Ieri a Parigi camionisti, pescatori ed agricoltori hanno letteralmente bloccato la città con una manifestazione di protesta contro il caro carburanti che sta mettendo seriamente a repentaglio le loro prospettive di lavoro. Contemporaneamente a Madrid 15.000 tassisti hanno mandato in tilt il traffico della capitale esasperati per il continuo aumento del prezzo dei carburanti che sta erodendo sempre più in profondità i loro margini di ricavo, mentre anche a Manchester un corteo di motociclisti creava problemi alla circolazione. Mercoledì a Bruxelles migliaia di pescatori italiani ed europei hanno manifestato contro il caro petrolio ormai diventato insostenibile e dopo un deludente incontro con i collaboratori del commissario europeo alla pesca Joe Borg hanno ingaggiato una vera e propria battaglia con la polizia che si è protratta a lungo con tanto di cariche, getti d’idranti, vetri infranti e cassonetti incendiati. In Germania, Olanda e Svizzera gli allevatori fortemente contrariati per l’enorme aumento dei costi di produzione (mangimi, carburanti, trasporti) hanno bloccato nei giorni scorsi le forniture per ottenere un aumento dei prezzi del latte. In Italia il 3 giugno i pescatori hanno bloccato il porto di Ancona, mentre proteste e presidi interessavano anche la Liguria e la Toscana e buona parte dei mercati ittici nazionali versano in grande difficoltà perché privi di pesce fresco. Ieri alle porte di Cremona centinaia di allevatori hanno bloccato lo stabilimento Auricchio (di proprietà del presidente di Federalimentari) e istituito un presidio permanente per ottenere un prezzo minimo del latte alla stalla di 42 centesimi al litro, indispensabile per mantenere in vita gli allevamenti rimasti.
Nonostante la “stampa” cerchi di minimizzare il problema, il più delle volte epurando le notizie dal palinsesto dell’informazione, sta emergendo in maniera sempre più evidente il disagio di moltissime categorie di lavoratori posti di fronte all’abnorme incremento dei costi, determinato dall’aumento ormai fuori controllo dei prezzi dei carburanti.
L’Europa dei banchieri e dei funzionari in doppiopetto si sta di contralto manifestando totalmente incapace di fare fronte ad una situazione potenzialmente esplosiva e continua a balbettare senza offrire alcuna prospettiva concreta per incidere nei termini di un problema che sta allargandosi sempre più e rischia di mettere in ginocchio milioni di lavoratori.
Senza la capacità di offrire risposte concrete e strade percorribili nell’immediato, la consorteria mega stipendiata che alligna nei palazzi di Bruxelles rischierà di trovarsi presto a fronteggiare la guerra della benzina, dove pescatori, allevatori, camionisti, tassisti e molti altri lavoratori in procinto di finire “sulla strada” potrebbero trasformarsi in veri e propri “black block” assai difficili da contenere e convincere che tutto va bene.
MARCO CEDOLIN 6 GIUGNO 2008
Nonostante la “stampa” cerchi di minimizzare il problema, il più delle volte epurando le notizie dal palinsesto dell’informazione, sta emergendo in maniera sempre più evidente il disagio di moltissime categorie di lavoratori posti di fronte all’abnorme incremento dei costi, determinato dall’aumento ormai fuori controllo dei prezzi dei carburanti.
L’Europa dei banchieri e dei funzionari in doppiopetto si sta di contralto manifestando totalmente incapace di fare fronte ad una situazione potenzialmente esplosiva e continua a balbettare senza offrire alcuna prospettiva concreta per incidere nei termini di un problema che sta allargandosi sempre più e rischia di mettere in ginocchio milioni di lavoratori.
Senza la capacità di offrire risposte concrete e strade percorribili nell’immediato, la consorteria mega stipendiata che alligna nei palazzi di Bruxelles rischierà di trovarsi presto a fronteggiare la guerra della benzina, dove pescatori, allevatori, camionisti, tassisti e molti altri lavoratori in procinto di finire “sulla strada” potrebbero trasformarsi in veri e propri “black block” assai difficili da contenere e convincere che tutto va bene.
MARCO CEDOLIN 6 GIUGNO 2008
Commenti
Cosa possiamo fare per non finire come quel pugile??? Cosa possiamo fare???
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Mi riallaccio a quanto mi hai risposto nel post su Obama: grazie per avermi enumerato le presidenti (ne conoscevo anch'io)!!! E grazie per la "nomination presidenziale" che mi hai accordato... ne terrò presente se dovessi decidermi a scendere in politica, sapendo di avere assicurato almeno un voto!!!!! Grazieee!!!! ;-))
http://www.youtube.com/watch?v=vve9eCUk5w4&feature=related
L'ultima analisi di un' agenzia tedesca ha previsto che la produzione scenda, entro il 2020, a 59 milioni di barili. Tempo fa ho partecipato, tramite internet, a un forum sull'energia dal nome Aspo a Torino. Ho fatto la domanda di quale scenario fosse possibile nei prossimi anni a un esperto, la risposta è stata: nessuno lo sa di preciso. Lo scenario più probabile vede nel mondo guerre per accaparrarsi le ultime risorse energetiche.
Passano gli anni ma il leitmotif é sempre lo stesso, peccato che l'ingranaggio "perfetto" si sia inceppato...
Russo: forse è un bene che si sia inceppato. Meglio il disordine all'ordine imposto.
Anche perchè alla mancanza del petrolio sappiamo tutti che un rimedio esiste, ma all'acqua no!
Ricordo a tal proposito la celebre massa di Beppe Grillo, parlando dell'attuale "era del petrolio":
"Ma guardate che l'età della pietra non è mica finita perchè erano finite le pietre!"
Complimenti per il blog! ;)
Fai un salto sul mio quando vuoi!