domenica 7 settembre 2008

SERGE LATOUCHE

Sono consapevole di aver già trattato questo argomento, ma sapete...trovarsi davanti Serge Latouche non è una cosa che capita tutti i giorni. Per correttezza devo dire che della decrescita felice e della presentazione di questo libro aveva già parlato Lucia nel blog Semi Seri.



La scommessa della decrescita visto il dogma dominante, è un qualcosa che può sembrare irrazionale, già di per se fallimentare, ma forse è l'unico modo per evitare la fine. Devo dire con molta soddisfazione, che all'evento hanno partecipato un discreto numero di persone tra cui Antonio Marcegaglia fratello della più rinomata Emma. Dal mio punto di vista molte se non tutte le cose dette da Latouche sono condivisibilissime. Quando parla della fede irrazionale nel mercato, di quella ormai fin troppo evidente dittatura finanziaria nella quale è precipitato il mondo capitalista, della necessita di disintossiacarci dal consumismo e dal lavoro, è difficile per me contraddirlo. Infatti lui definisce le società contemporanee tossicodipendente dai consumi e dal lavoro. Molte persone una volta raggiunta la pensione o nei momenti liberi, non sanno più come utilizzare il tempo perchè disabituate a vivere, ad avere rapporti umani soddisfacenti. Quel famoso slogan tanto caro "lavorare meno e lavorare tutti", sembra essere stato sostituito con "lavorare di più con meno salario". Perchè anche in Francia le condizioni in termini di diritti lavorativi si sono deteriorate grazie alle politiche di Sarkozy. La sua critica si è poi indirizzata sui motivi che vedono la crescita considetata come una priorità da entrambi gli schieramenti politici. Qui l'osservazione è stata abbastanza decisa nei confronti di quel concetto usato da Veltroni che è "'ambientalismo del fare". Non puoi distruggere un paesaggio come la Val di Susa per guadagnare mezz'ora di tempo. Dopodichè, sono state 2 ore di sana critica al sistema e alla sua irrazionalità. Un' ultima cosa: sentirsi dire, che tutte le aziende transnazionali sono criminali difronte a Marcegaglia, un po' di effetto lo fa.

9 commenti:

Lucia Cirillo ha detto...

Caro Marco, innanzitutto grazie per la citazione. Tutto condivisibile quello che dici...e l'effetto che fa...
Latouche è un economista di quelli che - prima di approdare al tema della decrescita - è passato per studi e università di stampo "tradizionale"...non è un utopista irrazionale, membro di una qualche setta hippy...Conosce perfettamente i meccanismi dell'economia e della finanza "ortodossa"...e quando parla di decrescita lo fa con metodo scientifico assolutamente ineccepibile anche da parte dei suoi più accaniti detrattori. Io lo definirei un "visionario illuminato".

Pellescura ha detto...

c'è di che rifletterci...

pape satan aleppe ha detto...

Ne ho sentito parlare anch'io: a Natale, se lo trovo, compro il libro ...

Franca ha detto...

La decrescita sarà anche una scommessa, ma se non la vinciamo non c'è futuro...

Nicola ha detto...

"Molte persone una volta raggiunta la pensione o nei momenti liberi, non sanno più come utilizzare il tempo perchè disabituate a vivere, ad avere rapporti umani soddisfacenti."

Altre,proprio per questo motivo, non andrebbero mai in pensione....anche perchè alcune di esse nell'ambiente lavorativo hanno raggiunto livelli dirigenziali o quasi: dal capetto al manager ,quindi si sentono importanti e realizzati...
Secondo il mio modesto parere, oggi il problema dei lavoratori è la perdita del potere d'acquisto.Il governo prevede un'inflazione pari all'1,5% nel prossimo anno (mentre in questo momento è pari al 4%),quindi nei futuri contratti i lavoratori si dovranno misurare con un'ulteriore perdita salariale.
Un caro saluto

sirio ha detto...

Ciao marco,ho già sostenuto un po' di tempo fa che "bisogna lavorare per vivere,non vivere per lavorare",e questo mio modo di vedere ha fatto sì che l'avvento della pensione sia stato un sollievo per tutto,dal vincolo degli orari al vivere molto meglio i rapporti umani.
Un piccolo appunto per quanto riguarda la Val di Susa: secondo me ha fatto molto più scempio la costruzione dell'autostrada del Frejus che non la progettata galleria ferroviaria sotto le Alpi...!
Buona domenica!

peace and love ha detto...

ciao!
non te la prendere ma te lo dico...non ho letto il tuo post...ma ti prometto che appena posso lo farò...
ok?
ciao ciao

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Pace e amore: viva la sincerità. Va bene dai...visto che è un po' che non ti vedo da queste parti lo considero un saluto.
Ciao ciao

Pipoca ha detto...

Condivido pienamente la necessità di una decrescita. Anche nel progetto arcipelago è un argomento centrale (scusa se rompo con questo SCEC)...

Ma ritengo necessario attivarsi affinché, oltre all'informazione, ciascuno di noi possa interagire con il mondo del consumo in maniera consapevole.

Questo inverno ho avuto modo di parlare approfonditamente con Marinella Correggia, autrice del libro 'La rivoluzione dei dettagli' ed. Feltrinelli.
(una persona splendida, soprattutto sotto il profilo umano).

La decrescita appare non più come una scelta, ma come una necessità per ristabilire un equilibrio in tutti i campi del consumo, anche per la persona stessa.

Che altrimenti si rischia veramente un collasso...