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UN PO' DI CONTI

L’ INPS gode di ottima salute!


Nel 2008 l’insieme delle gestioni sono attive di 11.275 mln/€. Il Fondo pensione lavoratori dipendenti, al netto delle ex gestioni incorporate (trasporti, elettrici, telefonici ed dirigenti (INPDAI), è ampiamente in attivo di 9.011 mln/€.
Esistono da subito risorse disponibili per aumentare le pensioni, ricostituire il loro potere d’acquisto eroso dal 1992 e migliorare le indennità di cig che coprono attualmente solo il 50% del salario prima percepito.
Le pensioni non sono frutto della benevolenza dei governi, bensì il risparmio di una vita di lavoro; (33% del salario mensile versato all’Inps); malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica, ciò è falso.
Ministri, giovani e vecchi imprenditori, economisti di bottega sollecitano una nuova riforma delle pensioni con l’intento di abbassare la spesa pensionistica e di conseguenza la parte di contribuzione a carico delle imprese.
Dal 1° gennaio 2009, I lavoratori pagano più contributi e l’Inps paga con i loro soldi, prestazioni che per legge spettavano a carico della fiscalità generale.

· per effetto della legge finanziaria, il governo non versa più all’inps il costo di alcune prestazioni assistenziali/previdenziali, quali ad esempio: l’incremento degli assegni al nucleo familiare; la revisione dei requisiti di accesso al pensionamento anticipato; incremento dell’indennità di disoccupazione non agricola, a requisiti interi e a requisiti ridotti; il miglioramento dell’indicizzazione del meccanismo dei cosiddetti tetti; l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione anticipata e redditi da lavoro.

· tale grave decisione è stata assunta dal Governo con la motivazione che all’INPS con l’aumento della contribuzione dei lavoratori ha avuto notevoli incrementi delle entrate.

· scattano dal primo gennaio del 2010 i nuovi indici per definire la pensione in base al calcolo contributivo. Il taglio dell'assegno pensionistico, a seconda dei casi, varierà dal 6 all'8 per cento

· successive modifiche saranno disposte con cadenza triennale e non più quinquennale, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze senza alcuna trattativa

Si tenta di aumentare l’età pensionabile a partire dalle donne del pubblico impiego, per le quali con furbizia si utilizza una richiesta di parità da parte della comunità europea

Inps: chi paga le pensioni?

L’Inps, nella sua globalità, chiuderà il 2008 con un avanzo finanziario di 11.275 milioni di euro; il bilancio preventivo 2009 prevede un avanzo di 10.443 milioni di euro.
A tale risultato hanno contribuito nel 2008 in modo determinante le gestioni lavoratori dipendenti, (2.228 mln/€ di attivo), la gestione prestazioni temporanee (9.279 mln/€ di attivo) e la gestione lavoratori parasubordinati (8.515 mln/€ di attivo).
Il Fondo pensione lavoratori dipendenti nel 2008 ha avuto risultato economico positivo per 9.011 mln/€.
Le ex gestioni autonome, incorporate in quello dei lavoratori dipendenti, invece hanno speso più di quanto incassato (ex fondo trasporti: -1.040 mln/€; ex fondo elettrici: -1.995 mln/€; ex fondo telefonici: -638 mln/€ ex INPDAI: -3.110 mln/€) e quindi il risultato economico si è ridotto a 2.228 mln/€.

Come da tempo avviene, nel 2008 sono state in profondo rosso le gestioni coltivatori diretti e mezzadri (-5.074 mln/€), artigiani (-3.195mln/€), il fondo del clero (-115 mln/€); continueranno ad esserlo anche nel 2009 e l’Inps prevede in rosso anche la gestione degli esercenti attività commerciali.
I lavoratori dipendenti versano più di quanto ricevono e i loro contributi, per decisione dei governi, vengono utilizzati per pagare pensioni ad altre categorie di cittadini dei quali non si discute il diritto ma il chi paga.
Esistono quindi le condizioni per aumentare le loro pensioni e le indennità di cig; lo stato provveda a coprire le spese che decide con le tasse senza metterle a carico dei lavoratori.
A carico della spesa pubblica c’è, anche se non totalmente, la parte assistenziale, (43 voci di spesa che vanno da pensioni sociali, assegni sociali, assegni vitalizi, maggiorazione sociale al minimo, coltivatori diretti ante 89, pensionamenti anticipati, pensioni d’annata, invalidi civili, portuali, ex combattenti, assegni familiari a coltivatori diretti, sgravi contributivi alle aziende, esoneri contributivi, agli assegni natalizi ai tubercolosi ecc.
Per paradosso, se si volesse ridurre la spesa pubblica, bisognerebbe tagliare l’assistenza, non certo le pensioni, abbondantemente pagate con i contributi che il lavoratore versa per 35-40 anni.
Le pensioni non sono frutto della benevolenza dello stato o dei politici, bensì il risparmio di una vita di lavoro; (33% del salario mensile versato all’Inps); malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica, ciò è falso.

La Cub rivendica da subito l’aumento delle pensioni, ricostituendo il potere d’acquisto eroso dal 1992 e delle indennità di cig che coprono attualmente solo il 50% del salario prima percepito. Ciò è indifferibile per contrastare le condizioni di disagio di milioni di pensionati e centinaia di migliaia di cassintegrati e per rilanciare i consumi interni e quindi la produzione di beni e servizi.

Elaborazione a cura dell’Ufficio Studi Cub su dati Inps

Milano 22/06/2009

Confederazione Unitaria di Base

Sede nazionale Milano V.le Lombardia, 20 tel. 02.70631804

www.cub.it www.cubvideo.it cub.nazionale@tiscali .it

Commenti

Punzy ha detto…
ok, sono esterefatta...non so come potra' vivere mia zia pensionata se riducono il suo assegno di 560 euro..o meglio, quando lo ridurranno..
Nicolanondoc ha detto…
La realtà non è facile da commentare...la si subisce.
Ciao Marco a presto
riccardo uccheddu ha detto…
Precisazioni puntuali e che sfatano tanti frusti luoghi comuni...
Sarebbe ora di riprendere a battersi per ricordare a tanta gente che lo stato sociale non ci è stato regalato da nessuno.
Ma che può esserci tolto, se non esercitiamo il binomio gramsciano "ottimismo della vlontà, pessimismo dell'intelligenza."
Ciao!

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