martedì 3 giugno 2008

BAMBINI

Sembrerà incredibile ma Domenica ho passato una splendida giornata giocando con un bambino di quasi 7 anni. Sapete... a me piace molto giocare con i bambini, ritrovo sempre quella genuinità, bontà, sincerità, che il mondo dei grandi ha ormai celato, oscurato sotto il velo del Dio denaro. Anzi, potrò risultare infantile, ma forse, mi identifico più in quel tipo di rapporti rispetto al gelo cui tutti i giorni mi trovo davanti. Con loro non c'entrano i soldi, la nazionalità, il guadagno, l'unico scopo è giocare, condividere attimi di tempo preziosi perchè unici, in una sublime fusione di personalità che si incontrano e imparano l'una dall'altra. Perchè anche un bambino può insegnarci qualcosa! Per questo deve essere ascoltato, rispettato, aiutandolo a comprendere una società che non è fatta per garantirgli un futuro decente. Quando sono con loro, penso sempre a quei genitori tutti presi dal lavoro, che non riescono nemmeno a capire cosa vuol dire voler bene, i quali forse presi da sensi di colpa, compensano questa mancanza di affetto con regali come contentini. Credono di fare del bene ai propri figli mettendogli soldi da parte, e poi, disinteressandosi di tutto il resto che non sia il loro guadagno, sono la causa di una società che sicuramente i loro figli pagheranno. Questi capiscono tutto però. Un esempio? Mentre parlavo con il mio piccolo amico, mi ha detto una frase che dimostra tutto il fallimento del modo di intendere la vita che questa stortura sociale ci ha inculcato. La frase è:" Io quando sono nato, sognavo un mondo senza guerre e dove tutti potessero stare bene." Ora con tutta la dolcezza, l' innocenza di questa frase cosa potevo rispondere? L'unica cosa a cui ho obbiettato è stata il suo attribuire tutto ciò al diavolo, spiegandogli, che la colpa è degli uomini cattivi. Tuttavia, sentendo queste parole, ho provato un senso di tristezza, tristezza nei confronti di una società definita "del progresso" ma che in realtà, non è nemmeno in grado di garantire un futuro ai propri figli. Se posso darvi un consiglio, quando siete sconsolati, andate da un bambino, fategli delle domande e imparate ad ascoltarlo con umiltà. Dalla sua bocca, potrebbe uscire il tipo di mondo la cui realizzazione merita tutto il nostro impegno.

Dedicato al piccolo Lautaro

6 commenti:

Silvia ha detto...

Hai scritto delle cose di una tenerezza assoluta, tanto per cominciare! E hai detto una grande verità (e NON sei affatto infantile!). Effettivamente, penso che l'unico valore veramente intatto rimasto sia l'innocenza delle creature, il loro saper approcciarsi alla vita quotidiana con semplicità, senza meschinità, senza atteggiamenti di comodo... e tutte le tipiche miserie degli adulti. E per prima cosa queste creature vanno PROTETTE, va protetta e preservata questa loro innocenza dalle brutture/minacce/inganni di una società che non riserverà loro un futuro stabile e sicuro. Ahimè.
Ohhh, quanti ce ne sono di genitori come quelli che tu descrivi! Che fanno figli per sport... per poi dirottarli di qua e di là, quasi fossero un intralcio alla loro vita! Che tristezza vedere bembini trattati come fantocci senza amore, come bambole di pezza sballottate qua e là... per non parlare dei tanti, TROPPI, bambini oltraggiati dagli stessi genitori... cosa c'è di più miserabile al mondo?? Quanti genitori indegni ci sono in corcolazione, senza responsabilità, sensibilità, valori... quanti ce ne sono!

" Io quando sono nato, sognavo un mondo senza guerre e dove tutti potessero stare bene.", questa frase è molto più dura, grave di quanto possa sembrare: significa che questo bambino, alla sua tenera età, già ha compreso la delusione, il fallimento del mondo; che credere in un mondo giusto è impossibile... poichè significa scontrarsi con una realtà di Male e ingiustizia contro cui nulla possiamo. Questa frase vuol dire aver totalmente smarrito la fiducia nella possibilità di vedere un mondo di pace... e detto da una creatura (quanti anni ha?) che dovrebbe avere nella mente tutte le possibilità, le opportunità, tutti gli ideali puri, spontanei e innocenti realativamente alla vita... vuol dire che le cose stanno andando proprio a rotoli! Vuol dire che si è uccisa la Speranza innocente di una bambino che, a differenza di noi adulti, ANCORA dovrebbe credere nel Bene! Questa frase detta da un bambino è sintomo del disagio inarrestabile della nostra società che ha invaso persino l'innocenza! Questo è un fallimento...

Anch'io provo tristezza, disagio e un senso di disincato per una società malata, che via via ci toglie ogni speranza... Una società che non è affatto del progresso: il progresso non l'ha nemmeno intaccata!

Mi auguro che si possa restituire almeno alle creature l'innocenza, almeno questo lo dobbiamo loro...

il Russo ha detto...

Lo dici al sottoscritto, domenica l'ho passato su un campetto di periferia dove tranne uno zio (il sottoscritto) ed un papà che facevano i portieri "volanti", le due squadre erano composte da bambini fra i 6 ed i 9 anni marocchini, italiani ed albanesi: un sogno di società perfetta, tutti insieme a giocare!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ciao Silvia; innanzitutto grazie per i tuoi commenti sempre ricchi di passione e sensibilità. Ha 7 anni fra un mese circa. Cosa dire... mi verrebbe da esprimere un profondo rammarico. E' vero.. dobbiamo lottare per garantire loro un futuro migliore, anche se con l'attuale stato di cose, diventa riduttivo perchè è in ballo la stessa sopravvivenza umana.

Ciao russo; quelle sono le migliori partite di calcio per me. Non c'è mondiale che tenga...

l'incarcerato ha detto...

Il mondo migliore, quello giusto, è quello dell'età infantile. Il problema è che noi siamo già adulti.

Ci sono bambini che riescono a spiazzare gli adulti con riflessioni veramente profonde, ti consiglio di vedere un film-documentario di Silvano Agosti :"D'Amore si vive". Una volta che lo avrai visto, mi dirai...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Grazie per la segnalazione Incarcerato. L'ho già visto ed è veramente bello..

l'incarcerato ha detto...

Sono contento che tu l'abbia visto, l'intervista di quel bambino mi ha emozionato, è indescrivibile.