domenica 23 ottobre 2011

VITA DI GENTE POVERA

C'è un Paese in Europa, considerato per stolida convenzione ( infatti considero non essere così netta la divisione del mondo in tre realtà) secondo mondo. Non molto lontano dall'Italia, racconta di povertà che grida dolore.
Questa povertà incosciente, come ritengo quando non si conoscono le ragioni che conducono a questo stato di cose, porta purtroppo intrisicamente all'alcoolismo e alla distruzione di intere famiglie.
Ma chi distrugge più di questo sistema una famiglia quando, come in questo Stato europeo, le persone fanno 12 ore al giorno di lavoro per 6 giorni alla settimana? E chi parla di salvaguardia della famiglia sono proprio coloro che guadagnano da questa situazione.
La paga si aggira intorno all'euro e mezzo all'ora.
Capita allora, che il marito sia costretto a chiedere alla moglie di vendere la fede nuziale con la promessa di ricomprarla ( Dio quanto è umiliante!), per poter sfamare la figlia.
E tu li, a domandarti come sia possibile che questo esista ancora, quasi assalito dai sensi di colpa per non aver vissuto la stessa situazione.
Ma poi, capisci che per i diritti e la giustizia sociale, lotti quando hai la pancia piena; capisci che loro, i potenti, hanno vinto perchè hanno creato una massa di disperati disposti a tutto pur di uscire dalla povertà.
Vedi il sorriso di tua figlia, e fai tutto per garantirle non un futuro diverso ( troppo lontano come obiettivo), ma il pasto per il giorno dopo.
Così accetti l'euro e mezzo all'ora, le 12 ore al giorno di lavoro per 6 giorni la settimana perchè il precipizio della fame e disperazione è proprio pochi centimetri dietro la schiena.
Il potere vince e anzi: il grido di dolore e disperazione del povero, strumentalizzato come motivo di orgoglio e merito per non essere nella stessa situazione.
Ho visto con i miei occhi, perchè sono stato in questo Paese.

Sono stato in questo posto non molto lontano dall'Italia, e la tristezza mi assale.
Ho giocato un po' con quei bambini, ho comprato i classici cioccalitini ( normalità per noi, grande festa per loro).
In quel momento non cittadino italiano ma europeo, mi chiedevo che futuro stiamo dando a questi bambini di 4 o 5 anni e mi mancano le parole.

E la tristezza mi assale....

1 commento:

luce ha detto...

Il mio ex marito ha lavorato in Romania e ha visto cose molto simili a te...la povertà esiste veramente ed è tremenda.
Fra un po' la conosceeremo anche noi, dopo quella etica dietro l'angolo abbiamo quella vera.
Un caro saluto.