Passa ai contenuti principali

COMUNICAZIONE

Mi scuso con tutti i lettori, ma per qualche tempo non riuscirò ad aggiornare il blog. Passerò solamente a leggervi. Il lavoro mi porta via tempo, ma soprattutto mi sono lanciato in una ricerca storica che parte dal '500 ad oggi per capire maggiormente i processi storici ed economici, che ci hanno portato allo stato attuale di cose: dalle varie colonizzazioni, fino alle ragioni del terrorismo internazionale contro il quale le nostre autorità si lanciano in difesa della "democrazia" e "libertà", passando per le due guerre mondiali e i regimi totalitari del ventesimo secolo. Se nasco ancora, sicuro faccio lo storico indipendente: è una materia che mi appassiona troppo e passerei ore a leggere libri.
Sempre per il fatto che chi non conosce da dove viene, non può nemmeno sapere dove andare.
E perchè penso che purtroppo, visto l'arretramento culturale, la frase di Gramsci a lato sia ancora profetica rispetto a ciò che accadrà nel prossimo futuro.

»Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.«

Per uscire da questa situazione, credo serviranno tanta cultura, organizzazione, voglia di fare e coraggio di mettersi in gioco. Perchè la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso.
E visto la profonda idiosincrasia che provo nei confronti di questo sistema, io la Storia voglio provare a cambiarla.


Commenti

Rouge ha detto…
"Se nasco ancora"... Scontato per me che sì, rinascerai ancora,nulla ti vieta se lo vuoi di rinascere anche adesso. Sei abbastanza giovane per riprendere gli studi se lo vuoi.
Non cambierai la Storia in generale, cambierai solo la tua, ma è già tanto, credimi.
In bocca al lupo.
il Russo ha detto…
E poi ti dicono tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera...
Ma noi no, ecco perchè speriamo di cambiare tutto ciò!
Bruno ha detto…
buona ricerca...... un argomento interessante e un buon inizio per poter capire e cambiare
NADIA ha detto…
holaaaaaaaaaaaaaa Marco :D
buon lavoro ...un abbraccio!!!
l'incarcerato ha detto…
Allora buono studio e mi raccomando condividi con noi le tue conoscenze. Qui sta il senso della collettività. Abbiamo bisogno della conoscenza, elemento utile per combattere!
Alessandro Tauro ha detto…
Buono studio e buon lavoro Marco!

Hai ragionissima: senza conoscere le origini e le evoluzioni storiche che costituiscono le fondamenta della nostra realtà sociale, culturale, economica e politica, ogni dissertazione, analisi e proposte ad ampio spettro per la risoluzione delle grosse tematiche finirà inevitabilmente per arenarsi contro degli scogli ben appuntiti.

Il compito che stai ponendo davanti a te è complesso tanto quanto importante. Ti faccio i miei più sinceri complimenti e i miei più calorosi in bocca al lupo!
bene,spero che quanto prima ce ne parlerai meglio,o magari ne scriverai anche qui!


Marco scusa L'off T.(MAS IN FONdO CI STA)

Dankiuu gays,bisogna implementare i nostri poveri piccolo neuroni!!!eh,eh,se sto' dietro alla feccia dei politici divento matta,SI,per quello che NON fanno per tutti noi,ma fanno PER SE STESSI-aDORO I TECNICISMI ,ADORO iNTERNET ,ADORO COSTRUIRE LE MACCHINE SEGUIRNE LE IMPLEMENTAZIONI e testare i software-A proposito dei propositi,avete letto che è successo al piccolo Brunetta??noooo??? ma si dai,come è sbarcato sul web,con il suo portale(portale?????ah ah ah nememno i Css erano validi i DIV E DIV si sprecavano)dicevo:appena sbarcato-ZAC,Akerato-tiè!!!ah ah ah ah ah ,

Post popolari in questo blog

CHI CONOSCE AMA, VEDE, OSSERVA...

Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è spregevole.
Ma colui che capisce, ama, vede, osserva ...
La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all'amore ...
Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non
sa nulla dell'uva.

Paracelso

Queste parole mi fanno riflettere sul periodo in cui viviamo. Forse perchè penso seriamente, che uno dei problemi della nostra società, sia l' ignoranza che sfocia in una banale superficialità. Guardandomi attorno, noto quanto i media siano riusciti nel compito, di farci credere informati quando in realtà la disinformazione dilaga. Noto quanto le persone siano sempre meno propense a riflettere e a fare una sana autocritica. Mi rendo conto, quanto siamo sempre più incapaci per fragilità, o mancanza di tempo, a gestire i rapporti umani. Quello che voglio dire con queste parole, è quanto sia importante la conoscenza, la riflessione e la …

IL CONSUMISMO

Origini del consumismo

di Andrea Bertaglio

“Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri” (Alexis de Tocqueville, 1835).

Sarebbe molto più facile uscire dall’ondata di depressione a cui stiamo assistendo se non avessimo paura di ammettere che la nostra società di consumi ci rende infelici (Bruce E. Levine, 2007).

Il consumismo è la manifestazione del bisogno cronico di acquistare continuamente nuovi beni e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento. Il consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in pubblicità con lo scopo di creare sia il desiderio di seguire una moda, un trend, sia il conseguente sistema di auto-compiacimento che ne deriva. Il materialismo è uno dei risultati finali…

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…