martedì 29 settembre 2009

IO CONOSCO COSA SONO

C''è una corsa a definire nei più svariati modi la gente di sinistra.
Non conosco il motivo, ma mi piace troppo questa canzone di Ascanio Celestini.



Io sono una zecca comunista, un idealista che non sopporta ogni volta che un diritto diventa privilegio.

Io sono una zecca, un negro, un palestinese, un ebreo, un abitante del Sahrawi, un clandestino, un etero, un barbone, un trans, chi muore di fame, un honduregno, un disoccupato, un precario, un fannullone, un afghano, un iracheno, un indigeno del Perù amazzonico che lotta contro l'inquinamento delle multinazionali, un sindacalista in Colombia, uno dei tanti nella folla ogni volta che nasce una rivolta per i diritti.

Non mi dovrò sempre sentire dire da altri cosa sono? Sono in grado di capire cosa sono.

E poi, siamo sicuri che questa tanto decantata etica del lavoro sia una cosa giusta, quando si lavora per un sistema che distrugge il mondo e per fare cose inutili?

E ancora, quell'1% della popolazione mondiale che si arricchisce sempre più, lavora?

Bene amici, purtroppo la zecca comunista per qualche giorno deve lasciarvi. Sperando che, nonostante i tanti problemi, la sosta sia breve. Eccheccazzo, non saranno solo pugni in questa vita.

Grazie a tutti per l'affetto che dimostrate a questo blog.
Marco.

lunedì 28 settembre 2009

IO SONO IGNORANTE

Rassegna Stampa

La crisi che non c'èL'Inps: Dal 2008 un milione di disoccupati in più"

Vince la Merkel: governo con i liberali

Il Papa: c'è bisogno di governanti credenti e credibili

GERMANIA: CASINI, CRISI SINISTRA IRREVERSIBILE. MERKEL STRAORDINARIA

GURU CATASTROFISTI: SI CONSIGLIA SOLO A UN PUBBLICO MATURO

Schiaffi e insulti a donna di colore«Ho solo chiesto di non fumare...»

CRISI: BOOM DISOCCUPAZIONE GIOVANI USA, E' AL 52,2%


Io sono ignorante, lo so ed è giusto prenderne atto. Siamo tutti più o meno ignoranti, e questo deve essere il motore che spinge a voler conoscere. Anche se detto ciò credo nel fatto, che non si è mai finito di esserlo, perchè c'è sempre qualcosa che non si conosce.
Se leggo la rassegna stampa di stamani però, nonostante la mia forte ignoranza, noto qualcosa che non quadra.
Ma come, la crisi è superata e c'è un boom di disoccupati?
Si salvano banche e sistema finanziario con i soldi pubblici, e si fanno alleanze con i liberali che vogliono ridurre tasse e interventi statali?
La sinistra nell'epoca delle socializzazioni delle perdite, è in crisi irreversibile?
Il papa afferma che servono politici credibili e credenti, e l'ho visto baciare la mano a Berlusconi qualche tempo fa?
Una donna di colore viene insultata e malmenata da prime donnine quindicenni italiane, e poi le forze dell'ordine notificano sembra una multa a lei e non alle ragazze?

Per favore, vi supplico, fatemi uscire da questa mia ignoranza: io non ci capisco più niente.

Il RICCIO

Era un po' di tempo che volevo fare un post del genere: lo faccio adesso prima della mia pausa forzata. Un post sugli animali, che giornalmente vengono investiti dalle auto. Un mese fa, di sera, mentre stavamo andando da amici abbiamo involontariamente investito un riccio mentre attraversava la strada. Abbiamo rallenato, sperando non fosse vero, ma purtroppo il danno era fatto. Devo dire che vederlo disteso ha urtato la mia sensibilità. Con quel suo passo goffo, che rende promoteica l'impresa dell'attraversamento stradale. Allora ho pensato subito alla convivenza tra noi e loro, a quante volte la nostra presenza causa la morte di quelle creature innocenti. Come quei gatti, uccellini e altro che tutti i giorni si vedono schiacciati in strada. Dicono che sia perchè non sono in grado di rapportarsi alla velocità delle auto, essendo questa fuori dalle possibilità naturali di qualsiasi animale. In poche parole, non sono in grado di calcolare i tempi, con l'aggravante dei fari che disturbano la vista. A me, reca sempre una profonda tristezza: mi viene sempre da pensare, se fossi io al suo posto? Che diritto abbiamo noi di espanderci, di inquinare, sperperare risorse come se il mondo fosse solo nostro? Continuiamo a cementificare, costruire strade inutili, riducendo sempre più i luoghi dove quel tipo di animali può vivere tranquillo. Per quali interessi, visto l'insoddisfazione della quale è impregnato questo mondo?Questa è una profonda ingiustizia, perchè ingiustizia non è solo il male che viene fatto contro l'essere umano, ma tutto ciò che riguarda gli esseri viventi. Anzi...credo proprio, che impareremo a rispettare i nostri simili, quando capiremo che la natura non è un qualcosa da sfruttare, da assoggettare ai nostri futili capricci. Questo post, vuole essere un piccolo contributo a non dare per scontati quei corpicini sulla strada e non solo, vittime di un progresso umano uscito fuori controllo.
Ciò che non rispetta, anche la più insignificante forma di vita del pianeta, non può essere definito progresso.

sabato 26 settembre 2009

UNA MIA LETTERA DI RISPOSTA

Caro amico, tu senza rendertene conto hai già vinto: sei riuscito ad esprimere tutta la tua forza in questa richiesta di aiuto, di cambiamento come condizione preminente.
Chi come noi vive questa situazione di contrarietà, spesse volte si sente solo, ai margini di una società che sembra aver abiurato da quei concetti fondamentali che richiamano ad un minimo di dignitosa umanità. Ricordi pochi giorni fa, quando ti scrissi del mio sconforto, della mia volontà di non assecondare in nessuna maniera questo sistema fondato sul sangue di innocenti? La tua risposta è stata esemplare, ricca di quei valori che rendono l’uomo grande, importante … imparagonabile.
Siamo noi a dover trovare il coraggio di uscire da questa solitudine di massa, iniziando a fidarsi del prossimo e riscoprendo in questo modo, quanto sia fondamentale recuperare lo sguardo dell’altrui persona. La nostra epoca, non vive di rapporti umani, ma di surrogati di essi: ci si chiude in casa e poi Facebook, Messinger o qualche messaggio del cellulare sostituisce il rapporto visivo. E’ triste, perché davanti a un Pc, siamo soli credendo di essere in compagnia di qualcuno. Sul lavoro, i rapporti si limitano nella maggioranza dei casi ad una forma di concorrenza dannosa perchè utile solo ai grandi interessi.
Le tue riflessioni sono le mie, questo è fascismo, il mercato è fascismo perché fondato sulla prevaricazione del più forte sul più debole. Non ci sono storie, una egemonia costruita sulla violenza materiale della guerra e psicologica della propaganda.
Come ben sai, anch’io sono stato ad Auschwitz, le sensazioni che si provano sono inspiegabili: aleggia nell’ aria quella cattiveria umana che ancora è in mezzo a noi, palpabile come un cancro di cui l’umanità non riesce a liberarsi. Primo Levi aveva ragione purtroppo, quando parafrasandolo asseriva che ogni epoca ha i suoi fascismi sui quali era necessario vigilare.
A quella immensa zona grigia del Lager presente in altre forme anche ai giorni nostri, Levi dedica un intero capitolo del suo libro “I sommersi e i salvati”, e quella ambiguità riguarda tutti noi, perché non basta etichettarsi per evitare la guerra o lo sfruttamento capitalistico: serve ogni giorno sporcarsi le mani, stare in mezzo alla gente e recuperare quella coerenza necessaria per realizzare i nostri valori. Saper pagare anche i rischi che ciò comporta.
Il grigiore dell’ambiguità, pervade la nostra vita ogni volta che preferiamo girarci dall’altra parte, ogni volta che non ascoltiamo il nostro daimon convinti sia controproducente per un qualche non ben definito interesse. Se investi in armi non costruisci pace, e troppe volte la beneficenza è solo un modo per calmare sensi di colpa. Se rubi 100 e restituisci 10, sei comunque un ladro. Dobbiamo accettare l’idea, che cambiare il mondo avrà conseguenze sulla nostra vita da pagare. Non possiamo pensare di migliorare la situazione, mantenendo uno stile di vita dove il 13% della popolazione, cioè NOI, consuma l’80% o più delle risorse mondiali.
Tu metti su tre fondamenta questo sistema: il denaro, il potere, l’apparenza.

Il denaro: che mestizia, per dei fogli di carta, frutto di una convenzione accettata perché imposta, vendiamo ogni brandello di dignità e si commettono crimini ai danni sempre dei più deboli. Qui sta l’aporia, si accumula denaro come se si dovesse vivere in eterno, quando la felicità maggiore arriva da ciò che non si può comprare.

L’apparenza: secondo me va a braccetto con il denaro e il potere. Per apparire, per uscire da quel nulla delle masse anonime, per dare un senso ad una vita ricca di vuoti incolmabili, ormai si è disposti a tutto. Trovi ragazze bellissime vendere il proprio corpo, per una qualche speranza di scalata dell’Olimpo. Il vero valore di una persona, deriva dalla sua crescita interiore e da quanto è disposto a donare al prossimo.

Il potere: c’è poco da dire qui. Fino a quando il popolo preferirà pronarsi a questo piuttosto che esercitare la Democrazia , esisterà come testimonianza della nostra incapacità di essere cittadini. Pericle fece quel bellissimo discorso sulla Democrazia 2500 anni fa, e noi abbiamo il coraggio di ritenerci avanguardia.

E’ vero, non è più tempo di desistere, di trovare palliativi o artifizi per non ascoltare ciò che le nostre coscienze da tempo ci invitano a fare. Dovremmo davvero organizzarci seriamente, anche con incontri periodici. Io sono un po’ lontano, ma posso partecipare.

Non siamo in pochi a condividere questi ideali, dobbiamo solo avere il coraggio di cercare. Il sistema avrà veramente vinto, quando smetteremo di aver fiducia nell’umanità. Io nonostante tutto ci credo, perché è un dovere, perché la Storia non è finita, perché sono un essere umano e non un automa.

venerdì 25 settembre 2009

HANNO VINTO



"Ho letto millanta storie di cavalieri erranti, di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza. Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia, ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia; proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto"

"Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente, ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia, riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ? In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, dove regna il "capitale", oggi più spietatamente, riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ? "

"Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ? Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà ? "


Su queste tre parti del testo, spesse volte ho trovato la forza di ricominciare, di provare a cercare la via migliore per Il riscatto dell' umanità.
Ci ho provato, perchè non riesco ad essere sordo alla sofferenza altrui, e perchè soprattutto credo che la dignità della persona trascenda qualsiasi cosa.
Abbiamo perso, questo ormai è palesamente inconfutabile: 250 anni di critica al capitale, e siamo nel mezzo di una regressione culturale impressionante.
Abbiamo perso, perchè quella bandiera rossa decantata da Pasolini, purtroppo è rimasta straccio: il povero si è dimenticato di essere povero.
Non molti decenni fa, al solo pensiero di una sinistra al governo, organizzavano golpe o strategie della tensione: oggi non serve nemmeno più, ciò che consideriamo sinistra è anch'essa liberista e capitalista. Sono riusciti a distorcere persino l'idea.
Il sistema è entrato prepotentemente, anche in chi si definisce sinostroide, facendo danni irrimediabili. E' finita, il sogno di un bene comune seviziato dalla falsa opulenza e l'egoismo di massa.
La nazione, cade sotto il peso dell'indifferenza, dell'individualismo, dell'egoismo, della corruzione, del clientelismo, familismo, arroganza, disonestà, opportunismo e deresponsabilizzazione.
Tante formichine che si lamentano, ma che non faranno Storia perchè troppo ancorate alla pavidità , all'egoismo e al dare la colpa ad altri.
Hanno vinto, noi siamo sconfitti per manifesta incapacità ad una qualche forma di reazione. Ormai è palese che possano fare tutto e il contrario di tutto, nella più completa impunità.
Così è inutile continuare, lottare contro i mulini a vento non serve a niente.

giovedì 24 settembre 2009

FRODI ALIMENTARI

COMUNICATO STAMPA del 23/09/2009

SALUTE. Alimenti scaduti, Movimento Difesa del Cittadino (MDC):
“Operazione NAS conferma i dati del rapporto Italia a tavola 2009: controlli e sequestri in crescita”

Nel 2008 sequestrati dai NAS 34 milioni di Kg di prodotti:
+142% rispetto al 2007

“Ancora una volta il grande impegno dei Carabinieri per la Tutela della Salute nella lotta alle frodi alimentari ha impedito che arrivassero sulle tavole degli italiani tonnellate di prodotti scaduti e in cattivo stato di conservazione”. Questo il commento di Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento Sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) all’operazione condotta dal Nucleo di Nas di Brescia. I Carabinieri hanno sequestrato oltre 7 tonnellate e mezzo di frutta congelata scaduta da mesi, 6.200 kg di formaggi e semilavorati di varia natura scaduti e invase da muffe e oltre 10.200 kg di pane di produzione tedesca etichettato come produzione biologica ma contenente invece un additivo conservante vietato.

Secondo il VI rapporto sulla sicurezza alimentare, Italia a tavola 2009, curato dal Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente, sono stati oltre 28mila i controlli a cura dei Nas nel 2008. In particolare “Ammonta a circa 160 milioni di euro il valore dei sequestri svolti dai Carabinieri per la Tutela della Salute nel 2008: il 32% in più rispetto all’anno precedente. I chilogrammi sequestrati registrano un incremento a tre cifre: +142%. Si tratta di percentuali importanti se si considera che le ispezioni svolte nel 2008 sono il 6% in più rispetto al 2007”, ha aggiunto Biasotto.

“In Italia le ispezioni ci sono: sempre più numerose, puntuali e mirate sulla base di valutazioni del rischio - ha concluso il Dipartimento sulla sicurezza alimentare MDC - Il rapporto sulla sicurezza alimentare, che ormai da sei anni pubblichiamo insieme a Legambiente, è la testimonianza di come il sistema dei controlli in Italia funzioni e difenda i cittadini. I consumatori devono però essere sempre vigili: leggere le etichette, scegliere i prodotti della filiera corta e di stagione e collaborare con le associazioni dei consumatori e con le forze dell’ordine nella denuncia di possibili frodi alimentari”.

Fonte a questo link: Alimenti scaduti, MDC: "Operazione NAS conferma i dati del rapporto Italia a tavola 2009: controlli e sequestri in crescita"

mercoledì 23 settembre 2009

QUANDO SI RIUSCIVA A SOGNARE

Non so per quale motivo scrivo questo articolo: forse solo per condivisione, oppure perchè l'essere davanti al pc mi incita a ricordare o semplicemente è come uno di quei messaggi, che da bimbi si attaccano al palloncino sperando che arrivi il più lontano possibile. Ricordo perfettamente: attaccavi il tuo messaggio, e mentre lo vedevi salire sognavi che qualcuno da qualche parte nel mondo lo potesse leggere e nel caso rispondere. Quel mondo che per te era la tua via, la bicicletta, il solito immancabile pallone con il quale, da buon maschietto, pur essendo scarso sogni di diventare comunque un campione e gli amici. Tutto era li, non c'era bisogno di altro e nel caso mancasse qualcosa, lo si inventava: ci abbiamo messo due giorni per costruire una casetta di tende e mattoni. E poi mi lamento dell'abusivismo edilizio.
Non c'era profitto, soldi e le uniche contese erano per un calcio di rigore non dato, o per una gara in bicicletta persa trovando le giustificazioni più inverosimili. Tutti si era uguali, in classe c'era un ragazzo cambogiano ma per me era indifferente: tanto chi sapeva dove fosse questa Cambogia e quale fosse il termine di paragone per poter definire una persona "diversa". Ci parlava della guerra, parola per me sconosciuta visto che i miei conflitti, come già detto, si riducevano a un fallo di mano in area di rigore. Si poteva ancora sognare.
E nel frattempo quel palloncino saliva... saliva... fino a quando ad una certa altezza scoppiava e così la realtà, entrava prepotentemente a recidere funi, ad alterare precari equilibri. Solo più tardi studiando Storia, ho realizzato perchè quel ragazzo fosse in parte a me, da cosa scappava e perchè. Devo dire che ho ringraziato per non essere stato costretto a fare altrettanto.
Come solo più tardi ho compreso, quanto ogni nostra azione possa migliorare o peggiorare il mondo in cui viviamo. Ho capito che per cercare funghi, non serve l'aereo.
E così per qualcuno quel palloncino è scoppiato troppo presto purtroppo, altri non se ne sono resi conto, per altri ancora non scoppierà mai visto che resteranno eterni bambini.

martedì 22 settembre 2009

ANDATE A FARE IN CULO

Leggo la notizia a questo link:

NON E' UN PAESE PER ONESTI: SCUDO FISCALE ANCHE PER IL FALSO IN BILANCIO

Se questa notizia troverà conferma, sento che una voce salirà dalle viscere del mio animo: lavoratori dipendenti che avete votato per tutto questo, andate a fare in culo. Ecco il voto utile dove è andato.

Non ho più niente da direa parte questo video, nelle cui parole mi identifico

lunedì 21 settembre 2009

UNA GIORNATA A SINISTRA

Ieri ho partecipato ad una festa nel veronese organizzata in favore di Emergency, alla quale poi è stato assegnato il premio Trabucchi per la passione Civile. Purtroppo Gino Strada, causa inconveniente, è dovuto partire per l'Afghanistan e quindi non ha potuto assistere alla festa in suo onore.

Invitati, avendo vinto le due passate edizioni, c'erano sia Ascanio Celestini che Marco Paolini.
Ascanio Celestini, con la sua piccola orchestra a sinistra, piccola perchè siamo rimasti in pochi, ci ha deliziato con i suoi monologhi sempre taglienti. Gli argomenti hanno spaziato dal problema dei rifiuti, alle discriminazioni razziali fino alla situazione politica in generale.

Poi circa a metà, i tre amici tra i quali figurava anche Frankie HI-NRG MC, nome d'arte di Francesco Di Gesù, si sono dilettati in un dibattito inerente alla passione civile.

Si è dibattuto sulla necessità di confronti costruttivi, di trovare luoghi adatti per farlo ed essere in questo modo il più efficaci possibile. Però, anche sul dare concretezza alle parole, creandosi obiettivi minimi per poter raggiungere poi in seguito i grandi traguardi. Il rischio è di perdersi in parole... parole.. parole.
Paolini ha ricordato Mario Rigoni Stern e la sua neve. Poi in un breve monologo si identifica con un padre, che vedendo la propria figlia partire per fare il soldato si chiede dove ha sbagliato.

Ancora Ascanio Celestini molto critico perchè, ai nostri tempi, essere fascista non è più un vergogna ma anzi.....(quasi) una cosa di cui vantarsi PURTROPPO.

La fine con Giovanni Di Gesù repper che devo dire, pur non essendo un amante del genere, mi ha fatto una buona impressione.
Giusto perchè la visibilità è tutto, c'era anche un banchettino di No dal Molin, a cui va il più sincero appoggio.
Unica nota dolente, è che siamo un popolo di maleducati. Tutti seduti, trovi sempre il solito pirla che, essendo arrivato dopo, si piazza in piedi davanti per poter vedere. Mi sono dovuto alzare cinque volte per richiamare il pirla, o la pirla di turno per non essere più offensivo. Tra l'altro un signore, dopo essere stato richiamato, si è pure alterato. Per fortuna ho una saldezza di nervi impressionante.
Vi lascio con uno dei monologhi fatti da Ascanio Celestini.

sabato 19 settembre 2009

LA PACE DEL FARE

Pubblico questa intervista a Gino Strada, che terrò almeno un paio di giorni perchè è interessantissima e inerente al tema principale di questi giorni. Per chi riesce ancora ad accostare la scelta di un lavoro, a una qualche etica. I primi 15 minuti per questo sono sufficienti.

venerdì 18 settembre 2009

UN ALTRO MODO DI VEDERE LA VITA

Commentando il post del Russo " Eroi del 2009 " che consiglio come presa di coscienza di una realtà troppe volte nascosta, e vedendo i commenti nei vari blog, mi è tornata la voglia di riproporre questo post.



IO QUELLA VOLTA LI' AVEVO 25 ANNI
(Testo inedito di Gaber/Luporini)

Io, quella volta lì, avevo sessant'anni. Eravamo nel 2000 ogiù di lì. Praticamente ora. E vedendo le nuove generazioni, i venticinquenni di ora così diversi mi domando: che eredità abbiamo lasciato ai nostri figli?Forse, in alcuni casi, un normale benessere. Ma non è questo il punto. Vogliodire... un’idea, un sentimento, una morale, una visione del mondo... No, tutto questo non lo vedo. Allora ci saranno senz’altro delle colpe. Sì, il coro della tragedia greca: i figli devono espiare le colpe dei padri.Siamo stati forse noi padri insensibili, autoritari, legislatori di stupide istituzioni? No. Allora dove sono le nostre colpe. Un momento, era troppo facile per noi essere pacifisti, antiautoritari e democratici. I nostri padri avevano fatto la resistenza. Forse avremmo dovuto farla anche noi, laresistenza. E’ sempre tempo di resistenza. Perché invece di esibire il nostro atteggiamento libertario non abbiamo dato uno sguardo all’avanzata dello sviluppo insensato? Perché invece di parlare di buoni e di cattivi non abbiamo alzato un muro contro la mano invisibile e spudorata del Mercato? Perché avvertivamo l’appiattimento del consumo e compravamo motorini ai nostri figli?Perché non ci siamo mai ribellati alla violenza dell’oggetto?Il Mercato ci ringrazia. Gli abbiamo dato il nostro prezioso contributo.Ma voi, sì, voi come figli, non avete neanche una colpa? Dov’è il segno di una vita diversa? Forse sono io che non vedo. Rispondetemi:dov’è la spinta verso qualcosa che sta per rinascere? Dov’è la vostra individuazione del nemico? Quale resistenza avete fatto contro il potere,contro le ideologie dominanti, contro l’annientamento dell’individuo?Daccordo, non posso essere io a lanciare ingiurie contro la vostra impotenza.C’ho da pensare alla mia. Però spiegatemi perché vi abbandonate ad un’inerzia così silenziosa e passiva? Perché vi rassegnate a questa vita mediocre senza l’ombra di un desiderio, di uno slancio, di una proposta qualsiasi? Forse il mio stomaco richiede qualcosa di più spettacolare, di più rabbioso, di più violento? No! Di più vitale, di più rigoroso, qualcosa che possa esprimere almeno un rifiuto, un’indignazione, un dolore…Quale dolore? Ormai non sappiamo neanche più cos’è, il dolore! Siamo caduti in una specie di noia, di depressione... Certo, è il marchio dell’epoca. E quando la noia e la depressione si insinuano dentro di noi tutto sembra privodi significato. Si potrebbe dire la stessa cosa del dolore? No!Il dolore è visibile, chiaro, localizzato, mentre la depressione evoca un malesenza sede, senza sostanza, senza nulla... salvo questo nulla non identificabile che ci corrode.

Dov'è Dio in tutto ciò.

Ricevo questa email che pubblico volentieri.

...e siamo solo all'inizio. io mi informo con Peacereporter, però una rassegna stampa me la sono fatta...Mangusta, Lince, Tornado.... da quando con queste armi si costruisce la pace? domanda non retorica perchè stamane, tra tutti i quotidiani appiattiti sulle stesse posizioni, ho voluto vedere cosa diceva la chiesa ufficiale... (o l' "ufficiale" chiesa?) mah, mi dicevo, forse la chiesa... così ho speso il mio euro per "Avvenire". Vediamo allora:

"infinita riconoscenza ai nostri soldati.I nostri militari sono in Afghanistan per proteggere e incoraggiare chi vuole vivere in pace e migliorare le proprie drammatiche condizioni di vita. A nessuno può sfuggire la loro generosità che, oltre a garantire la sicurezza del territorio, sta aiutando a ricostruire le istituzioni e le infrastrutture di quel paese. Il terrorismo ha paura della solidarietà perciò manifesta il disprezzo per la vita umana. In questo periodo così delicato per le sorti della democrazia in Afghanistan sento il dovere di ringraziarli sia come uomo che come fratello nel Signore" così dice l'Arcivescovo ordinario militare per l'Italia, Monsignor Vincenzo

Pelvi. "Grande vicinanza e grande dolore" (...) "Esprimo vicinanza ai familiari e a tutti i compagni dei militari morti. Cristianamente una preghiera per le loro anime." Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente della Commissione Episcopale Italiana

Informato della "notizia terribile e sconvolgente" che ha provocato la morte dei soldati italiani, Benedetto XVI° ha detto che "assicura le sue preghiere per le vittime" e manifesta la sua "vicinanza alle famiglie e a tutte le persone coinvolte. Speriamo veramente che questo sacrificio di persone che hanno dato la loro vita per la pace possa alla fine essere ricompensato dall'arrivo vero della pace." Papa Benedetto XVI°

tuttavia, e vi lascio con questa chicca, il "pastore tedesco" non è nuovo ad equiparare la pace alle armi.... infatti nel suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace del 2006 (primo gennaio) così si esprime:http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20051213_xxxix-world-day-peace_it.html

8. "Il mio grato pensiero va alle Organizzazioni Internazionali e a quanti con diuturno sforzo operano per l'applicazione del diritto internazionale umanitario. Come potrei qui dimenticare i tanti soldati impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e di ripristino delle condizioni necessarie alla realizzazione della pace? Anche ad essi desidero ricordare le parole del Concilio Vaticano II: « Coloro che, al servizio della patria, sono reclutati nell'esercito, si considerino anch'essi ministri della sicurezza e della libertà dei popoli. Se adempiono rettamente a questo dovere, concorrono anch'essi veramente a stabilire la pace ».(8) Su tale esigente fronte si colloca l'azione pastorale degli Ordinariati militari della Chiesa Cattolica: tanto agli Ordinari militari quanto ai cappellani militari va il mio incoraggiamento a mantenersi, in ogni situazione e ambiente, fedeli evangelizzatori della verità della pace."

Ma c'è ancora uno spicchietto di chiesa tosta, buona e NON SILENZIOSA....in questa ho speranzatuttavia se avete bestemmiato leggendo o dopo, vi capisco... l'ho fatto anche io...Come la mettiamo con la Buona Novella della pace (parola che questa gente non dovrebbe neanche pronunciare!!) che Gesù ha portato in parole e prassi????

giovedì 17 settembre 2009

CONTINUO A NON CAPIRE

Girando in Internet trovo questo articolo:

La Russa: «I soldati italiani combattono da un anno: Prodi e i ...

Bertolt Brecht
Quando chi sta in alto parla di pace, la gente comune sa che ci sarà la guerra. Quando chi sta in alto maledice la guerra, le cartoline precetto sono già state compilate.


Si considera la guerra un male da evitare, certo, ma si è ben lontani da considerarla un male assoluto: alla prima occasione, foderata di begli ideali, scendere in battaglia ridiventa velocemente un'opzione realizzabile. La si sceglie, a volte, perfino con una certa fierezza. Una reale, profetica e coraggiosa ambizione alla pace io la vedo soltanto nel lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un'altra bellezza e il chiarore di luci limpide che non uccidono. (Alessandro Baricco)

E' vero, sono solo aforismi che trovano il tempo che trovano. Certo è facile ora piangere, edulcorare responsabilità sotto l'egida di un bene comune, un bisogno necessario.
In un discorso fra amici, quelli dove si mette in discussione vita, amori, credenze e sofferenze sono arrivato alla facile conclusione che il mondo in cui viviamo è maledettamente triste. Si muore in mare cercando speranza, si muore al lavoro per una qualche forma di dignità, si muore di fame e sete, si muore in terre lontane, si muore...troppe volte.
Resta il dolore, che il giusto prova per quel male che qualcuno ha introdotto nella realtà, che ormai esiste, indelebile... e quindi già parte di una Storia intrisa di eccessiva crudeltà. Perchè per troppe volte, riusciamo a trovare un significato anche allo sbattere la testa contro il muro.


IL RUMORE SORDIDO

Ricevo dalla newsletter di LATINO AMERICA il seguente articolo, che ritengo importante per l'imminente futuro.

DDL sicurezza: abrogata la norma che proteggeva il cittadino dagli abusi di un pubblico ufficiale

Con l'approvazione del pacchetto sicurezza Ddl 733 B, la maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi, ha volutamente cancellato una norma che garantiva al cittadino di tutelarsi nei casi di sopruso perpetrato da autorità pubbliche. E’ stato abrogato infatti l’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 che prevedeva che i cittadini sono esenti da sanzioni «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia causato la reazione dei cittadini «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni». L’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288 disponeva, infatti, che non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 337 e all’articolo 339, comma 2, codice penale quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al reato preveduto nell’articolo 337 c.p. eccedendo con atti arbitrari i limiti delle proprie attribuzioni. Quindi se un cittadino si troverà a protestare perché lotta per il proprio posto di lavoro o per rivendicare diritti cancellati e le forze di polizia caricheranno a colpi di manganellate, l’eventuale reazione di un cittadino inerme che vorrà soltanto difendersi da un eventuale aggressione immotivata da parte delle forze dell’ordine, darà luogo inevitabilmente all’arresto e non potrà denunciare di essere stato vittima di un sopruso.
Insomma più manganellate per tutti! Nel codice penale, infatti, alcuni articoli puniscono la resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale con pene che possono arrivare fino a 5 anni di carcere. Grazie all’articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 il cittadino poteva denunciare l’eventuale sopruso che aveva subito. Una norma tutt’altro che desueta, e anzi applicata spessissimo come ad esempio dalla Corte di Cassazione nel 2005 per ritenere arbitrario il fermo per accertamenti e l’ammanettamento di una persona nfondatamente sospettata d’essersi sottratta alla sorveglianza speciale, poi l’ha di nuovo applicata nel 2006, quindi l’ha trattata nel 2008, senza contare che anche la Corte Costituzionale l’ha esaminata ancora nel 2007 nell’ordinanza numero 36.
Un “piccolo dettaglio” che i principali media si sono dimenticati di citare.

Fonte: Italian Spot, 14 settembre 2009-09-15

mercoledì 16 settembre 2009

Il dialetto è una lingua seria

Il napoletano sbarca al Parlamento europeo. Al dialet, a lè na lingua seria.

IL GUFARE

La paura della crisi è frutto della propaganda di sinistra, che gufa contro il bene del paese. L' Ocse, tradizionale organo di propaganda della sinistra anticapitalista, oggi lancia questo monito:

In Italia "il peggio deve arrivare"

Se in alcuni Paesi si è già registrato un forte aumento della disoccupazione a causa della crisi, "per altri paesi come Italia, Germania e Francia la crescita della disoccupazione deve ancora arrivare". I salari italiani sono cresciuti tra il 2006 e il 2007 dello 0,1%, meno rispetto allo 0,9% della media Ocse, dello 0,8 della Ue-15 e dello 0,9% della Ue-19, sostiene l'Ocse.

Consiglio di leggere l'erticolo su Rainews24, a questo link: In Italia "il peggio deve arrivare"

La domanda che mi sorge spontanea è: " come possiamo essere fuori dalla crisi, se la gente perderà il posto di lavoro?" Forse distribuiranno a tutti noi la licenza per poter stampare soldi.

martedì 15 settembre 2009

Ho voglia di insultare

Vedendo le varie immagini dal mondo, e sentendosi dire certe cose, si accumula tanta tensione che in un qualche modo bisogna sfogare: ho voglia di insultare qualcuno.
Dopo che ascolti certe scemenze come: gli operai sono stati rivalutati da Mussolini, il fascismo ha fatto cose giuste perchè ha costruito strade e scuole; oppure, io ho votato lega per protesta nei confronti di una sinistra inconcludente, ti girano i testicoli per dirla in italiano corretto.
Dei fascisti c'è poco da dire: persone di un'ignoranza colossale, che rimpiangono il regime forse con l'illusione, di ritrovarsi nel caso dalla parte del più forte. Cosa difficile per chi è lavoratore dipendente.
Del resto, continuo a chiedermi come si possa rimpiangere olio di ricino e manganello: forse non sono così tanto masochista come loro.
Poi ci sono i puritani, quelli che non possono sporcasi le mani votando: loro non hanno colpe per come funziona l'Italia e quindi, nessun partito li rappresenta. Lindi, probi nel loro Eden, non possono proprio, sarebbe come mangiare la mela del peccato. Cosa condivisibile, se ci fosse una organizzazione tale da poter soppiantare l'ordine costituito, ma che in questo momento equivale a tirarsi le martellate nei testicoli. Puoi spiegargli come stanno le cose, che chi ha interessi da salvaguardare a votare ci va, e anche dalla parte a loro congeniale, ma niente. Noi predichiamo il non voto, quando i nostri padri o nonni hanno lottato per questo diritto e la democrazia non a colpi di petizioni o manifestazioni, ma direttamente con il fucile. Cosa non auspicabile visto che con il fucile si può anche morire.
E in tutto ciò non posso dimenticare quegli operai che votano lega come protesta, perchè la sinistra non è più sinistra: allora votiamo a destra che ci farà sicuramente da sinistra. In questo caso basta chiudersi al mondo millantando secessioni e si risolvono i problemi. Io chiedo di ritornare neonato e rientrare nella pancia di mia madre, almeno sono al sicuro e non devo più pensare a nulla.
Poi ci sono i rassegnati, quelli del tanto non cambia niente: sono tutti uguali. Questi ad ogni tuo atto di ribellione, sembra che siano vissuti 15o anni. Ti rispondono ne ho viste di cose io...ed è sempre stata così.
Ma si sa...essendo l'uomo un animale duttile, si abitua anche a prenderlo nel deretano.
E infine, coloro per cui va ancora troppo bene non mettendo nei conti, che ogni giorno che passa renderà il sacrificio della risalita più arduo.
Io inizio già a chiedermi, quanto quella salita ci costerà.

QUESTA SERA

Questa sera, Schiavi o liberi, ha qualcosa di più credibile da guardare.



IL RUMORE SORDO

Ecco cosa accadeva domenica...

lunedì 14 settembre 2009

QUESTIONE LINK

Sapevo che, a malincuore, sarei dovuto arrivare a trattare questa questione. Purtroppo, vedo tra i blogger, mancanza di rispetto verso l'impegno altrui. La bacheca dei lettori "fissi" la cancellerò fra un paio di giorni, tanto per avere il tempo di organizzarmi, lasciando solo la lista dei link in basso a destra la quale, verrà essa stessa ridimensionata.Questo non è un ufficio di collocamento, dove ci si iscrive, e poi si aspetta di venir chiamati. Non dico sempre, ma possibile che in tutti i post fatti qualcuno, dopo anche 6 mesi, non abbia sentito nemmeno una volta l'esigenza di esprimere la sua opinione? Io non chiedo uno scambio di link, con la speranza di rendere il mio blog più gettonato.La questione è di rispetto: dietro a ogni link, ci sono persone che si impegnano, e che cercano nel loro piccolo di migliorare ciò che li circonda. Non per niente ho messo i vari amici blogger, sotto il titolo di: "La speranza di un futuro migliore". La richiesta di uno scambio di link, per me equivale ad una promessa, nel provare attraverso un sano confronto, ad intraprendere una strada comune. La stessa cosa è accettare quella richiesta. Non ho mai avuto l'aspirazione di diventare una star, vantandomi della percentuale di link amici: mi ritengo un mediano, che corre provando ogni giorno, con il suo impegno, a migliorare con gli altri questo mondo avverso. Non mi piace neppure chi mette annunci pubblicitari nel proprio blog: il sistema lo vinci, esclusivamente uscendo dalle logiche mercantiliste che lo sostengono. Serve una fermezza di ideali e una disciplina che purtroppo non vedo. Potete anche rispondermi che ognuno nel suo blog fa quello che vuole, ma per me vuol dire corrompere il proprio operato.
Chi è interessato a uno scambio di link, può chiedere, ma che sia una cosa seria e matura. Chi vuole essere cancellato, può dirlo e sarà fatto. Ad altri valuterò io il da farsi nel corso dei giorni.
Le star, le lasciamo al gossip per le casalinghe di Voghera.

domenica 13 settembre 2009

INCHIESTA

Lo so, è un video lungo, quindi poco incline ad essere visto per intero. Secondo me però, è importantissimo per prender coscienza di una realtà, dove le barbarie ancora fanno da cornice ai mostri del passato. Per chi ancora crede, che tutti cerchino il dialogo democratico. E' sempre tempo di resistere.

RIFLESSIONE

Ieri ho partecipato al Festival della letteratura che si svolge a Mantova, andando a vedere un film in cui si intervistavano uno dopo l'altro vari filosofi contemporanei. Il tema era incentrato sul senso della vita anche in virtù della morte, sulla morale di ogni nostra azione rapportata al mondo e le conseguenze di questa globalizzazzione anche in termini di coesione sociale. Una cosa leggera insomma, ma importante perchè mette in discussione tante cose. Per capire il mondo serve coraggio: coraggio di voler conoscersi, per affrontare quel malessere che ci attanaglia. Non dirò nulla, per il semplice fatto che ognuno ha le capacità e dovrebbe intraprendere il percorso, per provare a compiere questa crescita personale.
Diamo per scontate sempre troppe cose....

sabato 12 settembre 2009

INFORMAZIONE

Dal sito di Paolo Barnard, pubblico questo articolo sul caso Gabanelli-Report.

Carogna mangia carogna.

Avete letto? La RAI toglie la copertura legale a Report e ai suoi inviati. Presumo che Milena Gabanelli sia pienamente d'accordo, visto che proprio lei ha alacremente lavorato assieme alla RAI per negare la copertura legale a quello che era un suo giornalista di punta; ha cioè per anni avvalorato e controfirmato il medesimo abbandono in caso di grane giudiziarie che oggi i suoi dirigenti decretano per i suoi collaboratori. Ma bando alle ciance.
Milena Gabanelli, la falsa paladina della libera informazione RAI, si comportò da carogna con Paolo Barnard, tradendolo dopo 10 anni di fedeltà, tradendo tutto il libero giornalismo italiano, e schierandosi come uno stuoino ai piedi dei suoi padroni di viale Mazzini quando negarono al giornalista di Report qualsiasi appoggio legale in occasione di una citazione per danni. La vicenda è narrata per intero qui http://www.paolobarnard.info/censura.php e fu ripresa dalla Rete per mesi.
Oggi, a Gabanelli e ai suoi codazzi di redazione capita esattamente la stessa cosa. Accade che la RAI tradisce Gabanelli. La carogna RAI mangia la carogna Gabanelli. Sul Corriere della Sera del 05/09/2009 Aldo Grasso scrive:
“… Non è un mistero che una trasmissione come quella di Milena Gabanelli sia a rischio. Non solo per compatibilità con la nuova dirigenza ma anche perché il dg Masi le ha tolto lo scudo dell'assistenza legale nonostante non abbia mai perso una causa (ogni autore dei servizi sarà responsabile in proprio di eventuali azioni legali, un sistema per togliere coraggio anche ai più coraggiosi)”.
Brutta notizia. Ma quando, come si diceva, la medesima cosa, e molto peggio, fu fatta dalla RAI a Paolo Barnard nel 2005, Gabanelli e i suoi codazzi di redazione non solo rimasero muti, non solo aggredirono le proteste di Barnard dandogli del vigliacco e del bugiardo, ma appoggiarono in pieno la condotta della RAI. Peggio: Barnard si trovò appunto senza copertura legale da parte dell'Azienda in un procedimento giudiziario originato da una sua inchiesta di Report - vale a dire abbandonato a pagare spese ed eventuali danni - ma scoprì che oltre tutto RAI e Gabanelli si accanivano contro di lui in aula di tribunale, nonostante quell’inchiesta di Barnard fosse stata da loro approvata, trasmessa, lodata e replicata.
La mia protesta di allora parlava proprio di Censura Legale, quella che Grasso ha sintetizzato fra parentesi, e lanciavo un allarme sul suo potenziale di strangolamento della libera informazione. Ma poiché a quel tempo era la 'paladina' Gabanelli a infliggere Censura Legale, nessuno fra le 'belle anime' dell'Antisistema italiano volle muovere un dito. Travaglio pur di difendere la sua amica Milena mi diede pubblicamente del bugiardo. Oggi Censura Legale si abbatte sulla signora di Report, e tutti gridano allo scandalo. Che ipocriti.

Oggi carogna mangia carogna. Giusto. Che altro dire? Ah, sì, una cosa. Barnard all’epoca si rivolse anche ad Aldo Grasso per chiedergli di parlare di quell'ignobile ingiustizia che subiva. Grasso gli rispose: “Ma… sai… io sono amico della Gabanelli, e prima di attaccare un’amica dovrei vedere meglio...”. Barnard gli inviò le prove. Grasso non scrisse nulla. Oggi invece… Che pietà.

P.s. Grasso, non è vero che Gabanelli non abbia mai perso una causa. Ha perso proprio quella dove si accanì contro di me.

Fonte a questo link:
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=133

venerdì 11 settembre 2009

DAL BASSO

Le rivoluzioni nascono dal basso, vero. Però, al di fuori di facili proclami populisti, non ci può essere nessun cambiamento senza cultura, e conseguente comprensione e presa di coscienza della realtà. Tutto il resto, porta a chiusure campaniliste, che non risolvono il problema, diventando esse stesse braccio operante del potere costituito. Tutto il resto... porta a movimenti come direbbe Calvino, dai furori anonimi che non cambiano la Storia, perchè fondati sugli stessi valori che quest'ultima hanno corrotto.
Questo video, racchiude tutta l'involuzione culturale. Il paradosso, è avere ministri della Repubblica dati da un partito, che non si riconoscese nemmeno nell' unità nazionale.

giovedì 10 settembre 2009

Rammarico

E' così, vengo da una discussione accesa sulle ingiustizie del mondo. E' così dicevo, nella democrazia fondanta sui soldi e l' asservimento al potere dominante, non può altro che andare in questo modo. Tutto è a vantaggio del più forte: si fanno leggi per far rientrare capitali dall'estero, e poi mandano a me un avviso, ove si indica che non avendo versato qualche decina di euro di imposte, vengo sollecitato a recarmi in un ufficio postale per saldare il "debito" il quale, altrimenti, verrà aggravato di un sovrappiù. Cioè... nel caso devo pagare io, per un errore commesso da loro visto che come lavoratore dipendente, i soldi delle imposte nemmeno li vedo.
Ma è così, il mondo gira in questo modo in un processo giustificato dall'irrazionalità.
Il povero, in un contesto dove povertà vuol dire non poter fare le ferie quando, in altre parti del mondo vuol dire non mangiare, si riconosce in discorsi e obiettivi che trovano solo soddisfazioni oniriche. Tutti la mattina si alzano, ottenebrati dai modelli imposti, con il mito della salvezza individuale diventando carnefici di se stessi. E allora via di corsa, alla prima speranza di una vincita milionaria al superenalotto, dove guadagna sempre il banco diventato ormai una tassa indiretta. La giustificazione è sempre la stessa, ti ritrovi a dover ascoltare improbabili discorsi storici, da chi non si ricorda nemmeno cosa ha mangiato ieri. Storicamente è sempre andata così ti dicono, dove sempre racchiude ogni periodo dagli albori della civiltà umana: come se 200 mila anni fa, i nostri antenati prime forme in Africa di Homo sapiens sapiens, quindi i più simili a noi, vivessero in una struttura dominata da inflazione, disoccupazione e asservimento all'imprenditore di turno. E poi anche se fosse, credo che l'essere umano abbia il dovere di migliorarsi. Ma è così, il ricco di turno può permettersi tutto: viaggiare quanto vuole, fare il bello e il cattivo tempo con il ricatto della disoccupazione o porre con sussieguo ad una donna, la soluzione di buttarsi fra le braccia di un benestante per uscire dalla precarietà , in questa anomalia dove anche l'amore non mercantile viene reso merce di scambio.
Credo che la teoria data da alcuni storici ed economisti, per la quale negli anni '60 e '70, veniva favorita la socialdemocrazia come avversione al comunismo sia vera. Io continuo a chiedermi se sia la miglior organizzazione sociale possibile. Forse hanno ragione alcuni umanisti quando già nel Medioevo, affermavano che la proprietà privata era una necessità provvisoria, dettata dall'incapacità umana di adattarsi a qualcosa di superiore.

martedì 8 settembre 2009

POVERA ITALIA

In questo Paese dove tutto è in discussione, anche il rispetto della minima base morale sulla quale una nazione dovrebbe fondarsi, sono pochi gli appigli a cui aggrapparsi per poter sperare. Ha ragione Berlusconi, con un sistema informativo così, e non solo purtroppo: POVERA ITALIA.




Un mix di speranza e delusione, ma come dice Salvatore, con la rabbia e la forza di chi ha ancora il coraggio di lottare: Resistenza.
C'è un'altra Italia, fortunatamente, che merita il nostro impegno nel continuare a lottare.

A questo link, che consiglio di leggere: Manifestazione "Agenda rossa" - Roma - 26 settembre 2009 potete trovare alcune parole di Salvatore Borsellino.

domenica 6 settembre 2009

SABRINA

Se come dicono alcuni filosofi, l'uomo è costruzione di senso, è altrettanto vero che nell'epoca del nichilismo di massa trovare un senso a questa vita sembra ardua impresa. Nella società dei consumi, governata da fattori terzi i quali non dipendono dal singolo ma da dinamiche di mercato ( disoccupazione, inflazione, recessioni, consumi ecc.), ognuno di noi si ritrova impotente, o quasi, difronte alla sovrastante devastazione di questa realtà. L'unico modo per poter sopravvivere, sembra sfruttare quella cultura della visibiltà, per cui se riesci in un qualsiasi modo a raggiungere posizioni di prestigio vali qualcosa, altrimenti precipiti nell'oblio delle masse anonime in quel circolo vizioso che porta ad alienazione , frustrazione o addirittura depressione. Le repressioni interne poi, compiono il resto: quante volte, non facciamo ciò che vorremmo, per paura di venir etichettati in un qualsiasi modo? Quante volte, la nostra autostima vale in funzione dell'apprezzamento che riscontriamo nella società? Ognuno sequestrato dalle paure, si chiude nelle proprie case dove gli spettri della solitudine e della disperazione si annidano, in persone che non sono più in grado, o per meglio dire non si credono all'altezza, di affrontare la vita. Qualche giorno fa, lessi di Sabrina Ricci, madre che prima di togliersi la vita ha ucciso il figlioletto di appena due settimane. Non c'è l'ha fatta, il male di vivere, quel silenzioso compagno che mette in discussione ogni tua certezza, è stato più forte della felicità di un figlio. Resta lo sgomento, per una strage che una società diversa, dove si possa ancora assaporare il calore umano nei momenti del bisogno, sarebbe sicuramente riuscita ad evitare. Questo non è progresso, è maledizione. Più acquisiamo potere e dominio sulla natura e i nostri simili, più l'inevitabile conseguenza è il dimenticarci di cosa siamo e dei nostri reali bisogni. E' una corsa frenetica...e senza senso.




Ciao Sabrina a te, e a tutti quei figli ai quali questa società non è più in grado di dare ascolto.

sabato 5 settembre 2009

SOLO CON LA PRETESA DI PROVARE A CAPIRE

« ...Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come eravamo cresciuti noi della "generazione del Littorio". Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta... »
(N.Revelli)

Nel nostro tempo, verrebbe facile scagliarsi, inveire contro tutto e tutti rischiando di cadere in quella emotività, forse fuori luogo perchè causa di perdita di lucidità. Abbiamo dinanzi a noi, un sistema repressivo e omologatore, con una forza senza precedenti. In questo contesto, dove l'opposizione sistematica ( Di Pietro non è contro il sistema, prova ne è anche il voto contrario alla commissione sui fatti di Genova) sembra non avere voce e soprattutto rappresentanza politica, risulterebbe fin troppo scontato vomitare tutto il malessere contro questo comportamento pernicioso di alcuni politici e l'apatia di cui è impregnata la società, rischiando di scadere in quell'intolleranza di chi è al limite della sopportazione. Con una domanda che io ritengo retorica, viene da chiedersi di chi sia la colpa: dei politici, o di chi li delega con il proprio voto come rappresentanti? Per me la risposta è scontata, anche se è pur vero che, con una legge elettorale penosa, nell'epoca della Democrazia a suffragio universale circa il 20% degli italiani, se includiamo anche i non votanti, non ha rappresentanza parlamentare.
Ora mi balza in mente Primo Levi quando affermava, parafrasandolo, che il mondo è governato da una forza non invincibile ma perversa, che sembra privilegiare la stupidità alla ragione.
In questo delirio, nel quale la maggior parte delle persone è smarrita e i colpi sferrati alla Democrazia sempre più violenti , importante credo sia mantenere quella lucidità che permetta di organizzarsi in modo utile e quindi efficace per controbattere ciò che ormai è ( sembra) strapotere.
Per fare questo, essenziale è attribuire a ciascuno le proprie responsabilità. Noto nelle varie riunioni a cui ho la fortuna di partecipare, un voler deresponsabilizzare i cittadini che ritengo a dir poco esiziale. Siamo il popolo dell'indifferenza, del se fossi al suo posto lo farei anch'io con la scusante o l'autoassoluzione del:" tanto se non lo faccio io lo farebbe un altro".
E allora non posso non mettere sul banco degli imputati coloro che formano la società, sempre troppo portati a lamentarsi come bambini viziati, non capendo che l'unico modo per appropriarsi della libertà, e non intendo quella borghese dove l'unico fine è il profitto, è la totale assunzione di responsabilità.
La classe dirigente, trovandosi nei posti chiave, ha gravissime colpe; ma chi ha sposato quasi acriticamente questa cultura individualista, del mi salvo io e tutto il resto non conta?
Pensiamo a salvare il nostro orticello quando, con la scusante della crisi, questi stanno rubando il futuro a noi e ai nostri figli. A dir poco pazzesco!
Nei primissimi anni '70 fine anni '60, gli operai vedendosi non rappresentati totalmente da sindacati troppo istituzionalizzati, formarono i Cub (comitati unione di base): una stupenda realtà dalla quale è nata la stagione di lotte più bella e più proficua con diritti dei quali tutt'oggi godiamo. I sindacati furono scossi dal basso da scioperi spontanei e mobilitazioni varie.
Nel ventunesimo secolo, quello della prostituzione di massa e della falsa opulenza, sembra più utile continuare a dire: " i sindacati non fanno il proprio dovere".