sabato 26 aprile 2008

DEMOCRAZIA

Piero Calamandrei, membro assemblea costituente

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.
Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica. È un po' una malattia dei giovani l'indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n'importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino ipaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn'è mica mio!».
Questo è l'indifferentismo alla politica. Si vive in regime di libertà, c'è altre cose da fare che in­te­res­sar­si di politica. E lo so anch'io! Il mondo è cosí bello, ci sono tante belle cose da vedere, da godere, ol­tre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l'aria: ci si ac­cor­ge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni gior­no che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica […] Piero Calamandrei – da Discorso sulla Costituzione
Tratto da: MEGACHIP
Ho scelto questo discorso il giorno dopo il 25 Aprile come atto simbolico. La costituzione è la carta dei nostri diritti come cittadini italiani ed ha valore immenso. Per ricordare ancora una volta che, i diritti che abbiamo, non sono frutto del cielo ma di enormi sacrifici umani.

1 commento:

il Russo ha detto...

Ciao, con piacere ho notato che negli ultimi giorni sei venuto a trovarmi a proposito di argomenti che a me stanno molto a cuore come quello della Liberazione.
Siccome trovo il tuo spazio affine al mio se ti fa piacere potremmo reciprocamente linkarci, fammi sapere