Passa ai contenuti principali

TESTIMONIANZA DRAMMATICA

Contro ogni svolta reazionaria i commenti li lascio a voi donne che forse ascolterete. Da uomo, mi limito solo a postare.

Commenti

SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Ho scritto quel tipo di introduzione, perchè credo che gli uomini non abbiano un gran diritto di parlare di cose che non vivranno mai sul proprio corpo.
Questo per evitare inutili equivoci.
desaparecida ha detto…
arggggggg!!!!
mi si blocca in continuazione!
NADIA ha detto…
hola , da donna sò che scegliere la via dell'aborto è una violenza di per se terribile...........
fortunatamente non ho dovuto far mai quella scelta, ma farlo in quel modo atroce come si faceva, e non credere ma ancora si fà in molti posti, è abominevole...................

ciao!!!
Pietro ha detto…
da brividi.
Sullo stesso tema c'è un bellissimo film: 3 mesi, due settimane, un giorno
Anticlericale89 ha detto…
Una testimonianza che dovrebbe esser letta a forza a tutti i pro life,anche se non credo che potrebbe scuotere gente arrogante che un cuore non ce l'ha e pretende di mettersi al posto delle donne.

Grazie SoL per averlo postato.
Franca ha detto…
Partendo dall'assioma che non ritengo giusto che le scelte religiose vengano imposte per legge anche a chi nella religione non crede, bisogna prendere atto che l'aborto è sempre un dramma, nessuno la fa a cuor leggero. Anche chi non è cattolico...
A maggior ragione, quindi, bisognerebbe lasciare libertà di coscienza. E per avere libertà di coscienza, non può essere impedito per legge...
SaRA ha detto…
come al solito l'etica religiosa si afferma su decisioni che con lei non hanno nulla e che fare. religione e democrazia non possono andare d'accordo. se poi non si tratta di religione ma di semplice stupidità, beh, la sta a ognuno decidere. apprezzo il tuo non giudicare, da uomo. un salutone, sara!
Crocco1830 ha detto…
Da uomini dovremmo imparare ad avere la sensibilità necessaria a batterci per affermare una reale autodeterminazione delle donne, che oggi è invece mutilata.
Quella sensibilità che dovrebbe portarci a capire, che battersi per la pienezza dei diritti femminili, significa battersi contro l'imbarbarimento sociale. Un imbarbarimento che in quanto uomini, ci vede purtroppo protagonisti.
Sharj ha detto…
Ciao, concordo pienamente con Nadia!! per una donna non è mai semplice... e mi fa piacere leggere il tuo pensiero in merito che dimostra una grande sensibilità...
La Mente Persa ha detto…
E' una testimonianza triste ma importante.
E' strano come tanti ministri/giornalisti uomini sappiano sempre come una donna deve disporre del suo corpo...
Buona serata
gio
l'incarcerato ha detto…
Non riesco a sentire l'audio.
Ma immagino, dai commenti e dalla tua introduzione, che è un argomento molto "caro" a Ferrara...
Silvia ha detto…
Sei proprio sicuro di voler un commento anche da parte mia?? Lo sai che queste cose mi "agitano"...

A tutti quei porci, sozzi, schifosi che OSANO mettere bocca sulla 194, appellandosi ai "valori morali/etici" io dico: nel mio utero NON ci sono i valori morali/etici quindi state ZITTI, zitti per sempre! A tutti quegli insetti velenosi che gettano infamia sulle donne, demonizzate in maniera vergognosa per una loro SCELTA: TACETE!

Sì, hai detto benissimo, hai colto il punto focale del problema: "... perchè credo che gli uomini non abbiano un gran diritto di parlare di cose che non vivranno mai sul proprio corpo..."; no, infatti gli uomini NON hanno NESSUN diritto di dire niente, NESSUNO! E non devono osare mai più aprire bocca... almeno finché non capiranno sulla loro pellaccia cosa voglia dire questa cosa... e considerando che non lo capiranno mai...

L'aspetto che più mi ha agghiacciata del racconto della signora... è l'indifferenza, la freddezza con cui è stata accolta al suo ritorno dal marito: come se la cosa non riguardasse anche e SOPRATTUTTO LUI! Ma fosse unicamente una "colpa" di lei, da scontare sola come un cane. Quando dice "ero sola, non avevo nessuno con cui sfogarmi"... dov'era il maritino?? Il maritino, simbolo di una società maschilista/bacchettona che non poteva che essere annientata! E che non deve tornare MAI più... benché tanta ipocrisia maschilista vada ancora e ancora e ancora abbattuta!

***

Come posso trovare il testo scritto della testimonianza letta dalla signora?? Sai darmi qualche indicazione??
Adriano Smaldone ha detto…
eccomi qua di nuovo a passar nel blog di tutti ho avuto un po d'influenza a dire la verità ce l'ho ancora, farò il possibile per passarci ogni giorno mi raccomando dai un occhio anke al mio saluti!!
Punzy ha detto…
che presunzione pensare che il proprio credo debba diventare il punto di riferimento per il resto del mondo

ho i brividi per il video :(
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
silvia: Il testo lo trovi qui
http://www.saveriotommasi.it/blog/articolo.php?id=64

leggendo il tuo commento iniziavo ad aver paura di venir bacchettato pure io.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Incarcerato:il testo può essere utile pure a te.
Silvia ha detto…
Marco! Ma io non ti potrò MAI, MAI, MAI bacchettare! E tu lo sai!!! Sciocchino che sei...

;-)

Grazie per avermi indicato il testo...
Quoto Franca in tutto e per tutto.
stella ha detto…
Anch'io non sento l'audio,ma ho sentito la testimonianza della signora.

Agghiacciante...
ed è sempre la donna a rimetterci.

Quando nacque mio figlio,allora non c'erano ancora le ecografie,diedi un sospiro di sollievo perchè era maschio,pur avendo io desiderato una femmina,durante la gravidanza!
evita*°** ha detto…
Ciao,
io sono una di quei porci schifosi sozzi.
Non mi appello a nessuna religione per essere "pro life".
Non voglio discutere la storia di questa donna, né di singole donne.
E' terribile il modo in cui ha abortito, è una storia tristissima e toccante. Mi spiace molto, moltissimo che abbia passato tanto dolore.
Non sono una di quelli che dice: sono contraria all'aborto, allora godo della sofferenza di chi abortisce.
No, mai! Sarebbe un controsenso.
Ma questo non toglie che ciò che porti in grembo, che tu lo voglia o no, è TUO FIGLIO, anzi VOSTRO figlio. Saranno anche solo poche cellule, ma sono cellule umane, non di bovino, erba, fiore. E' un processo che inizia da quell'unione e termina solo con la morte.
Vi siete mai guardati come corpi in divenire continuo??
Voi potete anche ritenere un porco chi non la pensa come voi, ma sono certa che capiate che per chi è contrario all'aborto, il porco è proprio quello che abortisce.

Detto ciò, non leverei la legge, perché piuttosto che far tornare le donne da quelle orrende mammane a farsi deturpare, preferisco che quell'atto sia fatto in ospedale da mani sicure.
Per me il punto è nella mentalità. Non nella legge.

Detto ciò, penso che gli uomini abbiano tutto il diritto di parlare di ciò: sono nati così, e perché la loro mamma non li ha abortiti.
E poi sono responsabili del figlio ugualmente (ci mettono uno spermatozoo, mi pare).

Sono contenta di essere la prima voce fuori dal coro, ma triste comunque.

Spero non ci sia aggressione nei miei confronti, ma che ciò che penso proviate a capirlo.
Grazie.
Gatta bastarda ha detto…
quetsa donna doveva aver diritto ad un aborto in ospedale... con l'aiuto di medici e psicologi... perchè un aborto è sempre doloroso e straziante!
certo che il marito poteva starle vicino...lasciare i figli dalla nonna con una scusa qualsiasi...così da sola è stato ancora peggio!
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Evita: nessuno ti falcerà per ciò che hai detto. Credo, che chiunque donna sia contraria all'aborto, anche chi è favorevole alla legge. Io da possibile futuro padre sarei contrario, ma nel caso ciò fosse necessario mi dispiacerebbe ancora di più vedere la mia compagna soffrire o rischiare addirittura la morte perchè lo Stato dove vivo lo proibisce. E poi,una vita è sempre una vita, ma non tutte le vite sono concepite in condizioni idilliache. Possono essere frutto di violenza o qualsiasi altra cosa.
Una donna violentata e messa incinta deve poter dire no ad un figlio che comunqe è frutto di violenza e non amore.
E poi, per me ogni cellula merita rispetto, non solo quella umana che sia di bovino, pianta o qualsiasi cosa e credo che per questo lo stato debba lasciare la scelta a chi porta nel proprio grembo la vita e non al vaticano.
Nessuno vorrebbe mai perdere un figlio, ma è anche vero che nella vita le cose non sempre vanno come si vorrebbe.
Ora lascio a te la risposta se vorrai.
evita*°** ha detto…
Ciao,
anch'io penso si debba rispettare qualunque forma di vita (non l'ho scritto nell'altro commento, perché diventava troppo lungo), vegetale o animale o fungo!
Non sono certa che "chiunque donna sia contraria all'aborto, anche chi è favorevole alla legge": ne conosco che per un motivo o per un altro pensano che l'aborto non sia un atto "brutto" (passami la parola!). Ne conosco anche due che hanno abortito da grandi, erano sposate, con condizioni economiche favorevoli,senza farsi problemi..

Per quello che riguarda le donne violentate.
Credi che eliminare il figlio che hai in grembo possa cancellare la violenza subita?
La violenza su una donna è lo schifo, la cosa più terribile, orrenda che esista, e non ci sarà niente che potrà cancellarla. I segni li porterai dentro e fuori per sempre, che tu tenga o no la vita che hai dentro e che non ha nessuna colpa.

E poi, non voglio essere cinica, ma quante famiglie non possono avere figli? Se invece di abortire si trovasse un modo per dare i bambini a chi li saprebbe amare e li desidera, non sarebbe meglio?

Ovviamente le leggi dovrebbero cambiare, per facilitare le adozioni..

Spero di essere stata esaustiva..
evita*°** ha detto…
E, postilla:
alcune ragazze giovani, magari abortiscono per nascondere la gravidanza.
Allora è sulla società che bisogna agire: perché devi sentirti condannata se sei incinta e non sei sposata??
Perché la gente non ti deve lasciare stare?
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Bene Evita, in ogni caso mi sembra un voler rispettare la donna e colei che nel bene o nel male passa 9 mesi nella gestazione di un figlio.
Una violenza è qualcosa di terribile, una ferita che non si chiuderà mai, per questo sono convinto che debba essere lasciata alla donna la facoltà di scegliere.
Lo vera libertà è questa, non quella di poter spendere i tuoi soldi nel comprare cose utili a soddisfare bisogni indotti.
Poter scegliere del proprio corpo, quello che si ritiene più giusto.
E poi, la società è sicuramente da cambiare, ma non per colpa della 194 ma bensì, dalla svolta reazionaria nella quale è precipitato il Paese.
evita*°** ha detto…
Non saremo mai d'accordo.
Ovviamente la libertà non è quella di spendere soldi.
Ma non sono certa che poter fare tutto ciò che si vuole sia libertà.
Per la "libertà di abortire": sembra sempre che dimentichiamo che c'è un altro essere umano in ballo.

La società dovrebbe cambiare ed essere più accogliente verso la diversità, verso la novità. Più capace di lavorare insieme per il bene collettivo, mentre solitamente si pensa solo a se stessi..Non apro altre parentesi.

Credo solo che si debba lavorare sulla prevenzione (intendo in generale: aumentare il benessere percepito e reale, creare nuovi posti di lavoro e opportunità, abbattere il giudizio su se stessi e gi altri, prevenzione nella sessualità).
Ciao!
SCHIAVI O LIBERI? ha detto…
Certo, la libertà non è fare quello che si vuole, la libertà secondo me è raggiungere assieme il bene comune.
Sulla società... mi trovi d'accordo con te anche se nuovi posti di lavoro sono praticamente impossibili se non si cambia il modo di lavorare.
Io mica ti ho detto di essere favorevole all'aborto, ma in certi casi non può nemmeno essere impedito o condannare una donna a farlo in modo clandestino.
Poi sono cose che richiederebbero più spazio di un commento.
Ciao

Post popolari in questo blog

Considerazioni

La crisi morde, e il degrado al quale stiamo assistendo lascia sbalorditi. Tutto ormai si riduce ad una contrattazione al ribasso in  qualsiasi campo della vita politica, economica e sociale di questo paese. Sotto il peso del ricatto della crisi e di questa stolta teoria di sviluppo, subiamo miserie che fino a qualche decennio passato pensavamo buttate nel dimenticatoio della storia.
Così ci ritroviamo qui a difendere nel terzo millennio l'acqua come bene pubblico, ad aggrapparci ad un lavoro che nella maggior parte dei casi subiamo come violenza psicologica e sociale senza una qualche speranza di realizzazione professionale; a lottare per ciò che ritenevamo elementari diritti di una società civile come poter godere di una vecchiaia senza il dover pensare a come fare per mantenersi.
Siamo in crisi, in crisi di sistema economico e antropologica: ci hanno cambiati in questi 40 anni, adattati ad un pensiero unico che, promuovendo individualismo e competizione, ora ci sta conducendo …

Per la mia candidatura a rappresentante sindacale

La situazione economica che stiamo attraversando necessita di un’ analisi accurata.
Se guardiamo all’Europa e alla sua politica deflazionistica, dettata dai padroni della finanza per ridurre il potere dello Stato , lo scenario assume contorni apocalittici.
Ai vari Stati membri infatti, vengono imposte politiche di austerità condite con massicci piani di privatizzazioni e liberalizzazioni: una vera e propria macelleria sociale ( qui si apre anche la questione democratica sul perché due organismi come BCE e Commissione europea , i cui membri non sono eletti dai cittadini, possano decidere la politica di Stati con parlamenti eletti dai popoli). Senza parlare poi di questa globalizzazione, la quale serve solo ad una ristretta cerchia di persone al di sopra di tutto per arricchirsi ai danni dell’intera umanità.
In questo contesto la lotta capitale - lavoro, che qualcuno mistificando la realtà ci aveva detto superata, diventa non lotta per migliorare la propria condizione esistenziale,…

IL SENSO DI ESSERCI

Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, di una vita tranquilla con i nostri cari. Ma cosa è la felicità, il benessere al quale tutti noi ambiamo in ogni anelito di vita? Questo sistema continua a illuderci che la felicità dipenda da un qualcosa di esterno da noi, dall'aver più cose, una bella famiglia o un amore per il quale scioglierci. Eppure, il consumo di psicofarmaci nell'occidente considerato ricco aumenta, e sempre più persone si aggrappano a effimere condizioni per superare il vuoto che attanaglia il quotidiano. Qui allora nasce l'eterno quesito filosofico sul quale sia lo scopo della nostra vita; possibile che lo scopo della vita sia accumulare cose che comunque un giorno dovremo lasciare in ogni caso? O la felicità e il senso di esistere dipendono da un percorso interno che porta all'autorealizzazione indipendentemente da ciò che ci circonda, da ciò che abbiamo o lavoro facciamo? Questi quesiti nascono in me dopo anni di impegno politico, credendo di po…