sabato 4 luglio 2009

SE FOSSI UN IMMIGRATO

Se fossi un immigrato, me ne andrei da questa italietta di ruffiani, leccaculi e persone senza un briciolo di dignità abituate solo a deresponsabilizzarsi. Me ne andrei, perchè non è giusto che con il mio lavoro sottopagato, mi renda complice dell'insostenibile tenore di vita di questa gente ipocrita. Me ne andrei, perchè sono un essere umano, non una pedina al servizio dell'economia: troppo facile, semplice, accettare solo chi di cui si ha bisogno. Me ne andrei, perchè l'immigrazione non è un valore in sè: se sono dovuto scappare da fame, morte e bombe, non è stata una mia scelta voluta ma la costrizione data da un sistema ingiusto, che considera le persone burattini nelle mani di interessi superiori. E poi, tornerei al mio paese, proverei ad organizzarmi perchè solo così potrei evitare la medesima umiliazione ai miei figli. In fondo siete voi italiani, chiusi nelle vostre case, abituati a credere a sogni irrealizzabili a non volerci. Avete dimenticato il vostro passato, o forse nemmeno lo conoscete, ignoranti ( circa il trenta per cento di connazionali, non è in grado di leggere un articolo e comprenderne il senso). Chi non conosce il proprio passato, chi non è a conoscenza dei processi sociali, economici e culturali, che hanno permesso a noi di avere ciò che abbiamo, dove può andare se non allo sbando? Io se fossi un immigrato me ne sarei già andato, e poi starei a guardare la vostra economia sfaldarsi come giusta conseguenza del vostro odio irrazionale. Io me ne andrei, ma prima chiederei alle vostre multinazionali che fanno profitti sfruttando e inquinando l' ambiente nella mia terra, di fare altrettanto. L'unico rammarico è aver saputo in che mondo triste e ricco di odio viviamo.

16 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ho usato una forma discutibile: "se fossi un immigrato" e poi "voi italiani" perchè non mi riconosco da italiano in questa legge e quindi mi sento un po' immigrato.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Se ne andrebbero anche loro davvero potessero

In realtà, se veramente avessero una scelta, non partirebbero mai ma nel loro Paese fame, guerra, morte sono ragioni più che valide per andarsene.

E qui, nonostante tutto, trovano di più (nella miseria dello sfruttamento che cmq subiscono) di quello che avrebbero tornando.

Scelgono una disperazione da vivi ad una da morti.

Ma hai ragione tu, questa non é vita e potessero ancora una volta scegliere, sono certo che se ne andrebbero da qui.

Noi stessi, che qui ci viviamo essendo italiani di nascita, ma forse molti di noi oggi non nello spirito, stanno pensando a questa eventualità e molti che hanno potuto (vedi anche ricercatori per es.) a vivere e lavorare all'estero sono andati.

Ma lottando forse il vento girerà. E' l'unica speranza o se vuoi, illusione che ci resta da coltivare combattendo con le nostre idee e le nostre azioni

A presto! E grazie per le parole che hai lasciato da me. Spero di ritrovarti ancora su quella piazza virtuale che é il mio blog per leggere le tue parole e i tuoi pensieri liberi.

Daniele

sirio ha detto...

Ciao Marco, la penso come te e non credo di essere il solo:
da più parti ho sentito la voce di queste persone che intendono ritornare nei loro paesi d'origine per mettere a profitto quanto hanno appreso in Europa.

Buona domenica!

Morto di fame :( ha detto...

Se fossi un' immigrato arrivato in Italia io direi: Ma dove cazzo sono finito?

amatamari ha detto...

Se potessero tornare indietro lo farebbero subito...
Molti immigrati non hanno nessuna intenzione di fermarsi in Italia: approdano qui per poi andare verso il nord Europa.
L'Italia con il passare del tempo avrà risolto il "problema", e qui resterà solo la povera gente italiana che non ha i mezzi per trasferirsi all'estero.

bradipa ribelle ha detto...

anche io mi sento clandestina, non mi sento parte del paese cui appartengo... non è il documento di identità a fare la persona, mica il contrario e tutta la cieca ignoranza in cui viviamo pensa che sia semplicemente un pezzo di carta a fare la persone degna di essere e di esistere. Mi vergogno profondamente di questo paese, idiota e razzista, che però si serve degli immigrati, perlopiù clandestini, per sfruttarli al meglio, perchè manodopera flessibile e molto economica. E mi vergogno anche degli italiani, gente di poca memoria che dimentica quando sono stati i loro fratelli, sorelle, cugini... a emigrare e a vivere nelle vessazioni più umilianti.

luce ha detto...

Caro Marco, io personalmente mi vergogno come italiana emigrante nel dna ( e ce lo siamo scordati che abbiamo invaso il mondo noi italiani, specie poi meridionali? Italia senza memoria storica!!) di questa legge razzista e inutile peraltro, dato che non risolve la questione relativa ai flussi di popolazioni, che continueranno ad esserci, che utilizzeranno canali diversi della delinquenza organizzata, che alimenteranno il trffico di documenti falsi, e che alimenterà un traffico che è già terribile e doloroso per tutti.
La cosa che mi fa schifo di più è che un governo di "maggiotanza" debba essere schivo di una "minoranza" di un piccolo partito razzista, intollerante e VERGOGNOSO come la Lega, e permettetemi se mi inca§§o, ma per me la Patria è ancora un valore, una Patria di tante regioni fatte da persone che nel corso dei secoli e delle guerre sono state perseguitatae e SONO MORTE per dare un nome a questo stivale...andassero a studiare và, che è meglio..
Un abbraccio triste, ma prorpio triste.

Alessandro Tauro ha detto...

Stupendo post Marco, mi mancano le parole per commentare perché mi sembrerebbe di togliere, anche solo in parte, sacralità a quanto hai scritto.

Aggiungo solo che la precisazione sul "voi italiani" è quanto di più condivisibile si possa dire...

emanuela ha detto...

Non so proprio cosa farebbe un immigrato, ma sono portata a credere che, per sopportare tutto questo, non abbiano proprio altra opportunità. Bellissimo post

il Russo ha detto...

Se fossi un italiano mi vergognerei come un cane.
Per fortuna non mi sono mai considerato tale....

l'incarcerato ha detto...

Io vorrei veramente un'altra italia e sentirmi orgoglioso di essere italiano. Ma non mi hanno mai dato la possibilità, non c'è un momento storico adatto. Forse il rinascimento, ma non del tutto.

Purtroppo sono pessimista come te.

Gran bel post!

Tua madre Ornella ha detto...

Se avesssero la libertà di scegliere, secondo me come ognuno,
rimarrebbe nel proprio paese (tranne noi che probabilmente se avessimo la possibilità, almeno io me ne andrei dall'Italia!!!)
Un bacio
Ornella

Anonimo ha detto...

il tuo post è assai discutibile e passibile di denuncia per l'intento palese di diffamare il governo e la sacralità di chi lo compone.

ti invito a ritrattare e a mantenere un'ovvia sobrietà e amore e genuflessione nei confronti dei grandi della Terra - oserei dire dell'universo.

allo stesso modo non ti è concesso di criticare l'altissima moralità del nostro Paese e l'onestà di chi lo governa.

grazie

La Mente Persa ha detto...

Un abbraccio.
Nemmeno io mi riconosco in questa legge e non riconosco neppure il mio paese.
gio

Antonella Riviello ha detto...

E' bello rispecchiare il proprio pensiero in quello degli altri...siamo tanti e allora perchè le cose rimangono sempre uguali? Perchè ci accontentiamo di essere schiavi di tutto questo marciume? Io me ne andrei fuori dall'Italia se avessi la possibilità di farlo! Uniamoci per sconfiggere questo melanoma politico!
Aggiungo i omplimenti per il blog che ho linkato nel mio tra i preferiti e mi sono inserita tra i tuoi lettori fissi! Se ti fa piacere puoi visitare il mio blog Giunglaitalia all'indirizzo http://giunglaitalia.blogspot.com
Saluti da Antonella

Nicolanondoc ha detto...

Un abbraccio, caro Marco...insieme ai tuoi lettori :-)