome di quel «segno» si sono commessi i crimini più efferati. E si commettono, con le proibizioni contro il diritto degli uomini a gestire la conoscenza e la libertà individuale e sessuale. Se è la «nostra cultura», come dichiarano l'intrepida ministra Gelmini e il «pontefice» Buttiglione che accusa la sentenza di Strasburgo di essere «aberrante», perché non raccontare il lato oscuro della croce come simbologia di potere? Invece è come se continuassero a dire: lo spazio del visibile, dell'iconografia quotidiana della realtà è mio, lo gestisco io e ci metto le insegne che voglio io. È questo che è sbagliato. La Conferenza episcopale strilla che si tratta di sentenza «ideologica». Racconti della violenza nella cultura storica della Chiesa romana apostolica, dei roghi contro la ragione eretica che da sola ha fatto progredire l'umanità. Se è l'origine salvifica per tutti che si vuole difendere, allora va accettato e relativizzato al presente, perché in origine esso era solo un segno di riconoscibilità dei luoghi clandestini di preghiera e culto. Non un simbolo imposto, che rischia di richiamare un rituale comunque di morte, contro gli altri, le altre culture, storie, religioni.Che la realtà che ci circonda, in primo luogo quella formativa della scuola, torni ad essere spazio creativo oltre le religioni, libero per tutti dagli obblighi oppressivi dei valori altrui.
Dario Fo Fonte: www.ilmanifesto.it

martedì 3 novembre 2009

IL TRATTATO DI LISBONA

Per chi ancora vuole conoscere, per chi non è ottenebrato dal nulla politico, culturale e umano. Per chi reso burattino, vuole svegliarsi dalla passività nella quale è caduto in mano ad un capitale criminale; per chi sente il dovere di emergere dallo stato animale per diventare un qualcosa di più. Per fermare questo stolido mercato che consuma le nostre stesse vite, nella disperata ricerca di un'identità, di un qualcosa che certifichi il nostro essere, la nostra esistenza, trovando quotidianamente la forza di resistere all'infuori del deserto culturale che si profila all'orizzonte.

« Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto »
Immanuel Kant

Per continuare a sbattere la testa contro l'apatia delle masse anonime.

lunedì 2 novembre 2009

METODI DEMOCRATICI

Continua la diffusione della legalità a forza di manganello.



Venerdì è stato sgomberato il centro sociale Experia. Il problema della Sicilia e di Catania, è un centro sociale a quanto pare. Va bene, abusivo da 17 anni, ma credo che esistano metodi di sgombero leggermente più democratici. Non si poteva assegnare semplicemente un'altra zona?
E perchè se manganelliamo questi, con la colpa di essere abusivi, tassiamo solo al 5% i capitali che rientrano dall'estero (probabilmente) frutto di evasione? Chiedo lo stesso trattamento semmai, visto la medesima mancanza di rispetto per la legge.

domenica 1 novembre 2009

CHIEDIAMO GIUSTIZIA

Sarò idealista, ma credo ancora che un'opinione pubblica capace di indiniarsi per certe situazioni, possa spingere i propri rappresentanti a fare scelte diverse. Per questo scrivo questo post, con la volontà, o speranza, che la maggior parte dei blogger ne parlino. In modo da ottenere verità e giustizia, sulle troppe morti causate da chi dovrebbe proteggerci.



Trovate le foto cliccando QUI



E per tutti quelli che sono periti, per mano di chi avrebbe dovuto rieducare.

sabato 31 ottobre 2009

CHE BEI MOMENTI

Caro fascista italiano, che bei momenti quelli: si poteva ancora sognare, rivendicando una qualche aspirazione imperialista. Erano gli anni del ventennio, dell'ordine dato dal manganello, olio di ricino e repressione ai vari tipi di opposizione. Poi non importa se l'ordine precostituito fosse giusto o sbagliato, se rinchiuse in carcere intellettuali del calibro di Antonio Gramsci o fece uccidere personaggi come Matteotti o i fratelli Rosselli: era un ordine. E in questa Italia di minorati, che per vivere hanno bisogno di essere assoggettati ad una qualsiasi forma di autorità, gli intellettuali non servono. Gli eterni bambini hanno bisogno di un qualcuno che li guidi, non di una figura che crescendo li aiuti a ragionare con la propria testa. L'importante è delegare ad una autorità, che in un qualsiasi modo va rispettata, proprio come un infante delega la propria vita al genitore perchè incapace di camminare con le proprie gambe. E nel caso ci siano delle diatribe, sempre dalla parte del più forte: l'autorità va rispettata e, se reso necessario, bisogna inveire sul più debole per far si che la legge della virilità abbia successo. La sordida società dei mediocri, dei leccaculo e di coloro che pur di raggiungere una qualsiasi forma di interesse personale, venderebbero anche l'anima al diavolo. E poi Dio, il vostro Dio, quello che vi ha spinto a guerre coloniali, usando gas tossici. Dov'era Dio nelle leggi razziali, in campi di concentramento nei quali venivano smistati detenuti presenti anche in Italia, nella sistematica persecuzione a tutte le voci contrarie? Quel Dio che in Italia vede la sede dell'altra autorità che dovrebbe profferire la sua parola, non è stato tradito? In tal senso, provo una sorta di disprezzo nei confronti di chi, dichiaratosi di destra, si erige in difesa di una religione. Qual è quella religione che predica la dittatura del capitale, la competitività, l'interesse privato e il sostanziale sfruttamento di uomini e ambiente? Qual è quella religione che nei suoi sermoni predica l'inferiorità di una razza su un'altra? Ma forse la soluzione sta nella salvezza eterna: in questa vita, tutto è permesso, tanto poi basta andare al suo cospetto con gli occhi da cerbiatto per venir perdonati. Ma questa è l'Italia della gente per bene, quella che storicamente non ha fatto mai niente di male, che emigrava solo per lavorare, fortemente cattolica e con a cuore la famiglia. Quella famiglia che, in un sistema economico supportato anche dalla chiesa, oggi sembra impossibile fare visto l'altissimo tasso di precarietà nel quale siamo costretti a vivere. Ma forse la soluzione sta proprio qui: predicare tante speranze, far perdere la gente nelle illusioni, in modo che ad un certo punto non si rendano più nemmeno conto di cosa sia la realtà. Ci hanno fottutto, con la parola libertà. E il bello di tutto ciò, se non fosse che sono costretto a viverci anche io, è che invece di perseguire la vera libertà data dall'interesse comune, si rimpiangono forme autoritarie che aggraverebbero solo la situazione. Quanto è lunga la strada verso la civiltà?

giovedì 29 ottobre 2009

UN SOSPIRO

L'estate è finita, l'inverno è alle porte, la vita e la morte non cambiano mai.
Per una vita migliaia di ore, per il dolore è abbastanza un minuto.
Ma verrà il tempo, e in quel cielo vedremo.....

mercoledì 28 ottobre 2009

UNITA' DELLA SINISTRA

Ieri sera ho partecipato ad un incontro con Valentino Parlato: il tema della serata era l'unità delle sinistre che si definiscono anticapitaliste. E già detto così, sembra una missione impossibile visto che al momento esistono sette partiti comunisti ognuno con la propria verità in tasca. Ma qui a Mantova, si è deciso di intraprendere questa strada, anche in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Dirò la verità: sono venuto via prima della fine del dibattito, stanco di sentire sempre le stesse cose, ma soprattutto contrariato dalla mancanza di cultura di una base, che purtroppo non sembra essere all'altezza delle sfide che si prospettano all'orizzonte. Non mi piace parlare così, perchè ciò mi pone con un'aria di superiorità che non amo, ma dalla serata secondo il mio punto di vista è uscita una grossa difficoltà di analisi. I temi cardini sono stati sempre gli stessi: crisi della politica, lavoro, globalizzazione e il problema dell'immigrazione. La crisi della politica, credo ormai sia sotto gli occhi di tutti: la politica degli slogan e dai contenuti vuoti, senza dare reali alternative ad un sistema che accusa gravi deficenze derivanti dalle sue contraddizioni a livello economico e sociale.
Con il lavoro, credo sia necessario reclamare un modo di produrre umano, che rispetti uomo e ambiente e non il lavoro a qualunque costo. Così vincono loro: tolgono diritti, sfruttando l'instabilità economica del lavoratore. Naturalmente Valentino Parlato essendo un intellettuale di rilievo, conosce tutto questo, ma è la base a lasciar perplessi.
Poi globalizzazione e immigrazione che sono le due facce della stessa medaglia. Questa organizzazione globale, che sposta capitali ingenti, che causa povertà diffusa con una concentrazione di ricchezza in mani sempre minori, è una delle cause del degrado a cui assistiamo. E in questo, l'immigrazione usata come capitale umano di riserva, gioca un ruolo fondamentale nell'abolizione dei diritti e nella frantumazione di un tessuto sociale che possa contrapporsi a questo. Sono fermamente convinto che un partito di sinistra, definito comunista, abbia il dovere di lottare per una giustizia globale che cancelli per sempre l'esigenza di una emigrazione forzata. Non posso sopportare l'idea, che un uomo debba scappare dalla sua terra, dalle sue radici, per venir ad essere sfruttato qui in un campo di meloni o pomodori a 700 euro al mese. E gli stessi che li sfruttano, sono poi quelli che fomentano odio razziale e discriminazione. L'immigrazione è un valore, quando deriva da una scelta voluta e non obbligata da fame e bombe. Tutto il resto, è utile solo ad un capitale che può vantare in questo modo manodopera disposta a tutto, arricchendo le sue tasche già gonfie. Credo che la realtà cui siamo sottoposti, richieda una continua e costante capacità di analisi e purtroppo deficitiamo in questo. Ho avuto la sensazione, che siano riusciti a spostare un po' tutti a destra. Ma forse è solo una mia opinione, causata dalla frustrazione nel vedere questo stato di cose, per altro condivisa anche da altri.
Tutto questo per dire, che cari miei il cammino verso la civiltà è ancora lungo.
Si riuscirà a trovare un accordo? Vedremo, ma è l'unico modo per riuscire ad incidere.

martedì 27 ottobre 2009

RIFLESSIONI SPARSE

Il sole è alto, in questa tiepida giornata di fine ottobre fin troppo calda visto la stagione. Le piante, hanno già sui loro rami foglie gialle, delle quali presto si libereranno annunciando l'arrivo dell'inverno. Le giornate si accorceranno ancora, il freddo aumenterà, e la bolletta del metano inevitabilmente lieviterà. La gente, che seppur non in maniera massiccia popolava le strade nelle calde serate estive, si chiuderà definitivamente nelle proprie case aspettando l'arrivo della primavera. E le strade, ritorneranno ad essere quei luoghi deserti, che ormai caratterizzano gran parte dell'anno, in paesi con sempre meno spazi per sviluppare forme di socializzazione e vita democratica. Credo che uno dei modi con cui hanno ucciso la Democrazia sia questo: abolendo o quasi, il rapporto con il vicinato. E allora ci si rifugia in quella messaggistica istantanea virtuale, che ormai ha sostituito il rapporto visivo con l'interlocutore. Trovi persone abitare nella stessa via, passare ore a messaggiare con i nuovi canali virtuali, quando sarebbe sufficiente fare cento metri e trovarsi di persona. E intanto le strade restano deserte, testimoni di una vita fatta di persone isolate, che in un qualche modo cercano di restare a galla nella miriade di guai del progresso. Ognuno davanti alla propria televisione, Pc o altro, oppure quando esce chiuso nell'abitacolo della propria vettura, sancisce il definitivo isolamento dal prossimo. Ormai sembra un processo irreversibile: la comodità, il bisogno di efficienza e il meno tempo impongono sempre più una vita di isolamento, che diventa circolo vizioso chiudendosi in un guscio che porta ad avere paura di un mondo che via via si conosce sempre meno. E nel frattempo la Democrazia soffre: si perde fiducia nel prossimo, e ci si chiude in un egocentrismo che ci rende ciechi ai problemi altrui. Resta nel lavoro, l'illusione di trovare una ipotetica felicità o realizzazione, su un qualcosa che ha sempre in serbo delusioni perchè ormai anch'esso governato da dinamiche contrarie al bene comune. Loro hanno vinto, perchè attraverso l'illusione di un benessere materiale, sono riusciti a sostituire qualsiasi forma di rapporto umano in grado di cambiare la Storia.
Come dice Chaplin: "abbiamo i mezzi per spaziare, eppure ci siamo chiusi in noi stessi."

lunedì 26 ottobre 2009

MY WAY

"A modo mio"
"Farò il leader del Pd, ma lo farò a modo mio. Non il partito di un uomo solo ma un collettivo di protagonisti", ha affermato il neosegretario del Pd, Pier Luigi Bersani, annunciando che "per prima cosa domani incontrerò un gruppo di artigiani a Prato perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori".

Bersani segretario

Auguri segretario, le dedico questa canzone ma soprattutto si ricordi cosa vuol dire Sinistra.



My Way
Titolo Tradotto: Mia Maniera

E ora la fine è vicina
E quindi affronto l'ultimo sipario
Amico mio, lo dirò chiaramente
Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo

Ho vissuto una vita piena
Ho viaggiato su tutte le strade
Ma più. Molto più di questo
L'ho fatto alla mia maniera

Rimpianti, ne ho avuti qualcuno
Ma ancora, troppo pochi per citarli
Ho fatto quello che dovevo fare
Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla

Ho programmato ogni percorso
Ogni passo attento lungo la strada
Ma più, molto più di questo
L'ho fatto alla mia maniera

Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo
Ho ingoiato più di quello che potessi masticare (= ho fatto il passo più lungo della gamba)
Ma attraverso tutto questo, quando c'era un dubbio
Ho mangiato e poi sputato
Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi
L'ho fatto alla mia maniera

Ho amato, ho riso e pianto
Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte
E allora, mentre le lacrime si fermano,
Trovo tutto molto divertente

A pensare che ho fatto tutto questo;
E se posso dirlo - non sotto tono
"No, oh non io
L'ho fatto alla mia maniera"

Cos'è un uomo, che cos'ha?
Se non se stesso , allora non ha niente
Per dire le cose che davvero sente
E non le parole di uno che si inginocchia
La storia mostra che le ho prese
E l'ho fatto alla mia maniera

domenica 25 ottobre 2009

COSA CI RESTA DA FARE

Io sarò il solito idealista, forse al di fuori dalla realtà, ma credo che non si possa stare qui ai margini mentre una società cade nell'oblio.

Uomini e donne fanno la Storia, e questi hanno il diritto e il dovere di cambiarla quando è causa di ingiustizie. Purtroppo vedo anche noi abituati o rassegnati al meno peggio, senza più la volontà di credere in un qualcosa di veramente nuovo. Credo che per cambiare lo stato di cose, serva credere nell'utopia, in quelle idee che solo possono cambiare la Storia.

Questo bellissimo video,oltre al mio morale a pezzi, lo dedico a tutti i miei lettori che credono in quei valori, senza aggiungere altro. Alcune immagini sono state girate proprio dagli stessi partigiani.

sabato 24 ottobre 2009

NEWS DA MANTOVA



Riduciamo le tasse a imprese, lavoratori, cani, gatti, pecore.



Riduciamo le tasse, e il debito pubblico lo conteniamo privatizzando la sanità, l'acqua, i servizi pubblici e anche la scuola. Tanto siamo tutti d'accordo sull'insostenibilità della spesa pubblica ormai arrivata a livelli che ledono la dignità di un buon lavoratore del Nord produttivo.E aumentiamo l'età pensionabile come dice Almunia, altrimenti a lungo andare ecc.ecc. Per le banche o per missioni all'estero con relative spese militari, i soldi ci sono sempre però. Chiedo a tutto l'arco politico di cavalcare l'onda riformista che ci farà uscire dalla crisi. Impossibile non farsi trasportare da questo vento di puro riformismo. E intanto qui nel mantovano, sanità lombarda, c'è gente costretta ad aspettare un anno per una mammografia. Ma quelli che più mi stanno sul cazzo, non sono loro: loro i soldi li hanno, domani possono permettersi anche 30-40 mila euro per un'operazione e salvarsi la vita. Mi stanno più sul cazzo, quei lavoratori che non capiscono quanto, in un momento di crisi, sia importante preservare un sistema pubblico per garantire un minimo di parità. Ma non importa: chiedo che si riducano le tasse a tutti, anche a chi non le ha mai pagate. E non torniamo al posto fisso, utile solo a riaffermare italici vizi ormai passati, frutto di una concezione errata del mercato del lavoro.

venerdì 23 ottobre 2009

PER UN'AMICA

E' arrivato un messaggio, uno di quei messaggi, che soffocano il tuo essere costretto ad accettare ciò che non si può evitare, perchè parte della vita. Gela il cuore, proprio come la neve stringendola, gela le mani.



Vedrai la neve se ne andrà domani, rifioriranno le gioie passate anche se il tempo non cancellerà il dolore. Ora la luce sembra morire, nell'ombra incerta di un divenire ma vedrai... ritroverà il suo splendore, dopo questa greve esperienza, che ora offusca ogni tua certezza. L' inverno passerà, la nebbia che ora aleggia sui campi, lascerà il posto alla pimavera. Diversa...meno calda, appesantita da un ricordo che non ti lascerà mai più, ma sarà comunque primavera e quell'alba che ora è già tramonto, ritornerà ad illuminare la strada in un caldo mattino. E quella strada ora illuminata, accompagnerà il ricordo di un genitore al quale hai voluto bene, e che ora se n'è andato. Ti lascio il mio silenzio, quel silenzio al quale ogni tanto mi aggrappo, quando l'emozione impedisce di parlare, quando il dolore fa stringere i pugni e rende gli occhi lucidi.

Il Milan espugna il Santiago Bernabèu

Il Milan espugna Madrid, per la gioia dei tifosi.


Formazioni:
•Real Madrid: Casillas, Sergio Ramos, Pepe, Albiol, Marcelo, L. Diarra, Xabi Alonso, Granero, Kakà, Raul, Benzema.
Panchina: Dudek, Albiol, Drenthe, Garay, M.Diarra, Van der Vaart, Higuain.
•Milan: Dida, Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski, Ambrosini, Pirlo, Seedorf, Pato, Inzaghi, Ronaldinho.
Panchina: Roma, Kaladzde, Antonini, Oddo, Flamini, Borriello, Huntelaar.

Goal: Real Madrid Raúl 19’Drenthe 76’ ; Milan Pirlo 62’ Pato 66’, 88’

E così il Milan, espugna il Santiago Bernabéu : mitico stadio nel panorama calcistico internazionale. Un primo tempo avaro di emozioni, con un Milan sottotono, che purtroppo al diciannovesimo ha visto una clamorosa papera di Dida, regalando il goal a Raùl. La ripresa invece, è caratterizzata da un Milan più tonico. Al 62 minuto Pirlo, con un bel destro da 30 metri, complice anche la non impeccabile posizione di Casillas, ristabilisce il pareggio. Al 66' Pato firma il vantaggio del Milan, su un'azione di contropiede che coglie la difesa madrilena impreparata. Al 76 minuto pareggio di Drenthe, su assist da calcio d'angolo di Raùl. Bel goal a fil di palo, impossibile da parare per Dida che tra il groviglio di gambe vede la sfera solo all'ultimo momento. All' 88 minuto però, Pato segna il terzo goal milanista su delizioso assist di Seedorf, per la gioia dei tifosi. Con questa storica vittoria, Real Madrid e Milan dopo tre giornate sono a pari merito in classifica entrambe a sei punti. Resta una vittoria di prestigio, che può infondere speranza per il resto della stagione. Può essere l'iniezione di fiducia, per vincere l'ennesima Champions league?

giovedì 22 ottobre 2009

BATTAGLIA DI CIVILTA'

Con cortese preghiera di divulgazione sulle liste mail e ai propri contatti

LICENZIAMENTO DE ANGELIS: LUNEDI 26 OTTOBRE A ROMA LA SENTENZA.
PRESIDIO DI SOLIDARIETA'
Lunedì 26 ottobre, presso il Tribunale di Roma, si terrà l'udienza conclusiva della vertenza sul licenziamento del macchinista e delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, avvenuto il 15 agosto 2008.
Il reintegro di Dante riguarda tutti i ferrovieri, i lavoratori, i pendolari e i cittadini; la mobilitazione per il suo reintegro è una battaglia di civiltà.
La rivista dei macchinisti, "ancora In Marcia!", invita coloro che hanno a cuore la sicurezza e le libertà fondamentali a partecipare a un presidio di solidarietà che si terrà in concomitanza con l’udienza presso il Tribunale del Lavoro di Roma alle ore 11,00.
Tribunale del Lavoro di RomaViale Giulio Cesare, 54 (metro A, fermata Lepanto)Aula 101, primo piano, giudice Conte, ore 11,00
Appuntamento alla Stazione Termini, ore 10,15 binario 1, oppure direttamente di fronte all’ingresso del Tribunale alle ore 10,45
Dante fu allontanato dalle Fs con la polizia ferroviaria, un atto che fu definito da più parti di “fascismo aziendale”, per aver segnalato come delegato alla sicurezza, “problemi” ai treni Eurostar. Il fatto destò molto scalpore e suscitò un'ondata di proteste e prese di posizione da parte non solo dei ferrovieri ma anche di semplici cittadini, pendolari, parlamentari, forze politiche, Enti locali, operatori della prevenzione, mezzi di informazione, intellettuali, ecc.
Da allora ci sono stati molti altri incidenti: altri due Etr si sono spezzati, sei lavoratori sono morti sui binari, tre viaggiatori uccisi, quattro orribilmente mutilati dalle porte Killer e trentuno cittadini innocenti hanno perso la vita, arsi vivi, nella strage ferroviaria di Viareggio.
Incidenti che hanno dimostrato la fondatezza delle sue affermazioni e l’impellente necessità di migliorare costantemente le condizioni di sicurezza, non solo per viaggiatori e ferrovieri ma anche per la cittadinanza tutta.
L’attacco frontale ai diritti sindacali e alle libertà fondamentali da parte delle Fs si è spinto, nel frattempo, molto oltre fino a intimidire, diffidare e minacciare numerosi altri delegati alla sicurezza e a utilizzare lo spettro di questo licenziamento verso ciascun ferroviere per gestire la fase di pesante ristrutturazione in corso, che prevede migliaia di esuberi, riduzione degli equipaggi di guida, separazione e privatizzazione dei settori remunerativi, l’azzeramento del trasporto merci e la marginalizzazione di quello pendolari.
Intimidire i lavoratori e i delegati che si occupano di sicurezza rende meno sicura qualsiasi organizzazione poiché seminando la paura si perde il fondamentale contributo di chi conosce nel dettaglio tutti i processi lavorativi e i rischi connessi.
Come in molti altri servizi, anche per i ferrovieri quello di mettere in evidenza i rischi e denunciare i pericoli è un obbligo morale e un dovere civico che deve prevalere sugli obblighi contrattuali, in particolare quando riguarda la sicurezza el 'incolumità pubblica.
Per queste ragioni la decisione che sarà adottata lunedì prossimo dal Giudice del Lavoro, Dario Conte, assume una importanza decisiva nel campo delle libertà sindacali, della sicurezza ferroviaria e del lavoro ma anche, più in generale, per la libertà di parola ed il diritto di opinione di ciascuno di noi.

mercoledì 21 ottobre 2009

LA GIUSTIZIA

Girando fra i blog, trovo l'articolo di Emanuela a questo link:
STUPRO DI GRUPPO: ANCORA UNA RAGAZZA SOLA

Bene... tenendo presente Cesare Beccaria, e il pensiero illuminista che condivido nel suo libro Dei delitti e delle pene, io queste cose non posso accettarle.
Naturalmente spero di non dovermi mai trovare in quella situazione, perchè ormai sarebbe troppo tardi, ma se fossi io il padre, la giustizia me la farei da solo. Se fossi io padre, marito, fratello di una donna violentata, alla luce di questo fatto, non potrei sicuramente stare in silenzio. Mi prudono le mani al solo pensiero. Questa non è giustizia: violentare una donna, vuol dire ucciderla per sempre, usurpare per sempre in lei il soffio della vita. Lo dico in quanto uomo, perchè credo sia necessario prendere una posizione contraria a questa barbarie. Impossessarsi di un corpo con la violenza, merita sicuramente una pena più severa ,qualsiasi sia l'età.
Se questa è la giustizia dell'uomo, io non ho pietà.

STORIA ITALICA PARTE PRIMA

Tratto da: Italiani, meglio emigranti che comunisti.

Il caso dell'Italia illustra bene le caratteristiche della politica americana. Al pari della Grecia, la sua importanza è legata anche al Medioriente. Come rilevava un rapporto governativo del settembre del 1945, "gli interessi strategici Usa" esigevano il controllo attraverso il Mediterraneo delle "linee di comunicazione con gli sbocchi mediorientali dei campi petroliferi dell'Arabia Saudita". Questi interessi sarebbero stati compromessi se l'Italia fosse caduta nelle "mani di qualsiasi grande potenza" - in altri termini: se fosse sfuggita al controllo degli Usa. L'Italia poteva "essere utilizzata per garantire - o, in mani sbagliate, per impedire - i rifornimenti di petrolio dal Vicino Oriente", osserva Rhodri Jeffrey-Jones.
Gli Usa ritenevano che il Partito comunista, grazie al suo considerevole sostegno tra la classe operaia ed il prestigio conferitogli dal ruolo svolto nella lotta contro il fascismo e l'occupazione nazista, potesse vincere le elezioni del 1948. Quel risultato, avvertivano gli analisti politici, avrebbe avuto un "effetto destabilizzante in tutta l'Europa Occidentale, nel Mediterraneo e nel Medioriente". Sarebbe stato "il primo caso nella storia di un'ascesa dei comunisti al potere con mezzi legali, attraverso il suffragio universale", e "un avvenimento così inaudito e portentoso rischia di avere profondi effetti psicologici in quei paesi minacciati dai sovietici... che lottano per mantenere la loro libertà". Traducendo di nuovo in parole povere, avrebbe potuto influenzare quei movimenti popolari che tentavano di seguire una via indipendente e spesso radicalmente democratica, minacciando così la politica americana tesa a restaurare l'ordine tradizionale (la 'libertà') dominato dai settori conservatori del mondo degli affari e spesso filo-fascisti. In breve, l'Italia poteva diventare un 'virus contagioso per gli altri paesi'. Gli Usa, quindi, programmarono un intervento militare diretto nel caso non fossero riusciti ad influenzare il risultato delle elezioni con altri mezzi; non ve ne fu bisogno. Un'insieme di pressioni, ricatti, l'uso dei rifornimenti alimentari di cui si aveva disperatamente bisogno ed altri metodi, riuscirono a vincere la minaccia costituita da libere elezioni. Gli Stati Uniti comunque, almeno fino alla metà degli anni '70, non avrebbero cessato i loro tentativi di sovvertire la democrazia italiana. Negli anni successivi, come già detto, fu invece il Cile ad essere considerato un 'virus che avrebbe potuto contagiare' l'Italia (13).

Per ragioni analoghe, in seguito al fallito tentativo di sconvolgere con il terrore le elezioni nicaraguensi del 1984, Washington tramite la dottrina ufficiale preferì cancellare dalla storia quel 'terribile' avvenimento; i media ignorarono così il riconoscimento del regolare svolgimento delle operazioni di voto espresso dagli osservatori internazionali (inclusi quelli ostili), dagli esperti latinoamericani e dal noto democratico centroamericano Josè Figueres.

E' dura la vita dei responsabili dell'Ordine Mondiale, come già si erano accorti ai loro tempi Metternich e lo Zar.

Fonte: Italiani, meglio emigranti che comunisti.

martedì 20 ottobre 2009

LA CRISI E' PASSATA

Industria, la crisi è profonda

Crollano ordini e fatturato industriale ad agosto. Gli ordinativi, segnala l'Istat, sono scesi dell'8,6% rispetto a luglio e del 27,5% su base annua. Il dato mensile è il peggiore dall'inizio della serie storica nel gennaio 2000. Il fatturato è invece diminuito dell'1,4% su base mensile per una variazione tendenziale negativa del 21,2%.

Fonte Industria, la crisi è profonda

Finalmente tiro un bel sospiro di sollievo: la crisi è finita!!!!!!
Siamo fuori dal tunnel, che ha visto l'economia mondiale, e di conseguenza quella italiana, affondare negli ultimi due anni. Guardiamo al futuro con un po' più di ottimismo ora.
E scopriamo come siano riusciti a farci uscire da questa profonda crisi, con le stesse tecniche con cui l'hanno causata: precarizzazione del lavoro, aumento del debito pubblico - privato e concentrazione di enormi ricchezze in mano ai pochi. E voi sindacalisti, gente avversa al sistema, non pensate neppure minimamente di chiedere migliorie all'attuale stato di cose tipo: aumenti salariali, migliori condizioni di vita e riduzione dell'orario di lavoro.
L'economia sta riprendendo, grazie a chi l'ha frantumata. E noi continuiamo a delegare a loro, le sorti del nostro futuro.

lunedì 19 ottobre 2009

NON POSSO NON SCRIVERE DI QUESTO

Avevo detto che avrei tenuto il post precedente un paio di giorni: mi scuso, ma una notizia ha solcato i cieli e non posso non pubblicarla.

Moro: Usa volevano frantumare Pci
La conferma viene dagli archivi nazionali britannici
18 ottobre, 22:28


(ANSA) - ROMA, 18 OTT - Un'operazione coperta per ''frantumare il Pci'' poco prima del rapimento Moro, tra il gennaio e il febbraio del '78. E'cio'che i 'falchi' dell'amministrazione Usa, guidata dal democratico Carter, proposero contro l'entrata del piu' grande partito comunista dell'Occidente, nell'area di governo in Italia. La conferma viene dalle carte inglesi di 'Kew Gardens',gli archivi nazionali desecretati a gennaio scorso,da oggi sul sito http://www.casarrubea.wordpress.com/.

Fonte Ansa a questo link:
Moro: Usa volevano frantumare Pci

Dopo una breve ricerca trovo questo video. A voi le conclusioni.




USA-Italia. Galloni a 'Next': Moro mi disse che sapeva di infiltrati CIA e Mossad nelle BR

"Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: la mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati". Davanti alle telecamere di NEXT.

Consiglio la lettura completa dell'articolo a questo indirizzo: Rainews24.it

domenica 18 ottobre 2009

IERI LE CONSEGUENZE, OGGI LE CAUSE

Nel post di ieri a questo link: CIO' CHE NON SI DOVREBBE MAI VEDERE, c'erano le conseguenze.
Oggi con questa inchiesta, scopriremo le cause.

Riporto solo la frase finale, con la quale termina l'inchiesta: " ci sono immagini che non dovrebbero essere mostrate non per ciò che documentano ma perchè ciò che documentano non sarebbe mai dovuto accadere. "



E la seconda parte.

sabato 17 ottobre 2009

CIO' CHE NON SI DOVREBBE MAI VEDERE

Ieri stavo leggendo su Megachip alcune notizie. Incuriosito dalla crudeltà di certe immagini, ho deciso di entrare. Ho trovato un video terribile, che ho voluto ugualmente pubblicare in quanto ritengo che la realtà, anche quella dai volti tremendi, debba essere conosciuta. Parla di Falluja, e delle giovani donne che, a causa delle deformazioni con le quali nascono i bambini, hanno paura a mettere al mondo figli. Possono nascere con un occhio, due teste , deformazioni agli arti e forme di tumore o leucemia.
Questo è il risultato, della guerra che doveva servire ad esportare civiltà e democrazia.
Io l'ho visto ed è stato un colpo tremendo, quindi consiglio di guardare solo a chi si sente sufficientemente forte.



Fonte : Deformed babies in Fallujah Iraq LETTER TO THE UNITED NATIONS

venerdì 16 ottobre 2009

A SOFIA

"La decisione della Corte costituzionale sul 'lodo Alfano' è assolutamente non condivisibile". A Sofia Silvio Berlusconi torna ad attaccare le 'toghe rosse' e ai cronisti dà la sua lettura della bocciatura del lodo Alfano: "Praticamente la Corte ha detto ai pm rossi di Milano: 'Riaprite la caccia all'uomo nei confronti del premier'".

"Riforma della giustizia con referendum costituzionale"

Circa un paio di anni fa, sono stato a Sofia come turista in questa bella città capitale della Bulgaria. Ho attraversato lo stato bulgaro da ovest verso est, fino a Varna, per poi entrare in Romania. All'ingresso dopo aver attraversato la frontiera serba, ci hanno disinfettato la parte sottostante la macchina ruote comprese, con nostro stupore, ma senza preoccuparcene più di tanto. Allora le strade non erano proprio confortevoli, i lavori di ammodernamento però, ci ricordavano dell'ingresso nell' Unione Europea appena avvenuto.
Sofia è una bella città e a parte il cirillico, che rende qualsiasi cartello pressochè incomprensibile, l'accoglienza è buona. La mattina presto vedi parecchie persone aspettare il mezzo pubblico, nel mio caso era un filobus, che alla prima ripartenza lascia una nuvola di fumo simile a un fungo atomico, naturalmente con le dovute proporzioni.
Il traffico, come in tutte le metropoli , è sostenuto ma in questo caso sopportabile. Insomma... una città come le altre, la cui differenza risulta essere esclusivamente l'espressione di una diversa cultura e relative tradizioni.
Dopo questa breve premessa che ritenevo doverosa, mi chiedo come mai da quella città, all'apparenza una tranquilla cittadina dell'Europa dell'est, il nostro Premier ogni volta ci delizi con le sue sortite. Saranno le bellezze di quei luoghi a stimorlarlo? L'aria, forse meno inquinata, visto la minore industrializzazione? Il cibo, a parte l'essere un po' salato, mi sembrava buono e quindi lo escluderei. Bah...resta un mistero per me, e mi dispaice per i suoi abitanti: con tutto il made in Italy che potevamo esportare?
Ah, un'altra cosa.
Alla frontiera con la Serbia, nel viaggio di ritorno, dopo aver dedotto dai documenti che eravamo italiani, la prima cosa che ci hanno detto è stata: mafia, spaghetti e Berlusconi.
In quanto cittadino italiano onesto e pagante le tasse, chiedo risarcimento per la mia immagine all'estero quasi irremediabilmente rovinata.
Ci siamo subito difesi e dico, che pur di differenziarci dallo stereotipo e farci capire, abbiamo parlato in tutte le lingue del mondo.

mercoledì 14 ottobre 2009

OGGI SONO POLEMICO

"Per assicurare prestazioni di importo adeguato a un numero crescente di pensionati e' indispensabile un aumento significativo dell'età media effettiva di pensionamento". Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia.

Draghi: "Indispensabile alzare l'età pensionabile"

"Chiediamo che i capitoli fondamentali per dare competitivita' alle imprese vengano rifinanziati.Lo chiediamo con chiarezza, forza e determinazione".

Marcegaglia: finanziaria insufficiente

Oggi guardavo un bambino: la sua tenerezza, la voglia di scoprire ciò che ignora e mi domandavo che mondo gli stanno lasciando, quegli stessi adulti, che si sciolgono in complimenti o dicono di volergli bene.
Devo dire che ho rischiato la depressione pensandoci.
Una vita di lavoro, nella quale se avrà la possibilità di studiare, forse riuscirà ad ottenere qualche posto dove sarà meno sfruttato; se invece non potrà disporre di questo, lo sfruttamento totale.
La logica dello sfruttamento però, rimane: capitale umano da usare, investire nel buon funzionamento del sistema, di questo terribile ingranaggio che allontana l'essere umano da ciò che è la sua natura. Il tutto correlato dalla paura di non arrivare alla fine del mese, e di perdere il lavoro sempre più precario in una società che emargina i disoccupati considerati paria dal progresso.
E' così, la logica è quella: lavorare di più perchè le aspettative di vita sono aumentate. Se ti ammali, o muori prima, ci sono i freddi numeri della statistica che dimostrano la verità, incontrovertibili come tutti quei dogmi che ormai rendono la vita una macchina nelle mani del nulla, del vuoto morale, intellettuale e spirituale. Produrre, consumare e crepare, devono essere i tre pilastri su cui erigere un'intera vita. La produttività, che uccide il senso critico rendendo ormai qualsiasi lavoro ripetitivo e frenetico, usata per atrofizzare definitavamente menti imprigionate dalla paura del domani e dal timore di chiedersi che senso abbia questa vita consumista, compie il resto. Non parliamo dei rapporti umani poi, sempre più superficiali e diffidenti avendo sempre meno tempo di coltivarli, o della lobotomizzazione causata dai media.
E tu lavoratore, se hai la fortuna di sopravvivere a tutto questo, alle morti sul lavoro e al dilagare dei tumori ( ormai sembra una pandemia) o altre malattie date dallo stress, ti ritrovi già vecchio senza nemmeno la sicurezza di una vecchiaia serena e tranquilla. I migliori anni spesi, andati, buttati nella diperata ricerca di una qualche forma di dignità, di una possibilità di restare a galla cercando di non affogare nell'irrazionalità.
E il dramma, è che questo sembra il miglior e unico sistema possibile.

martedì 13 ottobre 2009

LE CAUSE DELLA POVERTA'

Ho trovato un video, sul quale mi piacerebbe sapere un vostro parere. Io naturalmente l'ho già guardato più e più volte, leggendo tutto per filo e per segno facendomi così una mia opinione. La maggior parte delle cose secondo me sono condivisibili, altre vanno perfezionate.
Mi affido al vostro senso critico e alle vostre esperienze.

MI ASPETTO FAVORI

Volevo fare un post serio sulle cause della povertà nel mondo, ma non ho voglia.
E' vero, questo blog non parla da un po' di tempo di Berlusconi, quindi automatìcamente si aspetta un favore da lui. Lo ammetto.
Cornacchione, potrei essere io.

lunedì 12 ottobre 2009

PATAPIM E PATAPAM

È accaduto ad Osimo in provincia di Ancona
Padre accoltella la figlia perché ama un albanese: arrestato
La ragazza, 23 anni, colpita con il punteruolo dal padre, è ricoverata in ospedale ma non è in pericolo di vita

OSIMO (ANCONA) - Non gradiva la relazione della figlia con un albanese e l'ha colpita alla gola con un punteruolo la scorsa notte: ora Mario Matarazzo, 44 anni, di Osimo (Ancona), è rinchiuso in carcere con l'accusa di tentato omicidio aggravato. La ragazza, 23 anni, è invece ricoverata nell'ospedale regionale di Ancona: non è in pericolo di vita e dovrebbe guarire in una ventina di giorni. Il fatto è avvenuto ieri sera in via Guazzatore, nel centro abitato di Osimo, sulla porta della casa di famiglia, dove fino a poco tempo fa Matarazzo viveva con la moglie, i due figli, un maschio e una femmina, e la nipotina di sei anni, frutto di una precedente relazione della giovane donna.

L'articolo per intero, potete trovarlo qui. Consiglio di darci un'occhiata.

Quello della donna, è solo un problema islamico, patapim e patapam, perchè loro sono arretrati.

Pubblico a futura memoria questo articolo, per dimostrare che non è un problema di religione o di posizione geografica, ma di cieca ignoranza. Quell'ignoranza insopportabile, che toglie il fiato e fa gridare contro l'ipocrisia di un occidente, sempre pronto a vedere i difetti altrui, e mai i propri.
Come condanno quel crimine ai danni di Sanaa, non posso fare a meno di disprezzare questo padre.

domenica 11 ottobre 2009

TUTTI HANNO I DENTI, EPPURE NESSUNO SI LAMENTA

Tutti noi abbiamo i denti, questi splendidi "strumenti" utili per masticare il cibo e quindi molto importanti. All'età di circa sei anni spuntano i denti permanenti: da salvaguardare con molta attenzione perchè una volta caduti o tolti, sono definitivamente persi. Ognuno di noi penso abbia avuto problemi di tartaro, carie o altre cose spendendo dal dentista capitali.
Ora mi domando, se sia possibile che una cura odontoiatrica possa assorbire i soldi messi da parte in un anno di lavoro, quando rientra in un prestazione sanitaria. Chiedi delle cure attraverso il servizio sanitario nazionale, e puntualmente ti rispondono che ci sono delle liste d'attesa lunghissime, per cui conviene recarsi dal privato che "casualmente" c'è subito. Tu se hai mal di denti, naturalmente scegli la seconda ipotesi. Perchè questo? Come mai nessuno si lamenta? Poi è logico, che se hai le bollette, le assicurazioni varie o altre spese trascuri la tua salute dentale. Già non è molto invitante recarsi dal dentista, io lo odio, se poi ci smeni un capitale passa del tutto la voglia. E le indagini ISTAT a prendersi gioco di noi, comunicandoci la percentuale di italiani che non sarebbero in grado di onorare una spesa imprevista, come potrebbe essere una cura odontoiatrica. Grazie...ormai si viaggia a 70 euro solo per toglierlo il dente, figuriamoci fare altre cose. Io considero tutto ciò, l'esempio su cui riflettere nel caso si pensasse ad una sanità privata. Terribile: il povero in balia della malattia.
Noi tutti a scioperare per 100 euro in più in busta paga, legittimo, ma se privatizzano da tutte le altre parti, cosa ci facciamo con quei 100 euro? Da una parte danno, e dall'altra tolgono con gli interessi.
Chi salvaguarda uno stato sociale in declino, unico stumento per garantire un minimo di parità sociale? Che poi, è un modo per dare sicurezza: se sai di essere in un qualche modo protetto, non ti senti in balia della giungla e carne da macello per il più forte.
Il dentista è solo un esempio; potrei dire tante altre cose.
Un' altra che mi viene in mente, è lo sciopero contro l'inflazione: tassa che grava su tutti e corrode i redditi medio bassi dei lavoratori dipendenti. La crisi ci ha dimostrato, che possono controllarla a loro piacimento e questo vuol dire, che a libero arbitrio possono decidere di calare il tuo potere d'acquisto e impoverirti. Anche qui, si potrebbe fare in modo che il comune stipuli un contratto con il fornaio del paese, per avere pane e pasta ad un euro al KG.
Ma niente, non scioperiamo più per modi di vita alternativi, ma sfidandoli nel loro campo dove ci massacrano: quello del denaro e dell'isolamento delle persone. Barattiamo diritti e protezione sociale, per qualche centinaio di euro. La cosa preoccupante, è che il ceto medio basso non chiede più di far pagare le tasse ai più ricchi o agli evasori, ma chiede esso stesso di non pagarle, con la solita scusa che tanto lo stato fa schifo. Bene, io ringrazio, perchè queste critiche distruttive senza dare alternative, equivalgono a tirarsi la zappa sui piedi ed arricchire i già ricchi. Se mi tolgono 80 euro di ICI, e poi il comune mi nasconde l'Autovelox perchè ha bisogno di fondi e prendo 150 euro di multa, cosa ci ho guadagnato? Ma già, qui in Italia tutti hanno un conto in Svizzera, e quindi beneficeranno dello scudo fiscale. Porco cane, solo io sono povero allora?