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SPERO SOLTANTO

Spero soltanto di stare tra gli uomini, che l'ignoranza non la spunterà... che smetteremo di essere complici... che cambieremo chi deciderà.

Spero soltanto che riusciremo un giorno ad emanciparci da questo "feticismo della soggettività", che caratterizza il nostro tempo, per il quale la vera libertà si manifesta solo nello poter scegliere cosa consumare.

Spero soltanto che riusciremo a difendere la nostra democrazia ( o ciò che ne resta) dalle privatizzazioni selvagge. Infatti, se la politica viene esautorata dalle decisioni a livello di servizi essenziali, si tratta ancora di democrazia? Se una persona sola può decidere di altri milioni di essere umani, rendendo conto solo al dio denaro, si tratta di democrazia?

Spero soltanto....

Tutto ciò per dire o ribadire, ancora una volta, che il vero problema si trova alle fondamenta di questo sistema, nella convinzione subdolamente inculcata del potersi salvare individualmente. Tutto ciò che è privato è meglio, ci dicono.

Intanto...ognuno di noi annaspa nel proprio angolo di mondo , il quale inesorabilmente si restringe nella routine quotidiana del lavoro, nella drammatica carenza di rapporti umani, nelle paure sempre più grandi e insopportabili. La paura di perdere il lavoro, la paura dello straniero, la paura del futuro. Perchè ormai la paura è dappertutto, la si vede, serve a questo sistema per inibire ogni alternativa; perchè in fondo potrebbe andare peggio e quindi è meglio stare fermi, immobili.

Tutto ciò che è altro dal nostro angolo di mondo è solo un nemico, un concorrente del quale sbarazzarsi al più presto per poter credersi qualcuno, illudersi di potersi salvare in questa lotta spietata. Ma se non servi al mercato, se non sei merce appetibile, se le tue qualità non sono utili al mondo del lavoro, il gioco è finito: non hai diritto di vivere perchè automaticamente sei un parassita.

Però nel frattempo, ci lasciano poche briciole per farci credere di potercela fare, per mantenerci nell'illusione, per non desistere dalla stolida lotta a cui siamo chiamati giornalmente.

Poche briciole, per continuare a scannarci nell'interesse di questo mostro chiamato economia, al quale non sappiamo più ribellarci.

E intanto la disperazione e il senso di impotenza, hanno preso il nome di pace sociale.

Commenti

la Volpe ha detto…
mi fa piacere rileggerti dopo tanto tempo. spero tu stia bene e sia in forma, nonostante l'amarezza civica.
SCHIAVI O LIBERI ha detto…
Grazie volpe. Lo so: latito da parecchio purtroppo.
Non sono proprio mentalmente in forma, ma la via è quella giusta.
Grazie.
Punzy ha detto…
carissimo, alla rete manchi..e da te arrivano sempre parole profonde
bentornato
luce ha detto…
Spero soltanto che gente come te non si arrenda,sennò come fa la gente come me?
E'sempre una boccata d'aria e di cuore leggerti.
Vedrai, Marco,le cose cambieranno, non è più concepibile un' Italia egoista e politicamente vergognosa.
Un grande abbraccio affettuoso e non ti scoraggiare,c'è gente di grande responsabilità politica in giro che si sta svegliando.
Che bello questo blog, non appena entrato subito mi sono sentito a casa mia.

Ciao,
Mimmo

P.S. Grande Pierangelo.
Anonimo ha detto…
E 'vero! Ritengo che questa sia un'ottima idea.
Condivido pienamente il suo punto di vista. In questo nulla in vi e credo che questa sia un'ottima idea. Sono d'accordo con te.

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