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STORIA DI TUTTI I GIORNI

Tempo fa, in un bar che frequento spesso, ho conosciuto un ragazzo marocchino diventato poi mio amico. E' stato un incontro molto bello perchè nato da una fiducia reciproca impensabile, visto che eravamo 2 perfetti sconosciuti. Una delle cose che mi ha fatto più piacere, è stata una sua frase in cui ha voluto dimostrarmi la fiducia, fin da subito provata nei miei confronti. Ora, tutte le volte che ci si vede, discutiamo neanche fossimo amici da una vita. Sabato, mentre parlavamo di lavoro e altre cose, gli ho chiesto da quanto tempo non vedeva i suoi familiari. Ebbene... sono 6 anni. Devo dire che una volta venuto a conoscenza di questo, ho provato, oltre un profondo dolore, rabbia nei confronti del sistema e dei miei connazionali. Viviamo in un modello economico, tra l'altro l'unico possibile e universalmente accettato, che costringe persone a partire e non vedere più i familiari stretti per anni. Perchè una persona per avere un lavoro, tra l'altro nemmeno decente visto lo sfruttamento imperante, deve abbandonare terra e familiari? Non è giusto!!! Nessuno dovrebbe essere costretto a tanto! E poi ci sono i miei connazionali. Bello per noi italiani stare con la mamma fino a 40 anni, lamentarsi ma per pigrizia, egoismo o perchè siamo viziati, non fare nulla. Bello per noi italiani continuare a scaricare le colpe del nostro scarso senso civico e morale, sui poveracci che non vedono i propri familiari da anni. Mi piacerebbe vedere quelli che criticano quei poveri ragazzi nelle loro stesse condizioni, mi viene da ridere.
Però, e qui c'è tutta la mia desolazione, il mio grido di rabbia più forte è rivolto a quei pochi uomini, che avendo in mano le leve del potere potrebbero fermare tutto ciò. Non so quali siano i vostri pensieri prima di andare a letto, ma sappiate che per me siete dei criminali. Un giorno, tutta la sofferenza e il dolore che state spargendo avrà fine. Non sono in grado di dire se tutto ciò accadrà anche grazie al mio contributo, ma questa follia è destinata a soccombere sotto il peso della sua assurdità. Per il mio amico, per i tanti uomini e donne che non possono godere di un futuro degno di essere chiamato tale, sappiate che avrete tutta la mia avversità e la mia opposizione. Perchè questo crimine contro l'umanità, un giorno avrà fine, statene certi.



Chi di loro non merita un futuro diverso?

Commenti

calendula / trattalia ha detto…
Stasera ho fatto un discorso simile al mio compagno, vicino a casa c'e una comunità di senegalesi, da poco con loro cè un ppaà con il suo bambino un ragazzino magrino magrino e lungo lungo, ma che si vede che ha al massimo 11 anni, stasera c'erano due ragazzine che giocavano in bici nella strada dove sta lui, che infatti era fermo a guardare, perchè probabilmente visto che è un bambino avrebbe voluto giocare con lui, sai cosa mi ha fatto incazzare ? per quelle bambine sembrava trasparente, come se non esistesse, e io mi sono detta ma che razza di educazione hanno avuto queste due bambine, per non essere minimamente incuriosite da nuove amicizie, cavolo quando ero bambina a momenti facevo amicizia con i fili d'erba...e queste due... gli avranno raccontato la favola dell'uomo nero ? ci sono rimasta male, gioca sempre da solo, e dire che bambini qui ce ne sono tanti, non ce ne uno che si avvicini....siamo diventati diffidenti e cinici....poi andiamo in chiesa e il prete dice ama il prossimo tuo come te stesso, ma perchè quando accanto a noi cè una persona straniera ci dimentichiamo che è il prossimo ?
saluti dalla Sardegna
Luz ha detto…
"Dagli Appennini alle Ande" - 1886

Molti anni fa un ragazzo genovese di tredici anni, figliuolo d'un operaio, andò da Genova in America, da solo, per cercare sua madre.
Sua madre era andata due anni prima a Buenos Aires, città capitale della Repubblica Argentina, per mettersi al servizio di qualche casa ricca, e guadagnar così in poco tempo tanto da rialzare la famiglia, la quale, per effetto di varie disgrazie, era caduta nella povertà e nei debiti. Non sono poche le donne coraggiose che fanno un così lungo viaggio per quello scopo, e che grazie alle grandi paghe che trova laggiù la gente di servizio, ritornano in patria a capo di pochi anni con qualche migliaio di lire.

...a volte lo prendeva una grande compassione di sé, e piangeva in silenzio, camminando. Poi pensava: - Oh quanto soffrirebbe mia madre se sapesse che ho tanta paura! - e questo pensiero gli ridava coraggio. Poi, per distrarsi dalla paura, pensava a tante cose di lei, si richiamava alla mente le sue parole di quand'era partita da Genova, e l'atto con cui soleva accomodargli le coperte sotto il mento, quando era a letto, e quando era bambino, che alle volte se lo pigliava fra le braccia, dicendogli: - Sta' un po' qui con me, - e stava così molto tempo, col capo appoggiato sul suo, pensando, pensando. E le diceva tra sé: - Ti rivedrò un giorno, cara madre?

...nei momenti che non delirava, però, si capiva che il suo più terribile strazio non erano i dolori del corpo, ma il pensiero della famiglia lontana. Smorta, disfatta, col viso mutato, si cacciava le mani nei capelli con un atto di disperazione che passava l'anima, e gridava: - Dio mio! Dio mio! Morire tanto lontana, morire senza rivederli! I miei poveri figliuoli, che rimangono senza madre, le mie creature, il povero sangue mio! Il mio Marco, che è ancora così piccolo, alto così, tanto buono e affettuoso! Voi non sapete che ragazzo era! Signora, se sapesse! Non me lo potevo staccare dal collo quando son partita, singhiozzava da far compassione, singhiozzava; pareva che lo sapesse che non avrebbe mai più rivisto sua madre, povero Marco, povero bambino mio! Credevo che mi scoppiasse il cuore! Ah se fossi morta allora, morta mentre mi diceva addio! morta fulminata fossi! Senza madre, povero bambino, lui che m'amava tanto, che aveva tanto bisogno di me, senza madre, nella miseria, dovrà andare accattando, lui, Marco, Marco mio, che tenderà la mano, affamato!"

Che te ne pare? Verrebbe voglia di distribuirlo a tutti i 57 milioni di abitanti in Italia, costringerli a leggerlo e appenderlo in cima al letto come promemoria.
elena ha detto…
Ieri sera m'è arrivata notizia che la bicicletta (quasi nuova) che mia figlia non usa più (è cresciuta troppo, d'altronde è il suo compito... parola di mamma!) è arrivata a destinazione. L'abbiamo spedita in un posto lontano, dove una bici è un regalo impensabile e talmente inatteso da riempire di gioia il cuore di un bambino... non lo dico per farmi bella: a me il sapere di aver causato un attimo di felicità ad un bambino fa piacere (e mi sembra pure ovvio) però mi scatena anche crisi di rabbia. E di sensi di colpa.
Detesto questo mondo in cui sembra che solo i ricchi abbiano un valore, in cui conta quel che si ha e non quel che si è, in cui il colore della pelle (tra un po' pure quello degli occhi) fa la differenza...
IO NON VOGLIO FARE LA CARITA' e non mi sento meglio se qualcuno sta peggio di me... anzi.
@Calendula: i bambini sanno essere molto crudeli, proprio perché (secondo me) non hanno sviluppato ancora appieno la "diplomazia" (che peraltro anche molti adulti non conoscono...). Ma è comunque vero che, normalmente, tendono a riproporre i modelli che hanno visto in famiglia o comunqe nel loro ambiente. Te lo dice una che, da piccola, parlava pure con i cancelli... io in chiesa non ci vado ma il tuo ragionamento l'ho capito. L'atteggiamento di quelle bambine sembra il frutto "perfetto" della politica di questo governo: il diverso è sconosciuto, quindi fa paura, quindi va quantomeno "contenuto"... certo se potessimo eliminarlo sarebbe meglio, ma nel frattempo...
I bambini sono il nostro futuro, ma sta a noi "indirizzarli" alla tolleranza, alla comprensione, alla cooperazione piuttosto che alla diffidenza, all'egoismo ed all'odio. Infatti sogno di "metter su" una "casa della cultura" multietnica... e chissà che prima o poi...
Ciao "schiavolibero", grazie per lo spazio che mi son presa!
Suerte a tutti.
elena
Cesco ha detto…
"Se gli dai queste cose, poi è capace che questi qua si portano qua in Italia pure la famiglia, ma stiamo scherzando? Poi ci ritroviamo arabacci dappertutto, no, no neanche per sogno, devono morire di fame a casa loro e chi se ne frega".

Questa è la tipica frase, sentita spesso, (io non mi accontento della semplice dichiarazione di questi nazisti stronzi che loro non sono dei razzisti menefreghisti ultranazionalisti, non mi accontento e scavo in fondo, fatelo anche voi, e vedrete che il vero animo del mussoliniano leghista farsi avanti, e vedrete quello che pensano davvero, tutto il marciume della loro anima) quando generalmente si parla della questione immigrati (per i TG è un problema, e non è vero, se non per gli immigrati stessi) sondando il classico "uomo comune" che va a votare, va in Chiesa tutte le domeniche a pregare ed è una persona riconosciuta come di "alti ideali" e "alta moralità e integrità". Una volta ottenuto ciò che voglio, cioè la verità, li mando a cagare senza alcun rimorso, perchè sono solo spazzatura frustrata, che proietta la propria voglia di rivalsa da una vita inutile e insulsa fatta di odi covati in seno nei confronti di chi non ha i mezzi per difendersi, perchè è troppo coniglio (leggi coglione) per far valere la propria voce con chi di dovere.
Cesco ha detto…
Elena dice una profonda e scomoda verità: c'è gente che non vuole che queste persone stiano meglio, perchè dentro di loro vogliono sentirsi superiori a qualcuno, perchè la TV ti gli mostra ogni giorno quanto sia insignificante il suo povero cervello da due soldi, e se chi stava male acquisisce benessere per loro è solo fonte di invidia e bile che cresce dentro il loro cervello. Da due soldi.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Calundula: bhenvenuta nel blog. Hai razccojntato una storia che di per5 se, dice già tutto. Grazie.

Luz: grazie per la tua testimonianza. Si...varrebbe proprio la pena di farlo leggere ai nostri connazionali. Sempre che siano ancora in grado di leggere.


Elena: questo mondo lo detesto pure io, proprio per i tuoi stessi motivi. Grazie per averci raccontato una tua esperienza. A presto.

Cesco: grazie per il bel commento.Li mando a cagare pure io....
l'incarcerato ha detto…
"Bello per noi italiani stare con la mamma fino a 40 anni, lamentarsi ma per pigrizia, egoismo o perchè siamo viziati, non fare nulla."

Questa frase è da incorniciare, qui sta tutta la risposta al perchè siamo così stupidi da subire e non muovere un dito!
Bravo Marco!!
Silvia ha detto…
Come dico sempre io, qui da noi non esiste rispetto per i nostri conterranei e le loro traversie... figuriamoci se ci può essere rispetto per gli stranieri e le loro TRAVERSIE... e ciò è terribile e pure triste, poichè si è perso il più semplice senso di solidarietà per il prossimo. Bisognerebbe cercare di aiutare tutti questi profughi della disperazione che fuggono da un destino spesso terribile nella speranza di ricominciare altrove, lontano dalla miseria, abusi, morte per sé e per i propri cari. Ma che, nei fatti, trovano ostilità, pregiudizio e intolleranza laddove dovrebbero essere accolti e aiutati. Però la maggior parte dell'opinione pubblica non li vuole qui in Italia, se potesse li caccerebbe fuori in massa... però stranamente prega Dio che restino perché sono più facili da sfruttare pagandoli due lire! Un classico, no?! Tanto disprezzo per gli stranieri ma poi sono questi stessi stranieti sfruttati a mandare avanti la baracca. E chi dovrebbe fermare questo sistema, lo avalla, meglio ancora: fa la guerra ai disperati... aumentando ancora di più i loro guai.

"Perchè questo crimine contro l'umanità, un giorno avrà fine, statene certi", sì, credo anch'io che tutto questo avrà fine prima o poi... e saranno guai per i colpevoli!
Lucia Cirillo ha detto…
La questione che poni è seria e in qualche modo riguarda anche chi a 40 vorrebbe andarsene e non può, o chi dal profondo sud si avventura nell'ostile terra del nord...spesso una condizione disagiata si annida dietro l'impossibilità di essere ciò che si vuole, di andare dove si vuole o anche solo di rimanere accanto a chi si vuol bene...Ho l'impressione che il problema del tuo amico stia per diventare anche il nostro...cioè di noi "privilegiati" (ma che forse tali non siamo). ;)
Sicuramente un futuro non lo darei certo a chi canta allo zecchino d'oro LOL!

Battuta a parte, credo che tutti meriterebbero un vero futuro. Tutti, alla pari, e le proprie qualità a confronto.

Capisco cmq il tuo punto di vista così duro.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Incarcerato: grazie fratello.

Silvia:Non ho nulla da aggiungere al tuo bel commento.

Lucia: anche per me il problema sta diventando nostro, ma allora....perchè non iniziamo a svegliarci? Io con quella frase, non volevo biasimare i 40enni perchè stanno in casa, ma perchè non fanno niente per cambiare: si lamentano, ma appena parli di fare qualcosa ti etichettano come estremista.Questo mi da fastidio: l'egoismo e l'indifferenza al prossimo nonostante siamo sull'orlo del baratro.

Daniele: bella la battuta. Grazie per la comprensione.
Pipoca ha detto…
Ciao!
Ora, io son d'accordo con tutte le cose che son state dette, ma anche io che son italiana (anche cittadinanza)e mezza famiglia ce l'ho in Brasile, be', son dodici anni che quella mezza famiglia, che già inizia ad essere vecchietta, non la vedo, se non che tramite video-chiamata.

Ora, ecco, secondo me la società dovrebbe smetterla di generalizzare, che non c'è una separazione tra loro-noi-voi italiani o stranieri.
Io, che dopo tutti 'sti discorsi, non so più chi sono, se italiana, straniera, immigrata, extracomunitaria, meticcia, bastarda o mezza e mezza, ecco, io considero un po' come se tutti fossimo tutti esseri umani, tutti uguali, a prescindere dal fatto poi che 'ste

-fantomatiche
-diplomatiche
-politiche
-economiche
-violente
-innaturali

frontiere ci facciano sembrare un po' diversi.
Ecco, io alla fine la chiamo strumentalizzazione etnica.
Sub ha detto…
Puoi pubblicare tutto dal mio blog. Ora e per i prossimi aggiornamenti, oltre che tutti i materiali che ritieni interessanti.

Se riesci a fare un po' di diffusione te ne sono molto grato.

Grazie hermano,

Sun
il Russo ha detto…
Ma sarà sempre troppo tardi, fidati.
Alessandro Tauro ha detto…
Bel post Marco! Davvero...
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Pipoca: grazie per il bel commento. Benvenuta nel blog.

Sub: tiringrazio di cuore.

Il Russo: purtroppo il rischio è grande.

Alessandro: Grazie del complimento.
sirio ha detto…
Sono passato per un salutino,complimenti per il blog!
Che emozione,i Nomadi...risentire qui la voce di Augusto mi riporta indietro nel tempo!
Ciao.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Sirio, sei il benvenuto. Passa quando vuoi!
♥gabrybabelle♥♥ ha detto…
Stavo legggendoti dai feed e ho visto il tuo commento,cavoli meglio alle volte non entrare perchè poi mi intrippano anche i commmenti...curiosa....come un topo in una biblioteca.
Comunque ha ragione calundula,io da piccola ero un maschiaccio ma sopratutto na specie di"avvocato azzeccagarbugli dei poveri"sempre dalla parte di chi NON sapeva,non voleva,non riusciva a difendersi"spesso le davo,spesso le prendevo,mille punizioni(dalle suore,...figurati...)mi comportavo cosi' e sono rimasta cosi.fossi bambina oggi,allora non c'erano le liberta' d'oggi MA ti posso dire caro MARCO CHE FORSE IL 68 non HA RIbaltato solo la politica,ma piano piano anche gli usi e i costumi,oggi direi,i maLCOSTUMI ma SAPPIAMO chi ha gran parte della colpa-Basterebbe che le migliaia di giovani d'oggi fossero teletrasportati anche solo per un giorno in quegli anni..capirebbero tante cose,ivi compresi i cartelli svizzeri che dicevano.."RAUSH,AI cani E gli ITALIANI""e via via di questo passo ,ah,come capirebbereo,o forse no??ma chissa',un abbraccio Marco,si sente che sei un ragazzo veramente di cuore GRANDE,gabrybabelle
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Grazie cara Gabry...

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