Passa ai contenuti principali

VIA LE PANCHINE

Questa mattina, sul giornale locale, una notizia a dir poco "sensazionale" ha colpito la mia attenzione: il vicesindaco leghista-forzaitaliota di Rodigo, un comune limitrofo al mio, ha deciso di far togliere le panchine nel centro del paese perchè, a suo modo di dire, ciò disincentiverebbe le persone dal far niente. Ha tolto le "panchine del disoccupato", questo è il nome della formidabile operazione. Fantastico, non riesco a trovare un commento pertinente a questa ennesima cazzata del terzo millenio. Secondo me alcune persone devono ancora uscire da quello stato minoritario pre- illumminista. Ora, a parte la demagogia imperante, non credo proprio che togliere delle panchine, sulle quali tra l'altro siedono anche molti anziani, sia il modo migliore per incentivare le persone a lavorare. E poi, quell'equazione per la quale chi siede su una panchina, è di conseguenza un nulla facente, è tipica di luoghi dove le persone, chiuse in quell'insopportabile ignoranza, credono che il problema del lavoro sia solo una questione di voglia: chi vuole lavorare lavora sempre. Poi cosa c'entra se lavori 14 ore nei campi per miseri quattrini, se hai contratti a settimana o se lavorare è sempre più una forma di asservimento al padrone di turno conseguenza di anni in cui si è distrutta ogni forma di tessuto sociale. Io lavoro, e qualche volta capita di ritrovarsi sulle panchine in piazza a discutere: è una cosa normale. Ma non è così, continuano ad inseguire mostri, con gente che non riesce a far politica se non perseverando nel calvacare l'involuzione culturale del momento.

Commenti

stella ha detto…
E' inaudito ...togliere le panchine a chi lavora e si siede un attimo per riposare...agli anziani che si trovano per conversare, a chi ha un attimo di smarrimento per il caldo...ma sta gente ha una testa?

Bacio Marco.
sirio ha detto…
Ciao Marco, quanto mi piacerebbe che i pensionati andassero a sedersi nel suo ufficio, e lui (sindaco?) in piedi sotto il sole di questi giorni, con l'afa a fargli buona compagnia!!

Un caro saluto.
Simone ha detto…
no... non ci credo.
E ti dirò che, contrariamente alla tua osservazione io da buon romanticista qui ci vedo, purtroppo, fin troppo illuminismo, l'illuminismo che ha portato alla paranoica retorica del lavoro, tanto da arrivare a esternazioni ridicole come quella che hai descritto.
Una decisione che ha del tragicomico... colpo di sole subito da chi ha avuto questa pensata forse?
l'incarcerato ha detto…
Ma si , leviamo pure gli unici luoghi di ritrovo per socializzare e magari scambiarsi pareri e idee. Potrebbe essere pericoloso...

Un abbraccio!!
Mariarita ha detto…
Se in tutto il viaggio che abbiamo fatto per il nord europa non ci fossero state le panchine ogni tanto, sarei stramazzata al suolo alla prima città visitata!!!
E' inuaudito...già in italia non ci sono i servizi igenici pubblici come nel resto europa, ora toglieteci pure le panchine...e poi cosa ci toglierete???
Grazie per il bentornata e per il bocca al lupo per intervento.
Un abbraccio
Mariarita
Un abbraccio a te Marco,e visita il sito del Don,segui il link,scoprirai una strana persona che dice e pensa cose sacrosante,e detto fra' noi,approvo anche il "gergo verbale che usa".
Tanti lo criticano per questo,perchè da uomo di chiesa non dovrebbe,secondo i commenti che potrai leggere da te sul suo canale YouTube, dovrebbe usare un linguaggio piu' leggero,piu' educato,io direi ,piu' mellifluo,piu' ipocrita,è propio l'ammanto di Ipocrisia di cui si ricopre santa romana chiesa,facendo combutta con chiunque "elargisca money"e questo l'ha capito Sua Emittenza che con Sua Eminenza ,apostoli compresi fa affari d'oro-Ma qui,non ci sono piu ' pecorelle smarrite,ma solo caproni ,ben felici di smarrirsi dietro marchettare travestite da escort e parlamentine,per questa ragione approvo il linguaggio crudo del Don-Dare a Dio cio' che è di Dio,ma dare agli uomini e non a Cesare cio' che è del popolo!!!!!
Ha anche un suo sito personale,ben fatto,e con post scritti da varie persone,giornalisti compresi,da qui il seguito sulla rete ad una brava persona che ci parla solo di verita scomode!!
Non commento questa storia di panchine,perchè il solo pensiero mi fa "schiuma" alla bocca,e loro sono i primi ad averla quando urlano e sbraitano-Hanno fatto e continuano a fare presa sulle paure della povera gente-Attaccarsi alle panchine,perchè considerate per fannulloni è il massimo del ridicolo,non pensano mai che possa servire a chi è semplicemnte stanco e vuole godersi in santa pace mezzora al parco in santa tranquillita'....oppsss leva il santo,perchè quelli li sono solo diavoli travestiti,nel senso che invece del rosso hanno scelto il verde!!
Pupottina ha detto…
concordo con Stella...
è una cosa che non si dovrebbe fare ...
La Mente Persa ha detto…
Che gran cavolata! Li paghiamo pure per fare queste ordinanze???!!!
Un abbraccio
gio
riri ha detto…
Ciao Marco, ti auguro una buona estate. Ormai non mi stupisco più di niente, non so se sia assuefazione, disgusto od altro, so solo che gente così dovrebbe andare a pulire le stalle (con tutto il rispetto per chi lo fa), per pochi miseri euro..loro la panchina ce l'hanno assicurata e da seduti sparano idiozie, ma come si fa...se questo è un uomo!!!
Ti abbraccio
l'incarcerato ha detto…
Caro Marco, passo per salutarti e dirti che ci rivedremo a Settembre.

Quanto ci sarà da combattere, che difficoltà enormi, tutto troppo grande. Ma non ci fermeremo!

Un abbraccio!
amatamari© ha detto…
Non è il primo caso dove le panchine sono oggetto di attenzione che definirei morbosa: deve essere una forma contagiosa, molto, molto pericolosa.

Post popolari in questo blog

Considerazioni

La crisi morde, e il degrado al quale stiamo assistendo lascia sbalorditi. Tutto ormai si riduce ad una contrattazione al ribasso in  qualsiasi campo della vita politica, economica e sociale di questo paese. Sotto il peso del ricatto della crisi e di questa stolta teoria di sviluppo, subiamo miserie che fino a qualche decennio passato pensavamo buttate nel dimenticatoio della storia.
Così ci ritroviamo qui a difendere nel terzo millennio l'acqua come bene pubblico, ad aggrapparci ad un lavoro che nella maggior parte dei casi subiamo come violenza psicologica e sociale senza una qualche speranza di realizzazione professionale; a lottare per ciò che ritenevamo elementari diritti di una società civile come poter godere di una vecchiaia senza il dover pensare a come fare per mantenersi.
Siamo in crisi, in crisi di sistema economico e antropologica: ci hanno cambiati in questi 40 anni, adattati ad un pensiero unico che, promuovendo individualismo e competizione, ora ci sta conducendo …

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale,…

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…