sabato 8 ottobre 2011

LETTERA A CHI NON SO

Ciao, io sono un operaio.
Lo dico chiaramente perché oltre a voler essere controcorrente, al giorno d’oggi, nell’epoca della società dei ricchi è difficile ammettere di essere operaio.
Ogni mattina mi alzo, e vengo bombardato da messaggi subliminali i quali esortano ad uno stile di vita che, quando va bene, posso permettermi solo a rate.
Ma io sono operaio, figlio di operai e vivo del mio stipendio tra l’altro sempre più esiguo.
Sai, ogni giorno noi operai veniamo bombardati dalla storiella “della stessa barca”, ma poi solo le nostre condizioni di vita peggiorano: sempre più lavoro, precarietà e bassi stipendi. Devi sapere che fallisce l’azienda e l’industriale di turno si ritrova con i miliardi; io senza futuro.
Dicono anche a noi operai, che dobbiamo fare i sacrifici per salvare il paese quando c’è una classe di super-ricchi al di sopra di tutto. Ma per questo devi sapere… c’è sempre l’altra storiella del “ loro ci danno il lavoro!”: quanta misericordia in questo mondo!!!
Io sono povero e operaio, si lo dico anche con un certo orgoglio: POVERO E OPERAIO.
Da povero operaio, mi chiedo anche perché quando qualcuno vuole difendere i nostri diritti, viene sistematicamente etichettato come un paladino dei fannulloni. Allora io, sempre povero e operaio mi chiedo: “ ma perché non vanno anche a controllare quelle persone che vivono di rendita e magari non pagano nemmeno le tasse?” sono convinto che troverebbero qualche fannullone di più.
Ma io sono povero, operaio e forse anche stupido.
Devo capire che c’è la concorrenza, il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare con il mondo: essere riformisti insomma.
Io sono povero, operaio e stupido, uno che lotta per arrivare alla fine del mese, per cercare di garantire in un qualche modo ai propri figli un futuro diverso dal vivere otto ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, per 40 o più anni dentro le mura di una fabbrica facendo così l’interesse di un miliardario.
Io sono povero, operaio e stupido, ma nonostante tutto ho capito che non lotto per diventare ricco e forte, ma per fare in modo che nessuno possa più essere ricco e forte sfruttando gli altri.
Poi ti dico anche, che è brutto fare l’operaio: forse qualcuno non ti considera più nemmeno un essere umano. Servi solo fino a quando non inventano una macchina in grado di sostituirti.
Disumanizzante.
Ma devi sapere che, pur essendo un povero operaio e qualcuno magari mi consideri anche stupido, voglio preservare la mia umanità e intelligenza.
Lo posso dire perché nonostante tutti i difetti, non sono come loro.
Non mi arrenderò, perché vedendo la mia condizione di operaio, non posso rassegnarmi a dover vivere una vita del genere.
Sfruttato, sottopagato e preso per i fondelli con varie storielle.

Io sono un povero operaio si...ma con la mia dignità di essere umano.

8 commenti:

Gap ha detto...

L'ho letto ieri, dopo pochi minuti che lo avevi pubblicato, e mi sono detto domani lo commento. Torno ora e trovo che nessuno ha ancora scritto una parola. E mi sono venute in mente le parole che Gustavo Zagrebelsky ha detto ieri a Milano nella manifestazione di Giustizia e Libertà. Cito il concetto: quando subentra e prevale la stanchezza e la rassegnazione non c'è più nulla da fare.
Il tuo post privo di commenti mi intristisce. Forse siamo già dentro la stanchezza e la rassegnazione nonostante le manifestazioni e i buoni propositi.
Sono orgoglioso di avere un amico operaio, povero e stupido come te.

Prometeo ha detto...

Forse la gente, pur essendo operaia e (soprattutto!) operosa, preferisce non piangersi addosso con logoro vittimismo sui blog!
Eh?!

la Volpe ha detto...

"Io sono povero, operaio e stupido, uno che lotta per arrivare alla fine del mese, per cercare di garantire in un qualche modo ai propri figli un futuro diverso dal vivere otto ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, per 40 o più anni dentro le mura di una fabbrica facendo così l’interesse di un miliardario."

Io sono un prossimo disoccupato, e non saprei dove sbattere la testa senza la mia famiglia, per mia fortuna non povera. Ma io, che famiglia potrò mai avere? E soprattutto, che famiglie voglio vedere attorno a me?

Io non smetto di lottare.

E questo pezzo di umanità è splendido.

il Russo ha detto...

Siamo in due nella stessa situazione, in tutto e per tutto, al punto che fare l'indignados per quelli come noi è diventato un lusso...

antigonicat ha detto...

Tutti siamo operai... e siamo pezzi sostituibili.. non importa quanto hai studiato, se lavori con le mani o con la testa, o quanto ti stanchi. Ci sara sempre chi ti sfrutta usando il pretesto che la dita l ha ereditata da qualcuno e per questo sara in grado di decidere per te.
Decidere se prenderai lo stipendio o no..
e se non ti piace il modo che decide..poco importa.. c è sempre qualcuno che sara felice di prendere tuo posto, senza tante storie, per sfammare una famiglia..

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Grazie del commento antigonicat. A presto...

Anonimo ha detto...

Ciao Io sono Riccioli Neri che commenta di solito il blog di Gap, Luz, il Russo e altri...E non sono solita scrivere certe volgarità. Inoltre credo che chi scrive sia un uomo. Io sono una donna, di sinistra, femminista, che leggo con piacere il tuo blog e da precaria e donna ormai adulta non il tempo per andare ad infastidire gli altri. Questa persona non è neppure in grado di firmarsi con il proprio nome o un nickname...lo fa per infastidire...poveraccio!
Un abbraccio
Riccioli Neri

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Bene, siccome il blog e' mio e decido io cosa pubblicare, penso sia meglio censurare quando il tutto diventa volgare e sgradevole.
A presto.