venerdì 6 novembre 2009

SE UN GIORNO

Io non ho figli, ma a volte penso a come mi comporterei, vedendo la situazione attuale, nel caso. Con un istinto di estrema protezione, vorrei evitargli ciò che giornalmente vedo: una società che tutto divora, distruggendo sempre più le diverse individualità. E allora penso che molto probabilmente non avrà più il crocifisso nell'aula di scuola, ma a difendere quel simbolo saranno stati anche quei personaggi che finanziano armi e invasioni, chiamandole come forma di autoassoluzione "missioni di pace". Gli parleranno di valori da preservare e di radici da mantenere, per poi tramite le solite politiche economiche distruggere ogni forma di territorio, e di una qualsiasi parvenza di comunità. I valori... quegli stessi valori ormai annacquati da anni di opportunismo, qualunquismo e cinismo causato dal sistema il quale fomenta una rincorsa ad interessi individuali, a cui neppure noi siamo più in grado di attribuire una spiegazione concreta. E gli parleranno di obiettivi, perchè l'essere umano è creazione di senso: ma quale senso? Gli obiettivi dati dalla volontà, idolatria verso una furbizia vista come pregio, come risorsa da sfruttare per fregare il prossimo, per accarezzare un' ipotetica speranza di riscatto sociale che solo ai pochi, in realtà, è concessa. E gli parleranno di meritocrazia, mentre avranno distrutto la scuola pubblica: base principale di partenza per avere una qualunque ambizione di parità sociale. Entrerà in quella macchina produttrice di ricchezza, contribuirà a far aumentare il PIl, vivrà anche lui per vedere ogni anno un numero aumentare o diminuire. E' la legge dei numeri, statistiche dietro le quali si celano vite, bisogni e frustrazioni. Tutto è calcolabile, ogni cosa è riconducibile ai freddi numeri, i quali non fanno altro che inaridire la nostra percezione della realtà. E via a statistiche delle violenze: gli omicidi sono in calo, gli stupri sono in calo, i dati dimostrano che...I morti sul lavoro quest'anno sono ... e ci si complimenta nel caso le risposte che scaturiscono sono meno negative del solito. Ma non è forse il modo in cui è strutturata la società a creare violenza? Non è forse il sistema a fomentare odio e competizione? Questa struttura autoritaria che impone gerarchie, dove ogni persona investita di una qualsiasi forma di responsabilità si sente il signore in terra, non è violenza? E proprio come il suo ipotetico padre, si ritroverà a dover ascoltare una propaganda da sogni, mentre in realtà sarà il deserto ad avanzare.

7 commenti:

Bruno ha detto...

ma no, a scuola gli parleranno del grande fratello.....

riri ha detto...

Caro Marco capisco e condivido la tua amarezza, io ho un figlio, ma anche un nipotino e mi preoccupa molto il suo futuro,che potrebbe in un mondo di squali, essere molto difficile, ma anche triste. Penso ai valori, cercati di trasmettere, così come me li hanno inculcati, ma il futuro delle generazioni è a rischio....
Mi fermo qui, per non rpetere quello che tu affermi in questo post di denuncia..
Ti abbraccio con fraterna amicizia

luce ha detto...

Carissimo, io ho due figli, un bambino e una bambina, e insegno a loro tutte le cose belle che hai detto, ma anche una cosa essenziale, che è che le cose buone della vita costano e a volte incontrano il muro della società che tutto può annientare, ma non bisogna smettere di credere.
E sai cosa gli dico sempre e cerco di insegnare con il mio intrepido e incosciente esempio? Che le cose SI POSSONO cambiare, e se non si può almeno ci si prova, anche in piccolo.
E non ho paura a dire che bisogna fare figli per creare una nuova generazione di persone migliori.
Fallo anche tu, non demordere:la società ha bisogno di genitori come te.
Un abbraccio grande e affettuoso.
Ps:sembra un caso ma oggi leggevo una intervista a Camilleri che diceva che il mondo sente la mancanza di uomini come Sciascia e Pasolini, che già allora avevano capito certe cose e che pochi hanno ascoltato:non permettiamo che siano dimenticati e poi per esempio Saviano è un figlio del "Io so" di Pasolini e questo vuol dire che spesso si muore presto ma non si vive invano.
Riabbraccione

Bastian Cuntrari ha detto...

Amaro e bellissimo post in "scala di grigio": spero, fortemente spero che la tua cupa previsione non si avveri, SoL. E che un po' di colore faccia breccia in tanto squallore.

il Russo ha detto...

Per esperienza personale, visto che ho deciso di mettere al mondo un figlio in questi anni così sciagurati dal punto di vista culturale ma non solo, posso dirti che glielo farò affrontare come un buon medico, ossia, gli farò fare gli anticorpi venendo a contatto con tutte le malattie sotto forma di disvalori che questa società comporta, sempre però pronto a intervenire con una cura d'urto se le sopraccitate malattie attecchissero.

sirio ha detto...

Caro Marco, l'esempio ci viene fornito giornalmente sui NUMERI delle persone che soccombono (pare) per l'influenza.
E' un bombardamento continuo, io sono arrivato al punto che credo molto di più a ciò che viene scritto nei nostri blog.

Ovviamente condivido quanto affermi e denunci.

Faber ha detto...

ho due figli e ho la fortuna di passare molto tempo con loro , cerco di dargli tutto il mio amore e tutta la verità di cui dispongo.

a volte mi sento egoista solo per averli fatti ,visto gli eventi .

ma sono fiducioso ... piccoli partigiani crescono , prima o poi i tiranni cadranno .