sabato 12 giugno 2010

L'ORA DELLA RESPONSABILITA'

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.Perciò odio gli indifferenti.L'indifferenza è il peso morto della storia.L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta già costruendo.E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'é in essa nessuno che stia dalla alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Peciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci,11 febbraio 1917

7 commenti:

Gap ha detto...

C'è bisogno che ti dica che condivido? Speriamo che anche altri si rendano conto che l'ora della responsabilità è arrivata e non si può fare a meno di affrontarla.

Ernest ha detto...

Condivido tutto!
Questo paese è troppo pieno di indifferenti e compiacenti direi anche
un saluto

il Russo ha detto...

E' vero, anch'io odio gli indifferenti e queste parole le ho sposate sin dalla prima volta che le ho lette.
Ma nel contempo non adoro i coinvolti, perchè spesso sono altrettanto colpevoli marciando sulla pelle degli utili idioti indifferenti...

peace and love ha detto...

EILAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!PASSAVO PER UN SALUTO!!!!XD

il giardino di enzo ha detto...

Lo stampo e me lo metto in ufficio, in casa, al Circolo. Non ho mai letto Gramsci, sbagliai parecchio. Queste parole sono vere e bellissime. Grazie, per caso sono capitato qua.
Ciao

Marianna ha detto...

io condivido le tue idee ma qui haimè nessuno si smuove veramente , hai visto cosa è successo a quello del pdl festino e trans che roba da chi siamo governatiiiiiiiii bla !!!!!!!!!!!!!!

loris ha detto...

E' la mancanza di indifferenza che mi fa cercare quotidianamente forme nuove per comunicare e per lottare. Se il quadro fin qui sotto gli occhi di tutti è quello dell'insufficenza e dell'inadeguatezza ritengo sia nostro dovere provare e riprovare a cercare i percorsi corretti.