Passa ai contenuti principali

CI STANNO MASSACRANDO

Post dedicato a Daniele Verzetti il Rockpoeta di AGORA'




Una sentenza che nega i gravi fatti accaduti. Chiesti 76 anni, condannati in 15 a 24. Grazie alla prescrizione, nessuno pagherà
Bolzaneto, giustizia negata: nessuna tortura nella caserma


Quindici condannati e 30 assolti dopo 11 ore di Camera di consiglio. Quando il giudice Delucchi legge la lunga sentenza sono in molti a scuotere la testa nei banchi occupati dalle parti civili e dai loro legali. Un calcolo sommario arriva a contare 24 anni complessivi comminati a un terzo dei 45 imputati, pene quasi tutte condonate, aggravanti tutte escluse. E nessuno è stato condannato per falso ideologico, l'unico reato che avrebbe resistito alla prescrizione. Una sentenza che nei fatti non riconosce le torture ma soltanto alcuni maltrattamenti specifici. «Ma le torture ci sono state - spiega Sara Busoli, uno dei legali di parte civile - lo dimostra il fatto che sono stati trasmessi alla Procura gli atti delle testimonianze di alcuni poliziotti e di alcuni sanitari dell'Amministrazione penitenziaria». Insomma le torture ci furono, le polizie e il Dap hanno provato a coprirle.La concessione delle provvisionali, ossia l'anticipo del risarcimento danni che dovrà essere deciso in separato giudizio, stanno a significare che questa è una sentenza complessa da leggere a vari livelli. Il primo è certamente legato alla lunghezza della Camera di consiglio. Per molti osservatori è stato un modo per eludere i Tg di prima serata. Il Tribunale era sorvegliato da decine di poliziotti e carabinieri con i blindati posteggiati in maniera discreta, ma pronti a fronteggiare ogni evenienza. Poche le parti civili presenti visto che la sentenza è stata repentinamente anticipata - era prevista per lunedì prossimo - per scampare all'emendamento ammazzaprocessi in aula, tra il pubblico, molti genovesi che hanno preso parte alle iniziative di questi anni per verità e giustizia. Tra gli altri il consigliere comunale Prc Antonio Bruno, il neosegretario Paolo Scarabelli e l'eurodeputato Vittorio Agnoletto all'epoca portavoce del Genoa Social Forum.La lettura della sentenza è stata seguita in assoluto silenzio e senza reazioni da parte del pubblico. Se il pubblico ministero, sostiene a denti stretti che l'accusa principale, comunque, ha retto, per Agnoletto è un passo avanti «ma non sufficiente: un tipico caso che al secondo grado di giudizio avrebbe permesso di scavare meglio».Naturalmente nessuno degli imputati avrebbe mai fatto un giorno di carcere, grazie all'indulto, e la prescrizione, all'inizio del 2009, gli avrebbe perfino tolto il disturbo di ulteriori gradi di giudizio. Ma la sentenza penale apre la porta alle cause civili per i risarcimenti. Per questo l'avvocatura dello Stato aveva provato a defilarsi dalle responsabilità dei singoli, come a dire che avrebbero agito spontaneamente. Una mossa che non ha convinto né i legali delle parti civili, né il tribunale e neppure la politica, almeno quella minoranza che segue le vicende genovesi. «Comportamento vergognoso», quello dell'Avvocatura, per Agnoletto: «Lo Stato poteva costituirsi parte civile oppure venire incontro alle vittime con un meccanismo risarcitorio perché, se non ti dissoci costituendoti parte civile, o hai garantito l'impunità o, addirittura, hai ordinato certe condotte». «Di fatto - osserva Emaunele Tambuscio, avvocato del legal forum - il segnale è chiarissimo: s'è puntato alla prescrizione e non è stato attuato alcun procedimento disciplinare». Ricapitolando, dall'ottobre del 2005, sono state oltre 180 le udienze di questo processo. I testi sfilati sono stati circa 360 e 155 le parti civili. Circa 50 sono gli avvocati di parte civile ed una sessantina i difensori degli imputati. 45 gli imputati tra generali, ufficiali, funzionari e guardie di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, più un drappello di medici e operatori sanitari dell'amministrazione penitanziaria. La richiesta di pene a marzo scorso, al termine di una requisitoria durata cinque udienze e dopo le testimonianze delle oltre 209 vittime su un totale di 252 arrestati, gran parte illegalmente. I pm Patrizia Petruziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto complessivamente 76 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Le richieste di condanna erano contenute in 23 pagine e per leggerle il pm ha impiegato circa un'ora. La pena più alta (5 anni, 8 mesi e 5 giorni) era stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, responsabile della sicurezza del centro di detenzione provvisorio. Era il responsabile della sicurezza, ossia il capo delle guardie carcerarie, stesso mestiere che continua a svolgere a Taranto. E' stato condannato a 5 anni. Non avrebbe avuto nulla da ridire che i detenuti fossero costretti dai suoi uomini faccia al muro, in piedi: la cosiddetta posizione del cigno. Di suo si sarebbe pure levato lo sfizio di prendere a calci, pugni e manganellate alcuni degli arrestati nel corso dell'identificazione. Tra gli imputati figura, tra gli altri, Alessandro Perugini, all'epoca dei fatti vice capo della Digos di Genova, per il quale i pm avevano chiesto 3 anni e 6 mesi. E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Perugini è più famoso per il cortometraggio di cui è protagonista assoluto: lui, in borghese, che prende un paio di volte la rincorsa per sfigurare meglio un minorenne di Ostia tenuto fermo da alcuni robocop travisati. Nel carcere provvisorio, Perugini, nel frattempo promosso vicequestore, era responsabile della polizia di Stato. Assolto Oronzo Doria, che era colonnello della polizia penitenziaria, ora generale. 3 anni e 2 mesi ( i pm aveva chiesto 9 mesi in più) per Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato, accusato di aver lacerato la mano a Giuseppe Azzolina, uno degli arrestati. I medici Giacomo Toccafondi e Anna Poggi sono stati condannati rispettivamente a 1 anno e due mesi e 2 anni e 4 mesi.Nella richiesta di pene erano stati definiti «degradanti e inumani» i trattamenti per gli ospiti di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001. Si sbattevano teste contro i muri, si spezzavano dita, s'infilava la testa di detenuti nel buco del water, si manganellavano persone inermi, si minacciavano le ragazze di stupro. Nella caserma della Celere di Genova, tramutata in carcere provvisorio per le retate di no global con un decreto del Guardasigilli Castelli, furono adoperati almeno quattro dei cinque trattamenti considerati inumani e degradanti, ossia tortura, dalla Corte europea di giustizia che s'è occupata della repressione britannica nell'Ulster. Toccafondi, coordinatore dei medici, era accusato di abuso di atti d'ufficio e di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata. Se fosse passato in Senato un disegno di legge varato a Montecitorio, per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilità e le pene varierebbero da 4 a 10 anni.

Fonte Liberazione

Il presidente Usa in un'intervista a AbcNews ha ammesso di aver approvato anche l'uso del "waterboarding" considerato legale. Rice presiedette le riunioni.
Torture, Bush sapeva e le autorizzò "Contro i terroristi tecniche dure"

George W. Bush NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, pur non avendo mai partecipato alle riunioni, sapeva che i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale avevano discusso e approvato tecniche dure di interrogatorio usate dalla Cia per far parlare alcuni pezzi grossi di al Qaeda: lo ha detto lo stesso presidente in un'intervista alla AbcNews. "Cominciammo studiare cosa fare per proteggere il popolo americano. Sapevo che il Consiglio di Sicurezza si era incontrato su questo argomento e avevo approvato", ha detto Bush. Secondo la Abc i vertici dell'amministrazione discussero e approvarono nei dettagli metodi come il "waterboarding" (che produce in chi lo subisce la sensazione di annegare) e altre tecniche, come gli schiaffi e la privazione del sonno, in una serie di riunioni presiedute dall'allora Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Condoleezza Rice. Bush ha difeso con la Abc la tecnica del "waterboarding": "Avevamo pareri legali che ci autorizzavano a usarlo. E no, non avevo alcun problema nel cercare di capire cosa sapeva Khalid Sheikh Mohammed. E' importante che gli americani sappiano chi è. E' la persona che ha ordinato le stragi dell'11 settembre". Con la Rice parteciparono alle riunioni nella Situation Room della Casa Bianca il vice-presidente Dick Cheney, il segretario di stato Colin Powell, il capo del Pentagono Donald Rumsfeld, il ministro della Giustizia John Ashcroft, il capo della Cia George Tenet. Le discussioni, secondo la AbcNews, durarono mesi. Non tutti si dissero d'accordo: in particolare dissensi furono sollevati da Powell e da Ashcroft, che pure era considerato un falco.
Secondo la AbcNews nelle riunioni le tecniche di tortura furono affrontate nei minimi dettagli e in alcuni casi le maniere forti furono addirittura "coreografate". Si parlò anche del numero di volte che gli agenti della Cia avrebbero potuto usare un singolo metodo. Vennero varate anche tattiche "combinate": l'uso di più di una tortura su un singolo detenuto per spezzare la resistenza di presunti terroristi considerati ossi particolarmente duri. Contattati dalla Abc i portavoce di Tenet e Rumsfeld non hanno voluto rispondere. La Casa Bianca ha fatto lo stesso per Cheney e la Rice. Ashcroft non è stato raggiunto. Powell ha detto alla Abc di "non ricordare", ma di "non esser cosciente che si è parlato di metodi illegali". Fonte Repubblica

Il fantsma di Abu Ghraib

Naturalmente consiglio, per chi ha a cuore i diritti umani, di guardarlo tutto. La parte che riguarda gli italiani però, è dall'ottavo minuto in poi.

Ho ampliato il discorso a livello globale, per rendermi conto mano a mano di come stanno distruggendo i nostri diritti. Il mondo è come una ragnatela: se la rompi da una parte, le vibrazioni prima o poi arrivano dappertutto. Forse per quello qualcuno disse: " abituati a sentire ogni ingiustizia, anche la più lontana a te, come a te vicina."

Perchè l' ingiustizia della sentenza di Genova, ha il volto di Abu Ghraib, ha il volto della Palestina, ha il volto del Darfur, ha il volto del Sahrawi , ha il volto dell'Afghanistan e ha il volto dell'ennesimo fallimento umano.

Nulla è cambiato. il corpo prova dolore, deve mangiare e respirare e dormire, ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue, ha una buona scorta di denti e di unghie, le ossa fragili, le giunture stirabili. Nelle torture di tutto ciò si tiene conto. (Wislawa Szimborska)

Daniele, io ti chiedo scusa per essere un cittadino di questo mondo.

Il mio obiettivo è l’amicizia con il mondo intero, e io posso conciliare il massimo amore con la più severa opposizione all’ingiustizia. (Gandhi)

Commenti

Silvia ha detto…
E' tutto così terribile e sbagliato. Non possiamo più avere fiducia in niente, niente, niente...

Dovremmo davvero vergognarci di essere umani in questo mondo inumano??

Non so che altro aggiungere, non so...
♥gabrybabelle♥♥ ha detto…
qui non c'è giustizia,o meglio c'è solo per chi puo' permettersi costosissimi studi di avvocati riuniti,capaci di rimadare all'infinito ogni cosa,contestare ogni atto e farl afrancca anche quando sono palesemente colpevoli:Per i proveri cristi massacrati con la vita attaccati ad un filo,l'unica speranza è di riuscire ad uscirne vivi.Per il resto se si spera di avere giustizia NON hanno capito in che paese Pinochetiano si vive.Ci rimane una sola cosa da fare.....ciao Marco Gabrybabelle
♥gabrybabelle♥♥ ha detto…
Non ci resta che...?[[ Cara, l'Italia è anche ]]....Caro Marco ,con la mia battuta non intendevo dire che vorrei abbandonare questo paese,se lo facessi(visto che ho tanti parenti strettissimi sparsi per il mondo)lo farei solo perchè mi va di cambiare aria,sarebbe il caso,ma il mio "Non ci resta che" è inteso nel senso della lotta,è ora di cambiare strategia politica TOTALMENTE,la STESSA SENTENZA DI BOLZANETO mi da ragione,è ora di cambiare tutto,dico sempre che bisogna sedersi al tavolo della trattativa e ragionare ma poi ci sono momenti in cui capisci che bisogna andare oltre anche ai ragionamenti ragionati ;-(
Gabrybabelle
GRAZIE. Hai fatto un post grandioso e perfetto. Mi hai commosso, io ti ringrazio. Sei una persona unica e meravigliosa. Sei davvero in gamba

E' un onore avere un amico e blogger come te

Grazie ancora

Con gratitudine e sincera amicizia
Daniele
Lucia Cirillo ha detto…
La tua carica umana è una delle cose che emergono in modo più immediato. Bellissimo post.

Mi associo alle scuse per essere cittadina di questo mondo.
l'incarcerato ha detto…
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
l'incarcerato ha detto…
Invece come dissi anche a Daniele di non chiedere scusa, nemmeno noi dovremmo farlo. Vero che il mondo lo costruiamo anche noi, che la società è composta anche da noi, che la gente siamo noi.
Ma noi dovremmo pretendere le scuse solamente da chi ha autorizzato e compiuto le torture. Lo giuro, se Bush o Berlusconi chiedessero scusa per il loro operato, io mi prosterei davanti a loro!

Ma nella storia nessuno ha chiesto scusa, tranne la Chiesa. Ma lo fa ogni mille anni, così ha il tempo di fare i soliti danni.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Silvia: credo che dovrebbe vergognarsi per primo, chi è l'autore di queste ingiustizie...

Gqbry: lottare...

Daniele:Grazie a te per essere passato... In questo mondo di merda, già saper essere amici vuol dire andare contro.

Locia: Ti ringrazio tanto... sei troppo gentile.

Incarcerato: Concordo con quello che hai detto. Io però, non riuscirei a fare quello che dici... anche se chiedessero scusa per mille anni a venire.
alfa ha detto…
Nemmeno io ci riuscirei... possono chiedere scusa quanto vogliono, ma lo schifo ormai è fatto... le scuse, almeno da parte mia, non cancellerebbero le vergogne che hanno compiuto...

Io non ho più parole, davvero... :-/ sono amareggiato, demoralizzato.
Imagine ha detto…
la sentenza su bolzaneto è deprimente ed avvilente, non c'è più via d'uscita dal degrado della giustizia democratica in questo paese.
il Russo ha detto…
Non è una colpa essere di Genova, almeno finchè non lo sarà essere italiani ed io, purtroppo, lo nacqui....
elena ha detto…
Bel post davvero: grazie.
Posso linkarti?
suerte.
Gatta bastarda ha detto…
non c'è giustizia... da genovese mi sento ferita nel profondo... e devo ammettere che la mia stessa genova mi ha deluso un pò... dalla mobilitazione iniaziale dove c'era davvero tanta gente alla rinuncia totale! che schifo... mi viene da piangere e basta!

Post popolari in questo blog

Considerazioni

La crisi morde, e il degrado al quale stiamo assistendo lascia sbalorditi. Tutto ormai si riduce ad una contrattazione al ribasso in  qualsiasi campo della vita politica, economica e sociale di questo paese. Sotto il peso del ricatto della crisi e di questa stolta teoria di sviluppo, subiamo miserie che fino a qualche decennio passato pensavamo buttate nel dimenticatoio della storia.
Così ci ritroviamo qui a difendere nel terzo millennio l'acqua come bene pubblico, ad aggrapparci ad un lavoro che nella maggior parte dei casi subiamo come violenza psicologica e sociale senza una qualche speranza di realizzazione professionale; a lottare per ciò che ritenevamo elementari diritti di una società civile come poter godere di una vecchiaia senza il dover pensare a come fare per mantenersi.
Siamo in crisi, in crisi di sistema economico e antropologica: ci hanno cambiati in questi 40 anni, adattati ad un pensiero unico che, promuovendo individualismo e competizione, ora ci sta conducendo …

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale,…