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LOTTIAMO ANCORA

Dal libro "Lettere dei condannati a morte della resistenza italiana"
(una a caso)

Regina Coeli, 16 gennaio 1944
Cara adorata madre,
non avrei mai creduto di darti tanto dolore, ma il destino ha voluto così, quindi ti chiedo perdono a te come pure ai miei cari fratelli, sorelle e amici. Mamma cara, tu sola mi comprendi e sostieni questo terribile momento e non mi resta che dirti addio e farti auguri per una vita migliore della mia. Auguro pure che la nuova Italia sia più forte, degna e libera per le nuove generazioni. Mi sento veramente un italiano, contento di andare alla morte invocando la tua benedizione.Ti bacio e vi bacio tutti il vostro
Romolo
P.S. L'orologio l'ho consegnato al reverendo padre che te lo darà personalmente, parlandoti ancora di me. Per il portafoglio contenente L.2200, si trova sempre a Via Tasso presso il comando, dove andrai a ritirarlo.

Ecco, per tutta questa infinita fila di morti, nel loro nome, lottiamo ancora.
Luz

Luz, certo lottiamo ancora anche per loro.
Lottiamo per provare almeno ad essere degni di quel sacrificio.

Lottiamo... per non doverci vergognare di essere uomini o donne.

Lode al comunismo

È ragionevole chiunque lo capisce. È facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i suicidi, suicidio.
È contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo: è la fine dei delitti.
Non è una follia, ma invece fine della follia.
Non è il caos, ma l’ordine, invece.
È la semplicità che è difficile a farsi.
Bertold Brecht

Commenti

Vincenzo ha detto…
Che bel post nostalgico! Erano belli i tempi in cui si lottava davvero...con grande amore per se stessi e per la patria....e oggi cosa fanno i nostri politici? Pensi che nella loro testa ci sia un po' di Gramsci? Ciao....
il Russo ha detto…
Lottare, comunque, per un mondo migliore.
Dovremmo farlo, naturalmente, spontaneamente ogni giorno.
Poi capita di sfogliare e leggendo quelle lettere di provare un filo di vergogna, perchè solo se estremamente presuntuosi non ci viene spontaneo chiederci: anche io nel mio piccolo siamo un pò responsabili di questo sfacelo? Avrei potuto fare di più? E se si, perchè non l'ho fatto?
Perdonateci martiri, sono convinto che la vostra vita non l'avreste mai sacrificata per uno schifo come quello che stiamo vivendo.
Pellescura ha detto…
D'accordo con il russo, ma è dura trovare motivazioni.
l'incarcerato ha detto…
Io mi accodo al pensiero del Russo, la colpa è anche nostra! Forse dovevamo fare di più.

Il mio è un commento amaro, lo sò...
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
La colpa sarà sicuramente anche nostra. Per questo dobbiamo imparare a giudicare gli altri con umiltà.Facendo , se necessario, anche autocritica.
Gatta bastarda ha detto…
come adoro Brecht! bellissima frase...
belli i tuoi ultimi post (come sempre del resto è inutile dire che condivido tutto e che come te continuo a lottare
elena ha detto…
Personalmente mi sento un po' in colpa... quando, negli anni '90, mi sono ritirata a vita privata per dedicarmi a mia figlia - che per carità, è comunque la mia massima priorità! - e ho mollato la vita "fuori"... ecco, anch'io ho permesso che si instaurasse questa deriva qualunquistegoista.

Indietro non si torna, ovviamente... ma per andare avanti ci sono.
Ora e sempre...

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