Passa ai contenuti principali

APPELLO

Oggi non sono in vena di parlare molto, ma dedico questo post alle morti sul lavoro.
Non pensate che sia una cosa che non vi riguardi perchè il pericolo è dietro l'angolo, davvero, fidatevi, più vicino di quanto si possa immaginare.
Per fortuna, a tutto il resto, sono stato ancora in grado di anteporre la mia integrità fisica.

Commenti

SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Quando un secondo diventa eternità.
l'incarcerato ha detto…
Quante morti bianche, quante stragi che avvengono. Non si può morire per poco più di mille euro al mese. Altri ancora per molto di meno...
elena ha detto…
... e adesso si muore anche a scuola. Ma dobbiamo essere ottimisti! Anche quelle morti "tirano su" il PIL... cha angoscia!
XPX ha detto…
Mi associo Marco.
Farfallaleggera ha detto…
Già ora si muore anche a scuola...
stella ha detto…
Che miseria!
La Mente Persa ha detto…
Mi associo pure io.
Poi le chiamano morti bianche sembra un accostamento inventato apposta per farcele digerire meglio...
Buona giornata, o lavoro, o entrambi!
gio
riri ha detto…
Ciao Marco,è difficile anche dire buona giornata,perchè ogni maledetto giorno ce n'è una nuova!!
Spero che non mi cada un vaso in testa,mentre stendo il bucato,altrimenti,non so come la chiamerebbero:morte in casa?sul balcone?una casalinga distratta?chissà.C'è da aver paura anche di parlare,ma il bavaglio non ce lo metteranno mai!!!!
Un abbraccio e grazie.
pansy ha detto…
Io l' ho interpetato cosi il tuo post:
E' vero si muore sul posto del lavoro. Fisicamente, se ne sente parlare molto e sempre di più. Ma sul posto di lavoro si può morire anche psicologicamente.
Sono due cose differenti. Lo so. Ma a me fanno male entrambi.

In entrambi i casi mi si rattrista il cuore a sapere che LAVORANDO si possa perdere la Vita è inconcepibile. Non possiamo accettare questo.

Si lavora per guadagnarsi da vivere, si lavora per pagarsi l' affitto, per mangiare, per poter permettere un istruzione ai propri figli e per ..
per molte molte ragioni.

Visto che si passa la maggior parte di tempo sul posto di lavoro, è importante e UN DIRITTO avere sicurezza. Sicurezza non nel senso che ci mettano poliziotti accanto, ma parlo di TUTELA.
Tra tutela e sicurezza credo ci sia un abisso. Almeno per come la interpreto io.

..Se vogliamo andare oltre, morire sul posto di lavoro, morire a scuola, etc.
Credo sia terribile SEMPRE che una persona rischi la propria Vita.

Eppure pare che non ci si ferma nemmeno davanti a queste notizie.
1 minuto di silenzio...
E poi?
Sai che cosa penso di questo minuto di silenzio??
Un bel niente.
AGIRE. BATTERSI. LOTTARE.
"Siamo" diventati dei codardi, pigri, egoisti e viziati e non ci importa più degli altri, ma solo di noi stessi.

Dove andremmo a finire?

Marco...tu e come molte persone(perchè ci sono ancora e non perdiamo la speranza!!) possiamo fare qualcosa.
Se non lo facciamo NOI, chi lo deve fare?

I Dirirri Umani per cosa sono stati scritti?
Silvia ha detto…
E' la Vergogna del nostro Paese e ci riguarda TUTTI. Drammaticamente tutti...

:*-(
Daniela ha detto…
A proposito di morti bianche... Qui a Castiglione c'è stato il crollo della facciata di una palazzina in ristrutturazione giusto 1/2 ore fa circa... Pare ci siano 2 morti tra gli operai.. ovviamente sono voci e ancora nulla di confermato... E spero vivamente che tal conferma non arrivi mai... :-(
E' orribile tutto ciò... Daniela
Punzy ha detto…
Si, diciamo che ormai nel nostro paese si muore a cazzo un po' dappertutto: a scuola, al lavoro, sulle strisce pedonali..se leggessi queste statistiche da turista, in italia non ci metterei mai piede
Franca ha detto…
La strage infinita...
Gap ha detto…
Caro Marco,
abbiamo già toccato l'argomento diverse volte, ed è triste vedere che non è cambiato nulla e nulla cambierà in tempi brevi e nemmeno cambierà mai. L'accumulo non si ferma davanti all'interesse del singolo lavoratore. La produzione deve comunque andare avanti, ed è talmente vero che anche il mondo dello spettacolo ha mutuato il concetto con il famoso slogan "The show must go on", la prima volta che sentii questa frase fu in occasione di una canzonissima quando Gianni Morandi cantò lo stesso a poche ore dalla morte di sua figlia appena nata.
Comunque è in libreria da pochi giorni il libro di Gianni Pagliarini e Paolo Repetto "Uno ogni sette ore - Perché di lavoro si muore" edito dalla Datanews al prezzo di 13€.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Ciao Daniela, grazie per il triste commento che verificherò.
Gap: grazie per avermi segnalato il libro
Daniela ha detto…
Ciao Marco...
ho appena sentito un collega che è sul posto... Una buona notizia non ci sono morti ma solo 2 feriti Adesso il magistrato sta controllando l'edificio nel frattempo hanno evaquato diverse famiglie... Daniela.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Almeno due i feriti,si teme un disperso
Due operai sono rimasti feriti nel crollo della facciata di una palazzina in ristrutturazione a Castiglione delle Stiviere (Mantova). Sul posto è in corso un intervento del 118. I due stavano lavorando sull'impalcatura della facciata: uno è stato trasportato con elisoccorso a Brescia, l'altro all'ospedale di Mantova. Sono in corso controlli tra le macerie perché, secondo alcuni passanti, ci sarebbe un'altra persona coinvolta nel crollo.

Io ho trovato questo Daniela.
articolo21 ha detto…
La tragedia più grande di questa nazione.
Pupottina ha detto…
ciao
la fisicità è importante...
quando la si ha si è scioccamente certi di non poterla perdere... e di ogni cosa pensiamo sempre che possa capitare ad altri...

buon giovedì... anche se hai poca voglia di parlare... ma il tuo essere sintetico accentua il senso delle tue parole
sirio ha detto…
Si continua a chiamarle "morti bianche", ma di bianco non hanno proprio niente.

Ciao,buona serata.

Post popolari in questo blog

Considerazioni

La crisi morde, e il degrado al quale stiamo assistendo lascia sbalorditi. Tutto ormai si riduce ad una contrattazione al ribasso in  qualsiasi campo della vita politica, economica e sociale di questo paese. Sotto il peso del ricatto della crisi e di questa stolta teoria di sviluppo, subiamo miserie che fino a qualche decennio passato pensavamo buttate nel dimenticatoio della storia.
Così ci ritroviamo qui a difendere nel terzo millennio l'acqua come bene pubblico, ad aggrapparci ad un lavoro che nella maggior parte dei casi subiamo come violenza psicologica e sociale senza una qualche speranza di realizzazione professionale; a lottare per ciò che ritenevamo elementari diritti di una società civile come poter godere di una vecchiaia senza il dover pensare a come fare per mantenersi.
Siamo in crisi, in crisi di sistema economico e antropologica: ci hanno cambiati in questi 40 anni, adattati ad un pensiero unico che, promuovendo individualismo e competizione, ora ci sta conducendo …

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale,…

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…