sabato 3 settembre 2011

APPARENTEMENTE INUTILE

Siamo ancora qui a scrivere, cercando di mantenere viva qualla fiammella d'indignazione sempre più propensa alla rassegnazione.
Purtroppo, e mi ripeto, questa situazione kafkiana esiste anche per colpa nostra: troppa incultura e troppo menefreghismo accompagnano le nostre giornate.
Parli con gli operai di Marx, Engels e altri intellettuali che hanno combattuto per l'emancipazione operaia, e nella maggior parte dei casi ti rispondono con un "boh" o un'alzata di spalle. Ma come può una classe lottare per l'emancipazione, senza conoscere chi ha costruito la teoria per raggiungere questo obiettivo?
Dicevo è colpa nostra, perchè chi più e chi meno ci siamo fatti abbagliare dalle sirene di questo sistema, dalla competizione o dalla meritocrazia ambendo al successo e da quel " Dio per tutti e ognuno per se stesso."
Abbiamo dimenticato la società: quella struttura, la cui organizzazione è il risultato di scelte politiche ben precise, che solo può difendere i più deboli ed evitare che possano esistere gli emarginati.
Abbiamo scelto la paura verso tutto, utile solo a fomentare divisioni e profitti per il potere.
Ma in fondo solo Dio è per tutti, cosa possiamo fare noi?
La società non esiste, e se sono in difficoltà nessuno mi aiuta; nessuno mi ha mai dato niente, e io non do niente a nessuno.
Anche chi è più debole oggi, sogna la ricchezza facendo gli stessi discorsi di un ricco: gli sfruttati e gli oppressi condividono gli stessi valori degli sfruttatori o oppressori. Forse per questo abbiamo perso o stiamo perdendo!
Quel "se io fossi al suo posto" ( cosa che puntualmente non accadrà mai) suona come un' offesa intelletttuale e morale.
Certo è paradossale e divertente analizzare la situazione: il sistema che più di tutti ha insegnato come obbiettivi ultimi della vita visibilità mediatica, successo e ricchezza sta affondando costringendo sempre più persone alla povertà e inutilità di massa.
Cosa posso scrivere di più? mi sembra di scrivere sempre le stesse cose.
Certo è brutto riuscire a vedere ciò che la maggior parte delle persone non sembra in grado di capire.
Ma per ora, sembra tutto inutile: anche scrivere ciò che sembra solo una continua ripetizione.

5 commenti:

il Russo ha detto...

Scrivere invece è utilissmo: per te, per chi come me ti legge per il piacere di farlo, per chi magari leggerà questo post per caso.
Perchè tu sei diverso, perchè tu lo hai detto, perchè tu hai cercato (anche) con lo scritto di combattere tutto ciò.

Roby Bulgaro ha detto...

Credo abbia ragione il Russo. Certo scrivere forse non sarà efficace come l'agire, ma in certi casi lo può essere anche di più: quando trovi qualcuno che ti legge. Qualcuno che poi, dalla lettura, passa all'azione.
La parola può avere grande potere; lo dimostra come è stata pilotata fino al giorno d'oggi plasmando le menti di milioni di persone all'indifferenza.
Credo sia ora di cambiare la tendenza.

Bastian Contrario ha detto...

Bello bello bello.
Un'analisi accurata dell'oggi.
Spero che il momento di passare dalle parole ai fatti sia sempre più vicino.

antigonicat ha detto...

Non stancarti mai di scrivere, di pensare, di riflettere ,di provare emozioni e di condividerle con noi.. per tanti è una cosa preziosissima sapere che ce ne sono ancora persone che combattono per il bene, che sono attive, veramente VIVE, e riflettono il sogno di una società migliore!! Ovviamente a volte è normale perdere la speranza, ma devi pensare che il talento che hai non deve essere assolutamente messo da parte, e hai un dovere verso la società.. quello di scrivere..che alla fine stimola l' "agire".

Prometeo ha detto...

Scrivere è utile e necessario, purchè non diventi un vuoto e sterile esercizio polemico come il nostro logorroico Russo!
:-)