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RIFLESSIONI SPARSE

Il sole è alto, in questa tiepida giornata di fine ottobre fin troppo calda visto la stagione. Le piante, hanno già sui loro rami foglie gialle, delle quali presto si libereranno annunciando l'arrivo dell'inverno. Le giornate si accorceranno ancora, il freddo aumenterà, e la bolletta del metano inevitabilmente lieviterà. La gente, che seppur non in maniera massiccia popolava le strade nelle calde serate estive, si chiuderà definitivamente nelle proprie case aspettando l'arrivo della primavera. E le strade, ritorneranno ad essere quei luoghi deserti, che ormai caratterizzano gran parte dell'anno, in paesi con sempre meno spazi per sviluppare forme di socializzazione e vita democratica. Credo che uno dei modi con cui hanno ucciso la Democrazia sia questo: abolendo o quasi, il rapporto con il vicinato. E allora ci si rifugia in quella messaggistica istantanea virtuale, che ormai ha sostituito il rapporto visivo con l'interlocutore. Trovi persone abitare nella stessa via, passare ore a messaggiare con i nuovi canali virtuali, quando sarebbe sufficiente fare cento metri e trovarsi di persona. E intanto le strade restano deserte, testimoni di una vita fatta di persone isolate, che in un qualche modo cercano di restare a galla nella miriade di guai del progresso. Ognuno davanti alla propria televisione, Pc o altro, oppure quando esce chiuso nell'abitacolo della propria vettura, sancisce il definitivo isolamento dal prossimo. Ormai sembra un processo irreversibile: la comodità, il bisogno di efficienza e il meno tempo impongono sempre più una vita di isolamento, che diventa circolo vizioso chiudendosi in un guscio che porta ad avere paura di un mondo che via via si conosce sempre meno. E nel frattempo la Democrazia soffre: si perde fiducia nel prossimo, e ci si chiude in un egocentrismo che ci rende ciechi ai problemi altrui. Resta nel lavoro, l'illusione di trovare una ipotetica felicità o realizzazione, su un qualcosa che ha sempre in serbo delusioni perchè ormai anch'esso governato da dinamiche contrarie al bene comune. Loro hanno vinto, perchè attraverso l'illusione di un benessere materiale, sono riusciti a sostituire qualsiasi forma di rapporto umano in grado di cambiare la Storia.
Come dice Chaplin: "abbiamo i mezzi per spaziare, eppure ci siamo chiusi in noi stessi."

Commenti

Le Favà ha detto…
Fa paura come l'isolamento e il farsi guidare rendano le persona molte volte solamente automi di un processo. A volte.
Ma già quel capita, dovrebbe far pensare.
il Russo ha detto…
Il fatto è che spesso, per trovare una persona con la quale trovare affinità politiche e non solo, sia più facile sedersi al pc e raggiungerla in una decina di secondi anche se abita in provincia di Mantova e tu stai in Piemonte, cosa che se provassi a fare nelle vie più immediate all'abitazione del sottoscritto non basterebbero ore...
Diciamo che il pc serve a completare, fermarsi ad esso significa accontentarsi di una vita soprattutto (ma non solo) virtuale, una mezza vita.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Russo è vero: si trova più speranza a girare 10 minuti fra blog amici, rispetto a tutto il resto.
amatamari© ha detto…
Condivido ma anche il contesto abitativo ha un suo peso: se abiti in un casermone della periferia metropolitana dove vai e che fai senza l'automobile? Esistono cittadelle dormitorio dove nemmeno hanno messo la luce per le strade. Insomma forse in una realtà urbanistica più a misura d'uomo anche le strade e le piazze potrebbero ripopolarsi.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
amatamari secondo me il problema è di disagio sociale visto che, anche in realtà a misura d'uomo, vedo lo stesso problema.
Si predilige la macchina, anche per fare percorsi che potrebbero essere fatti con una semplice bicicletta.
natalibera ha detto…
Condivido granparte delle tue considerazioni e inizio a sentirne il peso anch'io ,nonostante viva in un piccolo paese nel cuore della Sardegna ,dove tutto sommato si riesce a dare ancora peso ai rapporti umani....

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