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Rammarico

E' così, vengo da una discussione accesa sulle ingiustizie del mondo. E' così dicevo, nella democrazia fondanta sui soldi e l' asservimento al potere dominante, non può altro che andare in questo modo. Tutto è a vantaggio del più forte: si fanno leggi per far rientrare capitali dall'estero, e poi mandano a me un avviso, ove si indica che non avendo versato qualche decina di euro di imposte, vengo sollecitato a recarmi in un ufficio postale per saldare il "debito" il quale, altrimenti, verrà aggravato di un sovrappiù. Cioè... nel caso devo pagare io, per un errore commesso da loro visto che come lavoratore dipendente, i soldi delle imposte nemmeno li vedo.
Ma è così, il mondo gira in questo modo in un processo giustificato dall'irrazionalità.
Il povero, in un contesto dove povertà vuol dire non poter fare le ferie quando, in altre parti del mondo vuol dire non mangiare, si riconosce in discorsi e obiettivi che trovano solo soddisfazioni oniriche. Tutti la mattina si alzano, ottenebrati dai modelli imposti, con il mito della salvezza individuale diventando carnefici di se stessi. E allora via di corsa, alla prima speranza di una vincita milionaria al superenalotto, dove guadagna sempre il banco diventato ormai una tassa indiretta. La giustificazione è sempre la stessa, ti ritrovi a dover ascoltare improbabili discorsi storici, da chi non si ricorda nemmeno cosa ha mangiato ieri. Storicamente è sempre andata così ti dicono, dove sempre racchiude ogni periodo dagli albori della civiltà umana: come se 200 mila anni fa, i nostri antenati prime forme in Africa di Homo sapiens sapiens, quindi i più simili a noi, vivessero in una struttura dominata da inflazione, disoccupazione e asservimento all'imprenditore di turno. E poi anche se fosse, credo che l'essere umano abbia il dovere di migliorarsi. Ma è così, il ricco di turno può permettersi tutto: viaggiare quanto vuole, fare il bello e il cattivo tempo con il ricatto della disoccupazione o porre con sussieguo ad una donna, la soluzione di buttarsi fra le braccia di un benestante per uscire dalla precarietà , in questa anomalia dove anche l'amore non mercantile viene reso merce di scambio.
Credo che la teoria data da alcuni storici ed economisti, per la quale negli anni '60 e '70, veniva favorita la socialdemocrazia come avversione al comunismo sia vera. Io continuo a chiedermi se sia la miglior organizzazione sociale possibile. Forse hanno ragione alcuni umanisti quando già nel Medioevo, affermavano che la proprietà privata era una necessità provvisoria, dettata dall'incapacità umana di adattarsi a qualcosa di superiore.

Commenti

Bruno ha detto…
leggendo il post mi sono venuti in mente infiniti episodi: l'invito a pagare l'ICI del 94, ovviamente maggiorato di multe e tasse ...per loro sfortuna ho tutte le ricevute da 30 anni ad oggi e cosi me la sono cavata con solo una perdita di gran tempo......mi sono venute in mente le trattenute che ogni mese automaticamente mi vengono detratte dallo stipendio, essendo un impiegatuccio dipendente ... una conversione centesimale che aiuta e fa sopravvivere i ricconi, classi lavorative in proprio che denunciano poco piu' di un operario .. eppure un'otturazione del mio dente mi è costata una cifra .....mah, si vede che ha pochi clienti ............
oppure si vede che deve essere cosi......
il Russo ha detto…
Mah, credo che anche il capitalismo alla fin fine abbia perso, l'esempio? Tutti quei ragazzi che sono disposti ad una comparsata al grande fratello, a far le veline e, se il caso, pure pompini al potente di turno pur di non lavorare e produrre.
Insomma, l'antitesi stessa del culto del capitalismo...
Rouge ha detto…
Onestamente, non credo che questo stato di cose si possa cambiare nella sua maggioranza. L'introduzione della proprietà privata si perde nei secoli e in parte hanno ragione quanto affermano "che è sempre stato così". Non vuol dire che non si possa cambiare, solo è molto difficile e altrettanto improbabile su vasta scala.
Parlando di scale molto più piccole qualche via si può tentare: comunità e forme di condivisioni dei beni varie, ma dovrebbero scontrarsi col resto del mondo e non so quanto reggerebbero.
Per dirla in parole povere si può solo lavorare affinchè non vada tutto completamente in vacca!
Andrew ha detto…
davvero un bel post
riri ha detto…
Post interessante..fa riflettere, per ora mi viene in mente che siamo al declino totale e per quanto riguarda la fine del capitalismo concordo con il Russo.
Un caro saluto.
Silvia ha detto…
Ciao! Come stai? Sono stata un pò latitante negli ultimi mesi ma rieccomi.

A proposito del post, hai visto il documentario "Come un uomo sulla terra" di Andrea Segre? Se no, te lo consigli vivamente.

Un caro saluto, a presto! :)
luce ha detto…
Il problema non è il capitalismo in se stesso, considerato che la borghesia, in epoche in cui il mercato portava benessere, è stata anche culla di pensiero.
Il problema è nell'atteggiamento delle persone nei confronti del capitalismo o del socialismo o del comunismo o delle ideologie in genere. Facevo una discussione iteressantissima più o meno su questo tema a proposito della televisione e della manipolazione delle menti e quindi della società e della cultura e io dicevo che la televisione di per sè non cambia le persone e non manipola chi dentro non si fa manipolare, nel senso che è l'atteggiamento verso il mezzo di comunicazione che fa la differenza. E allora consideriamo i tempi "mercanti" non del tutto da buttare perchè è la degenerazione di certi concetti che fa la differenza, e la differenza la fa l'uomo.
Un uomo avido rispetto ad un uomo "illuminato" qualsiasi cosa avrà in mano la rovinerà.
Persino Lenin capì che Stalin era "deviato" ma oramai il meccanismo era partito...
Forse è dalla base che bisognerebbe partire: avere il coraggio di denunciare e perseverare anche se è un mulino a vento, avere il coraggio del sacrificio, insomma avere il coraggio di ammettere che ci sono delle difficolrà e condividerle con gli altri, senza lasciare spazio all'apparenza del "volemose bene" comunque e del costume "tarallucci e vino" tanto usato dagli italiani.
Caro Marco, comunque grazie di essere uno di quelli( come me e tanti altri) che le cose le vede le analizza,si inca...za e magari può anche risolverle.
Un caro saluto.

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IL CONSUMISMO

Origini del consumismo

di Andrea Bertaglio

“Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri” (Alexis de Tocqueville, 1835).

Sarebbe molto più facile uscire dall’ondata di depressione a cui stiamo assistendo se non avessimo paura di ammettere che la nostra società di consumi ci rende infelici (Bruce E. Levine, 2007).

Il consumismo è la manifestazione del bisogno cronico di acquistare continuamente nuovi beni e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento. Il consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in pubblicità con lo scopo di creare sia il desiderio di seguire una moda, un trend, sia il conseguente sistema di auto-compiacimento che ne deriva. Il materialismo è uno dei risultati finali…

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Colui che non capisce niente è spregevole.
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