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UN POST CHE FA RIFLETTERE

Vi giro a questo link, un bellissimo articolo dell'amico Gap, che descrive purtroppo la condizione di paura in cui vivono molti di noi. Un importante spunto di riflessione, che aiuta a sentirsi sulla stessa barca. Lo trovate qui .
Sempre per ricordare che dietro ad ogni blog, come nella vita di tutti i giorni, ci sono persone che soffrono, che credono e che vivono condizioni purtroppo precarie. Ma che come il nostro amico Gap, lottano e sono un vero esempio per tutti noi.
Alla fine, difronte alle difficoltà della vita siamo veramante tutti uguali.
Dico la verità: mi verrebbe da chiedere scusa, penso sempre che queste cose accadano, anche perchè non riesco mai a fare abbastanza, che dovrei fare di più e devo fare di più. Quel disagio, che provi difronte all'ingiustizia, che ti fa sentire tremendamente colpevole per non essere riuscito ad evitarla.

Commenti

SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Per tutti gli amici, a cui ho imparato a voler bene in questo anno e passa di blog.
Gap ha detto…
Fai il giusto, forse troppo vedendo il lazzismo (come dicono i giovani leghisti di Gualdo Tadino)che ci circonda. Grazie amico.
il Russo ha detto…
Mi ha fatto male leggerlo una volta, due sarebbe masochismo.
luce ha detto…
Caro Marco, ho letto la storia di Gap, simile alla mia con marito in Gig in cerca di occupazione , io che non lavoro da 4 anni per scelta ( ho preferito crescere i miei bambini piuttosto che fare l'avvocato precario),la lotta giornaliera con le spese ma grazie a Dio luce e telefono possono ancora bastarmi per non essere scollegata con le cose che amo come le persone che ho avuto la fortuna di conoscere in questo mondo virtuale che sento vicino a me, il mutuo e la vita in generale ma ho ancora la voglia di vivere, di pensare che le cose miglioreranno, insegno ai miei bambini che non c'è disonore nel sacrificio e che domani è sempre un altro giorno e non è retorica,e chi mi conosce come te sachi non solo chiacchiere e distintivo ( consentimi la battuta)perchè anche con i miei quasi 40 anni continuo ad avere sogni e aspettative ottimistiche per il domani.
Grazie della tua sensibilità e della tua voglia di andare avanti.
un abbraccio grande
NADIA ha detto…
hola
...................
già letto da gap.....
un abbraccio!!!
stella ha detto…
Marco sei ammirevole, mi hai commossa...
Grazie!
Ho letto il suo post. Straziante. Purtroppo il rischio che qualcuno si arrenda in via definitiva esiste.

Per lottare ci vuole sempre (almeno quasi sempre) un filo di speranza. Se questa non c'é mai alla lunga...
natalibera ha detto…
Ciao Marco,ho letto e scritto due righe....
A te dico che per quanto comprenda il tuo stato d'animo (che spesso è anche il mio)....dobbiamo continuare ,nel nostro piccolo ,in tutte le forme che ci è possibile,a provare a modificare questo stato cose......
Un abbraccio...
Gap ha detto…
Scusa Sol, mi vido costretto a scrivere anche da te una precisazione.
NON TUTTI HANNO LETTO CHE IL MIO SCRITTO E' UNA DRAMMATIZZAZIONE CHE NON MI INVESTE, ALMENO PER IL MOMENTO.
RINGRAZIO DEGLI AUGURI E DELL'INCORAGGIAMENTO, PERO', PER SCARAMANZIA, TOCCO FERRO.
emanuela ha detto…
Ho letto il drammatico post di Gap, con ancora tanta voglia di combattere. Avanti!

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IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…

Storiella...........................

Figlio: "Papà, posso farti una domanda?"
Papà: "Certo, di cosa si tratta?"
Figlio: "Papà, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Non sono affari tuoi. Perché mi fai una domanda del genere?"
Figlio: "Volevo solo saperlo. Per favore dimmelo, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Se proprio lo vuoi sapere, guadagno $100 in un ora"
Figlio: "Oh! (con la testa rivolta verso il basso)
Figlio: "Papà, mi presteresti $50?"
Il padre si infuriò.
Papà: "La sola ragione per cui me lo hai chiesto era per chiedermi in prestito dei soldi per comprare uno stupido giocattolo o qualche altra cosa senza senso, adesso tu fili dritto per la tua stanza e vai a letto.
Pensa al perché stai diventando così egoista. Io lavoro duro ogni giorno per questo atteggiamento infantile.

Il piccolo bambino andrò in silenzio nella sua stanza e chiuse la porta.
L'uomo si sedette e diventò ancora più arrabbiato pensando alla doma…

IL CONSUMISMO

Origini del consumismo

di Andrea Bertaglio

“Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri” (Alexis de Tocqueville, 1835).

Sarebbe molto più facile uscire dall’ondata di depressione a cui stiamo assistendo se non avessimo paura di ammettere che la nostra società di consumi ci rende infelici (Bruce E. Levine, 2007).

Il consumismo è la manifestazione del bisogno cronico di acquistare continuamente nuovi beni e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento. Il consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in pubblicità con lo scopo di creare sia il desiderio di seguire una moda, un trend, sia il conseguente sistema di auto-compiacimento che ne deriva. Il materialismo è uno dei risultati finali…