lunedì 21 luglio 2008

PER CHI ALZA IL DITO MEDIO DURANTE L'INNO.

« Una cannonata lì sul ponte rapiva al momento questa cima in geologia di Leopoldo Pilla, che spirò dicendo "non ho fatto abbastanza per l'Italia. »

Leopoldo Pilla (Venafro, 20 ottobre 1805 – Curtatone, 29 maggio 1848) è stato un geologo e uomo politico italiano. È ricordato anche per il suo patriottismo in epoca risorgimentale.

I fermenti politici che cominciarono ad attraversare l'Italia fin dalla metà del 1847 indussero Pilla il 22 marzo del 1848 a imbracciare un fucile e a partire, con il grado di capitano, comandante della prima compagnia, alla testa dei volontari del battaglione universitario alla volta della Lombardia per schierarsi al fianco di Carlo Alberto e partecipare alla prima guerra d'indipendenza.

La Battaglia di Curtatone e Montanara fu combattuta il 29 maggio 1848 nei luoghi situati tra i due paesi, nei pressi di Mantova e rappresenta una fra le più simboliche battaglie della Prima guerra d'indipendenza.

Fonte Wikipedia

Come penso sappiate tutti voi, Mantova era una delle città del cosiddetto quadrilatero e roccaforte austriaca: Mantova, Peschiera del Garda, Legnago e Verona.

Nel Maggio del 1848 arrivarono giovani volontari: i tosco- napoletani riporto qui un documento:

I giovani volontari, molti dei quali appartenevano alla borghesia ed anche alla nobiltà toscana, non avevano alcun addestramento militare. Essi erano armati alla meno peggio ed anche i loro ufficiali che erano i loro stessi professori promossi al grado per l'occasione, non avevano alle spalle alcuna esperienza bellica. Questi ragazzi erano tuttavia animati da un grande entusiasmo che al momento del bisogno li rese valorosi combattenti. Nella quindicina di giorni che bivaccarono a "Le Grazie", oltre a qualche esercitazione militare , trascorsero il loro tempo in mezzo alla popolazione del luogo fraternizzando con essa.
Già dalla fine di aprile nella zona si erano avuti scontri a fuoco più o meno gravi con reparti nemici che sempre furono ricacciati sulle basi di partenza. La mattina del 29 maggio, però, le truppe austriache, oltre 20.000 uomini ben addestrati, con numerose artiglierie, batterie di lanciarazzi ed ottimamente armati individualmente, uscirono da Mantova per attaccare e sbaragliare i circa 7.000 tosco-napoletani e compiere quella manovra di attacco alle spalle temuta dai piemontesi ed alla quale si è accennato.
Gli attaccanti investirono le linee difensive avversarie e trovarono una resistenza ben superiore ad ogni previsione. La battaglia fu violentissima dalle rive del lago superiore in località Quattro Venti, sul corso dell'Osone, sin oltre Montanara protraendosi per l'intera giornata sino a tarda sera.
E proprio da Le Grazie ove, per disposizione del nuovo comandante dell'esercito Toscano, generale Ettore de Laugier, il battaglione Universitario doveva rimanere in attesa di suoi diretti ordini; i volontari, sentendo il fragore della battaglia, (il fronte era a due chilometri circa), si mossero spontaneamente e raggiunsero le linee di combattimento affiancandosi già impegnati battendosi valorosamente.
Nei violenti combattimenti uno dei primi caduti fu il capitano Leopoldo Pilla da Venafro, professore di geologia dell'università di Pisa, noto come scienziato a livello internazionale, che aveva guidato alla guerra i suoi allievi.
Intanto Le Grazie si riempivano di feriti. Sul piazzale vennero installati altri posti di medicazione. I feriti erano ovunque, pare anche nel Santuario e nelle case private. E la popolazione contribuì fraternamente a soccorrerli.
La battaglia del 29 maggio fu una sconfitta per i tosco-napoletani che furono costretti a ripiegare con gravi perdite. Il loro sacrificio non fu però vano perchè la loro imprevista ed eroica resistenza bloccò l'esercito austriaco che alla fine della giornata avendo subito perdite ancor maggiori, non passò all'inseguimento. Questo consentì, il giorno succesivo, ai sardo-piemontesi di affrontare il grosso dell'armata imperiale a Goito, vincendo una battaglia più importante il cui successo non venne tuttavia sfruttato.

Fonte: www.itis.mn.it/grazie/italiano/s7.html

Raccontare questa storia di eroi volontari partiti dalla Toscana e dalla Campania per venire qui nel mantovano a combattere devo ammettere che mi commuove profondamente. Sarà perchè il luogo della battaglia è a 10Km dalla mia abitazione, sarà quello che volete, ma questi eroi meritano di essere ricordati per gli ideali che rappresentavano. Ricordare quello che disse Leopoldo Pilla il quale, nonostante stesse morendo, era convinto di non aver fatto abbastanza per l' Italia, è un dovere morale.
Pensare che ragazzi volontari partirono e venirono qui e combattere per inseguire un sogno che trovava il suo inveramento nell'unità d'Italia, è un esempio meraviglioso di amore per il prossimo e per la propria terra. E' un qualcosa assolutamente da ribadire a questa società, che dimentica troppo spesso il sacrificio di uomini eccezionali dei quali la maggior parte di noi non è nemmeno degna di pronunciarne il nome. Io però voglio ricordare, a chi si permette di ucciderli 2 volte alzando il dito medio durante l'inno, questi eroi.

Il post è rosso non solo perchè fatto da un comunista, ma perchè questo rosso oltre a rappresentare il sangue sul quale è nata la nostra Patria, esprime la mia rabbia, il mio biasimo alla pochezza degli uomini che la abitano.

Grazie a te Leopoldo Pilla.

31 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

nonostante mia madre sia di venafro non consocevo assolutamente questa storia, verrebbe da sbatterla in faccia a tante gente

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Carmine: mi fa piacere allora avertene portato a conoscenza.

Grazie per la visita.

elena ha detto...

Ma tu guarda com'è piccolo il mondo... e quanto riesco ad essere distratta!
Non avevo mai notato la tua "provenienza", ci voleva questo post.
Quando ero una bimba, mio padre mi ha portato spesso in un luogo dedicato ai martiri di Curtatone e Montanara - non chiedermi dov'è, sicuramente lo sai meglio di me...
E mentre ce ne stavamo là mi raccontava di quei giovani, di quella lotta per l'indipendenza... qualcosa m'è rimasto dentro. La voglia di libertà ed il rispetto per persone che credono talmente tanto in quello che pensano da essere disposti a pagare di persona.
Ecco. Non so quanti anni tu abbia e non è questo il punto - prima o poi potrebbe toccarti comunque: penso che è anche questo che dovremmo fare con i nostri giovani, i nostri figli: ricordare ed essere di esempio.
Grazie per avermi riportato alla mente dei momenti così intensi, miei, ma che spartisco volentieri con tutti.

enzorasi ha detto...

Buongiorno. Ho letto il tuo post con attenzione...e sorpresa, ormai sono pochi, veramente pochi coloro che conoscono o soltanto si pongono la questione risorgimentale. E' da lì che veniamo, da lì siamo partiti con esempi di dedizione e coraggio, con momenti di idealità forte come quella di L. Pilla. Potrei raccontartene molti altri dello stesso tenore: in tutti c'è quella cosa che si chiama semplicemente senso di unità nazionale e di patria. E' talmente strano che oggi una persona relativamente giovane e del nord scriva quello che ho letto da sembrare inverosimile. Tu mi devi perdonare ma io continuerò a leggerti( e qui c'è molto materiale) per capire se sei un'astrazione mediatica, solo un attimo di immaginazione virtuale o se sei vero, vivo, convinto di ciò che hai scritto. Credo ci dividano in parte le ideologie politiche ma in un paese civile (questo non lo è quasi più) ci si rispetta e si dialoga per confrontare le idee in un'ottica più ampia e unitaria. E lì sta appunto il problema...Con simpatia, Enzo Rasi, Palermo.

Lucia Cirillo ha detto...

Credo di poter rassicurare io Enzo Rasi sul fatto che non sei un'"astrazione mediatica": se pure una acida e disincantata come me arriva a commuoversi (come in questo caso), quello che dici non può che scaturire dal più profondo di te. Ciao e Evviva Pilla!

emanuela ha detto...

Questi personaggi e questi fatti vanno ricordati (specialmente ai ministri di questa povera repubblica!)

l'incarcerato ha detto...

Grazie per avercelo ricordato! Ottimo post da sbatterlo veramente in faccia a Bossi che si permette di denigrare l' Italia unita e gli uomini del sud, dimenticando che molti di loro hanno combattuto per la nostra Patria.

Grazie ancora!

Gatta bastarda ha detto...

già io non creo molto al patriottismo della bandiera (come ce lo insegna la destra) ma a quello che significa e al sacrificio che ci stà dietro si! e... mi affligge vedere che stà diventanto un acrificio sempre più inutile visto il rispetto che se ne ha... che schifo...

NADIA ha detto...

hola non conoscevo questa storia e troppo spesso viene dimenticata la storia del risorgimento italiano, andrebbe ricordata non solo alle nuove generazioni ma soprattutto a chi cerca di governarci a questi cafoni ignoranti che professano la seccessione dimenticando chi a dato la vita affinchè l'Italia fosse unita...a te Bossi, persona odiosa e ignorante, che alzi il dito sul nostro inno, discutibile se piaccia o no, ma da rispettare, SOLO PER IL SACRIFICIO DI MILIONI DI PERSONE CHE HANNO DATO LA VITA PER QUESTO.............
SE NON SI RISPETTANO I VIVI FIGURIAMOCI I MORTI!!!!!!!!!!!!!!
Grazie Marco perchè anche questa volta ci hai dato una grande lezione!!!!
un abbraccio e un besito!!!!!!!!
hasta siempre!!!!!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Elena: Grazie a te per aver voluto condividere un momento della tua infanzia con noi. Per caso il posto è Belfiore? Perchè c'è all'ingresso di Mantova un luogo chiamato i Martiri di Belfiore.
Allora se sei venuta qui abiti non lontano da me. O no?

Enzo: Benvenuto nel blog: A dirti il vero non lo so più nemmeno io se sono vero. Ti posso solo dire che qui tutti sembrano essere impazziti. Certo... il rispetto e il confronto devono essere all'ordine del giorno.Grazie per le belle parole.
Passa quando vuoi.

Lucia: questa storia di enorme coraggio commuove profondamente anche me. Cerchiamo almeno di esserne degni. Grazie per le belle parole.

Emanuela: iul mio intento è quello. Ricordare chi ha donato la vita per noi.

Incarcerato: come ho scritto nel post, è un dovere morale ricordare. Grazie a te.

Gattina: si può essere più o meno patriottici, ma la storia di uomini come questi va ricordata. Soprattutto in un momento, dove si professano patrioti che l'Italia l'hanno distrutta: i FASCISTI.

Nadia: Grazie a te per aver capito l'intento di questo post.Rispettare il nostro passato, ciò che rappresenta con questi gesti eroici, è fondamentale per un futuro migliore.

Fiordaliso ha detto...

Sì, ti ringrazio pure io, anche se, per dirla con Bossi, scommetto che sai i nomi dei re di Roma ma non quelli dei Dogi della Repubblica di Venezia...
Comunque Bossi è solo un cojone e non vorrei che le sue esternazioni siano solo un modo per distrarci dalle merdate che stanno facendo con la finanziaria...

Silvia ha detto...

Neanch'io conoscevo questo particolare della Storia del nostro Risorgimento: grazie per averne raccontato, grazie! Commuove profondamente anche me, poiché su questi stessi valori di sacrificio e dedizione alla Causa che poggiano le basi della nostra nazione e noi non possiamo che essere fieri e ossequiosi della memoria di chi ha sacrificato la propria vita per questo.

Che un ministro della Repubblica osi criticare, offedere, insultare l'Inno e la bandiera tricolore è talmente disgustoso e anti-patriottico da non consentire l'individuazione di un aggettivo dispregiativo che sia consono, se non coniandone uno nuovo per l'occasione. Ma se lo conniassi in onore del verde leghista diventerei molto, molto, molto crudele!

Dico solo questo: dov'è un altro Paese in cui un alto esponente del suo governo (come può esserlo un ministro) si permette di INSULTARE la memoria dei caduti per la sua libertà e di farla franca??? Dov'è questo Paese?? Forse non c'è... e allora l'Italia che permette tutto questo è indegna e dovrebbe riflettere a lungo. Sono atterrita dalla stupidità di questa gente che non merita nemmeno di calpestare (poiché non cammina, ma calpesta) il suolo patrio. Ammesso che ritengano questa la LORO PATRIA....

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Va detto che cmq molti non sentono la nostra Storia dell'unità d'Italia come qualcosa di epico e di eroico.

D'altronde Garibaldi quando unì l'Italia di fatto conquistò le regioni che ne facevano parte non sempre trovando anche tra la popolazione un atteggiamento positivo.

Ed anche nell'episodio bellissimo ed eroico che tu descrivi poi sono i Savoia ad arrivare...

Credo che il fatto che la liberazione e l'unione siano nate dall'alto abbia purtropppo influito in questo rigurgito da tempo delle Signorie...

Forse è anche questo il problema. L'unità d'Italia è stata realizzata più per annessioni e decreti che per volontà popolare come altrove. Questo credo abbia segnato molto la nostra Storia. D'altronde la famosa frase di Cavour "L'Italia è fatta ora facciamo gli Italiani" un senso lo aveva eccome.

Questo non toglie che il rispetto per certi simboli (rispetto non deferenza si badi bene) debba esserci soprattutto da parte di chi li rappresenta.

Alessandro Tauro ha detto...

La storia risorgimentale d'Italia mi piace molto, ma di questa particolare storia non sapevo nulla!
Complimenti per il post! Una degna e sonora risposta alle continuem "stronzate" (mi si passi il francesismo) del leader leghista!
Se solo qualcuno si degnasse di spiegare a quella capra ignorante del "senatur" cosa sono state la Repubblica Romana, le guerre d'indipendenza, il '48...

enzorasi ha detto...

Daniele, come spesso accade, ha centrato il cuore del problema: il Modo in cui si è attuata L'unità d'Italia. Ci sarebbe da discutere e confrontarsi per mesi...sempre meglio che parlare della Garfagna, della Guzzanti e di Bossi. Ma la frase"...adesso dobbiamo fare gli italiani." non era di M.D'Azeglio?

Babi ha detto...

Sono finita nel tuo blog per caso, e - sarò di parte - ma lo trovo veramente interessante.
Penso che non me ne andrò così velocemente!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Fiordaliso: Bossi può dire quello che vuole a me non interessa più di tanto. Hai usato il termine giusto tu per definirlo...
Grazie.

Silvia: ti prego conialo anche se cattivo. Dillo....
Bè in che paese viviamo? in un bel paese di merda. Scusa ma quando ci vuole ci vuole.

Daniele: Certo pensare che le roccaforti leghiste: Bergamo e Brescia sono città garibaldine un po' mi fa riflettere. Addirittura Bergamo è detta la città dei mille.
Secondpo me è fondamentale la mancanza di cultura.

Alessandro: anche a me piace molto la storia risorgimentale. Grazie per il complimento.

Babi: Tranquilla...nessuno ti manda via. Grazie della visita.

elena ha detto...

Sì, è proprio Belfiore! Grazie per avermelo ricordato!
No purtroppo, non abito da quelle parti. C'è nato mio padre (a Marcaria), ci ha vissuto con la famiglia e alcuni sono rimasti ancora lì. Noi ci siamo trasferiti (prima ancora che io nascessi), ma ci siamo tornati per anni, in visita... e a volte ci capito ancora. Magari se ti svelassi il mio cognome scopriresti che conosci qualche mio cugino... :)
la prima volta che mi capita di passare te lo dico, magari ci si incontra.
Fine della parentesi personale.

Quanto all'unità d'Italia ed al Risorgimento, è vero che è stato un desiderio partito più dall'altro che dalla gente comune: lo dimostra anche il fatto che contro l'Austria ci sono andati studenti e professori. Però il legaiolo ricorda solo i Comuni in lotta contro Federico Barbarossa... che alla fine è anche un discorso stupido (nel senso che non porta acqua al suo mulino, a rifletterci un po'): infatti, anche la lotta per l'indipendenza dei comuni lombardi dimostra solo che è l'unione a fare la forza...
Di tutto questo periodo, la cosa che mi è piaciuta meno (ma almeno ai miei tempi la si studiava a scuola... non so se qualcuno ha dato un'occhiata ai libri di testo delle medie: secondo me sono di una superficialità indegna) è stato l'incontro di Teano.
Altro che "obbedisco"! Ma in effetti i tempi non erano maturi...

♥gabrybabelle♥♥ ha detto...

Ho letto questo post,di cui conosco la storia(sono sempre stata un'appasssionata di storia,a scuola poi,rimpevo sempre le palle)Ho letto il post sottostantela lettera ,ah,la lettera ri-ascoltato Giorgio Gaber e poi che mi viene in mente ogni volta che sento il Giorgio(approposito l'altro giorno ho seguito nuovamente i vecchi pezzi in tv bianco e nero del Gaber anni 60)dicevo,che mi viene in mente?Quella strz...della moglie,tu non puoi ricordare/saperlo/ perchè troppo giovane,la moglie battagliera su tutti i fronti,ricordo le loro "pieces"teatrali e poi Berlusconi scende in politica e lei che fa??Lifting facciale,labbra a canotto e si candida con F.I. il marito era ancora vivo ma credo propio che volesse schiattare prima per la vergogna,si svendono sempre per trenta denari!Passano la vita a rompere le palle parlando di etica,di socialita',di sinistra che piu sinistra non si puo' e poi??Il primo nano che arriva se li compra con cosi poco,o tanto,dipende dai punti di vista,svenduta canottara.E' pazzesco,leggere belle cose,ascoltare bellr canzoni e che ti rimane?ricordi pessimi che tornano alla memoria,pazzesco,
ciao marco gabrybabelle

Renata ha detto...

Grazie ! Bellissimo post. Il Risorgimento ci onora, non ci sono dubbi.
Ho letto con emozione intensa e ripeto il risorgimento ha voluto un'Italia unita e unita deve rimanere ! TUTTA, da cima a fondo, Dai polentoni come me ai magnifici terroni.

Tutti, appassionatamente, italiani.

Anonimo ha detto...

Scusate se rispondo a questo post un po' vecchio..ma si avvicina l'anniversario della Battaglia in cui perse la vita il mio illustre antenato. Mi fa piacere che ci sia molta gente a ricordarlo (che siano essi di destra o di sinistra .. http://www.italiadidestra.it/?page_id=22 ..) Un saluto

Giovanni Pilla

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Renata ha detto...

Le tue parole entrano direttamentenell'amima, caro Marco. Il tuo amore per questa nostra Italia è vero, pulito, obiettivo, puro.
Spero faccia vergognare coloro che, col dito medio alzato, esprimono la loro squallida reazione.
Per ciò che hai scritto, per come l'hai scritto ti abbraccio, quasi con amore.

Anonimo ha detto...

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