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L'AUTOSTIMA

Con molto piacere in questi giorni mi sono imbattuto nel nuovo scritto di Paolo Barnard. Devo dire, dopo aver avuto un breve scambio di mail tempo fa in cui mi è sembrato abbastanza abbattuto, che la cosa mi ha fatto estremamente piacere. Sono convinto che, fino a quando continueremo a scrivere, vorrà dire che in fondo non avremo smesso di credere ancora in un futuro diverso. In questo suo lavoro, ritrovo molte delle mie convinzioni. Per carità, non parlo di verità, perchè queste le lascio volentieri in mano a chi si ritiene onnisciente, ma come "organismo" ancora in grado di pensare cerco più fonti da elaborare per avvicinarmi il più possibile alla realtà. Una delle cose che mi piace, è il suo modo di attribuire le responsabilità di ciò che accade a noi, alla nostra scarsa autostima. Lo so, risulterò ripetitivo, ma sono convinto che una delle caratteristiche fondamentali per cambiare il sistema sia avere un'immensa fiducia in se stessi, credere di poter fare qualcosa perchè infondo anche noi siamo parte della Storia e volendo possiamo incidere. Una delle critiche che si leva dallo scritto, è rivolta a quello che viene considerato l"antisistema", vale a dire i vari Travaglio, Grillo e Guzzanti. Nonostante il loro preziosissimo lavoro infatti, possono risultare un danno per i "seguaci" i quali, credendo e sapendo di non avere la stessa visibilità mediatica, senza le loro "direttive" si sentono impotenti, quasi inutili quando invece ognuno di noi è comunque un importantissimo ingranaggio per il funzionamento del sistema. Riusciremo a fare paura al potere, solo quando saremo in grado di fronteggiarlo senza il bisogno di guide, ognuno indipendente nelle proprie scelte quotidiane. E poi c'è il tempo, quella dimensione ormai sempre più frenetica, fagocitata dal lavoro e dai mille problemi della quotidianità. Non c'è più tempo per costruire relazioni, elaborare un lutto, trovare un nuovo senso a un senso che viene a mancare. Tutti presi, ci dimentichiamo che la vita non è infinita, lottiamo non per avere nuovi diritti ma per evitare che ci vengano sottratti quelli già acquisiti quando potremmo ottenere il diritto a lavorare meno, ad avere più tempo per noi e la nostra crescita interiore e culturale. Questa mancanza, ricade anche sulla possibilità di rendersi parte attiva nella società e a volte, quasi sempre, nella capacità di informarsi al di fuori dei normali canali di informazione. Tutte queste situazioni, non fanno altro che perpetuare l'attuale stato di cose.
Io ho provato a fare un breve riassunto, naturalmente per come l'ho interpretata io, se avete tempo e voglia, per correttezza consiglio comunque la lettura qui.

Commenti

Andrea De Luca ha detto…
deve essere interessante
desaparecida ha detto…
Ecco io ho cominciato a leggerti....
Ma credo di essere in coma e siccome ho 2 neuroni....di cui uno pigro....l'unica cosa saggia che io possa fare...è lasciarti la buonanotte...e poi ne parliamo domani!

Buonanotte get...è sempre un piacere passare di qua.
Pupottina ha detto…
ciao. buon giovedì...

l'autositma è importante per fronteggiare ciò che non va nel sistema...
Gianna ha detto…
L'autonomia di pensiero è rara,secondo me.

Marco,grazie con un abbraccio e parlo di solidarietà!
luce ha detto…
Sicuramente tutti noi siamo tasselli di un grande puzzle, certamente i tasselli bianchi per trovare un utilizzo devono prendere colore e caricarsi sulla spalle il peso di una decisione, o addirittura della partecipazione, per cambiare dobbiamo partire da noi stessi e poi dalle piccole cose, dai comuni, le province, la regione, e lo stato.
Rouge ha detto…
L'ho letto anch'io ieri e condivido la sua analisi in gran parte, anche se non credo sia tanto una questione di mancanza di autostima quanto una mancanza di rappresentatività. I punti di riferimento sono andati via via scemando e chi è in basso nella scala sociale non sa più dove guardare.
Tutto il resto è tutto vero ma non si può avversare un sistema senza tenere conto di chi questo sistema protegge e alimenta.
Unknown ha detto…
Guarda io concordo con quello che hai scritto e poi lo sai quanto ci tengo che l'uomo, il più umile, emerga e si faccia sentire. Persone come Travaglio o Grillo evidentemente ce l'hanno fatta anche per questione di autostima( e un bel po di compromesso a differenza di Barnard).

Hai ragione, noi facciamo parte del,l Storia, anzi noi siamo la Storia. E come dice anche Agosti la Storia dovrà parlare dei sei miliardi di persone, perchè ognuno di noi è un capolavoro.
E purtroppo siamo tutti incarcerati, io lo ripeterò sempre, nessuno di noi è libero se è costretto a lavorare tutti i giorni per vivere e dedicare poco tempo alla nostra persona.

Se penso a chi si fa un culo così in fabbrica, ai cantieri, e tanti altri lavori umili. IL lavoro ti aliena porca miseria, e poi ci credo che molti di noi rimangono ignoranti e sono anche contenti così.

Noi ci accontentiamo, non pretendiamo. E io non mi tiro indietro, non mi nascondo dietro un dito, anche io mi sto accontentando...

ps sul post di russo si sta discutendo della manifestazione del PD. Mi sento molto ma molto minoritario...
riri ha detto…
Ciao Marco,sono daccordo con te e con quanto ha espresso l'incarcerato.
Quei pochissimi che hanno un lavoro non fanno altro che correre..come dire non c'è tempo..non c'è tempo per fare altro ed è tristemente vero.L'autostima è necessaria per sopravvivere,ma non è mai abbastanza sufficiente,comunque sono convinta che sia il primo passo per scuoterci.
Un abbraccio ed un caro saluto a tutti i tuoi lettori.
Bastian Cuntrari ha detto…
Rouge mi trova d'accordo con la sua analisi: manchiamo di rappresentatività, di identificazione. È vero che i vari Travaglio, Stella e Rizzo (per quel che mi riguarda, NON includo Grillo e Guzzanti) potrebbero sembrare dannosi: ma - opinione personale - sono rimasti l'unico riferimento (vogliamo usare una parola desueta?) "ideologico", laddove le ideologie, i credo (nell'accezione ovviamente laica del tetrmine), non esistono più. Una volta c'erano poltici nei quali potevi riconoscere il tuo pensiero, il tuo sentire. Sono spariti. Ogni coalizione, sia a destra che a sinistra, ha operato la grande ammucchiata: liberali a destra e a sinistra; socialisti a destra e a sinistra; democristiani (democristiani!) a destra e a sinistra. E noi, cani sciolti, a crearci icone, a cercare "voce" altrove: nella cosiddetta antipolitica.
Meglio di niente, dico io...
(Ottimo post e ottimo link, Schiavi o Liberi!)
sara! ha detto…
ora lo leggo...avevo parlato anch'io di paolo barnard nel mio blog, ma di avvenimenti vecchissimi di cui nella mia infinita ignoranza sono venuta a sapere da poco tempo a questa parte. cmq dobbiamo crederci, "chi lotta puo perdere, chi non lotta ha gia perso"!
articolo21 ha detto…
Ultimamente ti stai distaccando un pò dai problemi del paese e stai ricercando un pò di tranquillità interiore vedo attraverso la lettura. Secondo me stai per imbracciare il fucile ahaha... La calma prima della tempesta :)
Crocco1830 ha detto…
Mi trovi perfettamente d'accordo. Paolo Barnard aveva espresso questo concetto in un articolo del settembre 2007, dal titolo "il gregge e il precipizio". Ottimo, allora come oggi.
Ciao.
SCHIAVI O LIBERI ha detto…
Il fatto è che secondo me questo sistema è alimentato anche da chi non dovrebbe farlo. Berlusconi non vince perchè è eletto dal signore, ma perchè il 53% degli italiani non sa guardare oltre il proprio interesse e individualismo.
Poi, la rappresentatività deve essere tale e non una delega in tutto e per tutto.
Votare una volta ogni cinque anni e gli altri 4 chissenefrega.

Articolo 21:ahahahah può darsi. Sai sono quasi a livello.
Franca ha detto…
"...credere di poter fare qualcosa perchè infondo anche noi siamo parte della Storia e volendo possiamo incidere..."

Concordo: il cambiamento comincia dal quotidiano di ognuno di noi...
Anticlericale89 ha detto…
La storia siamo noi...

perchè delegare altri?
L'autostima vera oggi ce l'hanno poche persone...la maggior parte è una pecora che ha perso il proprio individualismo per delegare a far pensare al suo posto il sistema...

Si dovrebbe insegnare l'individualismo nelle scuole,individualismo non come egoismo,ma come pensiero,individualimo come "essere individuo",con un pensiero magari diverso da tuti gli altri,ma libero e non in catene.

Soltanto quando le catene saranno sciolte potrà esserci autostima,quando non ci sarà bisogno di maschere e corazze per proteggersi dai giudizi altrui.
Silvia ha detto…
Consapevolezza. Io lo dico continuamente, finché non riacquisteremo consapevolezza... non potremo mai raggiungere quel grado di autostima sufficiente per renderci conto delle nostre possibilità reali e di muoverci per cambiare le cose. Consapevolezza, ma chi ha coraggio di ritrovarla?
desaparecida ha detto…
Sono d'accordo con silvia,l'autostima nasce dalla poca consapevolezza che si ha.
E' vero essere consapevoli oggi nn è semplice con una realtà teatrante che ci circonda e ci opprime...ma insomma nn impossibile!
Con un po'di buona volontà (e di costanza)ci si può rendere conto che diventa ogni giorno più difficile potersi autodeterminare,riuscire a gestirsi,riuscire ad aprirsi e vedere che altro c'è oltre un quotidiano scandito da tempi che nn sono i nostri ma che a qlsiasi prezzo rendiamo tali.
Essere consapevoli che la violenza nn è solo qlla evidente e colorata che si vede in televisione (come se a noi nn ci toccasse pure),ma soprattutto quella sottile che si insinua all'interno delle tue scelte facendoti vedere che la strada “giusta “ è solo una!
Essere consapevoli è essere coscienti che di briciole nn si vive.
Già solo questo porterebbe ad un maggiore senso di autostima personale,che nn è poco.

Ti abbraccio mio caro get :*
Pupottina ha detto…
chi la canta questa canzone?
gattina ha detto…
schiavi o liberi??...
secondo me schiavi...
cmq molto bello il blog...!!XD
cm va??
ciao
scusa ma se vieni nel mio blog x commentare ti accorgi ke devi andare infondo alla pagina...e io nn lo volevo cosi!
nn so xke lo fa! cosa ho pigiato? mi potresti aiutare perfavore ?
il Russo ha detto…
Concordo con Barnard, per quanto io possa apprezzare buona parte del lavoro di Travaglio (stendiamo un velo pietoso su Grillo) invece di stimolare le persone ad informarsi, ad approfondire e a non fermarsi mai, i suoi estimatori tendono ad appiattirsi e a delegargli le proprie frustrazioni da anti berlusconiani.
Non basta ed è controproducente, ha stra ragione Barnard.
AKUL87 ha detto…
Bellissimo post. Complimenti!
bradipa ribelle ha detto…
vero, per cambiare bisogna innanzitutto credere in se stessi e nelle proprie potenzialità, non smettere mai di dire informarsi e di conoscere, e, soprattutto, combattere per i diritti propri e degli altri....

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