domenica 8 novembre 2009

I MURI DELL'UMANITA'

Ieri l'Unità riportava questa frase nel trafiletto rosso:

La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri, per impedir loro di lasciarci.
John F. Kennedy, Berlino 26 giugno 1963

E' vero, un muro non è mai stato fatto, ma programmare e finanziare golpe, distruggere sul nascere nel mondo ogni alternativa a questo sistema, attuare politiche economiche per strozzare i paesi più poveri e controllare a livello politico i vari Stati, è stato fatto.
Il muro era sbagliato, ed è giusto criticarlo, ma credo occorra una coerenza intellettuale che porti a criticare anche quei muri che la società, pur non vedendoli materialmente, ha costruito.
Ci sono state barriere, che seppur invisibili, gridavano e gridano la stessa vendetta.

Chi c'è batta un colpo.

La situazione è drammatica: vita lavorativa caratterizzata da sempre maggior sfruttamento, precarietà del lavoro, scarsa rilevanza a livello politico con conseguente carenza di visibilità data dai media, paura dilagante e sempre più mancanza di fiducia nel futuro.
Cosa facciamo per contrastare questo? Perchè limitarsi alla sola critica, può essere salutare a livello di sfogo, ma non cambia le cose.
Ieri a Mantova, ho partercipato ad un incontro che aveva come ordine del giorno principale l'unità dei sindacati di base che fanno capo alle sigle: CUB, SdL, RdB e a cui partecipa anche la Snater.
L'obiettivo è unirsi, per incidere maggiormente formando in questo modo un sindacato di classe che possa farsi carico dei problemi dei giorni nostri. Oltre a tutto ciò, perchè diciamo che l'unione del sindacato dovrebbe essere considerato un obiettivo minimo, si vuole cercare di essere una spinta che possa spronare la CGIL ad uscire da una visione concertativa, dimostratasi in questi anni utile solo alle logiche del mercato. Sia ben chiaro: non penso si possa sostituire la CGIL, ma credo che un numero maggiore di iscritti a questo sindacato, possa essere una spinta da sinistra e un incentivo anche per il più grande sindacato italiano, ad agire con maggior protervia nel difendere e rivendiacare diritti.
Io ci provo, seguirò l'evolversi della situazione, ma penso che farò la tessera.

sabato 7 novembre 2009

SINTOMI INFLUENZALI

Ebbene, l'altra mattina mi sono svegliato con leggeri sintomi influenzali: raffreddore, mal di gola e tosse. Durante la giornata, la situazione si è fatta più "preoccupante" e ho iniziato a sentire una leggera debolezza. Ieri è stata un po' più pesante: ho avuto ben 37,1° di febbre. Fortunatamente il mio fisico reagisce bene: tutte le volte pur prendendo il virus, riesco ad uscirne in un paio di giorni senza stare poi così tanto male. Al solito come farmaci mi sono limitato a delle bustine contro i sintomi influenzali. Non ho contagiato nemmeno i miei famigliari, che fortunatamente stanno tutti bene. Oggi va meglio, sembro sulla retta via della guarigione. L'unica cosa per adesso che ho visto di suino, è il mio solito appettito e questo è un buon segno. Vedremo il proseguimento, restiamo fiduciosi.

venerdì 6 novembre 2009

SE UN GIORNO

Io non ho figli, ma a volte penso a come mi comporterei, vedendo la situazione attuale, nel caso. Con un istinto di estrema protezione, vorrei evitargli ciò che giornalmente vedo: una società che tutto divora, distruggendo sempre più le diverse individualità. E allora penso che molto probabilmente non avrà più il crocifisso nell'aula di scuola, ma a difendere quel simbolo saranno stati anche quei personaggi che finanziano armi e invasioni, chiamandole come forma di autoassoluzione "missioni di pace". Gli parleranno di valori da preservare e di radici da mantenere, per poi tramite le solite politiche economiche distruggere ogni forma di territorio, e di una qualsiasi parvenza di comunità. I valori... quegli stessi valori ormai annacquati da anni di opportunismo, qualunquismo e cinismo causato dal sistema il quale fomenta una rincorsa ad interessi individuali, a cui neppure noi siamo più in grado di attribuire una spiegazione concreta. E gli parleranno di obiettivi, perchè l'essere umano è creazione di senso: ma quale senso? Gli obiettivi dati dalla volontà, idolatria verso una furbizia vista come pregio, come risorsa da sfruttare per fregare il prossimo, per accarezzare un' ipotetica speranza di riscatto sociale che solo ai pochi, in realtà, è concessa. E gli parleranno di meritocrazia, mentre avranno distrutto la scuola pubblica: base principale di partenza per avere una qualunque ambizione di parità sociale. Entrerà in quella macchina produttrice di ricchezza, contribuirà a far aumentare il PIl, vivrà anche lui per vedere ogni anno un numero aumentare o diminuire. E' la legge dei numeri, statistiche dietro le quali si celano vite, bisogni e frustrazioni. Tutto è calcolabile, ogni cosa è riconducibile ai freddi numeri, i quali non fanno altro che inaridire la nostra percezione della realtà. E via a statistiche delle violenze: gli omicidi sono in calo, gli stupri sono in calo, i dati dimostrano che...I morti sul lavoro quest'anno sono ... e ci si complimenta nel caso le risposte che scaturiscono sono meno negative del solito. Ma non è forse il modo in cui è strutturata la società a creare violenza? Non è forse il sistema a fomentare odio e competizione? Questa struttura autoritaria che impone gerarchie, dove ogni persona investita di una qualsiasi forma di responsabilità si sente il signore in terra, non è violenza? E proprio come il suo ipotetico padre, si ritroverà a dover ascoltare una propaganda da sogni, mentre in realtà sarà il deserto ad avanzare.

giovedì 5 novembre 2009

O GORIZIA

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

Potete trovare il resto della brevissima spiegazione qui.

Questa canzone, per me bellissima, credo esprima amaramente tra le sue parole tutta la crudeltà causata dalla guerra.
Conoscere per evitare che ci debbano essere altri 24 maggio o 4 novembre. Conoscere, per debellare questa piaga dal mondo.





La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì
Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
[variante: che cadeva a rovesci]
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu
O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir
Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor
Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta
[altra versione: 'Schernitori di carne venduta']
E rovina della gioventù
[altra versione: 'Questa guerra ci insegna così']
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

mercoledì 4 novembre 2009

ERETICO

Pubblico questo articolo tratto dal manifesto, al quale mi inchino.

Suona scandalo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che, accogliendo la denuncia di una cittadina italiana, dichiara che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. Scandalizza enormemente i cattolici apostolici romani. Ma non i cristiani. Perché ci sono anche i cristiani non apostolici romani che non fanno del predominio del simbolo della croce il loro valore essenziale. Naturalmente è tutt'altro che offensiva per chi è ateo e non ha religione come me, e tantomeno la sento offensiva per chi professa un'altra religione.L'elemento straordinario della sentenza, destinata a destare non solo scandalo ma dibattito e scontro, sta nel fatto che precipita sullo schermo piatto della realtà italiana che vive - vivrà? - nei millenni all'ombra del potere della Chiesa romana. Da questo punto di vista è la critica profonda al simbolo per eccellenza, la croce. Proposto finora come una simbologia imposta, affisso ovunque in scuole, ospedali, uffici come il connotato forte della nostra cultura. Una onnivora cultura di stato. E i cattolici difficilmente molleranno l'idea di essere i gestori della religione di stato. Non a caso però la Corte europea ha aggiunto che proprio la presenza dei crocefissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente segno religioso e dunque potrebbe condizionarli: se incoraggia i bambini già cattolici, può invece essere di condizionamento e disturbo per quelli di altre religioni e per gli atei. Esplode l'ira del Vaticano, il governo di centrodestra accusa, balbettano dall'opposizione democratica: «È una questione di cultura, di tradizione». Allora apriamo anche il libro nero di queste cultura e tradizione. Il cattolicesimo della Chiesa romana nasconde dietro il crocifisso interpretato come riscatto, una cultura e una storia di violenze, sopraffazioni, guerre. In nome della croce sono stati commessi grandi misfatti, Crociate, Inquisizioni, la rapina e i massacri del Nuovo mondo, la benedizione degli imperi e degli uomini della provvidenza. Pensate che il cattolicesimo ha proibito fino all'Ottocento di tradurre in volgare la Bibbia e il Vangelo. In nome di quel «segno» si sono commessi i crimini più efferati. E si commettono, con le proibizioni contro il diritto degli uomini a gestire la conoscenza e la libertà individuale e sessuale. Se è la «nostra cultura», come dichiarano l'intrepida ministra Gelmini e il «pontefice» Buttiglione che accusa la sentenza di Strasburgo di essere «aberrante», perché non raccontare il lato oscuro della croce come simbologia di potere? Invece è come se continuassero a dire: lo spazio del visibile, dell'iconografia quotidiana della realtà è mio, lo gestisco io e ci metto le insegne che voglio io. È questo che è sbagliato. La Conferenza episcopale strilla che si tratta di sentenza «ideologica». Racconti della violenza nella cultura storica della Chiesa romana apostolica, dei roghi contro la ragione eretica che da sola ha fatto progredire l'umanità. Se è l'origine salvifica per tutti che si vuole difendere, allora va accettato e relativizzato al presente, perché in origine esso era solo un segno di riconoscibilità dei luoghi clandestini di preghiera e culto. Non un simbolo imposto, che rischia di richiamare un rituale comunque di morte, contro gli altri, le altre culture, storie, religioni.Che la realtà che ci circonda, in primo luogo quella formativa della scuola, torni ad essere spazio creativo oltre le religioni, libero per tutti dagli obblighi oppressivi dei valori altrui.
Dario Fo Fonte: www.ilmanifesto.it

martedì 3 novembre 2009

IL TRATTATO DI LISBONA

Per chi ancora vuole conoscere, per chi non è ottenebrato dal nulla politico, culturale e umano. Per chi reso burattino, vuole svegliarsi dalla passività nella quale è caduto in mano ad un capitale criminale; per chi sente il dovere di emergere dallo stato animale per diventare un qualcosa di più. Per fermare questo stolido mercato che consuma le nostre stesse vite, nella disperata ricerca di un'identità, di un qualcosa che certifichi il nostro essere, la nostra esistenza, trovando quotidianamente la forza di resistere all'infuori del deserto culturale che si profila all'orizzonte.

« Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto »
Immanuel Kant

Per continuare a sbattere la testa contro l'apatia delle masse anonime.

lunedì 2 novembre 2009

METODI DEMOCRATICI

Continua la diffusione della legalità a forza di manganello.



Venerdì è stato sgomberato il centro sociale Experia. Il problema della Sicilia e di Catania, è un centro sociale a quanto pare. Va bene, abusivo da 17 anni, ma credo che esistano metodi di sgombero leggermente più democratici. Non si poteva assegnare semplicemente un'altra zona?
E perchè se manganelliamo questi, con la colpa di essere abusivi, tassiamo solo al 5% i capitali che rientrano dall'estero (probabilmente) frutto di evasione? Chiedo lo stesso trattamento semmai, visto la medesima mancanza di rispetto per la legge.