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IL COMANDO STRANIERO

Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo:
Tornare; mangiare; raccontare.
Finchè suonava breve sommesso
Il comando dell'alba:
"Wstawac'"
E si spezzava il petto in cuore.

Ora abbiamo ritrovato la casa,
Il nostro ventre è sazio,
Abbiamo finito di raccontare.
E' tempo. Presto udremo ancora
Il comando straniero:
"Wstawac'".

Primo Levi 11 gennaio 1946

Questa poesia, che si trova nel libro "La tregua" di Primo Levi, è una poesia che adoro.
Si chiude con una nota di pessimismo: lascio a voi l'interpretazione contro un'Italia che dimentica troppo in fretta o peggio ancora non conosce.

Commenti

Schiele ha detto…
E' magnifica.
Il ricordo riemerge anche quando i desideri si avverano.
calendula ha detto…
mi son messa ad ascoltare il video della carfagna, senza guardarlo perchè il suo continuo sbarrare gli occhi mi mette un'agitazione addosso, ora l'agitazione addosso cè lo uguale per la serie di corbellerie infinite che sta dicendo da quasi 7 minuti....
riri ha detto…
Una poesia struggente..molti ancora ricordano, ne conosco tantissimi, gente anziana, ex partigiani, gente disgustata per quello che è diventato il nostro paese.
>Ti abbraccio
Rouge ha detto…
Cosa significa Wstawac? Non vorrà mica dire Cribbio?
il Russo ha detto…
Il senso é ben chiaro, la bestia é sempre pronta a tornare...
natalibera ha detto…
Intensa,vera,....stupenda!

Com'è noto talvolta le bestie si rintanano,ma...sono sempre pronte a venir fuori, in agguato perenne...mai abbassare la guardia!

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