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LA PAURA

Sopra il video di
Genova G8, Amnesty International: "La più grande sospensione dei diritti democratici, in un paese occidentale, dalla fine della II guerra mondiale"
Ancora una volta ha vinto la paura. La paura del diverso, il timore di non sapere la causa, di quella sensazione che tutte le mattine al risveglio, ci fa sentire più poveri. Ha vinto, la volontà di non mettersi in discussione, di credere a una realtà parallela senza capire, che sarebbe ora di verificare la legittimità del proprio stile di vita. Purtroppo, si è sempre più portati a deresponsabilizzarsi additando come colpevoli, chi in realtà è vittima di un sistema anti-umanità come noi. Adesso la colpa è degli estracomunitari, di chi cerca di venirsi a riprendere le briciole, di quello che attraverso le colonizzazioni prima e trattati come WTO gli sono stati rubati. Conseguenza di una globalizzazione che invece, di essere conoscenza delle diverse culture come arricchimento, è fondata su un' assurda competizione con il solo risultato di arricchire i pochi a discapito dei molti. La classica guerra fra poveri. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Si perdono diritti, sono stati calcolati circa 200 milioni di schiavi nel mondo e sembra assurdo vedere che, nell' era delle democrazie e del progresso, si è più propensi a toglierli che a darli. Siamo arrivati al punto di disporre di mezzi tecnologici e scientifici, come non abbiamo mai avuto nella storia, eppure tutto ciò si traduce in un peggioramento delle condizioni di vita. Terribile. Continuano a propinarci quel numero che è il Pil, come la soluzione di ogni problema quando nonostante la crescita stiamo tutti peggio. Gli esseri umani lavoratori e consumatori in un appiattimento generale impressionante e sempre più spaventoso. A cosa serve la mia vita, a far crescere il Pil?, contribuire a distruggere l'ambiente?, o forse a rendere tutto mercificabile anche i rapporti umani? Queste dovrebbero essere le domande che ognuno di noi dovrebbe porsi. Diciamo di volere bene ai nostri figli e poi chiusi nell' egoistica cecità ci avviamo a lasciare alle generazioni future un mondo sempre più invivibile. A volte veramente mi chiedo , come è possibile che ci lasciamo illudere così tanto. Siamo più portati ad inseguire modelli irraggiungibili imposti dal sistema, che guardarci dentro e chiederci cosa ci rende felici di quello che abbiamo. A questo punto non so cosa ci riserverà il futuro, ma credo che ci imporra il prima possibile, di svegliarci da questo assopimento generale.

Commenti

Gatta bastarda ha detto…
che ferita mi tocchi...
io sono di Genova e la scuola diaz, i fatti di bolzaneto li porto tutti i giorni come ferite profonde sulla pelle ma nessuno li vuole curare...anche se all'ultima manifestazione (quest'inverno) eravamo tantissimi a manifestare.. da tutta Italia e tutti con le stesse ferite!

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