Passa ai contenuti principali

CHI NON VUOL CHINAR LA TESTA

Ormai parlare di non chinare la testa, sembra quasi più un atto di testimonianza che un concreto atto di organizzazione e cambiamento. Per quanto però percepisca questo, sono fermamente convinto che, proprio nel momento assai greve in cui viviamo, servono persone in grado di trovare la forza e il coraggio di continuare a dirlo, di continuare a resistere cercando di infondere fiducia al lassista popolo di sinistra . Urge ritrovare la forza e la volontà di uscire da questa situazione kafkiana, nonostante il vento sia fortemente contrario ( ma quando ci è stato favorevole?).
Parli di Resistenza, dei valori che hanno mosso donne e uomini a seguire le impervie vie del riscatto umano, e ti senti rispondere , da gente che sbianca di paura nel fare uno sciopero o una firma per un referendum, che allora erano altri tempi : come se rischiare di prendersi una pallottola e morire avesse una diversa gravità a seconda del contesto storico. Certo, le sofferenze della guerra acuivano la voglia di riscatto, ma auspico non sia necessario ritornare a ciò per risvegliarsi dal torpore in cui si è caduti.



Non voglio essere settario e parlare solo di comunista, per me è sufficiente dire che chi non vuol chinare la testa ha a cuore le vie del progresso umano.
I leaderismi, gli egoismi, l'ignoranza, l'antipolitica, il populismo, l'indifferenza, l' egocentricità, il narcisismo, la competizione, l'affarismo, la furbizia come valore, l'arroganza, l'immaturità e tante altre schifezze di cui oggi la società è infestata, non fanno altro che esacerbare la disastrosa situazione in cui viviamo.
Solo inseguendo la Giustizia sociale in armonia con l'ambiente in cui viviamo, si potrà avere quell'ordine e pace , che oggi tutti vacuamente sbandierano.
Sono troppo idealista? Per me, ciò che muove una persona a lottare per emanciparsi dal male, è solo un forte sentimento di amore nei confronti della vita e degli esseri umani. Tutto il resto è pavidità, interesse personale...nichilismo.

Commenti

il Russo ha detto…
Chinar la testa? Si può riuscire una volta, due, per semplice istinto di sopravvivenza, ma alla terza volta fanculo a tutto e tutti e si paghi quel che c'è da pagare...
Punzy ha detto…
ma sai, Marco, io credo che il punto ia che manca, ormai del tutto, l'amore per il prossimo nostro e l'amore per la società, tutta
Non le vogliamo più bene, a questa nostra Italia
la Volpe ha detto…
noi ci si prova. un abbraccio.
ex-dani ha detto…
Manca il coraggio... e i valori.
luce ha detto…
I tuoi ideali, che condivido in pieno, sono da far tenere la testa altissima su questa Italia che , come dice Punzy, non si vuole più bene.
Io le voglio ancora bene e la testa provo a tenerla alta,prima o poi il cielo sembrerà più vicino e meno nuvoloso per tutti.
Però...senti puzza di briuciato anche tu nella maggioranza? Io sono speranzosa
Un abbraccio affettuoso
Bob Bulgarelli ha detto…
Mi è capitato, proprio pochi giorni or sono, di vedere il documentario di Carlo Lucarelli sul bandito Giuliano, il bandito che non esitò a compiere la strage di Portella della Ginestra, dove i principali obbiettivi erano quelli dei sindacalisti e rappresentanti della sinistra che volevano il riscatto dalle condizioni disumane nel quale erano costretti i lavoratori. Ora le modalità sono cambiate, ma l'obbiettivo di chi detiene il potere è sempre lo stesso: aumentare la loro ricchezza col minimo dispendio di risorse possibili. È questo il momento di tenere alta la testa! Proprio il momento in cui la maggior parte di noi è pronto ad abbassarla, è questo il momento che chi ne ha il coraggio non si avvilisca e la tenga alta! In questo gli aquilani ci stanno dando un esempio, anche se dettato da necessità contingenti, necessità che sono state nutrite da vicende note a noi tutti, avvenute dopo la catastrofe, e che sarebbero potute essere evitate non dando fiducia a chi non la meritava (e non la merita).
Grazie di cuore per queste tue parole, Marco, che mi corroborano e contribuiscono significativamente a mandarmi avanti.

Post popolari in questo blog

VA TUTTO BENISSIMO

Nelle prossime edizioni dei libri di storia da allocare nelle scuole pubbliche (se esisteranno ancora) queste generazioni verranno ricordate come un popolo democratico senza alcun tipo di problema che garantiva prosperità alle successive discendenze dove la libertà era sovrana. Nel mondo attuale però le cose stanno in maniera completamente diversa ma, grazie ad un giornalismo pro potere e di bassissimo livello, una politica subordinata agli alti poteri finanziari e soprattutto ad un popolo inerme ed ignorante, la situazione che ne esce è di assoluto controllo e normalità. Vorrei analizzare alcuni punti salienti ma in maniera superficiale solo per provare a rendere il quadro generale comprensibile a tutti. ·         Attualmente sono in corso molte guerre per l’acquisizione di materie prime importanti ma anche territoriali per poter gestire meglio azioni militari contro qualche paese o nazione. ·       ...

QUANDO DIVENTO UN RAZZISTA CATTIVO

Ieri ho letto la notizia dello stupro di Ponte Galeria a Roma e non posso fare a meno di parlarne. Lasciando perdere le strumentalizzazioni politiche e la violenza terribile in se, visto che violentando una donna non ci si impossessa solo del suo corpo ma della sua vita, il mio biasimo è rivolto a quei rumeni deficienti oltre che criminali. Premetto di non essere come la maggior parte degli ignoranti, che per colpa di 2 delinquenti criminalizza intere etnie o nazionalità, ma la cosa un po' mi altera. Ora...già in Italia c'è uno strisciante clima di intolleranza, se poi si commettono queste schifezze la cosa di sicuro non migliora. Capita infatti, come mi è successo ieri sera parlando di questa faccenda, gente sentir dire che i rumeni sono una brutta razza, e dopo questi eventi, diventa impresa spiegare che la colpa è di 2 persone e non di un' intera nazione. Per me è incomprensibile tutto ciò, mi chiedo: sono all'estero, in un paese dove il nemico principale sembra ess...

DISADATTATO

Quando sarò capace di urlare tutto il mio essere disadattato a questa società, senza aver paura delle conseguenze, allora sarò libero. Quando non avrò davvero timore di andare contro tutto e tutti, anche solo, o del giudizio altrui, forse smetterò di essere un' idealista fine a se stesso. Nel frattempo, rimango una sterile formichina che urla il suo dolore sperando di non dimenticarsi di se stesso.