lunedì 24 novembre 2008

CI RITROVEREMO NELLA MISCHIA

ROMA, 22 NOV - La crisi finanziaria durerà ancora un anno e "il peggio deve ancora venire". Lo ha detto il capo economista del Fondo monetario internazionale, Olivier Blanchard, secondo quanto riporta un quotidiano svizzero ripreso dalla Bloomberg. Il Fmi prevede crescita negativa per i maggiori paesi industrializzati per il 2009, una ripresa nel 2010 e un ritorno alla normalità nel 2011.(ANSA).

Quando sento queste esternazioni, la domanda che più mi sorge spontanea è il perchè alla fine istituzioni che ci hanno condotto nel bel mezzo di una crisi che possiamo benissimo definire di portata epocale, debbano poter impunemente continuare a dispensare ricette sul come uscire dal disastro creato. Qualche mese fa, proprio il FMI dichiarava che l'ammontare delle perdite sarebbe stato attorno ai 945 mila miliardi di dollari, ora si prevede siano circa 2 mila miliardi di dollari. Continuano a rassicurarci dicendoci di avere fiducia, e paradossalmente tutto ciò non fa altro che creare maggior preoccupazione in me. Durante questo anno, siamo stati bombardati da menzogne, ascoltando loro sembrava che la crisi fosse risolvibile con alcuni accorgimenti economici, eppure ora ci ritroviamo a scoprire che il peggio deve ancora arrivare.
Io non mi fido, e ora che il lavoro inizia veramente a scarseggiare, credo proprio che farò il contrario di ciò che viene indottrinato dai media.

10 commenti:

XPX ha detto...

Sarà un 2009 terribile. Speriamo di scamparla.

Pupottina ha detto...

mi associa al comune amico XPX...

buon inizio settimana

p.s. il caffè con TDF è stato più interessante del previsto... ;-)

Alessandro Tauro ha detto...

Il recupero complessivo avverrà nel 2011? Faccio già difficoltà a credere a queste previsioni viste le menzogne con le quali hanno tirato avanti finora i grandi vertici della finanza internazionale, figuriamoci qui in Italia con Berlusconi premier e Tremonti ministro!!
Più che il recupero aspettiamo il sereno trapasso...
Cambiamento o morte. E' questa la scelta davanti alla quale stiamo per arrivare.

Altromedia ha detto...

Schiavi,non è solo questione di FMI.Pensa che l'organismo che controlla la stabilità finanziaria,l'FSF,ha come presidente Mario Draghi,che lo è già dal 2006 e non ha visto la crisi che arrivava.
Lasciare al suo posto uno così ,cosa significa?
Che si vogliono persone che non vedano troppo.
Pensa che ancora non hanno preso misure serie contro lo "short selling" speculativo!
Stanno esuberando 51.000 lavoratori a Citybank ma per ora non hanno ancora abbassato di un dollaro i benefit ai manager del gruppo.
Potremmo raccontare altre decine di esempi,ma la sostanza è che siamo giustamente allarmati da Berlusconi,ma nel globo terrestre c'è lo stesso andazzo e pochi se ne accorgono,ciao.

Franca ha detto...

Ancora un anno? Sarebbe una notizia positiva...

loris ha detto...

…Voglio partire da quello che è stato il delirio ieri del nostro capo del governo. Ci ha invitati tutti a salvare il nostro paese che sta attraversando le paludi di una crisi economica epocale. Ha detto che dobbiamo spendere , ripeto, spendere perché solo attraverso il rilancio dei consumi può rimettersi in circolo una economia ed uscire dalle paludi della crisi. Ha incredibilmente ragione.
E’ un nostro dovere civico oltre che un nostro preciso interesse spendere il più possibile. Per questo tutti i lavoratori precari che non si vedranno rinnovare i contratti per effetto della crisi non adducano scuse fantasiose per evitare di spendere i soldi subito perché pensavano di, stringendo un po la cinghia, ripartirseli nei mesi successivi.

Il paradosso è evidente, ci stiamo autoimpiccando per un sistema economico malato alla fonte. Mentre in altri paesi europei il lavoro veniva flessibilizzato supportando una fisiologica precarietà con adeguati ammortizzatori sociali in Italia grazie anche a compiacenti politiche dei governi di centrosinistra (leggasi Treu) il lavoro veniva solo ed esclusivamente precarizzato non tessendo quella rete di ammortizzatori sociali che forse oggi avrebbero permesso qualche spesa in più.
Capitalismo becero e avvinghiato alle logiche del potere politico quello italiano incapace di andare al di la del proprio tornaconto giornaliero. Ne abbiamo la controprova nelle relazioni sindacali e nelle posizioni a livello Europeo in materia ambientale.
La crisi non può pagarla e risolverla solo una fetta della società italiana signor presidente. Dica alla signora Marcegaglia di spendere di più. Magari iniziando un piano di ammodernamento degli impianti industriali non a norme dal punto di vista ambientale con le normative europee. Forse potrebbero esserci degli incentivi anche per la ricerca per comprendere la ricaduta in termini ambientali e nella ricerca ci sono molti precari. Forse acquisirebbero commesse primarie aziende di ingegneria garantendo lavoro ai propri dipendenti e magari ci sarebbe pure una ricaduta sulle tante ditte e figure di un indotto sempre presente.
Si, così mi piace, non sono solo protestatorio o lamentoso, spendili questi maledetti soldi che hai accumulato in questi anni. Come si può comprendere qualche possibilità di uscire dalla crisi ci può essere.

articolo21 ha detto...

Beh, se è solo un anno... non credo poi sia peggiore di quello che stiamo passando. C'è una nazione che si tiene in piedi solo perchè esiste un'economia reale che ancora striscia e arranca. Se non fosse per quella... E comunque io confido nel carattere del popolo italiano, che da sempre, quando finisce nella merda più totale, diventa grande.

@enio ha detto...

Finchè si continuerà a credere nel pill tutto sarà possibile in questa economia globale.Io nel mio piccolo cerco di farlo DECRESCERE, usando le cose finchè non sono proprio più utilizzabili... spesa ridotta al minimo indispensabile anche per necessità.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Quello che più mi infastidisce articolo 21 è proprio quello: possibile che le cose bisogna capirle solo quando si è nella merda?

La Mente Persa ha detto...

Ci inducono alla calma perchè hanno paura della fila davanti agli sportelli bancari.
Il peggio deve ancora venire. Saranno 3 anni difficili.
gio