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GRAZIE AGLI OPERAI DEL NO

Io sono un operaio, nel lavoro come nella vita: apparentemente dalla parte sbagliata della barricata. Quello di Mirafiori, nonostante tutti i ricatti e le pressioni, è stato un voto che ha dimostrato quanto gli operai abbiano bisogno di dignità. Ma la mia rabbia, si dirige contro gli impiegati che, giornalmente, vedo ormai asserviti ai padroni. Bello mantenere il posto di lavoro sulla schiena degli altri, vero? Bello lavorare al caldo, con ritmi di lavoro che non sono certo quelli della catena di montaggio, vero? Così come è bello, avere la pausettina caffè a metà mattina , senza dover aspettare i 10 minuti che ti vengono assegnati da contratto, vero? E per parlare di cose che, il più delle volte, fanno ingozza e venire il vomito per le stupidate che vengono dette. Così come è bello, iniziare il lavoro alle 8.30 di mattino, quando un operaio in catena è già 2 ore e mezza che lavora, vero? Ma non importa: la fatica è degli altri, quindi a me non interessa. E in questa società del cazzo, che fa del privilegio uno status di riconoscimento sociale, cosa interessa a me se mantengo il lavoro sulla schiena, la pelle e il sudore degli altri? A parte che non vedo cosa ci sia di così bello nel fare l'impiegato: 8 ore chiuso in un ufficio, a fare tutto ciò che ti dice il padrone e il più delle volte in un clima di leccaculismo da far rabbrividire. Certo è sempre meglio della catena di montaggio, ma se proprio devo scegliere preferisco stare con gli ultimi e combattere contro tutto ciò. Almeno non sarò vittima e carnefice!!!! Ora, visto che hanno votato a maggioranza si, chiedo che le stesse condizioni di lavoro vengano pretese anche dagli impiegati. Se hanno votato sì, vuol dire che a loro piace lavorare a quelle condizioni: è giusto che provino e che se ne assumino responsabilmente le conseguenze.

Commenti

Anonimo ha detto…
IO sono favorevole alla dottrina marchionne anche se secondo me andrebbe utilizzato il modello cinese o quello pakistano di lavoro.
Io penso che la dottrina lavorativa debba considerare i massimi benefici per l'imprenditori e i minimi benefici per l'operaio il quale dovrebbe farsi carico anche delle eventuali politiche errate della strategia industriale e dovrebbero anche pagare i danni di mancata produzione. A mio avviso il contratto di lavoro va abbolito e sostituito da un mero impegno non vincolante da parte del datore di lavoro il quale può diminuire la paga come e quando vuole.
Sempre secondo me sarebbe giusto portare gli orari di lavoro a 16 ore in catena di montaggio e portarle a 5 ore negli uffici.
Allo stesso modo occorrerebbe risparmiare sulla sicurezza eliminando le più elementari norme di sicurezza.
Io sarei anche per portare il pensionamento a 78 anni e a dare una pensione e la liquidazione solo a chi lavora almeno 50 anni in fabbrica.
ovviamente inserirei l'undicesima e cioè il pagamento di 11 mesi lavorativi su 12.

l'economia italiana deve risollevarsi ed è giusto che a pagare siano i ceti proletari.
SCHIAVI O LIBERI ha detto…
Grazie Dio-gene per l'intervento: penso tu abbia ragione.
Anonimo ha detto…
si certo che ho ragione.

e non sono solo io a dirlo ma tutto il ceto dirigenziale del Paese.
la Volpe ha detto…
Belle parole Marco.

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