lunedì 30 gennaio 2012

E' ora di agire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

http://www.democraziammt.info/

Su questo link troverete tutto quello che dovete fare per provare ad avere un futuro
migliore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non c' è più tempo!!!!!!!

lunedì 2 gennaio 2012

AUGURI

Per il 2012 auguro a tutti noi che la Banca Centrale Europea diventi finalmente prestatrice di ultima istanza, e che inizi a stampare moneta in favore delle economie dei diversi stati membri. Perchè chi ha il potere di stampare soldi dal nulla, crea ricchezza e non debito.
Se ciò non accadrà, oltre ad essere strangolati dalla speculazione e dal debito, lotteremo all'interno di un recinto destinato a restringersi condannandoci così alla sconfitta.

Più stato, meno STRAPOTERE DEI PRIVATI.



Tanti auguri!

giovedì 3 novembre 2011

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale, ma per mantenere in un qualche modo la possibilità di sopravvivere col proprio tenore di vita alla ferocia del mercato.
Se tutto ciò non rappresentasse un dramma per milioni di persone spinte verso la povertà farebbe ridere: il sistema che più di tutti ha fatto del culto della ricchezza e notorietà il suo dogma incontrastato, paradossalmente sta lasciando sempre più persone nella povertà e sfiducia nel futuro.
Il problema più grave però, è che vogliono presentarci come soluzioni per uscire dalla crisi le stesse ricette che ci hanno condotto fino a qui. Ogni giorno infatti, ci sentiamo dire che servono riforme strutturali come l’ innalzamento dell’età pensionabile o qualche provvedimento atto a distruggere ulteriormente i diritti dei lavoratori. Il tutto in nome della crescita, cioè pura metafisica, visto che in un mondo con risorse finite, non si può crescere all’infinito.
Ma anche restando nella loro logica, non è forse vero che negli ultimi 30 anni l’età pensionabile è aumentata, che abbiamo assistito a massicci piani di privatizzazioni e riduzioni dei diritti dei lavoratori, eppure ci troviamo in una crisi economica strutturale della quale non si vede il fondo?
La verità è che stanno usando la situazione contro di noi, per dare il colpo finale al mondo del lavoro e a ciò che resta della democrazia.
Ma è così: loro, i grandi poteri economici, distruggono 150 anni di lotte per i diritti, e tu povero operaio carne da macello per il mercato se provi ad organizzarti per difenderti vieni etichettato come difensore dei fannulloni. Oltre al danno, la beffa.
Ebbene noi pensiamo che sia ora di cambiare perché il tenore di vita oltre ad essere determinato dalle cose possedute, è anche direttamente consequenziale alla vita che si conduce per ottenere queste merci.
Centocinquanta anni fa, qualcuno diceva che noi non eravamo contro la proprietà privata, purchè non diventi strumento di dominio, se ottenuta con il lavoro; noi siamo contro la condizione di sfruttamento che gli operai devono subire per avere questa proprietà.
Se fino a qualche anno fa, questa condizione poteva essere mitigata dalla possibilità di accedere ad una maggior capacità di consumo, oggi non più. Anzi… la paura della povertà dilaga a dimostrazione che senza diritti, non esiste progresso.
Ci dicono che per uscire dalla crisi, sia necessario rinunciare a diritti acquisiti con durissime lotte operaie.
Noi pensiamo sia vero il contrario e che questo porti solo a maggiori prevaricazioni del forte sul debole.
Dalla crisi, si esce solo con la cultura e più diritti, perché solo queste due condizioni determinano il progresso.
Tutto il resto è sonno della ragione, è un ritorno alle barbarie.

domenica 23 ottobre 2011

VITA DI GENTE POVERA

C'è un Paese in Europa, considerato per stolida convenzione ( infatti considero non essere così netta la divisione del mondo in tre realtà) secondo mondo. Non molto lontano dall'Italia, racconta di povertà che grida dolore.
Questa povertà incosciente, come ritengo quando non si conoscono le ragioni che conducono a questo stato di cose, porta purtroppo intrisicamente all'alcoolismo e alla distruzione di intere famiglie.
Ma chi distrugge più di questo sistema una famiglia quando, come in questo Stato europeo, le persone fanno 12 ore al giorno di lavoro per 6 giorni alla settimana? E chi parla di salvaguardia della famiglia sono proprio coloro che guadagnano da questa situazione.
La paga si aggira intorno all'euro e mezzo all'ora.
Capita allora, che il marito sia costretto a chiedere alla moglie di vendere la fede nuziale con la promessa di ricomprarla ( Dio quanto è umiliante!), per poter sfamare la figlia.
E tu li, a domandarti come sia possibile che questo esista ancora, quasi assalito dai sensi di colpa per non aver vissuto la stessa situazione.
Ma poi, capisci che per i diritti e la giustizia sociale, lotti quando hai la pancia piena; capisci che loro, i potenti, hanno vinto perchè hanno creato una massa di disperati disposti a tutto pur di uscire dalla povertà.
Vedi il sorriso di tua figlia, e fai tutto per garantirle non un futuro diverso ( troppo lontano come obiettivo), ma il pasto per il giorno dopo.
Così accetti l'euro e mezzo all'ora, le 12 ore al giorno di lavoro per 6 giorni la settimana perchè il precipizio della fame e disperazione è proprio pochi centimetri dietro la schiena.
Il potere vince e anzi: il grido di dolore e disperazione del povero, strumentalizzato come motivo di orgoglio e merito per non essere nella stessa situazione.
Ho visto con i miei occhi, perchè sono stato in questo Paese.

Sono stato in questo posto non molto lontano dall'Italia, e la tristezza mi assale.
Ho giocato un po' con quei bambini, ho comprato i classici cioccalitini ( normalità per noi, grande festa per loro).
In quel momento non cittadino italiano ma europeo, mi chiedevo che futuro stiamo dando a questi bambini di 4 o 5 anni e mi mancano le parole.

E la tristezza mi assale....

mercoledì 19 ottobre 2011

ECCO IL POTERE DA COMBATTERE

http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=24729

PENSATE VOI ADESSO COME AGIRE.

sabato 8 ottobre 2011

LETTERA A CHI NON SO

Ciao, io sono un operaio.
Lo dico chiaramente perché oltre a voler essere controcorrente, al giorno d’oggi, nell’epoca della società dei ricchi è difficile ammettere di essere operaio.
Ogni mattina mi alzo, e vengo bombardato da messaggi subliminali i quali esortano ad uno stile di vita che, quando va bene, posso permettermi solo a rate.
Ma io sono operaio, figlio di operai e vivo del mio stipendio tra l’altro sempre più esiguo.
Sai, ogni giorno noi operai veniamo bombardati dalla storiella “della stessa barca”, ma poi solo le nostre condizioni di vita peggiorano: sempre più lavoro, precarietà e bassi stipendi. Devi sapere che fallisce l’azienda e l’industriale di turno si ritrova con i miliardi; io senza futuro.
Dicono anche a noi operai, che dobbiamo fare i sacrifici per salvare il paese quando c’è una classe di super-ricchi al di sopra di tutto. Ma per questo devi sapere… c’è sempre l’altra storiella del “ loro ci danno il lavoro!”: quanta misericordia in questo mondo!!!
Io sono povero e operaio, si lo dico anche con un certo orgoglio: POVERO E OPERAIO.
Da povero operaio, mi chiedo anche perché quando qualcuno vuole difendere i nostri diritti, viene sistematicamente etichettato come un paladino dei fannulloni. Allora io, sempre povero e operaio mi chiedo: “ ma perché non vanno anche a controllare quelle persone che vivono di rendita e magari non pagano nemmeno le tasse?” sono convinto che troverebbero qualche fannullone di più.
Ma io sono povero, operaio e forse anche stupido.
Devo capire che c’è la concorrenza, il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare con il mondo: essere riformisti insomma.
Io sono povero, operaio e stupido, uno che lotta per arrivare alla fine del mese, per cercare di garantire in un qualche modo ai propri figli un futuro diverso dal vivere otto ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, per 40 o più anni dentro le mura di una fabbrica facendo così l’interesse di un miliardario.
Io sono povero, operaio e stupido, ma nonostante tutto ho capito che non lotto per diventare ricco e forte, ma per fare in modo che nessuno possa più essere ricco e forte sfruttando gli altri.
Poi ti dico anche, che è brutto fare l’operaio: forse qualcuno non ti considera più nemmeno un essere umano. Servi solo fino a quando non inventano una macchina in grado di sostituirti.
Disumanizzante.
Ma devi sapere che, pur essendo un povero operaio e qualcuno magari mi consideri anche stupido, voglio preservare la mia umanità e intelligenza.
Lo posso dire perché nonostante tutti i difetti, non sono come loro.
Non mi arrenderò, perché vedendo la mia condizione di operaio, non posso rassegnarmi a dover vivere una vita del genere.
Sfruttato, sottopagato e preso per i fondelli con varie storielle.

Io sono un povero operaio si...ma con la mia dignità di essere umano.

sabato 3 settembre 2011

APPARENTEMENTE INUTILE

Siamo ancora qui a scrivere, cercando di mantenere viva qualla fiammella d'indignazione sempre più propensa alla rassegnazione.
Purtroppo, e mi ripeto, questa situazione kafkiana esiste anche per colpa nostra: troppa incultura e troppo menefreghismo accompagnano le nostre giornate.
Parli con gli operai di Marx, Engels e altri intellettuali che hanno combattuto per l'emancipazione operaia, e nella maggior parte dei casi ti rispondono con un "boh" o un'alzata di spalle. Ma come può una classe lottare per l'emancipazione, senza conoscere chi ha costruito la teoria per raggiungere questo obiettivo?
Dicevo è colpa nostra, perchè chi più e chi meno ci siamo fatti abbagliare dalle sirene di questo sistema, dalla competizione o dalla meritocrazia ambendo al successo e da quel " Dio per tutti e ognuno per se stesso."
Abbiamo dimenticato la società: quella struttura, la cui organizzazione è il risultato di scelte politiche ben precise, che solo può difendere i più deboli ed evitare che possano esistere gli emarginati.
Abbiamo scelto la paura verso tutto, utile solo a fomentare divisioni e profitti per il potere.
Ma in fondo solo Dio è per tutti, cosa possiamo fare noi?
La società non esiste, e se sono in difficoltà nessuno mi aiuta; nessuno mi ha mai dato niente, e io non do niente a nessuno.
Anche chi è più debole oggi, sogna la ricchezza facendo gli stessi discorsi di un ricco: gli sfruttati e gli oppressi condividono gli stessi valori degli sfruttatori o oppressori. Forse per questo abbiamo perso o stiamo perdendo!
Quel "se io fossi al suo posto" ( cosa che puntualmente non accadrà mai) suona come un' offesa intelletttuale e morale.
Certo è paradossale e divertente analizzare la situazione: il sistema che più di tutti ha insegnato come obbiettivi ultimi della vita visibilità mediatica, successo e ricchezza sta affondando costringendo sempre più persone alla povertà e inutilità di massa.
Cosa posso scrivere di più? mi sembra di scrivere sempre le stesse cose.
Certo è brutto riuscire a vedere ciò che la maggior parte delle persone non sembra in grado di capire.
Ma per ora, sembra tutto inutile: anche scrivere ciò che sembra solo una continua ripetizione.

sabato 27 agosto 2011

DATEMI ALMENO QUESTO...

Lo so... parlare di comunismo , uguaglianza e abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione in questo contesto storico suona utopistico. Avete trovato la scusa, per giustificare la proprietà privata, che solo con la competizione e l'avidità la società trova il progresso.
Ci avete detto di esservi fatti da soli quando questo è palesemente falso. Infatti... come farebbe una persona a fare i miliardi senza una struttura sociale che permette a poche persone di sfruttare la gran massa dei lavoratori, con il ricatto della perdita del lavoro?
Ci avete detto che questa sarebbe stata la società della felicità, e invece il consumo degli antidepressivi è in aumento.
Ci avete detto che questo sistema avrebbe portato prosperità per tutti, ma in realtà i poveri sono in aumento.
Ci avete detto che chiunque ha le stesse possibilità, quando è palesemente dimostrato dalle statistiche che, nella maggior parte dei casi, il figlio dell' operaio è operaio.

Quante cose ci avete detto per tenerci buoni e farci credere che chiunque può farcela?

Ci avete insegnato la competizione, la meritocrazia e l'importanza dei soldi come unico paramentro per misurare la felicità assieme alle COSE possedute.
Il risultato è un sistema insostenibile a livello umano e ambientale.

Lo so... forse l'uomo non arriverà mai al comunismo, al possedere tutti senza repressioni ma per coscienza di essere nella giustizia ( perchè nessuno si crea da solo e può vivere da solo) le stesse cose.
Ma datemi almeno una società più equa: un mondo dove ci possa essere il ricco, ma in cambio senza persone che muoino di fame o che se perdono il lavoro sono in mezzo ad una strada.

Se ci avete insegnato che una società dove tutti hanno le stesse cose è impossibile perchè non può progredire, fate in modo di insegnarci anche che è sbagliato quando c'è chi potendosi permettere tutto ha troppo, e dall'altra parte chi ha fame o è costretto a spendere la maggior parte della sua vita a far diventare più ricchi gli altri.

Se non può esistere il comunismo, datemi almeno questo.