domenica 8 novembre 2009

I MURI DELL'UMANITA'

Ieri l'Unità riportava questa frase nel trafiletto rosso:

La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri, per impedir loro di lasciarci.
John F. Kennedy, Berlino 26 giugno 1963

E' vero, un muro non è mai stato fatto, ma programmare e finanziare golpe, distruggere sul nascere nel mondo ogni alternativa a questo sistema, attuare politiche economiche per strozzare i paesi più poveri e controllare a livello politico i vari Stati, è stato fatto.
Il muro era sbagliato, ed è giusto criticarlo, ma credo occorra una coerenza intellettuale che porti a criticare anche quei muri che la società, pur non vedendoli materialmente, ha costruito.
Ci sono state barriere, che seppur invisibili, gridavano e gridano la stessa vendetta.

20 commenti:

il Russo ha detto...

Ci sono anche muri eretti tra Usa e Messico, fra Israele e Palestina o fatti con leggi come fra Italia e Africa, ma di questi se ne guarda ben bene dal condannarli vero?

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Quelli sono muri di serie B Russo.

luce ha detto...

Hai ragione carissimo, ma vedi quelli sono i muri che convincono non quelli che vengono imposti, è questo il segreto di certe costruzione che non crollano.
Un abbraccio oltre il muro

Le Favà ha detto...

Mi accodo al commento del Russo e alla risposta di Marco. Seppure, oggi dovevo essere a Berlino. Purtroppo non ci sono potuto andare.

Silvia ha detto...

Beh, per certe mentalità - come quella americana - la Storia e soprattutto gli errori della Storia sono una questione di dettagli. Ossia, gli americani non hanno eretto muri come a Berlino... quindi sono bravi. La chiamano coerenza, da qualche parte... (in effetti, in America).

Gli americani sono estranei ai muri... già... magari Kennedy non poteva saperlo all'epoca (ma poteva sospettarlo visto l'opportunismo tipico della sua nazione), ma di muri ne hanno eretti, eccome...

Ho la sensazione che i muri "invisibili" siano i peggiori... difficili da abbattere...

@enio ha detto...

in america usano i reticolati ! più facili da rimuovere e meno costosi da smantellare ?

la Volpe ha detto...

kennedy poi lo hanno ucciso lo stesso anno, forse a certi muri "invisibili" si sarebbe opposto...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Volpe...non sono così sicuro.
Las fallita invasione di cuba della Baia dei Porci è stata sua. Anche sul Vietnam alcune responsabilità sono sue.

Gap ha detto...

Cari Russo e SoL, ora capisco il commento.
Sarebbe ora di finirlòa di santificare JFK. Occorre porre in risalto anche i suoi errori.
Non è possibile che tutti i morti, per causa violenta o meno, diventino santi e, quindi, non criticabili.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bravo Marco! I muri invisibili ed anche quelli del pregiudizio sono i più pericolosi. Ma purtroppo nessuno li vuole abbattere.

Alligatore ha detto...

Mi ricordo quando quel muro lo vendevano come una reliquia, metafora della nuova società che l'est stava vedendo nascere, dove tutto è in vendita... ma sto andando fuori tema?

riri ha detto...

Ciao Marco, condivido il pensiero di Gap, gli errori sono stati fatti da tutti, i muri spesso li innalza la società stessa in cui viviamo.
Un fraterno abraccio

la Volpe ha detto...

@SoL

sicuramente Kennedy ha le sue colpe e non va santificato (in fin dei conti pare abbia vinto le elezioni truccandole), ma se davvero la CIA l'ha fatto fuori ritengo che avrebbe fatto meno peggio di quelli che lo hanno seguito

poi era un politico e il presidente degli USA, e come dice Fabrizio de André "non ci sono poteri buoni"

Alessandro Tauro ha detto...

Quoto in pieno anch'io il messaggio del Russo, che in fondo riporta essenzialmente il concetto fondante di questo tuo post.

Ci siamo preoccupati di tirare giù un muro vergognoso che impediva il libero spostamento e la libera contaminazione tra culture per quasi mezzo secolo.

Le altre decine e decine di muri ancora in vigore o innalzati negli ultimi tempi fanno molto meno scandalo.
I respingimenti in acque internazionali, le divisioni tra Israele e Palestina, le reti al confine tra Stati Uniti e Messico, i soldati pakistani ed indiani viso a viso nel Kashmir, per non parlare delle meno visibili barriere sociali, sono muri accettabili, comprensibili, o, ancora peggio, indiscutibili.

Un giorno saremo chiamati a rispondere di questi nostri crimini verso l'umanità allo stesso modo in cui in passato sono stati chiamati la DDR, l'Unione Sovietica e la Stasi.
Oggi viviamo questa condizione di esclusione, divisione ed emarginazione con serenità, con normalità. Le stesse sensazioni respirate da chi, a suo tempo, viveva quotidianamente la propria vita di fianco a quel muro sovrastato dal filo spinato.

la Volpe ha detto...

@alessandro tauro:
"Un giorno saremo chiamati a rispondere di questi nostri crimini verso l'umanità"

Magari, Alex, magari...

Pellescura ha detto...

Abbattiamoli tutti sti muri rimasti in pedi...

Faber ha detto...

I muri più invalicabili rimangono quelli fra persone , non che gli altri non siano importanti anzi , ma solo scavalcando e abbattendo i muri "invisibili" che esistono fra le persone di buona volonta possiamo sperare di costruire una società migliore .

Anonimo ha detto...

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Gap ha detto...

Condivido e sottoscrivo e rilancerò il commento dell'anonimo. Fianalmente delle parole chiare e nette sulla situazione italiana.

Faber ha detto...

gap sottoscrivo pienamente , l'unica cosa è l'allusione dell'anonimo alla tua virilità ...mi pare fuori luogo -)