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RIFLESSIONE

Ieri ho partecipato al Festival della letteratura che si svolge a Mantova, andando a vedere un film in cui si intervistavano uno dopo l'altro vari filosofi contemporanei. Il tema era incentrato sul senso della vita anche in virtù della morte, sulla morale di ogni nostra azione rapportata al mondo e le conseguenze di questa globalizzazzione anche in termini di coesione sociale. Una cosa leggera insomma, ma importante perchè mette in discussione tante cose. Per capire il mondo serve coraggio: coraggio di voler conoscersi, per affrontare quel malessere che ci attanaglia. Non dirò nulla, per il semplice fatto che ognuno ha le capacità e dovrebbe intraprendere il percorso, per provare a compiere questa crescita personale.
Diamo per scontate sempre troppe cose....

Commenti

Bruno ha detto…
è vero....diamo per scontato soprattutto il fatto che gli altri devono interpretare alla lettera il nostro pensiero .....
non dialoghiamo piu' e non tolleriamo piu' .....
l'incarcerato ha detto…
Però quanto è difficile conoscere se stessi...e quindi immagino come è difficile comprendere gli altri.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Difficilissimo, soprattutto in questa vita che non lascia spazio a nient'altro che al consumismo e alla frenesia.
marianna ha detto…
http://marianna-libertdiparola.blogspot.com/

libertà di parola si è dovuta trasferire qui se ti vuoi unire mi farebbe piacere ciaoooo
marianna ha detto…
grazie per esserti unito , cmq non posso più far nulla per l'altro blog me l'hanno oscurato ovvero tu puoi leggere io non ci posso più scrivere uffa!!!!
Poeslandia ha detto…
Niente e scontato nella vita, e tutti noi in un modo o nel altro impariamo alla base delle nostre esperienze. Il dialogo esiste, basta avere piu pazienza ad ascoltare, trovare il tempo, fermarsi ogni tanto... [scusa se mi sono permesso, ma passavo x caso... :-)]
buona vita a voi, Lisa
Renata ha detto…
Forse, dovremmo tutti e ognuno, sottoporre a severo giudizio...noi stessi.
Forse, dovremmo impegnarci per migliorare, singolarmente.
Forse, possiamo riuscirci.

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IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…

Storiella...........................

Figlio: "Papà, posso farti una domanda?"
Papà: "Certo, di cosa si tratta?"
Figlio: "Papà, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Non sono affari tuoi. Perché mi fai una domanda del genere?"
Figlio: "Volevo solo saperlo. Per favore dimmelo, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Se proprio lo vuoi sapere, guadagno $100 in un ora"
Figlio: "Oh! (con la testa rivolta verso il basso)
Figlio: "Papà, mi presteresti $50?"
Il padre si infuriò.
Papà: "La sola ragione per cui me lo hai chiesto era per chiedermi in prestito dei soldi per comprare uno stupido giocattolo o qualche altra cosa senza senso, adesso tu fili dritto per la tua stanza e vai a letto.
Pensa al perché stai diventando così egoista. Io lavoro duro ogni giorno per questo atteggiamento infantile.

Il piccolo bambino andrò in silenzio nella sua stanza e chiuse la porta.
L'uomo si sedette e diventò ancora più arrabbiato pensando alla doma…

IL CONSUMISMO

Origini del consumismo

di Andrea Bertaglio

“Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri” (Alexis de Tocqueville, 1835).

Sarebbe molto più facile uscire dall’ondata di depressione a cui stiamo assistendo se non avessimo paura di ammettere che la nostra società di consumi ci rende infelici (Bruce E. Levine, 2007).

Il consumismo è la manifestazione del bisogno cronico di acquistare continuamente nuovi beni e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento. Il consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in pubblicità con lo scopo di creare sia il desiderio di seguire una moda, un trend, sia il conseguente sistema di auto-compiacimento che ne deriva. Il materialismo è uno dei risultati finali…