giovedì 6 gennaio 2011

UNA MIA CONSIDERAZIONE SULLA FABBRICA E LA REIFICAZIONE DELL'ESSERE UMANO

La fabbrica è la morte del pensiero e di conseguenza una lenta agonia che porta alla morte della persona. La considero anche la morte dell'autostima: devi sentirti debole, inutile e il più possibile incapace perchè solo così vieni reso impotente. Da questo deduco che la condizione di produttività o efficienza, con cui misuriamo la nostra capacità di essere utili al mercato, viene raggiunta a scapito del cervello. In fabbrica un operaio non deve pensare e non deve chiedersi quale utilità abbia il suo lavoro, ma solo eseguire ordini perché in quelle ore smette di essere sovrano della propria persona. Sei una merce, al prezzo di mercato per altro in costante ribasso, utile al sistema come un ingranaggio è utile al funzionamento di un orologio. Allineati e coperti con ritmi sempre più frenetici, ci dicono di essere in società libere, ma cosa è la libertà? Un operaio è libero? Credo che la condizione di lavoratore dipendente sia in antitesi con la libertà. Ciò che ci ostiniamo a chiamare libertà, non è altro che la libera circolazione delle merci e la costante coercizione del più forte sul bebole. La vera libertà, è poter scegliere cosa sia meglio per il proprio cammino, e assieme agli altri il cammino migliore per un reale progresso della società. L’uomo che si è fatto da solo, è pura invenzione per mantenere vivo il mito del successo. Perché un uomo da solo, non è nulla.

3 commenti:

il Russo ha detto...

La boita è così da sempre, la differenza è che una volta molti non erano disposti a lasciare la propria dignità fuori dai cancelli, oggi viene considerato un compromesso accettabile pur di tirare avanti.

Gap ha detto...

Caro Marco, quando ti trovi a combattere con chi il pensiero (in genere, non uno particolare) non lo ha mai avuto o lo rifiuta, è logico che poi si accettino soluzioni come quelle messe in campo dagli industriali. Semplicemente negli anni passati ci è toccata bastone e qualche carota, ora ci toccherà solo il bastone. Continuo a dirlo, non si risolve il problema togliendo i diritti a chi li ha ma dandoli a chi non li ha mai avuti.

Davide. ha detto...

Come non concordare con quanto è scritto in questo pezzo, come non sottoscrivere queste parole.