giovedì 4 febbraio 2010

NON SIAMO IN POCHI

E allora se non siamo in pochi, perchè non riusciamo a fare niente? Perchè la nostra epoca sembra caratterizzata da un non troppo strisciante senso di impotenza? Pasolini diceva che era cambiato l'"humus culturale" su cui poi inevitabilmente cadeva la scelta politica. Credo sia vero: troppo egoisti rispetto al passato, noi tutti aggrappati a quel poco falso benessere che questo modello autodistruttivo in un qualche modo è riuscito a darci, a scapito della nostra stessa umanità. Le mie non sono parole di rassegnazione, questo mai, ma la semplice voglia di uscire dallo stato di immobilità in cui siamo quasi irreversibilmente caduti.
Se guardo il mondo oggi, vedo ancora miliardi di persone assoggettate al volere dei pochi, in una struttura sociale rassomigliante, seppur con le differenze dovute al diverso contesto storico, al Medioevo. E noi ancora a denunciare le stesse cose, il solito scempio democratico, lo sfacelo della democrazia. E domani saremo sempre qui, a fare nuove denunce, ma in sostanza a dirci le stesse cose in forma diversa. E non avremo cambiato niente. Nel frattempo lo sfruttamento come l'alienazione nel mondo del lavoro aumenta sotto i nostri occhi, sempre più persone muoiono di fame, e siamo arrivati al punto di attribuire il carattere di " permanente" alla guerra,
Se non siamo in pochi, come qualcuno anche giustamente dice, vuol dire che siamo totalmente o quasi, inefficaci. Urge rivedere alcune cose.

5 commenti:

Rouge ha detto...

Non si riesce a fare niente perchè il cambiamento principale deve avvenire nella natura dell'uomo. E questa è una faccenda che non si può insegnare o trasmettere a parole, la si può solo maturare vivendo.
Il giorno che la maggioranza delle persone avvertirà le cose per come le avverti tu, questo cambiamento arriverà da sè.
Nel frattempo sarebbe bene continuare a vivere secondo la propria idea e i propri valori: non sarà tanto ma non è manco poco, oggi come oggi.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Natura rouge? La natura dell'uomo credo non sia quella che vediamo.
Forse è stato educato in questi ultimi decenni ad essere così.

Gap ha detto...

Qui entrerebbe in ballo Rousseau ma vi risparmio vista l'ora tarda. Il trionfo del proprio particolare ha preso il sopravvento e si è fatto evidente anche in chi aveva tentato di dissimularlo aderendo a idee non condivise fino in fondo. Ma partendo da ciò che è stato detto nei commenti del precedente post, non siamo pochi ma è tanto il lavoro da fare per riportare i valori allo scoperto. Forse, come dici tu, ci ripetiamo sempre le stesse cose, un po' come succedeva a scuola, alla fine le idee si faranno spazio nelle testoline obnubilate dalla troppa tv.
Eccesso di ottimismo? Forse, ma non può andare sempre peggio, alla fine ci dovrà essere il fondo, e ci siamo vicini, dopo ci attende una lunga e dolorosa risalita. L'importante sarà non essere in pochi ad affrontare la salita, ci vorrà un buon capitano e tanti abili gregari.

Aries 51 ha detto...

Prendiamola con un mezzo sorriso. Siamo come le particelle di sodio nell'acqua Lete. Uno per bottiglia.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Il tema che proponi mi stimola parecchio, ma va ben oltre l'angusto spazio di un commento: mi sa che ne farò un post :)