Passa ai contenuti principali

Io penso...

Come avrete notato, in questo periodo ho drasticamente ridotto la pubblicazione sul blog: è un momento di riflessione, nel quale sto leggendo libri cercando quel nutrimento dell'intelletto che questa società tende ormai ad assuefare alle sue logiche. Il punto della situazione è poco confortante, siamo allo sbaraglio. Tutto ciò, ha posto in me seri interrogativi anche sull'utilità del blog: alla fine molte volte parliamo con chi già la pensa allo stesso modo senza creare un reale cambiamento nel mondo esterno. Perchè la questione non è che non ci siamo, ma che siamo troppo divisi per ostacolare l'avanzata di questo sistema comunque ormai alle corde. Tutti sappiamo cosa non va, questo libero mercato usato solo per scardinare le resistenze dei vari popoli contro lo sfruttamento umano e ambientale della propria terra. Il libero mercato dei poveri, contro gli aiuti di stato alle istituzioni finanziarie causa preminente del collasso ambientale ed economico che si prospetta. Per libero mercato, intendo libera iniziativa ma che abbia una utilità sociale, che migliori le condizioni di vita e di salute dei cittadini anche a discapito del mero raggiungimento del profitto privato. Se non ci fosse un mondo fondato sulla concorrenza (dei poveracci perchè i ricchi si salvano sempre),questo potrebbe essere un momento storico di grandi conquiste sociali e di uguaglianza fra i diversi popoli. Invece, il potere, quello vero cioè economico visto che la politica ormai è subordinata al mercato, continua a fare in modo di considerare l'essere umano " strumento della produzione" al pari di una macchina. Si vive per produrre e per consumare ciò che si produce: questo è il massimo progresso umano raggiunto, con un numero sempre più ridotto di persone che si arricchisce a dismisura. Per conto mio, il blog inizia a starmi un po' troppo stretto, è ora di scendere in piazza, di fare qualcosa trovandosi nel mondo fuori. Prima di fare questo però, è mia intenzione chiedermi cosa faccio io ogni mattina appena alzato, che favorisca involontariamente questo stato di cose.

Commenti

Franca ha detto…
... quindi sono.

Se lo facessero tutti già saremmo un bel pezzo avanti...
XPX ha detto…
La lettura è uno dei miei "rifugi" preferiti ...
l'incarcerato ha detto…
Ottima riflessione, dipende da come si usa. Se ci limitiamo solo a generelazziare, a d urlare e basta. Eì tutto inutile quello che facciamo. Dovremmo porci degli obiettivi e raggiungerli.

Per il resto ha ragione Franca, io dico se lo facessero tutti sarebbe la RIVOLUZIONE.

Un abbraccio e fai benissimo a leggere. Il rischio di internet è di limitare le letture. E sarebbe la fine!
Crocco1830 ha detto…
Il blog è solo uno dei momenti di contatto. Lasciarlo sarebbe a mio parere un errore. Forse è il caso che si cominci a ripesare al suo utilizzo. Nel senso che non può rimanere solo un momento di scambio di opinioni, ma essere un luogo di proposte per fare qualcosa.
In tante occasioni è già capitato. E' il caso forse di sviluppare questo atteggiamento.
Punzy ha detto…
Marco, al momento la comunicazione, il contatto, serve anche se non a cambiare il mondo.
Non possiamo fare la rivoluzione, non sono tempi, non sono modi; dobbiamo resistere fino a quando non troveremo una modalita' democratica di ripristino della legalita'.
Cosa faccio quando tutti i giorni per cambiare le cose?
faccio la raccolta differenziata dei rifiuti, cerco di inquinare il meno possibile andando a piedi invece di usare il motorino ogni volta che la situazione lo consente; non faccio debiti, non uso carte di credito,pago le tasse,do' da magiare ai randagi, qualche coperta ai barboni, rispondo sinceramente alle domande dei bambini, rispetto gli anziani, lavoro, produco, boicotto prodotti di multinazionali, mi interesso a quello che succede nel mondo, firmo petizioni, partecipo a discussioni, cerco sempre di reperire l'inforazione obiettiva, leggo, leggo ,leggo

e' poco?
non lo so, questo e' quello che posso fare, almeno per il momento
Le Favà ha detto…
Marco, se anche solo uno dei tuoi post, può far vacillare o nella migliore delle ipotesi cambiare una coscienza allora non è tempo perso.

Pensaci.
elena ha detto…
E' vero che i blog, per quanto belli e curati ed istruttivi, ci stanno un po' stretti ultimamente... (mi ci metto anch'io, anche se le mie motivazioni sono parzialmente diverse). Ma è anche vero che dai blog sono partite iniziative come quella per Niki, si spera che decolli in positivo quella per Sandro Marcucci e, non ultimo, capita anche che nei blog si accendano discussioni perché arriva qualcuno che già non la pensa come noi.
Certo non basta... come a me non basta fare la raccolta differenziata se poi vado a lavorare in un posto che - almeno per ora - continua a produrre plastica. Perché il problema, lo ripeto ormai sterilmente da tempo, non è tornare a far crescere il PIL o aumentare gli stipendi perché la gente si rimetta a consumare. Il problema è che (secondo me) dobbiamo decrescere. Produrre cose che durino e tornare ad occuparci delle riparazioni anziché delle sostituzioni. Tutto questo implica un generale ripensamento del nostro modo di vivere e magari anche un cambio di stile di vita radicale - tipo il discorso cascina che facevamo qualche tempo fa. Non dico certo che è facile, o piacevole, o che basta volerlo. Io per prima ho tante incertezze, dubbi, paure ed impossibilità... ma forse, dico forse, potremmo cominciare a confrontarci da qui. certo è che da soli faremo gran poco...
E comunque, caro Marco, grazie per tutti i post che hai fatto finora. A te sembrerà un lavoro banale, ma far riflettere non è mai inutile. Senza dimenticare, certo, che il mondo è lì fuori...
ti abbraccio.
arturo ha detto…
in questo periodo di grande incertezza solo il grande Berlusconi può aiutarci. lui solo può farlo
catone ha detto…
In effetti il blog serve solo a due cose: liberare le proprie idee con persone sconosciute che possano condividerle e uscire dalla solitudine. Per incidere anche in minima parte sulla società, la sola via è attivarsi e partecipare.
il monticiano ha detto…
Intanto una delle cose positive che fai è quella di scrivere ciò che tu scrivi mentre per me è positivo poterle leggere.
Io mi sento soddisfatto almeno in parte.
amatamari ha detto…
Un blog può diffondere notizie, creare iniziative, dare spazio alle riflessioni.
Prima e dopo di scendere in piazza il confronto anche virtuale può essere uno strumento utile alle persone.
Alessandro Tauro ha detto…
Credo che i tuoi stessi pensieri, le stesse perplessità e le stesse domande sull'utilità e sui risvolti di un mezzo di comunicazione come il blog siano gli stessi e le stesse che mi pongo quotidianamente, ogni volta che mi ritrovo a scrivere un commento, a pubblicare un post o chissà cos'altro.

Sicuramente ridurre lo spazio dedicato ad un blog per dedicarsi alla conoscenza di ciò che non conosciamo (che sia la lettura, il viaggiare o altro ancora) è una scelta che impreziosisce ancora di più il potenziale di un mezzo quale il blog.

In ogni caso, credo che non importi troppo la frequenza degli aggiornamenti, lo stile utilizzato o la quantità di temi trattati. Se anche una sola persona che non ti conosce, finisce per leggere ciò che hai scritto, ne rimane colpita e rimane a riflettere su di esso, hai fatto più di quanto persino alcuni giornalisti, scrittori e poeti non riusciranno a fare mai nella loro vita.

Ed è una cosa di un'importanza impareggiabile...
desaparecida ha detto…
credo molto in ciò che ha detto alessandro tauro.

Tutto sta nel come si fanno le cose di qualsiasi natura siano....
E' esserci con il pensiero chiedersi...chiedere...e poi provare...

Se cmq il tutto ti sta stretto è giusto che segui la tua strada.

Un abbraccio ()
Gap ha detto…
Caro Marco,
immancabilmernte ogni tanto ci poniamo la stessa domanda. Alla fine ci diamo sempre la stessa risposta, sì è vero il blog non ci basta, non rende appieno il nostro bisogno di comunicare e di agire per tentare di cambiare le cose. E non basta nemmeno comportarsi civilmente come Punzy e, immagino, tutti gli altri frequentatori di questo blog.
Ma non sono d'accordo con Catone, non si tiene il blog per uscire dalla solitudine, perlomeno non tutti, non la maggioranza. Si tiene un blog per condividere le proprie idee, le proprie aspettative, i propri desideri. La tua voglia di lottare concretamente non può trovare sbocchi che nell'impegnarsi nella lotta politica, o nel sociale.
Nella lotta politica, ne abbiamo già parlato, occorre fare una scelta. Sscegliti la formazione politica che più ti si avvicina, farai sempre in tempo a cambiare, tanto, lo sappiamo una che ci va a pennello come un vestito di sartoria, non la troveremo mai. O vai nel sociale, sai benissimo quanti ultimi tra gli ultimi ci sono da aiutare.
Ma. detto questo, non pensare di chiudere il blog, mi costringeresti a venire a Gazoldo degli Ippoliti per prenderti a calci nel culo per rimetterti davanti alla tastiera.
Con affetto, quel rompicoglioni di
Gap
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Gap: in ogni caso sarebbe un modo per rivederci. Ciao compagno e grazie.
Ringrazio tutti naturalmente per i commenti e l'affetto dimostrato.
elena ha detto…
Uh che bella la risposta di GAP... quasi quasi chiudo il mio blog e voglio proprio vedere se viene a prendere a calci anche me... attento GAP, che al momento sono una vecchia a rotelle, però sono pure... de fero, e sul serio!!! :)

Marco, visto che so che non ti offendi, ribadisco il mio precedente OT: digitate per favore Sandro Marcucci in un qualsiasi motore di ricerca, aprite il sito di Rita Atria o quello di Laura o facebook o leggete il capitolo 7 di Impossibile pentirsi di Mario o leggetevi il nostro post e poi, se lo ritenete giusto, aiutateci a riaprire il caso. E' un altro "suicidio" di stato, direttamente collegato ad Ustica.
Grazie.
Un abbraccio, elena
desaparecida ha detto…
però....gap!

Così....solo per abbracciarti!




(Marco tu ascoltalo va....)
luce ha detto…
Caro Marco che legge e non scrive, NON TI PERMETTERE DI ABBANDONARE IL BLOG!!!
Appoggio Gap in tutto e per tutto, e comunque anche parlare di certe cose, le fa fare...io almeno da quando leggo te, faccio molto di più: come?
Beh vedo meno televisione, insegno ai miei figli il valore dei soldi, quello vero, faccio poesia militante, mando a qual paese istituzioni e rappresentanti governativi, vado alle manifestazioni e PENSO!!!
E tutto grazie a te. oltre a metterci di mio...quindi leggi, pensa, fai ma non andartene per favore.

Un bacio affettuoso e buon san Valentino a te e al tua amore , che l'Amore, quello non passa mai di moda e serve comunque all'anima..
frufrupina ha detto…
Ciao dolcissimo buon San Valentino. baci
il Russo ha detto…
Ti capisco, il blog sta stretto, il blog non è fine (se non a livello terapeutico di sfogo per la propria rabbia e indignazione) ma mezzo, quando però "scopriamo" che anche come mezzo non è granchè ci demoralizziamo.
Il blog è un qualcosa in più, credo ci sia una via di mezzo fra farci la rivoluzione sopra e chiuderlo del tutto, uno può lavorare, uscire con gli amici, partecipare a manifestazioni, fare l'amore, andare a pagare le bollette e magari, in un giovedì sera qualunque o in un sabato pomeriggio di relax lontano da tutti, sfogarsi aggiornandolo.
Ripeto, io stesso ho progressivamente lasciato l'aggiornamento costante al blog per una gestione più de panza (sono capace di tacere per quattro/cinque giorni poi di postare 5/6 pezzi in due come nel caso di Eluana), ma tagliarsi le palle solo perchè in un certo periodo non si tromba mi sembra quantomeno superficiale...
Un abbraccio forte.
pierprandi ha detto…
Condivido il pensiero del Russo, "il blog è un qualcosa in più", Un luogo dove esternare le proprie riflessioni, i propri pensieri e confrontarsi con altri, poi però le guerre si vincono sul campo di battaglia, che nel nostro caso è la vita quotidiana. Sul blog si manifesta il proprio dissenso(e va benissimo) poi però questo dissenso va esternato anche nelle piazze e pure in bar con gli amici, sul blog si può urlare che stiamo distruggendo il pianeta, ma poi deve seguire un intelligente raccolta differenziata (come fa la cara Punzy...).In definitiva, il blog è importante (per questo ti invito a non mollare...)per dare gli imput giusti, ai quali devono seguire azioni concrete. Un caro saluto
Luz ha detto…
E' vero, il blog sta stretto, soprattutto se si soffre di claustrofobia in questo paese dittatoriale. Ho diversi anni sulle spalle, gli amici non mi mancano, anzi spesso non riesco a vederli quanto vorrei, e sono diventata anche molto selettiva, nel senso che sto solo con chi mi piace molto. Eppure, Marco, per alcune cose mi sembra quasi di vivere una nuova stagione. Ho conosciuto il tuo sorriso tenero, e sebbene fosse quasi impossibile ci siamo incontrati e abbracciati. Ho fatto la stessa cosa con Fiordaliso e Loris e provo affetto e simpatia per quella canaglia del Russo. Perfino con un amico intimo come Helios sono riuscita a scambiare sensazioni nuove.
Penso che questo piccolo angolo ritagliato con fatica, fra persone che condividono molto, anche sentimenti di rabbia e impotenza, vada curato come un minuscolo giardino.
Ti abbraccio forte. Luz
Farfallaleggera ha detto…
Io credo, dopo avere letto tutti i commenti, che tutti abbiamo la loro parte di ragione e ti abbiano dato buoni consigli.
Alla fine del tuo post ti chiedi: cosa faccio io ogni mattina appena alzato, che favorisca involontariamente questo stato di cose.
beh puoi andare a fare spesa SOLIDALE, non so se ne hai sentito parlare. I negozi sono pochi, purtroppo ed anche lontani spesso dalle nostre case, ma se si è convinti...danno una piccola mano ai poveri contedini di terre lontane che si ribellano allo sfruttamento delle multinazionali...
Lo stesso discorso vale, quando vai al mercato, è necessario non comperare prodotti delle multinazionali....Non so se sono riuscita a farmi capire, bacio giò
natalibera ha detto…
Ciao....spero tutto bene!!

Ti abbraccio
Alligatore ha detto…
Capisco il tuo punto di vista, un blog è come una pianta che bisogna innaffiare spesso, altrimenti avvizzisce. Per farlo si tralasciano altre cose (già, la lettura di libri cala clamorosamente...), però sarebbe una grave perdita quella del tuo blog. E poi scrivere quello che scrivi è importante quasi come una manifestazione (è una manifestazione del pensiero, non certo debole). Magari posta qualche volta in meno (la tua pianta è bella robusta, ha bisogno di meno cure), ma posta ... e poi, pensa al tuo paese pieno di blogger che vengono a prenderti a calci e poi si fermano a mangiare a casa tua i tortelen. Un bel costo economico e di pasta Fissan.
riri ha detto…
Ti abbraccio caro Marco e condivido Gap..in pieno. Non hai bisogno di molte parole...
frufrupina ha detto…
Ciao dolcissimo condivo in pieno anch'io...serena serata.
Silvia ha detto…
Ehhh...Quanto ti capisco...

Non ci abbandonare però eh! :)

Un saluto

Post popolari in questo blog

Considerazioni

La crisi morde, e il degrado al quale stiamo assistendo lascia sbalorditi. Tutto ormai si riduce ad una contrattazione al ribasso in  qualsiasi campo della vita politica, economica e sociale di questo paese. Sotto il peso del ricatto della crisi e di questa stolta teoria di sviluppo, subiamo miserie che fino a qualche decennio passato pensavamo buttate nel dimenticatoio della storia.
Così ci ritroviamo qui a difendere nel terzo millennio l'acqua come bene pubblico, ad aggrapparci ad un lavoro che nella maggior parte dei casi subiamo come violenza psicologica e sociale senza una qualche speranza di realizzazione professionale; a lottare per ciò che ritenevamo elementari diritti di una società civile come poter godere di una vecchiaia senza il dover pensare a come fare per mantenersi.
Siamo in crisi, in crisi di sistema economico e antropologica: ci hanno cambiati in questi 40 anni, adattati ad un pensiero unico che, promuovendo individualismo e competizione, ora ci sta conducendo …

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale,…

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…