lunedì 14 aprile 2008

LETTERA ALL'OPERAIO

Operaio,
spero tu possa uscire da quel assopimento, ormai lungo 30 anni, che ti ha portato a perdere gran parte dei diritti acquisiti. Tu, che condividendo gli stessi ideali capitalistici, hai dato l'oppurtunità ad una persona di gestire la tua vita a suo piacimento. Inseguendo sogni , illusioni, hai perso il contatto con la vita alienando l'unica ricchezza che hai per scopi che non sono i tuoi. Spero che un giorno, tu riesca a trovare il coraggio di chiederti che senso ha la tua vita. Una domanda che nasconde parecchie insidie, vuol dire mettere in discussione se stessi, le proprie scelte e il proprio stile di vita. Una domanda che può costare anche la forza di ammettere che vivere in questo modo non ha nessun senso. Tu, avido e poco lungimirante, a tal punto da barattare diritti, costati scioperi e lotte operaie, con briciole di aumenti. Perso nei sogni, ti sei dimenticato che ogni diritto tolto è una freccia in meno nel tuo arco? Arriverà un giorno, che il datore di lavoro potrà decidere di te ogni cosa vuole e tu non potrai fare niente visto che, gli stai man mano vendendo le possibilità di difenderti. Non capisci che ti vogliono portare nel suo campo per massacrarti? Sei già forza lavoro da sfruttare fino all'ultima energia, cosa vuoi diventare? Quello che non mi spiego di te è una cosa: il perchè continui a lamentarti e poi ti comporti costantemente contro il tuo interesse. Dovresti iniziare a ragionare altrimenti è inutile lamentarsi. Il detto dice :"chi è causa del suo mal pianga se stesso. "Se dovessi essere un po' più colto capiresti che l' unica cosa che può salvarti è la solidarietà. Perfino le prime lotte operaie all' inizio dell' 800 si sono avute perchè le persone si univano, rendendosi conto che solo uniti si poteva combattere chi aveva in mano i mezzi di produzione. Voglio confidarti un' altra cosa; allora c' era la pena di morte per chi faceva sciopero. Cosa? tu adesso hai paura di perdere giornata? ma che uomo sei diventato?Ti sembra che allora stessero meglio di adesso? Forse è proprio questo il problema, stai ancora troppo bene. Preferisci attaccarti a quel poco che ti rimane anche se ti rendi conto man mano, che il tuo tenore di vita si sta deteriorando. Caro amico, devo constatare purtroppo, che il sistema è riuscito a renderti come ti voleva, fragile ed innocuo disponibile ad ogni sua richiesta! Bene, adesso ti saluto. Spero di rivederti un giorno, come punto di riferimento della storia e non, sola pedina al servizio del capitale.

1 commento:

Gatta bastarda ha detto...

a quante persone potrei dare una lettera così....
hai proprio ragione!