W L'INFORMAZIONE ABBASSO L'IGNORANZA QUANDO IL SAPERE DIVENTA L'UNICA FONTE DI REALIZZAZIONE PER L'ESSERE UMANO
sabato 31 maggio 2008
ITALIETTA
Times: Italia razzista e xenofoba sotto il governo di centrodestra? È la domanda che si pone oggi il Times in un reportage da Roma di due pagine dal titolo «La politica della paura». Il Times racconta ai lettori come «gli immigrati in Italia sono sotto l'attacco di una destra risorgente e anche di una massa popolare di vigilantes». Il quotidiano londinese dà spazio a dichiarazioni molto preoccupate di stranieri che si sentono «trattati come criminali» e in genere addossano al governo Berlusconi e all'elezione di Alemanno a sindaco di Roma la responsabilità per la situazione di incertezza e pericolo in cui si sentono. 1
Inoltre, quello che è successo ieri a Milano è la riprova della deriva razzista che ormai attanaglia l' italia ( la minuscola è voluta) dei giorni nostri.
Adesso, e non solo da adesso, sui mezzi pubblici fanno retate di puro razzismo. Telefonano all'azienda pubblica, comunicano l'intenzione di arrestarne alcuni in flagranza di reato (chi è senza biglietto, chi è senza documenti), si utilizza un autobus con i finestrini sbarrati e ci si apposta alle fermate con gli agenti più determinati, tipo mascella volitiva, occhiali scuri, cappelletto e manganello. 2 E' questa la sicurezza? Con 4 Regioni in mano alle mafie, noi ci preoccupiamo di arrestare 4 poveracci che non hanno neppure i soldi per pagarsi un biglietto. Che schifo! Leggevo ieri la notizia, a questo punto confortante, che vede Bush inserire la 'ndrangheta nella lista nera del narcotraffico . Cioè, se lo ha capito lui, noi siamo veramente su un altro pianeta. Cari italiani, forse sarebbe ora di svegliarsi, di prendere coscienza della realtà, di conoscerla, altrimenti il rischio, ormai appurato, è di vivere con la paura "dell' uomo nero", quello che si racconta ai bambini per fargli fare i bravi. Questo provvedimento "sulla sicurezza", non è altro che l'ennesimo modo per ingolfare una giustizia già sanguinante. Per fare entrare in carcere i poveracci e distrarre da chi ruba miliardi sulla pelle dei più poveri. Cosa bisogna fare per svegliarvi? cosa? Che mestizia...
1 e 2 Notizie tratte dal manifesto
venerdì 30 maggio 2008
INIZIAMO A SMONTARE IL GOVERNO
ABI-Tremonti azzera la concorrenza. E l’Antitrust
incredibilmente applaude…”
“Mentre il mutuatario che sceglie di tornare al 2006 e di cambiare il tasso variabile in
fisso, in realtà, non risparmia neppure un euro, le banche ci guadagnano tre
volte”. Lo afferma il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) commentando le
dichiarazioni del Ministro Tremonti alla conferenza stampa di oggi pomeriggio.
“Il ministro Tremonti e l’ABI – afferma Antonio Longo, Presidente del Movimento
Difesa del Cittadino (MDC) - dovrebbero spiegare come hanno fatto a stipulare
l’accordo sui mutui in poche ore, quando invece l’ABI aveva combattuto per mesi e
mesi lo scorso anno con le associazioni dei consumatori, prima per la riduzione delle
penali in caso di estinzione anticipata del mutuo, poi per azzerare i costi della surroga
e della portabilità dei mutui”.
“Le banche ci guadagnano tre volte. La prima volta – spiega Longo - perché a
fronte di tassi aumentati si riprendono tutto alla fine con gli interessi; la seconda
volta perché in caso di tassi in discesa le somme pagate in più dai mutuatari, e che
dovranno essere restituite agli stessi a fine mutuo, intanto resteranno nella
disponibilità degli istituti bancari per anni e anni, potendo quindi essere impiegate a
tassi 7-8 volte più alti di quello che verrà riconosciuto al mutuatario; ma il guadagno
maggiore sta nel fatto che non saranno più costrette a garantire rinegoziazioni e
surroghe e portabilità a costo zero, come aveva tentato di fare Bersani”.
“Con buona pace del mercato della concorrenza e dell’Antitrust, - conclude il
Presidente del Movimento Difesa del Cittadino - che evidentemente è rimasto
spiazzato dall’annuncio dell’accordo. Stupisce davvero che Catricalà ritenga
corretto questo accordo, che in realtà configura un cartello nascosto: ogni banca si
tiene i suoi, il mercato e la concorrenza possono attendere”.
Inoltre, nell'epoca in cui tutti i personaggi importanti si indignano, io voglio prendere le distanze dall'ultima dichiarazione del papa. Infatti non capisco come si possa dire: gioia per il nuovo clima politico, l'Italia esca dalla crisi. Ora, si può dire tutto tranne che ci sia un buon clima politico. A meno che, non si considerino le manganellate, e un sistema fondato su coercizioni razzismo e atti Xenofobi, come una buona forma di realizzazione per definirsi società civile. Anche Amnesty accusa l'Italia per le politiche discriminatorie e per le violazioni dei diritti umani fondamentali. Inizio a pensare, che questo sia il limite massimo di civiltà da noi raggiungibile. Forse sono io a pretendere troppo.
giovedì 29 maggio 2008
I FASCISTI SERVONO
Non si erano ancora placate le polemiche per il doppio raid del fine settimana - uno contro un attivista del movimento omosessuale, l'altro contro alcuni commercianti del Pigneto - che la violenza fascista è diventata di nuovo protagonista nella città di Roma.Quella che anche per le agenzie di stampa e i maggiori media era inizialmente un'aggressione squadristica in piena regola ai danni di una decina di inermi studenti, è diventata con il trascorrere delle ore una “rissa”, uno “scontro tra bande giovanili” o tra “opposte fazioni”…
Un copione, quello della giustificazione mediatica delle aggressioni fasciste, già visto alcune settimane fa nella copertura dell'assassinio di Nicola Tommasoli a Verona, o ancora prima di Renato Biagetti. E poi ancora per l'aggressione di Casalbertone, o quella al termine del concerto della Banda Bassotti a Villa Ada la scorsa estate. Una strategia, quella dei principali media, che tende a sminuire o addirittura a negare il carattere politico di una strategia di violenza e sopraffazione di cui le organizzazioni neofasciste si stanno rendendo protagoniste in maniera esplicita. I picchiatori fascisti sono irrimediabilmente derubricati a bulli, a violenti. O a “imbecilli”, come ha ribadito ancora una volta il neosindaco di Roma Gianni Alemanno, che certamente non parlava per sentito dire.
Media, politica e per ultima la magistratura - che processa due degli aggrediti messi così anche dal punto di vista giuridico sullo stesso piano dei picchiatori - marciano parallelamente. La negazione della matrice politica dei raid si ripete incredibilmente anche quando gli stessi aggressori si impegnano affinché la loro identità politica e organizzativa emerga il più chiaramente possibile: cos'è se non una vera e propria “rivendicazione” l'organizzazione di un agguato in pieno giorno in una via contigua all'Università gremita da studenti e passanti? Per l'estrema destra i contenuti delle proprie iniziative sono spesso secondari rispetto all'effetto provocatorio che queste hanno all'interno dei quartieri, delle città, delle scuole. D'altronde, a sdoganare la versione fantascientifica e revisionista delle foibe “come olocausto etnico italiano” e a proporla come versione storica incontestabile ci hanno già pensato, a livello di massa, la giornata del Ricordo sul fronte istituzionale e la fiction fantascientifica di Rai Uno “La luna nel pozzo”.
Ciò che interessa a chi scatena i picchiatori è intorbidire il clima, sospendere l'agibilità per i movimenti sociali, gli studenti, gli immigrati. Obbligare gli attivisti a guardarsi le spalle e a preoccuparsi della propria incolumità piuttosto che cercare di costruire coscienza, mobilitazione e organizzazione nei territori. D'altronde a questo sono sempre serviti i fascisti, nel nostro paese, dopo la fine del secondo conflitto mondiale. I picchiatori e gli squadristi di turno non sono poi tanto diversi dalle mazze e dai coltelli che usano contro il nemico, il diverso, l'oppositore. Sono strumenti, meri utensili al servizio di una strategia più grande e complessa di loro.
L'opposizione parlamentare ha preso la palla al balzo per attaccare le coperture e le contiguità di cui i neofascisti possono godere all'interno del Popolo delle Libertà. Sacrosante verità. Ma i maestri dell'equidistanza tra le organizzazioni neofasciste e le loro vittime - che in realtà è sempre più
complicità con gli aggressori e garanzia di impunità - sono stati e continuano ad essere gli esponenti del centrosinistra e del Partito Democratico. Antifascisti la domenica ma assai distratti il resto della settimana. Pronti alla polemica mediatica quando Gianni Alemanno propone di dedicare una strada della capitale a Giorgio Almirante, ma ben lieti di partecipare alle celebrazioni dello stesso personaggio nelle aule del Parlamento. Un Almirante ideologo del razzismo e della pulizia etnica, fucilatore di partigiani e poi dirigente della destra eversiva e stragista che improvvisamente diventa una sorta di padre della patria, di fondatore della Repubblica e degno quindi di essere celebrato in maniera bipartizan dai deputati di tutti i gruppi.
Sia il clima di xenofobia sia i recenti provvedimenti sulla sicurezza varati dal governo con un vasto consenso da parte dell'opposizione, rischiano di fare dell'Italia "un paese pericoloso" non solo per i rom e per alcune comunità immigrate, ma "potenzialmente per ognuno di noi". A dirlo è Amnesty International che critica sia il centrodestra che il centrosinistra e accusa i politici italiani - in testa il leader del Pd Veltroni e il presidente della Camera Fini - di avere "una gravissima responsabilità" nel clima razzista che si respira in Italia. Per non parlare di un controllo e di una repressione sistematica che disarmano e imbavagliano i movimenti sociali e impediscono alla parte più sana della società di far fronte ad un imbarbarimento di cui le continue aggressioni fasciste e razziste sono un segnale evidente. Chi ha fatto della sicurezza, della tranquillità e della governance un dogma al quale sacrificare ogni altro valore e la democrazia stessa, dovrebbe essere cosciente del fatto che il dilagare della violenza fascista nelle metropoli e l'impunità di cui essa gode non possono non provocare conseguenze.
mercoledì 28 maggio 2008
MOMENTO STORICO
»Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.«
Antonio Gramsci
Gramsci è morto nel 1937 e leggendo ora queste sue parole, sapendo come sono andate poi le cose, sembrano veramente un monito, un avvertimento. Naturalmente spero che non abbiano la stessa funzione oggi, anche se ci troviamo, difronte a crisi molto gravi. Nonostante tutto ciò, devo ammettere di non saper neppure io, il motivo reale per il quale le pubblico. Se è per mettervene a conoscenza, o il mio vuole essere un vero e proprio appello, per trovare un punto di unione nell' affrontare le sempre più impervie sfide ( ci troviamo dinanzi a una forte crisi sociale) che ci aspettano nel futuro. Analizzando la frase, nonostante tutte le sue parti abbiano un notevole impatto sulla mia coscienza, la prima è quella che mi colpisce di più: " Istruitevi perchè avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza." Cosa posso aggiungere? Penso seriamente che l' unica via di uscita sia il sapere, il desiderio di informarsi. Sono fermamente convinto che l' egoismo, la xenofobia e tutte le paure della nostra società, siano figlie dell'ignoranza. Solo attraverso il sapere possiamo partorire una nuova società, renderla tollerante e meno sucube dell' attività commerciale e delle varie prevaricazioni.. Realizzarci come uomini e donne improntati sull' essere e non sull' avere, può essere a mio avviso, l'unica via di uscita da questo dedalo che ci siamo creati. Chi vuole questo tipo di società, sta vincendo perchè noi li vogliamo inseguire. Perchè non siamo più in grado ci sentirci all'altezza se nel garage non abbiamo una macchina da 20 mila euro, o se non possediamo il vestito o il cellulare di moda. Anche questo è figlio dell' ignoranza. Una persona vale in quanto tale, in quanto essere avente il diritto ad una vita dignitosa, indipendentemente da ciò che possiede o non possiede. Il sistema e tutte le sue terribili conseguenze, riusciremo a vincerlo, solo quando ritroveremo la nostra natura di essere umani. Solo a quel punto, scopriremo che non servono poi così tante cose materiali per vivere ed essere felici. Solo a quel punto credo, sapremo accettare le diversità imparando a vivere nel rispetto dell' altro e dell'ambiente.
martedì 27 maggio 2008
LETTERA A GRILLO
E sull'emergenza dei rifiuti torna a parlare anche il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che si dice propenso ad appoggiare le scelte del governo: "Piaccia o non piaccia i rifiuti a Napoli, in Campania e dovunque si trovino, bisogna smaltirli. Ecco perché noi dell'Italia dei Valori dobbiamo appoggiare la scelta del governo di fare pulizia nel senso tecnico del termine al comune di Napoli".
Ma come, non era il candidato da lei scelto? Lei che pare essere così tanto contro il sistema, gli inceneritori, e questa politica di devastazione ambientale. La cosa mi sembra poco chiara. Anche quando dice di voler difendere a tutti i costi il soldato Travaglio è in parte incoerente. Travaglio è un ottimo giornalista, anche se con i termini di paragone che abbiamo non ci vuole molto a emergere, ma non è contro il sistema economico. Lui stesso dice che i ricchi rubano, e poi appoggia il liberismo che è la più grande truffa che l'uomo posa perpetrare sull' uomo, e la principale causa della devastazione ambientale. Chiedo un po' più di coerenza. Almeno che lei non sia come quegli imprenditori , che da un lato chiedono la riduzione della spesa pubblica, e dall'altro, maggiori infrastrutture. E con che soldi le facciamo, coi soldi da destinare agli ospedali? Io tra una strada, e la sanità garantita, senza dubbio preferisco la seconda ipotesi. O altrimenti quando tuonano dai loro palchi, la solita frase: " Meno stato nell' economia!" Vedo però, che le varie agevolazioni statali come l'ultimo cuneo fiscale, non le hanno rimandate al mittente. Anzi... sono pronti a chiedere ancora con la scusa che è l'azienda al centro del mercato. Mi piacerebbe vedere, se non lavorasse nessuno, cosa se ne farebbero delle loro aziende. Maaa..
Le chiedo una spiegazione perchè penso, che per combattere questo stato di cose, serva maggiore coerenza. Non conta molto sbraitare da un palco, anche cose giuste e condivisibili, e poi chiedere alle persone di non votare o farlo per chi appoggia, anche pensieri opposti. Così, penso si favorisca solo quella classe di potere, che ha tutto l' interesse nel mantenere il cittadino disinteressato alla vita pubblica. Attenzione non sono solo i politici, ma soprattutto i manovratori economici, quelli che hanno in mano le leve del potere economico e che io definisco la prima casta. La prego di darmi delle spiegazioni perchè a dire il vero, inizio ad avere dei tentennamenti sull' effetiva onestà del suo operato. A mio personalissimo giudizio, sembra più un lavoro, per dare ai cittadini almeno la possibilità di sfogarsi facendo però in modo, che tutto resti invariato. In attesa di risposta le porgo cordiali saluti.
lunedì 26 maggio 2008
COSA STIAMO DIVENTANDO?
E tu mi vieni a dire che l'uomo muore
lontano dalla vita, lontano dal dolore
nella quasi indifferenza non è più capace
di ritrovare il suo pianeta fatto di aria e luce.
E tu mi vieni a dire che il mio presente
è come un breve amore del tutto inconsistente
che preso dai miei sogni io non mi sto accorgendo
che siamo al capolinea, al termine del mondo.
E tu mi vieni a dire che tutto è osceno
che non c'è più nessuno che sceglie il suo destino
non ci rendiamo conto che siamo tutti in preda
di un grande smarrimento, di una follia suicida.
E sento che hai ragione se mi vieni a dire che l'uomo sta correndo
e coi progressi della scienza ha già stravolto il mondo
però non sa capire che cosa c'è di vero
nell'arco di una vita, tra la culla e il cimitero.
E tu mi vieni a dire c'è solo odio
ci sarà sempre qualche guerra, qualche altro genocidio
e anche in certi gesti che sembran solidali
non c'è più l'individuo, siamo ormai tutti uguali.
E sento che hai ragione se mi vieni a dire che anche i più normali
in mezzo ad una folla diventano bestiali
e questa specie di calma del nostro mondo civile
è solo un'apparenza, solo un velo sottile.
E tu mi vieni a dire quasi gridando
che non c'è più salvezza, sta sprofondando il mondo
ma io ti voglio dire che non è mai finita
che tutto quel che accade fa parte della vita.
Ma io ti voglio dire che non è mai finita
che tutto quel che accade fa parte della vita.
Non finiremo mai di ringraziarti caro Giorgio Gaber
domenica 25 maggio 2008
IL NUCLEARE
Ora riporto un pezzo di articolo tratto dal manifesto sul nucleare visto che, la nostra conclamata classe dirigente vuole propinarcelo come la soluzione ultima dei nostri problemi energetici.
Ministri, politici e Confindustria ripetono che dall'energia nucleare si può trarre energia abbondante, tanto da liberarci dalla schiavitù del petrolio e del gas, energia pulita, tanto da contrastare l'incubo del cambiamento climatico, energia a prezzi ben più limitati, tanto da ridar fiato alla nostra stanca economia. Tutto ciò è una favola, non ha alcun fondamento scientifico razionale: non poco o tanto discutibile, semplicemente inesistente. Tanto che sorge una domanda ingenua: è possibile che ministri, politici e industriali possano proclamare tante assurdità senza che un tecnico amico gli suggerisca qualche dato?Basterebbe guardare gli altri paesi nucleari: forniscono un quadro di crisi dell'energia nucleare, documentata dai rapporti dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) e, in particolare, dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) delle Nazioni Unite.L'energia nucleare abbondante. Di che parliamo? Oggi essa copre il 6,4% del fabbisogno mondiale di energia, e di uranio fissile, a questo ritmo modesto di impiego, secondo il rapporto Aiea del 2001 ce n'era per 35 anni. Certo, si potrebbe ricorrere all'uranio 238, ben più abbondante in natura: si tratta di un tipo di uranio non fissile, ma attraverso il processo di cattura di un neutrone, si puo trasformare in plutonio, materiale fissile, anzi ingrediente principale per le bombe. Materiale dunque ad alto rischio di proliferazione militare e anche sanitario: un milionesimo di grammo è la dose che può essere letale per inalazione. La Francia, che aveva perseguito con decisione questa strada, l'ha abbandonata col venir meno dell'urgenza strategica della force de frappe. La questione delle scorie radioattive provenienti dalla fabbricazione e dall'impiego del combustibile nucleare. Solo per l'Italia, con il suo modesto passato nucleare, si tratta di un centinaio di migliaia di metri cubi, da sistemare in modo che non vengano più a contatto - per «ere» intere - con l'ambiente, la falda idrica, tutti noi. Oggi non c'è soluzione. Si era fatto molto affidamento - anche per Scanzano - sulle strutture geologiche saline, fidando sul carattere idrorepellente: l'acqua è un temibile avversario per la sua capacità di fessurazione di qualsiasi contenitore e conseguente messa in circolazione dei materiali radioattivi. La fiducia è crollata qualche anno fa, quando, nel corso della messa a punto del deposito Wipp del New Mexico, l'acqua ha fatto irruzione là dove non ci si sarebbe aspettati di trovarla e, inoltre, si è anche ipotizzata la possibile circolazione d'acqua a causa dell'insediamento di materiali ad alta temperatura (a causa della loro radioattività) con conseguente alterazione delle condizioni di stabilità geologica. Oggi si spera nelle rocce argillose e la Francia indirizza a queste strutture geologiche la sua ricerca.Ma allora quanto costa il kilowattora, in una situazione nella quale il ciclo del combustibile nucleare è tutt'ora materia di ricerca fondamentale?E si torna alla complessità di una tecnologia che ripropone il problema della radioattività, l'insoluta sfida che conosciamo dal 1896, con la scoperta di Becquerel. E' questo in definitiva il fattore che ha fatto lievitare il costo dell'energia prodotta, man mano che le popolazioni (e i lavoratori) statunitensi chiedevano standard di protezione sempre più elevati.Vorremmo ricordare a ministri, politici e Confindustria che tutt'ora il danno sanitario da riadioazioni non ammette soglia al di sotto della quale non c'è rischio: dosi comunque piccole - questa è la valutazione della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti - possono innescare i processi di mutagenesi che portano al danno somatico (tumori, leucemia) o genetico. Da qui la lievitazione dei costi per la riduzione di rilasci di radiazioni, si badi, in condizioni di funzionamento di routine, degli impianti. E, a maggior ragione, la questione della sicurezza da incidenti.Nasce da tutto questo il progressivo abbandono del nucleare civile, che dal 1978 diviene totale per gli Usa e all'inizio degli anni '90 per tutti i paesi Ocse (con la sola eccezione del Giappone), Francia compresa. Di qui il consorzio di ricerca guidato dagli Stati Uniti, Generation IV, che proclama la messa a punto di un reattore che si vorrebbe più sicuro, che usi con maggior efficienza l'uranio, non proliferante e che dovrebbe costare di meno. Il prototipo non è atteso prima del 2025, ma il premio Nobel Carlo Rubbia giudica già insufficiente il programma.In questo quadro è incredibile parlare di energia pulita e poco costosa: il Department of Energy situa a 0,06 euro il prevedibile costo del kWh al 2010 e vien da sorridere se si pensa al costo del vento e alla sua formidabile espansione, altro che nucleare, su scala mondiale.
Con questi dati, è evidente che la soluzione nucleare è il delirio, di una classe dirigente, non in grado di proiettare il paese verso una soluzione realmente valida e rispettosa dell' ambiente. E' la solita soluzione a breve termine, senza preoccuparsi di quello che le generazioni future saranno costrette a pagare in termini di danni. Ma a parte questo voglio chiedere una cosa:
"Siccome il nucleare è stato abolito con un referendum, se fossimo realmente in
un paese democratico, non bisognerebbe reintrodurlo con un' altra consultazione popolare?" Dopo, visto l' ignoranza che ci circonda forse vincerebbero lo stesso, ma almeno, avrebbe una parvenza un pò più democratica. Quello che mi fa riflettere è: in un paese dove non siamo nemmeno in grado di smaltire i rifiuti "normali", come possiamo pensare di essere in grado di smaltire scorie nucleari. E, quando iniziremo a parlare di energie rinnovabili pulite: sole, vento, acqua? E intanto, mentre mi faccio queste domande, sempre più persone muoiono di malattie causate dall' inquinamento. Che tristezza amici!
sabato 24 maggio 2008
BASTA GUARDARE

Carissime teste di capra, molti di voi giustamente dicono che non basta solamente scrivere su un blog per cambiare la nostra società, non basta solo denunciarle. Verissimo. Adesso c'è l'opportunità di emergere dal sottosuolo, far vedere che c'è anche l'altra Italia. E quella siamo noi, viviamo in un periodo di barbarie e se non facciamo nulla per fermale, ne siamo complici. Il primo giugno, a Roma, ci sarà la manifestazione promossa dai rom e intellettuali italiani. Siamo tutti incarcerati (anche voi, cosa vi credete?), e siccome siamo altruisti e siamo per la fratellanza e sorellanza, aiuteremo i rom e sinti a liberarli e proteggerli da questo genocidio culturale. Ringrazio l'Associazione Them Romano per avermi inviato il programma. Non possiamo non partecipare e chiedo a voi di esserci e soprattutto di diffondere il comunicato tramite i vostri blog. Riporto il testo. Questo è il link da diffondere
http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm
FERMIAMO UN GENOCIDIO CULTURALE
Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio,occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.C'è un'oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell'ordine, una parte della politica italiana per giustificare un'incivile repressione.Il 1° Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,Tutti credono che Rom siano solo stranieri.Non è vero !, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italianiTutti credono che i Rom sono nomadi.Non è vero !, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentariTutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.Non è vero !, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.Non è vero !, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!
Inoltre dedico questa poesia a quella mamma che ha sputato in faccia ad una bambina:
Ai bambini una carezza
Ai bambini una carezza
per tutte le infanzie rubate
per i legami strappati
per i fiori recisi
per le andate senza ritorno
per tutti i "progetti-uomo" mai realizzati
per tutte le ferite dell' abbandono
per tutto il freddo
per tutta la paura
per tutto l' odio
per tutta la fame
per tutto il non amore
Maria Pia Bernicchia
I venti bambini di
Bullenhuser Damm
venerdì 23 maggio 2008
GIOVANNI E PAOLO PER SEMPRE
23 MAGGIO-19 LUGLIO 1992 SONO LE DATE IN CUI LA MAFIA HA VINTO ANCORA
23 MAGGIO-19 LUGLIO 1992 SONO LE DATE PER RIPARTIRE E COMBATTERE COME LORO HANNO INSEGNATO, SENZA PAURA NE TIMORE
HO VOLUTO ACCOSTARE LE DUE DATE PERCHè CREDO SIA INIMMAGINABILE DIVIDERLE.
GUARDANDO QUESTO VIDEO MI SONO COMMOSSO A TAL PUNTO DA PIANGERE, SENZA NULLA TOGLIERE AGLI ALTRI EROI CHE HANNO FATTO TANTO CONTRO LA MAFIA, PERCHè LORO SONO L’ EMBLEMA DELLA LOTTA ALLA MAFIA DEGLI ULTIMI ANNI.UOMINI VERI CHE NON HANNO AVUTO PAURA DI PORTARE A TERMINE IL LORO LAVORO ANCHE DI FRONTE ALLA MORTE, CHE HANNO LOTTATO FINO ALLA FINE A FIANCO DI VERI IDEALI, PROPOSITI DI LEALTà E VERITà, I QUALI POTEVANO RIDARE ALL’ ITALIA LA DIGNITà CHE MERITEREBBE SE NON FOSSE PER LA GENTE CHE LI HA UCCISI ANCORA , ANCORA E ANCORA. PARLO DEL POPOLO CHE, NONOSTANTE SIA SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, HA RIELETTO QUEI POLITICI CHE HANNO ASSASINATO QUESTI GRANDI UOMINI. SONO INCAZZATO. CARI ITALIANI SONO MAFIOSI NON EROI. NON RIESCO PROPRIO A CAPIRE PERCHè Più I POLITICI SONO DISONESTI, ANTI LIBERALI, ANTI COSTITUZIONALI E ASSASSINI E Più RIESCONO A RISCUOTERE FIDUCIA, PROPRIO NON CAPISCO. MI CHIEDO COME SI POSSA CAMBIARE SE NOI STESSI NON RIUSCIAMO NEMMENO A CAPIRE LA VERITà DALLA MENZOGNA, SOLO PERCHè NON VOGLIAMO APRIRE GLI OCCHI O SEMPLICEMENTE PERCHè ACCETTIAMO QUESTA VERITà PER CODARDIA . MERITIAMO TUTTO QUESTO E BASTA. ITALIANI SVEGLIATEVI!!!!!!!!! L’ UNICO MODO PER COMBATTERE QUESTO SISTEMA è L’ INFORMAZIONE E IL LOTTARE TUTTI UNITI PER UN UNICO OBIETTIVO: RIPORTARE LA VERA DEMOCRAZIA. VOGLIO RIBADIRE IL FATTO CHE QUESTO GOVERNO è ASSOLUTAMENTE DI REGIME FASCISTA CHE UTILIZZA LA TELEVISIONE E I GIORNALI SOLO PER MANOVRARCI COME MARIONETTE PER I LORO SCOPI. DOBBIAMO RIBELLARCI, DOBBIAMO MANDARLI NELL’ UNICO POSTO CHE LORO COMPETE E CHE FALCONE E BORSELLINO STAVANO PER AVVIARE: LA GALERA A VITA. DOBBIAMO CAPIRE CHE TUTTO Ciò CHE CI CIRCONDA E CHE RECA DANNO SI Può E SI DEVE MIGLIORARE PER IL BENE DI TUTTI. NON DOBBIAMO AVERE TIMORE DI ESSERE LIBERI MA ANZI DOBBIAMO ESSERE LIBERI. CREDO CHE RIGUARDERò QUESTO VIDEO UN MILIONE DI VOLTE PERCHè LA VERITà SI SCALFISCA PER BENE NELLA MIA MEMORIA PERCHè NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE ESSERE PLAGIATO COME L' OTTANTA PER CENTO DELLA POPOLAZIONE D' ITALIA.
IO VOGLIO LOTTARE PER LA VERITà .
GRAZIE GIOVANNI, GRAZIE PAOLO.
« Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana. »
(Giovanni Falcone)
« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »
(Paolo Borsellino)
« Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. »
(Paolo Borsellino)
giovedì 22 maggio 2008
AFGHANISTAN
Fate in modo che in Afghanistan, vengano appoggiate le organizzazioni umanitarie che si battono per i diritti umani e non i signori della guerra.
Malalai Joya
Ho aperto l' articolo con questi appelli di Malalai Joya, ex deputata afgana, estromessa dal parlamento per aver denunciato i signori della guerra. Ho avuto la fortuna di incontare questa donna, in un convegno al quale partecipava anche Vittorio Agnoletto, e devo dire, che è stata una grande emozione. Ora con questi appelli, è facile intuire quale sia stata l' utilità della missione nato chiamata da lei, sempre con il termine di occupazione. Ma vi snocciolo alcuni dati di delegazioni dell' Onu:
Kabul: su 50.000 donne circa, il 65% di loro pensa, che l'unica alternativa dopo essere rimasta vedova sia il suicidio.
L' 85% delle donne è vittima di abusi e violenze.
18 milioni di afgani su una popolazione di circa 30, vive con meno di 2 dollari al giorno ed è costretta, dall' estrema povertà, a mangiare erba o vendere i figli per vivere.
90% dell' oppio proviene dall' Afghanistan.
Il parlamento ha votato un ' amnistia, per proteggere quei ministri e parlamentari, colpevoli di crimini contro i diritti umani.
L' 80% del territorio afgano è fuori controllo. Il governo Karzai, non controlla neppure tutta la città di Kabul.
Bene... cosa abbiamo esportato in Afghanistan? La corruzione. Purtroppo la situazione come denunciano i dati è drammatica. Le donne sono ancora sottomesse al punto, da non poter uscire senza un uomo, costrette a matrimoni forzati con uomini tanto più anziani e subire continue violenze lesive per la propria dignità. Ha raccontato di 2 ragazzine di 8 e 14 anni, violentate da 3 uomini e non vado oltre. Gli attacchi suicidi da una media di tre al mese, sono passati 3 a settimana. Pe quanto riguarda la coltivazione di oppio, ha denunciato alcuni membri del parlamento che traggono vantaggio dal narcotraffico. In tutto questo miasma, delegati del governo appoggiato dalle nazioni occidentali, sono artefici di crimini contro l' umanità e, gli aiuti umanitari stanziati per la ricostruzione, nella maggior parte, finiscono nelle mani di persone corrotte. Per il popolo afgano, tutti i soldati nel loro territorio, indipendentemente dalla nazionalità, sono considerati americani. Devo dire, che alla fine dell' assemblea la sensazione che mi provocava un brivido sulla schiena era una gran rabbia . Rabbia per tutta questa ipocrisia che ci circonda. Rabbia, per questi nostri governi, che appoggiano indiscriminatamente una politica di morte e terrore. Termino con un appello. Non pensate che queste cose siano così lontane da noi. Perchè ingiustizia genera ingiustizia. Fino a quando, saranno violati anche i diritti di un solo essere umano, nessuno di noi sarà al sicuro.
mercoledì 21 maggio 2008
GOMORRA
martedì 20 maggio 2008
PERCHE'
lunedì 19 maggio 2008
CRISI ALIMENTARE
Ecco chi è lo straniero per me , l' extracomunitario. Chi per profitto, è la principale causa di morte, per milioni di persone.
LE MULTINAZIONALI GUADAGNANO MILIARDI GRAZIE ALLA CRESCENTE CRISI ALIMENTARE
Gli speculatori sono accusati di far alzare i prezzi dei cibi fondamentali mentre 100 milioni di persone affrontano una grave carenza di ciboThe Independent on Sunday può rivelare che i giganti del business agricolo stanno ricavando guadagni e profitti sempre crescenti dalla crisi alimentare mondiale che sta portando milioni di persone verso la morte per fame. E la speculazione sta aiutando a portare i prezzi degli alimenti base fuori dalla portata degli affamati. I prezzi di grano, mais e riso si sono impennati durante l'ultimo anno portando i poveri -- che già spendono circa l'80% del loro reddito per il cibo -- alla fame e all'inedia. La Banca mondiale afferma che altri 100 milioni di persone stanno affrontando una grave crisi alimentare. Eppure alcune delle più ricche aziende alimentari mondiali stanno realizzando profitti da record. Lo scorso mese la Monsanto ha riferito che il suo guadagno netto per gli ultimi tre mesi sino alla fine di febbraio di quest'anno è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2007, da $ 543 milioni a $ 1,12 miliardi. I suoi incassi sono aumentati da $ 1,44 miliardi a $ 2,22 miliardi. I guadagni netti della Cargill sono cresciuti dell'86% da $ 553 milioni a $ 1,03 miliardi per gli stessi tre mesi. E la Archer Daniels Midland, uno dei più grandi lavoratori agricoli di soglia, mais e grano, ha incrementato i suoi guadagni netti del 42% nei primi tre mesi di quest'anno da $ 363 milioni a $ 517 milioni. I profitti di esercizio per la commercializzazione e le operazioni di gestione delle granaglie si sono moltiplicati 16 volte da $ 21 milioni a $ 341 milioni. In modo simile, la Mosaic Company, una delle più grandi aziende di fertilizzanti al mondo, ha visto crescere di più di 12 volte i suoi introiti per i tre mesi precedenti al 29 febbraio: da $ 42,2 milioni a $ 520,8 milioni a seguito di una carenza di fertilizzanti. I prezzi di alcuni tipi di fertilizzanti si sono più che triplicati durante l'ultimo anno dato che la domanda ha sorpassato l'offerta. Come risultato, i piani per incrementare i raccolti nei paesi in via di sviluppo sono stati duramente colpiti. La Food and Agriculture Organisation (FAO) riferisce che 37 paesi in via di sviluppo hanno urgente bisogno di cibo. Sommosse per il cibo stanno scoppiando in tutto il globo, dal Bangladesh al Burkina Faso, dalla Cina al Camerun e dall’Uzbekistan agli Emirati Arabi Uniti. Benedict Southworth, direttore dello World Development Movement, la scorsa settimana ha definito “immorale” l'escalation di introiti e profitti. Egli ha detto che i compensi degli aumenti del prezzo del cibo vengono trattenuti dalle grandi aziende e non raggiungono gli agricoltori del mondo in via di sviluppo. I crescenti prezzi di cibo e fertilizzanti provengono principalmente dall'aumento della domanda. Esso è stato in parte causato dal boom dei biocarburanti, che richiedono grandi quantità di grano, ma ancora di più dall'aumentata richiesta di carne, specialmente in India e Cina: ad esempio, la produzione di una libbra di carne in uno stabilimento industriale richiede 7 libbre di grano.
Le riserve mondiali di cibo ai minimi storici, bandi sull'esportazione e la siccità in Australia hanno contribuito alla crisi, ma gli esperti accusano anche la speculazione. Il professor Bob Watson--scienziato capo del Department for Environment, Food and Rural Affairs [Dipartimento per l'Ambiente, per il Cibo e le Questioni Agricole], che ha guidato l'enorme International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development [“valutazione internazionale di scienza e tecnologia agricola per lo sviluppo”]-- la scorsa settimana ha identificato la speculazione come un fattore. Gli investimenti borsistici su grano e carne sono aumentati di quasi cinque volte sino a $ 47 miliardi negli scorsi anni, conclude AgResource Co, uno studio di ricerche con base a Chicago. E la ufficiale US Commodity Futures Trading Commission [“Commissione Usa sul commercio di Futures riguardanti i beni”] ha tenuto delle riunioni speciali a Washington due settimane fa per esaminare quanto gli speculatori stiano aiutando spingere in alto i prezzi del cibo. La Cargill afferma che i suoi risultati “riflettono l'effetto cumulativo di aver investito più di $ 18 miliardi in capitale fisso e lavoro negli scorsi sette anni per espandere i nostri stabilimenti, le capacità di servizio e la conoscenza in tutto il mondo”. Le rivelazioni sono destinate ad aumentare la rabbia contro le aziende multinazionali dopo la rivelazione della scorsa settimana che la Shell e la BP insieme hanno registrato profitti per 14 miliardi di sterline nei primi tre mesi dell'anno--l'equivalente di 3 milioni di sterline l’ora--grazie alla crescita dei prezzi del petrolio. La Shell ha immediatamente attratto condanne ancora maggiori annunciando il suo ritiro dei piani di costruzione della più grande centrale eolica al mondo al largo della costa del Kent. I leader mondiali si dovranno incontrare il mese prossimo ad un summit speciale sulla crisi alimentare, ed essa sarà in cima all'agenda dell'incontro del G8 dei paesi più ricchi al mondo ad Hokkaido, Giappone, a luglio.
Fonte: www.independent.co.uk
A questo Link la versione in inglese.
domenica 18 maggio 2008
BARLUMI DI VERITA'
Perchè i media non ci dicono questo? Semplice... come farebbero altrimenti le multinazionali e tutti i gruppi finanziari a lucrare sulle sofferenze della gente?!
sabato 17 maggio 2008
POVERA ITALIA
ale della scomparsa della sinistra in parlamento, rimetto questo articolo con l' intento di dare l'ennesimo stimolo a tutte quelle persone che hanno deciso per comodità, di affossare la propria coscienza. Perchè anche girarsi dall' altra parte è una colpa.Io non mi riconosco più nel mio Paese. Ogni volta che torno da un viaggio all'estero, e ho quindi quel "recul", quel distacco che è necessario all'osservazione e che manca quando stai troppo dentro una situazione, vengo colpito da come ci siamo ridotti. La straordinaria maleducazione, il cinismo, l'indifferenza. Il lettore ricorderà, forse, quel povero portinaio precipitato dal quarto piano sulla strada, a Porta Pia a Roma. Ebbene, i passanti tiravano dritto, presi dai loro impegni, e se il cadavere si trovava proprio sulla loro direttrice, lo scavalcavano. In un'Italia d'altri tempi non sarebbe stato nemmeno pensabile.Ma ciò che più mi colpisce è la nostra volgarità. Eppure non è stato sempre così. L'italiano era anzi conosciuto per una sua naturale e popolana grazia, che insieme alle città d'arte, oggi distrutte dal turismo di massa, e alla bellezza del territorio, oggi distrutta dalla cementificazione, era uno dei motivi che attiravano i ricchi inglesi e francesi a fare il classico "tour d'Italy". Ma non è necessario risalire all'Ottocento o ai primi del Novecento per ritrovare questo tipo d'italiano. Rivedetevi, se vi capita, i filmati dei funerali di Fausto Coppi, seguiti da un'enorme folla di estrazione ovviamente popolare. La gente è vestita modestamente, ma è composta e dignitosa.I volti sono intensi e persino belli nella loro asciuttezza. Nessun sgangherato applauso accoglie la bara all'uscita dalla chiesa. La folla onora in silenzio il suo campione. La commozione, autentica, è tutta interiore. Ho citato i funerali di Coppi perché mi sono ben presenti, ma la stessa antropologia la trovate in qualsiasi documentario degli anni '50. Oggi se ti azzardi ad accendere la TV sei investito da spettacoli orripilanti: gente che ti rovescia adosso i suoi sentimenti più intimi e persino le proprie budella (del resto non c'è una pubblicità che reclamizza un prodotto che "ti aiuta a ritrovare la tua naturale regolarità"?).Cammini per le strade della tua città e sfiori i tavolini di certi locali trendy, carissimi, popolati da un sottobosco dai mestieri inefinibili, griffati dalla testa ai piedi, inguaribilmente kitsch. Non sanno che Lord Brummel diceva che la vera eleganza è quella che non si nota. Ma probabilmente non sanno nemmeno chi fosse Lord Brummel. In compenso sanno benissimo chi è Luisa Corna. A noi ci ha rovinato il benessere. Con questo delirio degli "status symbol", queste sfacciate opulenze, vere o presunte, il disprezzo per i poveri, nessuno accetta più di stare nei propri panni. E la volgarità è proprio un "non stare nei propri panni". Un primitivo può essere rozzo, ma non è mai volgare. Voi avrete forse visto, a volte, all'aereoporto certe gigantesche principesse nere avvolte nei loro abiti tradizionali. Sono eleganti. Vestite all'occidentale sarebbero ridicole. Ecco noi, con questa smania di uscire dall'anonimato della società di massa, siamo diventati ridicoli.Un'altra cosa che mi colpisce è il crollo di un elemento decisivo per la coesione di una società. Di qualsiasi società, vale a dire l'onestà. Quando ero ragazzino, negli anni '50, l'onestà era un valore per tutti. Per la borghesia, se non altro perché dava credito, per il mondo operaio, per non parlare di quello contadino dove la classica stretta di mano valeva, come suol dirsi, più di qualsiasi contratto. Chi tradiva questi principi di lealtà verso i propri concittadini veniva inesorabilmente emarginato. Oggi avviene il contrario.Guardo alla tv i nostri uomini politici, di destra e di sinistra, e mi chiedo perché mai questi personaggi da avanspettacolo devono comandarci. E il ricordo va all'austerità di Luigi Einaudi, di Alcide De Gasperi, di Giorgio Amendola, di Giovanni Spadolini. Il mondo è cambiato, si dirà. È vero. Oggi, in Italia, si può diventare ministri arrivando direttamente dallo show-business.Giorni fa un amico londinese mi diceva, con una piega beffarda che gli stirava le labbra sottili: "Qui in Gran Bretagna si ride di voi". Ho risposto: "Non c'è bisogno di essere stati educati ad Oxford per ridere dell'Italia. Neanche nel Burkina Faso ci prendono sul serio". Massimo Fini Fonte: www.gazzettino.it
venerdì 16 maggio 2008
VI RINGRAZIO
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 3
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.
Articolo 25
Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Ringraziando il Russo per questo suo post :INACCETTABILE: VERGOGNA PD! , colgo l' occasione per dare una strigliata a quegli amici, che deridevano il mio pensiero quando dicevo che votare PD era come votare una destra. Ora che il dado è tratto, voglio fornire più prove possibili di quanto siete stati coglioni nel farvi abbindolare dalla propaganda mediatica. Inoltre voglio ringraziare quei "compagni", che per paura di Berlusconi hanno scelto il cosidetto voto utile. Bravi, così oltre ad aver perso, non c' è più nemmeno la sinistra in parlamento. Anche se dall'esito di queste elezioni, nè trarrò sicuramente svantaggio, quasi quasi provo piacere nel sapere che il vostro voto utile non è bastato a farvi vincere. Mi dispiace solo per quelle persone, come ad esempio gli amici blogger, che non si meritano di vivere in un paese del genere. Mi chiedo solo come fate ad essere così ciechi. A me, anche con la storia del voto utile, è apparso subito evidente che si voleva creare una situazione, in cui due partiti ottenessero il massimo potere decisionale. Di fatto i programmi erano uguali. Poi, potrò sembrare ideologico o antico, ma come si fa a mettere sullo stesso piano imprenditori e operai, sfruttati e sfruttatori? Per essere di sinistra, non basta candidare un operaio. Soprattutto se poi, si candidano figli di imprenditori con la solita solfa del " ma anche" e della concertazione. Anche Veltroni in un intervista a el pais dice: siamo riformisti non di sinistra. Neanche a dirvele capite le cose? Queste elezioni, erano improntate su una falsa antitesi tanto per darvi l'illusione di poter scegliere. Basta guardare come entrambi pur di prendere voti, cavalcano il problema della sicurezza con le stesse idee. Si cerca di reprimere ciò che dovrebbe essere risolto con una maggiore giustizia sociale visto che, siamo tutti esseri umani con pari dignita e diritto di vivere. Adesso purtroppo, dovremo pagare le conseguenze di tanta ignoranza senza sapere a che punto di delirio arriveremo. Dico solo che certi errori li abbiamo già fatti e ci sono costati parecchia sofferenza. In quanto italiani, sempre bravi , belli e buoni, riscoprite il piacere della vergogna nel leggere che l'Europa si indigna mentre il Governo italiano criminalizza i Rom. Soprattutto leggete quell' appello in parte alla notizia che veramente rievoca vendetta per tanta ignoranza.
Ricordo domani 17 Maggio la manifestazione antifascista con partenza del corteo dalla stazione di Verona Porta Nuova alle ore 15.00
giovedì 15 maggio 2008
LETTERA ALLA TERRA
mercoledì 14 maggio 2008
ANESTETIZZATI
In Italia, si ha da tempo l'impressione di un intero paese, di un'intera cultura anestetizzati. Dalle anestesie, si sa, ci si può risvegliare molto male – con la possibilità di trovarsi di fronte, per esempio, realtà nuove e terribili, come il “figlio di Iorio” di una rivista di Totò che si ridestava nella Roma dell'occupazione tedesca. Ma capita anche che non ci si risvegli affatto, precipitando direttamente nel nulla della morte o nelle nebbie di un coma profondo, irreversibile. Il “ritorno alla vita” è sempre traumatico, anche quando è quello di Lazzaro: se ci sarà, non sarà semplice e a scontarlo maggiormente saranno proprio gli ignavi che si sono lasciati addormentare (fuor di metafora: che si sono lasciati ammazzare la coscienza, cioè la capacità di ragionare sulla propria condizione, nel quadro dello stato del mondo ).
Ad anestetizzarci sono stati – e lo hanno fatto, bisogna dirlo, con molta abilità – giornalisti politici preti insegnanti intrattenitori (ce ne sono che vengono detti animatori, quando il loro lavoro è di disanimare, distraendo da ciò che conta), e nel caso dei giovani lo hanno semplicemente fatto gli adulti, e i mercanti e pubblicitari che stanno alle loro spalle. I mercanti, soprattutto. Mercanti di tutto, perfino del trascendente e del sacro. Le colpe variano, ma sono colpe e vanno chiamate con il loro nome. Si presume di solito che gli alienati abbiano meno colpe degli alienanti, ma anche questo si può ormai metterlo in discussione: non vediamo all'intorno innocenti, nel presente stato delle cose tutti hanno – tutti abbiamo – le nostre responsabilità. Ci sono molti tipi di anestetizzati. Ci sono quelli – vecchi – che, venuti dalla povertà, hanno sposato tutti i modelli che vengono loro riservati dai diversi poteri, di una ricchezza raggiungibile solo nelle sue parodie e risibili scopiazzature; ci sono quelli – adulti – che semplicemente non hanno avuto altri orizzonti che le merci e hanno assistito, raramente vivendola direttamente, all'epoca delle ribellioni, e dalla loro sconfitta hanno introiettato un quotidiano cinismo, subendo la scomparsa di un'identità di classe che si riduceva via via alle rivendicazioni corporative e si assuefaceva, ora istericamente ora malinconicamente, alla crisi dello stato assistenziale; e ci sono quelli che – giovani e giovanissimi – sono cresciuti dentro un sistema di “pensiero unico”, dentro un'“unica proposta di vendita” che riserva ai suoi clienti-sudditi solo insignificanti e miserabili varianti. Sono forse questi i più disastrati dei nostri connazionali, perché non hanno avuto e non hanno termini di paragone, non sanno che sono esistiti altri modi di essere e di affrontare la vita. Ma se si dovesse precisare quale categoria di anestetizzati ci sembra la più tipica di questi anni, ebbene, è quella trasversale che va oltre le distinzioni di età e di ceto e perfino di cultura, quella che riguarda noi stessi e i nostri immediati vicini, le aree politiche ed etiche cui pensiamo di appartenere. È qui che le cattive abitudini cresciute dal fallimento dei movimenti e delle speranze di rinnovamento, alla fine degli anni settanta e dentro gli ottanta, si sono radicate e ramificate e hanno compiuto il disastro. Erano gli anni in cui il terrorismo e il socialismo craxiano hanno creato una diffusa falsa coscienza (ma in moltissimi si trattava di mera ipocrisia e di mero cinismo) che ha allontanato chi credeva nell'intervento pulito nelle situazioni, e nella possibilità di una politica (di un movimento) che desse alla pluralità dei modi dell'intervento un senso collettivo. Né bastava ovviamente a produrre nuova morale la pelosa demagogia di questo e di quello, dai Fo ai Di Pietro ai Grillo non c'è altra abbondanza! I militanti di un tempo e gli insoddisfatti da loro sollecitati si sono trovati da un lato spossessati di questa possibilità dalla piccola borghesia stalinista del terrorismo, per quanto numericamente ristretta, e dall'altro dalla pacificazione amorale proposta da Craxi nel segno del denaro (e dai teorici del pensiero debole, della “fine della Storia”). Si è reagito – credo i migliori – con il fenomeno breve del volontariato, dell'associazionismo e del terzo settore, ma a dar loro cemento non poteva bastare una morale cattolica con un super-io fiacchissimo, accomodante e accomodantissimo, nei confronti della realtà e del potere. Nel mentre che altre indicazioni erano assenti. Questo fallimento è stato il fallimento di un'ultima reazione possibile venuta dalla base, dalla sensibilità ai bisogni più veri e da un rapporto diretto con la realtà, perché, se i “comunisti” si erano fascistizzati (il terrorismo) o adeguati (il Pci, con tutti i suoi successivi, irrefrenabili, ridicoli cambiamenti di nomi e di stemmi e riverniciatura di facce, oggi centrale quella del più americano dei salvatori della patria che si contrappone al più clownesco emblema degli arricchiti, primaria piaga della nazione) i cattolici non se la passavano meglio, con l'invadenza e l'arroganza degli ultimi papa-divi e dei loro ruini, e i primi maestri d'ipocrisia erano pur sempre i cosiddetti laici, capitanati da facce di tolla alla Agnelli (la struttura cioè la rapina) e alla Scalfari (la sovrastruttura cioè l'imbiancamento dei sepolcri, il paravento per la rapina). Col tempo, si è cementificato in tantissimi, e diciamo pure nei migliori o quantomeno in coloro che amano credersi e presentarsi come i migliori, un modo di essere che sarebbe parso, pochi anni prima, inaccettabile e che invece veniva rivendicato come il giusto modo, la scelta più seria: far bene le proprie cose, una presunta onestà nei comportamenti professionali e privata, il tifo per le rivoluzioni altrui (vere o finte, preferibilmente latinoamericane), e magari l'adesione in qualche eclettica maniera alle iniziative di pace e di carità, alle buone azioni (preferibilmente africane), e finalmente la delega ai politici (ai partiti, magari a quelli più sbraitanti) delle scelte collettive. Convinti che il singolo nulla più può, ma che può sentirsi in pace con la sua coscienza per il “ben fare” di incidenza collettiva zero, e che a volte è servito solo a oliare la macchina, a dare fiacco vigore a meccanismi sgangheratissimi. Ci si accontenta davvero di poco, e sembra una gran fatica anche la ricerca di analisi e idee più serie, quando è così facile avere a portata di mano un mucchio di idee tranquillizzanti, che ci fanno sentire migliori a buonissimo mercato. È questa l'anestesia peggiore e la più grave, quella di chi ancora pensa di stare nel giusto; è questa la forma di viltà più detestabile, la più ipocrita di tutte. Ne consegue per esempio, tra i tanti danni, che gli anestetizzati non avvertono più i cambiamenti di clima, il crescere delle corruzioni, lo scollamento delle persone e dei gruppi e perfino dei territori da qualsiasi progetto o idea comune che non sia di denaro e di consumo. Nessuno sembra più avvertire la necessità, oggi davvero assoluta, di legare i fatti alle idee, le azioni al pensiero, e di non accontentarsi di quella parodia di salvezza che è l'eterno farsi i fatti propri magari gridando convinzioni radicali... L'anestesia peggiore è quella nostra e dei nostri amici, con la sua accettazione di un quieto vivere sonnambulico e la soggiacente, incancrenita paura di ogni rischio, di ogni possibilità di affidarsi alla propria diretta e personale responsabilità. Mentre la rovina cresce, e i tempi stringono.
di Goffredo Fofi - da Lostraniero.net
martedì 13 maggio 2008
CHI CONOSCE AMA, VEDE, OSSERVA...
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è spregevole.
Ma colui che capisce, ama, vede, osserva ...
La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all'amore ...
Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non
sa nulla dell'uva.
Paracelso
Queste parole mi fanno riflettere sul periodo in cui viviamo. Forse perchè penso seriamente, che uno dei problemi della nostra società, sia l' ignoranza che sfocia in una banale superficialità. Guardandomi attorno, noto quanto i media siano riusciti nel compito, di farci credere informati quando in realtà la disinformazione dilaga. Noto quanto le persone siano sempre meno propense a riflettere e a fare una sana autocritica. Mi rendo conto, quanto siamo sempre più incapaci per fragilità, o mancanza di tempo, a gestire i rapporti umani. Quello che voglio dire con queste parole, è quanto sia importante la conoscenza, la riflessione e la volontà con la quale cerchiamo di valorizzare le nostre qualità umane. Perchè solo chi conosce ama, vede, osserva. I danni, che lo stato attuale delle cose ci reca, ormai li conosciamo tutti, o quasi tutti, abbastanza bene. Siamo incapaci di amare, pieni di paure che sempre più spesso, sfociano nell' intolleranza in tutto ciò che è diverso da noi. Purtroppo capire l'evoluzione delle cose è impossibile ma la frase a cui mi ispiro è questa: " E' fede razionale credere, che un giorno l'essere umano riuscirà a liberarsi dalla prigione di terrore e schiavitù, che si è creato."
lunedì 12 maggio 2008
CHI PAGHERA'
QUESTIONE MORALE
Enrico Berlinguer
Guardando il video di questo incontro con Giulio Andreotti , le parole di Berlinguer risuonano più attuali che mai. Credo, che chiunque sia titolare di una carica pubblica, debba essere esente da ogni possibile macchia o sospetto. Purtroppo, nella repubblica delle banane come la nostra, queste parole risuonano come una triste utopistica rincorsa, a qualcosa che per ora, affolla solo i nostri contenuti onirici.
domenica 11 maggio 2008
PICCOLA CONSOLAZIONE
Vi invito ad andare a vedere Censura Legale un post che descrive una situazione abbastanza grave
venerdì 9 maggio 2008
PEPPINO IMPASTATO
Dico solo che la mafia è ancora la prima azienda italiana.
giovedì 8 maggio 2008
COMMENTI ANONIMI
Martin Luther King
Ho scelto questa frase, per introdurre un argomento che mi sta molto a cuore, vale a dire: la libertà di espressione. Con questa frase voglio ribadire all' amico anonimo che, nella misura in cui, una persona non è in grado di assumersi le responsabilità di ciò che dice, a mio modestissimo parere, non è degna di vivere in una democrazia. Se non verrete censurati è per l' enorme rispetto che questo blog ha per le opinioni altrui. A meno che, non vengano fatti commenti che istighino alla violenza o all' odio raziale. Mi sembra una citazione dovuta per ricordare chi, per inseguire giustizia e libertà, ha pegato con la vita il prezzo delle proprie idee . Con tutto ciò voglio rispondere in pubblico all'amico.
La violenza, a mio avviso, è da condannare in ogni caso. Qualsiasi colore politico abbia! Il colore della morte, è sempre la disperazione di quei familiari che la subiscono, è il fallimento della politica, della società, e degli esseri umani che non sono ancora riusciti ad emanciparsi dall' odio, l'intolleranza, l' ignoranza o l' invidia. Proprio ieri leggevo un bellissimo articolo in cui l' autore si chiedeva: " Ma è possibile, che il limite massimo del potenziale umano, sia davvero questo?" Una domanda che tutti i giorni risuona anche nella mia mente. E' davvero questo il massimo a cui l' essere umano può ambire? A mio parere, abbiamo il merito di essere riusciti a creare una società che è contraria all' essere umano. Una struttura fondata su dei pilastri che risvegliano gli istinti peggiori, quelli a cui ci si aggrappa quando si teme di non sopravvivere. Altronde, la fobia permanente è il miglior amico del potere. Infatti chi ha paura, tende a non ribellarsi, a non fidarsi di nessuno, ed è più propenso a pensare solo a se stesso. Il classico Divide et impera. Il risultato per dirla alla Noam Chomsky, è il gregge smarrito. Persone che credono di vivere assecondando la propria volontà quando in realtà, sono indottrinate dai media e dalla struttura sociale, fino agli istinti.
martedì 6 maggio 2008
MAESTRO DI VITA
(Lao Tze)
Ho scelto questa frase di Lao Tze, il giorno dopo la morte di Nicola Tommasoli, per ribadire quanto la società abbia bisogno di confrontarsi con queste parole. Lao Tze, è considerato fondatore del Taoismo una religione monistica originaria della Cina. Erich Fromm , parlava di lui come un maestro di vita, una persona in grado di insegnare l' arte del vivere. Questo tipo di persone, proclamavano che vivere bene è un'arte che va imparata, che imparare quest'arte richiede fatica, dedizione, comprensione e pazienza, e tuttavia costituisce la cosa più importante da apprendere. Per loro era impossibile trovare un equilibrio interiore senza essere attivi e produttivi. Questi due termini, al giorno d' oggi, vengono fraintesi facendoli ricondurre ad una persona indaffarata quando in realtà, servivano per descrivere la produttività dell' anima. Risultato di questo lavoro, doveva essere l' accrescimento interiore , il pieno sviluppo delle qualità umane. Solo questo processo, nel corso del quale l'uomo partorisce se stesso, porta al benessere ed è accompagnato da gioia di vivere. L'uomo può raggiungere questo obiettivo solo nella misura in cui supera l'odio, l'ignoranza, l'avidità e l'egoismo, e cresce nella propria capacità di amore, solidarietà, razionalità e coraggio. Riconosco cha ai nostri tempi queste parole risuonano più vicine alla mattia che alla realtà. Purtroppo, in una società fondata sul mercato, che lo stesso Giorgio Gaber riteneva in grado di svuotare le coscienze, resta poco spazio per tutto ciò. Siamo sempre più superficiali, alienati al consumo e indottrinati a credere, che la nostra felicità dipenda da quanti oggetti possiamo permetterci di comprare. Guardandomi attorno però, noto che il risultato è l' eterna insoddisfazione che troppo spesso sfocia in un' assurda violenza.
lunedì 5 maggio 2008
Per Verona: Vergogna! Primo Levi: " Chi non conosce la storia, sarà costretto a riviverla!
sabato 3 maggio 2008
PAURA DI ESSERE LIBERI
Nessuno è libero finchè anche un solo uomo nel mondo sarà in catene.
Vale milioni di volte di più la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell’uomo più ricco della terra!
Questo per dire che non siamo assolutamente liberi ma siamo manovrati dai potenti e dai loro idealismi fatti di solo potere e schiavitù. Dobbiamo tutti insieme, reagire, perchè uniti possiamo cambiare in meglio e tornare ad essere uomini veri con diritti e doveri, ma uomini.Credo che dobbiamo vincere anche un altro problema molto grave che è quello della gente. Le persone purtroppo, hanno bisogno di un figura che li comandi e li gestisca probabilmente, solo per poter scaricare i loro errori o semplicemente perchè, non sono in grado di prendere decisioni (causa ignoranza).La libertà è da riconquistare assolutamente perchè in molti, hanno perso la vita per riaverla e non trovo giusto che siano morti invano. Inoltre dobbiamo farlo, per le ganerazioni future, le quali, non devono scontare i nostri errori.
IPOCRISIA DI FONDO O PAURA DELLA VERITA'?
Il linguaggio usato da Grillo, è sicuramente volgare e può non essere considerato adatto ad una rete pubblica. In ugual misura però, deve essere considerato inadatto Sgarbi. Anche se, visto il livello culturale raggiunto dalla televisione, mi sembra un po' ridicolo sminuire il problema alla sola puntata di Anno Zero.