giovedì 15 gennaio 2009

RIPARTIRE DALLA CRISI


« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. »
Piero Calamandrei
Ho trovato questa frase mentre ripassavo la Resistenza.

Tutti sappiamo che la situazione è critica, ormai l'unica soluzione sembra essere l'azzeramento di un sistema finanziario inesigibile. Dal punto di vista prettamente consumistico, questo default incute paura: si perdono posti di lavoro, si deteriora uno stile di vita comunque insostenibile e si percepisce un maggior senso di insicurezza nei riguardi del futuro. Insomma...tutto assume i contorni del disastro. Per me invece, questa è una straordinaria occasione per liberarci da un sistema che ha sperperato risorse ambientali e umane, per uscire da una logica che ci vede alienati al lavoro, a quegli oggetti acquistati, utili solo a calmierare il disagio di una vita troppe volte ricca di solitudini e nevrosi. Si creano vuoti esistenziali, per i quali viene data come soluzione il consumo, il pensare che la felicità derivi da quanti oggetti si possiedono. Ebbene...è un fallimento, le depressioni, i disagi sono in costante aumento, non siamo più in grado di coltivare rapporti umani soddisfacienti rifugiandoci sempre più in cavilli, con i quali non facciamo altro che allontanarci dal nostro essere... dal nostro vicino. La felicità deriva dai rapporti umani, quelli veri, che giorno per giorno si coltivano perchè ogni mattino è un respiro nuovo. Ditemi voi, facciamo figli per lasciarli la maggior parte della giornata in un asilo, ci sposiamo o fidanziamo più per paura di restare soli che per la voglia di condividere un cammino; e poi, si trascorre sempre meno tempo con le proprie famiglie, è questo il progresso del tenore di vita? Un ' inutile rincorsa al nulla, per la quale tra l'altro si arricchisce, a discapito di tutto il resto, una minimissima parte di popolazione mondiale?
Ridatemi la natura, il tempo necessario per coltivare rapporti umani con un sistema che metta l'ambiente e l'essere umano come fine e non come mezzo, e non avrete più la mia opposizione signori del mondo. Fino ad allora però, il mio risentimento non troverà pace per voi che avete reso l'essere umano servo del denaro.
Lascio questo video, per me bellissimo, tratto dal libro che ho appena terminato i " Sentieri dei nidi di ragno" di Italo Calvino.

19 commenti:

Franca ha detto...

"...Un ' inutile rincorsa al nulla..."

Già proprio così...

Il libro l'ho letto. Bello veramente...

catone ha detto...

Ci hanno tolto la vita, ma non la volontà di cambiare la strada del futuro.

Le Favà ha detto...

A volte viene da sospirare Marco, insomma più cerchi di voler cambiare anche il piccolo, perchè si cambia il piccolo prima, più vedi che poi basta poco per peggiorare o alla meglio tornare dal punto iniziale. A volte davvero, ti viene da mandare a quel paese tutto. Dal primo all'ultimo e quasi senza distinzioni.

Anche un urlo di disperazione per ora, come inizio, sarebbe qualcosa. Sarebbe appunto, quell'inizio.

Rouge ha detto...

Magari un po' meno critica come situazione l'avrei preferita :)

Sabatino Di Giuliano ha detto...

Il pessimismo e' sovrano. Ma non possiamo cedere e andarcene tutti.

Andrew ha detto...

concordo

Cesco ha detto...

Come sempre un'analisi accurata, però si tende un pò troppo ad estremizzare, ma questa è solo una mia opinione. Mi verrebbe da dire che da disoccupati si ha molto più tempo da dedicare a se stessi, ma sarebbe comunque una battuta che non spiega quello che intendo. Anni fa si lavorava, in media, anche 14 ore al giorno, e gli unici che avevano tempo per stare con la famiglia erano le mogli che aspettavano il ritorno del marito con la schiena spezzata, ma non è solo questo. Il problema è anche che il progresso non ha portato solo danni, ma tutta una serie di benefici, come la semplificazione del lavoro e la diminuzione drastica delle ore dedicate a quest'ultimo. Penso comunque che questo sistema sia profondamente sbagliato, perchè le regole della finanza sono governate da chi specula impunemente, creando disastri economici come quelli che vediamo, ma non è colpa del consumismo, o non solo, bensì delle regole del capitalismo estremo che impongono a tutti i costi un guadagno estremo e subito. Questo accade perchè ormai l'economia globale è basata quasi esclusivamente su movomento di denaro, e non sulla produzione. Si sta insomma innescando un meccanismo all'interno del quale chi produce non è più il motore, ma chi investe denaro per comprare altro denaro. Questo sistema è sempre stato destinato a fallire, e chi risente meno della crisi è, naturalmente, chi produce generi di prima necessità, in quanto basa la propria attività sull'economia reale, che quando le borse calano a picco quest'ultima conosce gli splendori di una volta. Ma attenzione, se è vero che molto spesso siamo dei consumatori scellerati, ricordiamoci che non di solo pane vive l'uomo, e che la situazione alla quale stiamo arrivando potrebbe anche impedirci di spendere un pò di denaro per aquistare un bel libro da leggere, che segue comunque le regole di mercato, e che addirittura oggi viene considerato un bene non necessario, ma sarai d'accordo con me, non ci priveremmo mai del piacere della lettura.

Punzy ha detto...

Il libro, tra l'altro e' uno dei miei preferiti
Un'occasione marco? io lo spero ma temo veramente che si debba arrivare ad un punto di rottura veramente drastico e, non escludo, anche violento. E la cosa non mi piace e mi impaurisce

Spippy ha detto...

"Sentieri dei nidi di ragno" è un libro bellissimo, che ho amato subito nonostante Calvino non sia tra i miei autori preferiti.

Ora forse sembrerò pessimista e la mia posizione troppo estrema, ma sono arrivata a pensare (il mondo esterno mi ci ha portato) che il peggio non sia ancora arrivato e che questa discesa in caduta libera non sia ancora finita. La svolta arriverà, questo me lo auguro, ma siamo ancora troppo viziati e superficiali per fare il primo passo.

Anticlericale89 ha detto...

Speriamo veramente le cose migliorino....questa situazione si fà veramente preoccupante.


Mi fà male essere considerata un futuro oggetto da lavoro,penso alla scuola dove ci vedono già come gente che dovrà produrrè per la società,è diventato quasi impossibile studiare per se stessi,oggi bisogna farlo per gli altri...per trovarsi un lavoro appena possibile ,un lavoro che magari non corrisponde ai nostri sogni e a quello che volevamo,ma bisogna accettarlo perchè non c'è altro,e lavorare 10 ore al giorno per il bene dello stato...se ne andasse all inferno lo stato,io nn sono una macchina sono un essere umano!!!


Che vita è?A volte i chiedo se di nascere ne è valsa veramente la pena....inseguire ciò che sogno sarà difficilissimo...ma io non voglio vivere solo per produrre qualcosa...

l'incarcerato ha detto...

Si am ti rendi conto che data era quando Calamandrei diceva tutte questa sante cose? Ma non è cambiato nulla?

Ah, si! "Solamente" gli ideali...

Alessandro Tauro ha detto...

Mi chiedo quanto tempo dovrà ancora passare, prima che l'essere umano si renda conto del fallimento sociale e personale che sta portando avanti con inesorabile incoscienza.
E' vero che decenni fa non c'era una grossa diversità di situazione in termini pratici: c'era chi lavorava un numero impressionante di ore al giorno, chi per mentalità o per necessità non poteva cogliere quei preziosi momenti di vicinanza umana con chi ci ci circonda.
Ma è anche vero che molto di ciò che ci è stato impedito per costrizioni sociali ed economiche prima, ora ce lo stiamo impedendo con le nostre stesse mani.
Stiamo stravolgendo del tutto le priorità naturali dell'uomo. Stiamo dando il via ad uno stile di vita sempre più artificiale.

Non so quanto un sistema innaturale così possa tirare avanti. Forse il senso naturale delle cose tende a ripristinarsi inesorabilmente. Certo è che se non parte da nessuno di noi la spinta per farlo, anche se una "rivoluzione ambientale" dovesse accadere comunque, forse dovremmo aspettare un sacco di tempo. O forse per sempre.

riri ha detto...

Ciao Marco, passo per un caro saluto..sono stata via 4gg.,condivido le tue opinioni, credo che bisognerebbe rivedere soprattutto i veri valori della famiglia e del sociale..per fortuna non tutti siamo uguali, ho conosciuto persone meravigliose, che mi hanno commosso, in soli 4gg...una vita..ecco, io ci credo e ti abbraccio.

articolo21 ha detto...

Uno dei più bei libri del dopoguerra. Gusti ottimi.

Crocco1830 ha detto...

Sono d'accordo con te. Credo però che per intaccare realmente questo sistema, occorra la consapevolezza delle sue contraddizioni. Che invece manca, nonostante la crisi.

Gap ha detto...

Tieniamo duro, forse qulche frutto lo raccoglieremo. Resistere sempre e comunque.

frufrupina ha detto...

CIAO DOLCISSIMO....ottimo post...condivido ciò che ha detto Alessandro Tauro

Andrea ha detto...

concordo con te Marco ..il consumismo sta pian piano distruggendo tutto ...
Calamandrei ci vide giusto su tante cose!

Gatta bastarda ha detto...

bisognerebbe distruggere questo consumismo onnipresente perchè è la causa di parecchi mali... io provo ad iniziare correggendo me stessa ed è già difficile però bisogna farlo...