Passa ai contenuti principali

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale, ma per mantenere in un qualche modo la possibilità di sopravvivere col proprio tenore di vita alla ferocia del mercato.
Se tutto ciò non rappresentasse un dramma per milioni di persone spinte verso la povertà farebbe ridere: il sistema che più di tutti ha fatto del culto della ricchezza e notorietà il suo dogma incontrastato, paradossalmente sta lasciando sempre più persone nella povertà e sfiducia nel futuro.
Il problema più grave però, è che vogliono presentarci come soluzioni per uscire dalla crisi le stesse ricette che ci hanno condotto fino a qui. Ogni giorno infatti, ci sentiamo dire che servono riforme strutturali come l’ innalzamento dell’età pensionabile o qualche provvedimento atto a distruggere ulteriormente i diritti dei lavoratori. Il tutto in nome della crescita, cioè pura metafisica, visto che in un mondo con risorse finite, non si può crescere all’infinito.
Ma anche restando nella loro logica, non è forse vero che negli ultimi 30 anni l’età pensionabile è aumentata, che abbiamo assistito a massicci piani di privatizzazioni e riduzioni dei diritti dei lavoratori, eppure ci troviamo in una crisi economica strutturale della quale non si vede il fondo?
La verità è che stanno usando la situazione contro di noi, per dare il colpo finale al mondo del lavoro e a ciò che resta della democrazia.
Ma è così: loro, i grandi poteri economici, distruggono 150 anni di lotte per i diritti, e tu povero operaio carne da macello per il mercato se provi ad organizzarti per difenderti vieni etichettato come difensore dei fannulloni. Oltre al danno, la beffa.
Ebbene noi pensiamo che sia ora di cambiare perché il tenore di vita oltre ad essere determinato dalle cose possedute, è anche direttamente consequenziale alla vita che si conduce per ottenere queste merci.
Centocinquanta anni fa, qualcuno diceva che noi non eravamo contro la proprietà privata, purchè non diventi strumento di dominio, se ottenuta con il lavoro; noi siamo contro la condizione di sfruttamento che gli operai devono subire per avere questa proprietà.
Se fino a qualche anno fa, questa condizione poteva essere mitigata dalla possibilità di accedere ad una maggior capacità di consumo, oggi non più. Anzi… la paura della povertà dilaga a dimostrazione che senza diritti, non esiste progresso.
Ci dicono che per uscire dalla crisi, sia necessario rinunciare a diritti acquisiti con durissime lotte operaie.
Noi pensiamo sia vero il contrario e che questo porti solo a maggiori prevaricazioni del forte sul debole.
Dalla crisi, si esce solo con la cultura e più diritti, perché solo queste due condizioni determinano il progresso.
Tutto il resto è sonno della ragione, è un ritorno alle barbarie.

Commenti

Gap ha detto…
E io ti voterei.
la Volpe ha detto…
e io pure...
Anonimo ha detto…
Saremmo in tre. Fatti valere.
pansy ha detto…
hei :) quando passi dal mio blog... se vuoi darmi una mano... ne sarei molto felice! VOTAMI

Post popolari in questo blog

CHI CONOSCE AMA, VEDE, OSSERVA...

Colui che non sa niente, non ama niente. Colui che non fa niente, non capisce niente. Colui che non capisce niente è spregevole. Ma colui che capisce, ama, vede, osserva ... La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all'amore ... Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non sa nulla dell'uva. Paracelso Queste parole mi fanno riflettere sul periodo in cui viviamo. Forse perchè penso seriamente, che uno dei problemi della nostra società, sia l' ignoranza che sfocia in una banale superficialità. Guardandomi attorno, noto quanto i media siano riusciti nel compito, di farci credere informati quando in realtà la disinformazione dilaga. Noto quanto le persone siano sempre meno propense a riflettere e a fare una sana autocritica. Mi rendo conto, quanto siamo sempre più incapaci per fragilità, o mancanza di tempo, a gestire i rapporti umani. Quello che voglio dire con queste parole, è quanto sia importante la conoscenza, la riflession...

CHIEDO SCUSA AL MIO AMICO RICCIOLO

Nel post di ieri, un commento del Ricciolo frainteso ha provocato indignazione da parte di alcuni amici bloggher. Capisco che per chi non lo conosca quella battuta sarà potuta essere fuori luogo, ma per me voleva esprimere in modo aspro l'altrettanto forte disinteresse del nostro mondo occidentale a quel tipo di problematiche. Non ho detto niente sorvolando la questione, perchè ritengo che il suo impegno meriti un post. Innanzitutto dico con grande orgoglio, di avere il suo blog tra i miei link utili. Il Ricciolo, è stato uno dei miei primi amici conosciuti grazie al blog quando, ancora agli albori della "professione da bloggher", appoggiai la battaglia dell'amico Russo in favore delle vittime dell'amianto a Casale Monferrato in questo post: PAESE DI M... che consiglio di guardare ( soprattutto i commenti da lui lasciati). Al centro potete vedere il volto del pericoloso commentatore. L'amico Ricciolo, collabora con i padri Comboniani in progetti che facilita...

LA RAGIONE CHE SCHIAVI O LIBERI HA DI ESISTERE

Devo ammettere, che non avrei mai immaginato che da un post sulla fame nel mondo, potesse nascere una discussione tanto accesa riguardo i commenti in questo blog. Nonostante i diversi attacchi di commentatori anonimi (anche fasulli), ho sempre cercato di gestire questo spazio il più possibile in modo democratico e costruttivo: non sempre ci sono riuscito, ma sappiate che il mio impegno aveva quel fine. Ho censurato pochissime volte, ho sempre dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente anche perchè, ogni volta passando nei vostri blog, io stesso l'ho fatto liberamente. Mi sono fatto promotore di questa filosofia , perchè credo fermamente in quel valore che è la libertà di espressione, credo ciecamente nel confronto come unica via di uscita per potersi avvicinare alla verità, e infine, per provare a vincere questo sistema che è riuscito a toglierci la cosa più bella: la possibilità di dialogare, di vivere attivamente quell'ideale chiamato democrazia. Ieri, grazie alla ...